L'Era
del Bello
- l'apogeo di Hollywood -
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Il
cinema degli anni '50 era concepito
per sognare.
Non tentava di imitare la vita in modo snaturato ed abominevole.
Anche nel
vortice della passione, senza esagerazioni, rifletteva la natura umana
e le sue intime aspirazioni
Le
lacrime
di Ingrid Bergman in Casablanca,
il sussurrare di Grace Kelly
in Caccia al ladro,
il delicatissimo pudore che Audrey
Hepburn manifesta in Sabrina,
denotano una cosa sola: nella
commedia classica la vita è rappresentata come una
sensibilità, una passione, uno stile, un sogno.
Se dovessi fare un paragone con l'architettura direi che è
come
Venezia: non c'è una ragione specifica per la quale debba
esistere, ma esiste perchè qualcuno in tempi remoti
là
voluta così
Le dive degli anni
'50
non hanno agito isolatamente.
Erano romantiche, ma anche la società del tempo aveva una
sensibilità romantica.
Il cinema degli anni '50 rappresenta ciò che la società
vorrebbe
essere,
non quello che è costretta ad essere.
Riflette i sogni e le speranze di un pubblico che stà
uscendo faticosamente dai traumi delle Guerre Mondiali |
Negli anni '50 il
confronto Est-Ovest non è ancora
degenerato nell'equilibrio
del terrore e il Cinema
sottolinea l'immagine di una
società nella quale il tempo libero ha ancora una grande
importanza.
Dal punto di vista stilistico tutto ciò si riflette in films
dalle atmosfere un pò ovattate, dai caldi colori pastello,
con
lunghi e pittoreschi stacchi privi di dialogo: si veda l'incipit del
film Il Pianeta Proibito.
Mentre la figura dell'eroe, sia esso un John Wayne o il primo Bond di Doctor
No, ha ancora una dimensione,
nel bene e nel male, umana
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