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My Fair Lady La Trama |
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Elisa, stanca di dover per forza tollerare il maschilismo surreale di Higgins, in un delirio urla di volerlo morto ! | ||
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“Sò che con i tuoi nervi si potrebbero fare altrettante corde di violino. Ma pensa a quello che stai cercando di realizzare, rifletti cosa potrai guadagnare. La maestà e la grandezza della Madrelingua è la più grande ricchezza che possediamo. I più ispirati pensieri che abbiano mai attraversato la mente degli uomini sono espressi nei suoi straordinari, immaginifici e musicali miscugli di suoni. Ed è questo il premio che ti accingi a conquistare, Elisa. E, con la tenacia, ci riuscirai |
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E' bello navigar tra i sogni e la realtà leggera come un fior ... è un sogno che non sò se è da sognare o nò se poi mi sveglierò ... STUPENDO, complimenti al doppiaggio ! |
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La scena più simpatica del film. Alle corse di Ascot, tra il fior fiore della nobiltà inglese. Elisa ormai sà pronunciare bene, ma le sue idee sono ancora quelle di una popolana. Eccola quindi mescolare in maniera assolutamente surreale espressioni volgari e linguaggio aulico. Con grande “soddisfazione” del professor Higgins ... |
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... e scandalo di tutti i presenti ! | ||
Lezione di educazione sessuale “... a parte le cose che si possono imparare, la differenza fra una dama e una fioraia non stà tanto nel come si comporta, ma nel come viene trattata Un commento Nell'analizzare un'opera come My Fair Lady è inutile utilizzare tanti giri di parole. Bisogna riconoscere con franchezza che la sua trama e il suo stile risalgono agli anni '50 e che sono il prodotto di una mentalità molto differente dalla nostra. E questo genera, inevitabilmente, qualche difficoltà interpretativa che bisogna superare. L'argomento di My Fair Lady è, in ultima analisi, il rapporto uomo-donna, visto con l'ottica degli anni '50. Perchè il film non è una semplice trasposizione musicale del Pigmalione. In questo musical Rex Harrison caratterizza il maschilista dal cuore d'oro. Per lui franchezza e rispetto non sono mai inconciliabili quando tratta con una donna. In My Fair Lady, il maschilismo di Higgins diviene talvolta tanto surreale da strappare inevitabilmente il sorriso, come quando se ne esce con espressioni del tipo : “avvolgetela in carta da imballo e alloggiatela nella pattumiera”. Espressioni che si contrappongono alla consapevolezza che Elisa è più di un semplice oggetto d'esperimento : “Perchè avrei lavorato tanto? Cosa credi che interessi di più oltre che prendere un essere umano e trasformarlo in tutt'altro essere umano insegnandogli praticamente una nuova lingua? Significa colmare la profonda lacuna che separa classe da classe e anima da anima”. La sua forza d'animo, la sua creatività, il suo dinamismo tipicamente maschile, si contrappongono all'istinto femminile di Elisa : “ Ciò che ho fatto, con tanta fatica, non l'ho fatto per il lusso o i bei vestiti, ma perchè era ... piacevole ... stare insieme. Era piacevole ... avere cura di voi”. Higgins trasforma Elisa, ma nel far ciò viene a sua volta sottilmente trasformato da Elisa. Il suo atteggiamento cambierà da un'ingenuo ed impossibile tentativo di ricondurre Elisa a sè reclamandone infantilmente il possesso, alla capacità di comprendere, evolvendosi, che non ha creato Elisa, ma ne ha solo evocato la presenza. In questo senso il personaggio di Elisa si contrappone idealmente a quello di Rachel, nel film “Blade Runner”, di Ridley Scott. Anche Rachel è il prodotto di un pigmalione, Tyrell, un mago dell'ingegneria genetica, nella Los Angeles del 2017. Ma la femminilità di Rachel è un prodotto artificiale : anche se è fisicamente e psicologicamente una donna, in realtà non è nemmeno un essere umano. E' una creazione dell'uomo, una delle sue massime espressioni culturali e tecnologiche. Il concetto di femminilità è quì interpretato come un'abito che l'uomo cucisce addosso alla donna (o come si dice oggi, al genere femmina) per compiacere se stesso, per appagare i suoi intimi sentimenti e le sue necessità sessuali. Nel film la sua essenza è simboleggiata dall'unicorno, poichè esiste solo in quanto prodotto dell'immaginazione dell'uomo. Nel mondo moderno questa è una visione molto più diffusa e radicata di quanto non sembri : al punto tale che molti critici ritengono Mona Lisa un'autoritratto di Leonardo da Vinci. Il senso di My Fair Lady è esattamente l'opposto : la femminilità è un'attitudine intrinseca alla donna, non una creazione culturale dell'uomo o uno strumento di prevaricazione e controllo. A questo proposito non bisogna mai dimenticare che l'obiettivo ultimo ed esplicitamente dichiarato di Elisa è l'acquisizione delle caratteristiche della dama ideale : lo spirito sagace e l'animo nobile. Quindi non è solo un'obiettivo di carattere estetico, ma anche sostanziale e spirituale. E il fondamentale apporto di Higgins è solo funzionale allo scopo : “Sò che con i tuoi nervi si potrebbero fare altrettante corde di violino. Ma pensa a quello che stai cercando di realizzare, rifletti cosa potrai guadagnare. La maestà e la grandezza della Madrelingua è la più grande ricchezza che possediamo. I più ispirati pensieri che abbiano mai attraversato la mente degli uomini sono espressi nei suoi straordinari, immaginifici e musicali miscugli di suoni. Ed è questo il premio che ti accingi a conquistare, Elisa. E, con la tenacia, ci riuscirai”. Ci si potrebbe chiedere se lo spirito di Elisa ha ancora un senso nella società odierna. Ma vi è un'altra domanda che è più urgente : se ne può fare a meno? |
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Directed by George Cukor Writing credits Alan Jay Lerner
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