Gli occhi della notte
- Wait until dark -

La trama
Sam Hendrix è un fotografo in viaggio di lavoro in Canada.
Sull'aereo che lo sta riportando a New York conosce casualmente Lisa.
All'arrivo essa, con una scusa banale, gli rifila una bambola.
E' imbottita di eroina.
Tre malviventi, complici di Lisa, cercheranno in tutti i modi di recuperarla, ben attenti a non destare alcun sospetto, perquisendo accuratamente la casa di Sam quando lui è assente per lavoro.
Operazione quanto mai delicata : infatti Susy, sua moglie, è una donna cieca ...

Le scene più belle
I tre malviventi si incontrano a casa di Susy, per decidere il da farsi.
Roat è placidamente seduto su una sedia a dondolo e invita gli altri a deporre le loro armi su un tavolino, davanti a lui

Carlino Io sono disarmato ...
Roat Sul suo onore? Lisa dice che lei è un violento sergente e quella tasca è un pò troppo pienotta ...
non è simpatico negoziare in un'atmosfera di sfiducia
- Carlino depone sul tavolino un para-nocche di metallo -
Roat - rivolgendosi a Mike -
Invece lei? Eh! ...
- Mike tira fuori un rasoio da barbiere -
Ooooh lavoriamo di fino!
Mike E lei? Il suo gingillo preferito?
Roat - impassibile estrae dalla tasca una statuetta d'avorio raffigurante una donna, e la tiene sospesa con due dita -
Geraldine
Carlino - ringhia -
Che cosa sà fare?

ubbidendo ad un movimento appena percettibile delle dita di Roat, in una frazione di secondo, dalla base della statuetta esce una lama metallica di circa 10 centimetri.
Ora la lama, la statuetta e il viso di Roat sono perfettamente allineati, in verticale, la sua espressione è inintelligibile dietro gli occhiali da sole a lenti circolari e le sue labbra sono serrate

Mike Potremmo mettere anche Geraldine sul tavolo?
Roat No
- adesso la statuina è saldamente nella destra di Roat e la lama è rivolta verso l'alto -
, mi dispiace tanto ...
Carlino Perchè lei no?
Roat Perchè Geraldine fà da arbitro ...

Roat tormenta una terrorizzata Susy, sfiorandola con una mano e con un foulard
“Vuole darmi la bambola Susy?”
“Io non ce lò!” - il foulard sfiora il volto di Susy
“Non posso crederlo” - il foulard la sfiora di nuovo
“Non ce lò!!! Non ce lò più con mè!!!” - il foulard cala di nuovo implacabile - “che cos'è!!!??? stia fermo!!!”
“Io non voglio farle del male” - la sfiora di nuovo - “quindi mi dica dov'è quella bambola, per il suo bene” - e la sfiora ancora
“Non lo sò!!! Non è quì!!!”
“Perchè non mi dice la verità?” - questa volta le accarezza il volto con una mano
“Aaagh che cos'è !!!???”
“Una cosa delicata : la mia mano”

Alcuni commenti
La personalità di Susy è dominata da un nervosismo ossessivo, determinato dal suo stato di necessità e soltanto parzialmente temperato dal suo buon rapporto col marito.
Muovendosi in un'ambiente familiare trasale ad ogni rumore insolito, si angoscia per ogni oggetto fuori posto.
Il suo status le permette, paradossalmente, di percepire sottili ed essenziali cambiamenti della realtà più velocemente dei suoi nemici e quindi di batterli sul tempo.
E' la sua particolare sensibilità che obbliga lo spettatore a porre sullo stesso piano rumori ed immagini.
Ottima l'interpretazione di Alan Arkin : un killer spietato ma raffinatamente gelido e compassato, una vera interpretazione “alla Hitchcock”.
Grandioso il climax finale.
Il film è insolitamente, ma non sgradevolmente, in bianco e nero.


Una domanda che può sorgere spontanea è la seguente : data la trama, “Gli occhi della notte” può essere considerato ancora un film stile anni '50 ?

Secondo mè sì, e per diverse buone ragioni.
L'elemento principale è senz'altro costituito dal rapporto uomo-donna.
Il comportamento dell'uomo nei confronti della donna ruota ancora attorno al concetto di femminilità.
Con tutto ciò che naturalmente ne consegue.
Inoltre, non si considera la mentalità della gente come irreversibilmente cinica e la malvagità non viene mai rappresentata tramite la volgarità.

Però stride il confronto tra la New York del 1967 e la Roma del 1953.
In una città troviamo una piccola borghese, sola, in uno squallido seminterrato, che lotta spinta da un'angoscia disperata.
Nell'altra una principessa e la sua corte, e una terrazza con una splendida vista sulla città di Roma.
Metafora, neanche tanto velata, tra una visione dal basso e una dall'alto dell'esistenza umana.

La condizione dell'infanzia è drammaticamente cambiata : il rapporto con gli adulti dove era gioioso ora è conflittuale


Wait Until Dark

Who cares how cold and grey the day may be
Wait until dark and we'll be warm
Our place of love, is where we face our dreams together
Where our fantasies take fold
When I can feel your nearness in the night
My dissapointments disappear
The chilliest day may bring us little dreams
That seem to miss their mark
But, oh my darling, wait until dark


Non importa quanto il giorno possa essere grigio e triste,
aspettiamo il tramonto e il nostro cuore si riaffrancherà.
Il luogo delle nostre passioni è solo dove condividiamo i nostri sogni,
dovunque si materializzino le nostre fantasie.
Quando percepisco il tuo respiro nell'oscurità
la mia tristezza svanisce.
E se il monotono scorrere del giorno soffoca le nostre aspirazioni,
che paiono quasi perdere la loro essenza,
aspettiamo il tramonto.


Directed by
Terence Young 

Writing credits
Frederick Knott  (play)
Robert Howard-Carrington

Cast
Audrey Hepburn .... Suzy Hendrix
Alan Arkin .... Roat/Harry Roat Jr/Roat Sr
Richard Crenna .... Mike Talman
Efrem Zimbalist Jr. .... Sam Hendrix
Jack Weston .... Carlino
Samantha Jones .... Lisa
Julie Herrod .... Gloria



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