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Sirente
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Cenni |
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E' il centro, il cuore delle montagne d'Abruzzo. Ripido e imponente,
il Sirente alza le sue pareti di roccia di fronte al Gran Sasso e alla conca aquilana, si lascia vedere dalla piana di Sul mona e dalla Maiella nel suo aspetto
più spettacolare, migliore. Sul versante opposto, rivolto a sud, scendono al Fucino larghissimi
dossi di pascoli e rocce, separati da valloncelli carsici, arrotondati. Per chi guarda dal Passo del Diavolo o dalla Montagna Grande, dal Genzana o dai valloni del Greco, quella del Sirente
è una presenza senz'altro di tono minore.
Con i suoi 2348 metri di quota, il Sirente non è tra le montagne abruzzesi
più alte. Eppure la sua colossale parete rivolta a settentrione propone all'alpinista estivo e invernale degli impegni
anche seri. Solo pochi, tra i numerosi e complicati spigoli calcarei della
grande parete sono stati saliti. Lo sciatore-alpini sta, a sua volta, ha a disposizione le ripide nevi della Valle Lu para (la via normale del versante Nord), del
più serio canalone Maiori, degli ampi dossi che scendono al passo del Cancello, dove
è possibile avventurarsi anche con gli sci da fondo ai piedi. Già:
è un mondo di contrasti, il Sirente.
A nord della vetta maggiore, gli ampi pianori e le scure faggete tra la strada Rocca
di Mezzo-Secinaro e il crinale che precipita verso la valle dell'Aterno sono un mondo tranquillo,
bosco so. I dintorni di Rovere e di Ovindoli, i prati dell'Anatella e la Valle .d' Arano offrono tranquille passeggiate per tutti, e facilissime gite con
gli sci da fondo d'inverno. A due passi, la grande parete Nord è una struttura severa. Appena
più a sud, al contrario, gli aridi versanti della Serra di Celano sono un mondo carsico, mediterraneo, assolato. |
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Geografia |
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Il
massiccio del Sirente e della Serra di Celano completa ad oriente il sistema montuoso del Velino, vero cuore geografico delle montagne
abruzzesi. Geograficamente, il Sirente e ancora più al centro dell'Appennino che non il Velino. Dalla vetta, non
è difficile scorgere i due mari della penisola. La catena del
Sirente si avanza a settentrione con un ampio altopiano, che
alterna radura a crinali di |
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bosco,
e scende ripido a settentrione sulla valle dell'Aterno tra Stiffe
e Goriano Valli.
Sul più settentrionale dei crinali sono le
<<pagliare>> di Tione e di Fontecchio, a mezzogiorno,
al di là della strada Secinaro-Rocca di Mezzo, è la grande
parete del Sirente. La cima principale è formata da un crinale orientato da ovest nord ovest a est sud est, lungo una quindicina di
chilometri, e che culmina via via nel M. di Mandra Murata ( 1949 m),
in una serie di cocuzzoli minori, nella cima del Sirente (2348 m) e nel M. San Nicola (2012 m), affacciato sulla conca
di Sulmona. A nord, il crinale precipita con una complessa parete di roccia.
A mezzogiorno scende con un enorme piano inclinato cosparso di cocuzzoli e doline, che cala verso il Fucino. Poco a nord ovest di Aielli
è il Passo del Cancello (Vado Castello su IGM, 1548 m), importante passaggio tra
il Fucino e i magri pascoli più in alto.
Verso le Gole di Celano, l'altopiano termina di colpo con le c i me del M. Secino (1508 m), del M. Etra (1818 m), del M.
della Savina ( 1760 m) e del M. della Revecena ( 1835 m). In direzione di Collarmele e della piana di Sulmona,
l'altopiano si rialza nel M. Ventrino (1567 m) prima del valico stradale di Forca Caruso. Le profonde Gole di Celano, un canyon spettacolare come pochi in Appennino, separano il Sirente dalla Serra di Celano, a sua volta un massiccio nel massiccio.
La cima più elevata (1924 m) è nel punto più meridionale, e si protende con la rocciosa cresta
Ovest verso Celano. Poi la cresta piega a nord e forma la Serra dei
Curti (1860 m), dove il crinale si biforca. Un ramo prosegue a nord a separare li
Piano dei Curti dalla Valle d'Arano, l'altro piega a nord ovest, e
si alza nella caratteristiche elevazioni del M. Faito (1704 m) e Pizzo di Ovindoli (1574 m) che domina l'omonimo abitato. |
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Sentieri e
Segnaletica |
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La presenza di escursionisti, al Sirente, è assai minore che non al Velino.
Ciò spiega le peggiori condizioni di molti sentieri, e il minor numero di itinerari segnati. Sono stati segnati da parte del CAI di Rocca di Mezzo e dell' Aquila gli itinerari:
- Gole di Celano dalla Val d'Arano alle Foci - Rovere, Colle di Mandra Murata, M. Sirente
- Prati del Sirente, Valle Lupara, M. Sirente Una poco visibile segnaletica rossa, invece,
sale per il canalone Maiori del versante Nord del Sirente. Non Vi sono, al
Sirente, rifugi utilizzabili a fini escursionistici. |
Velino
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Cenni |
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C'è il Velino scabro, solare, roccioso, che si alza a chiudere il Fucino, che fa da sfondo a quello che fu il lago
più vasto - il solo vero lago - d'Abruzzo. C'è il Velino triangolare e appuntito, che appare fin da Roma, che si mostra da gran parte delle
cime più occidentali dell' Appennino - il Terminillo, il Viglio, il Tarmo. Il
Velino che scende sui magri campi di Rosciolo e Massa d'Albe, che offre calde scarpinate d'estate, e facili e divertenti salite invernali con la montagna innevata.
Sul versante opposto, c'è un Velino diverso. Un Velino più dolce, che scende con complicate dorsali verso i grandi pianori di Pezza e di Campo Felice, e verso l'Altopiano delle Rocche al di
là. Un Velino che lascia spazio alle fitte, stupende faggete del la
Val di Teve e della Valle Cerchiata - entrambe sono tra le più belle dell'intera catena. Un Velino raggiungibile d'estate, e invece lontanissimo d'inverno, quando la cima
più alta diventa raggiungibile solo sci ai piedi alla fine di un complicato percorso a saliscendi.
C'è il Velino massacrato, poi, dai nuovi condomini di Rocca di Cambio, dal delirante svincolo autostradale di
Tornimparte, dalle strade insensate che si sono aperte la via, negli ultimissimi anni, fino al lago della Duchessa ed in Valle Amara. C'è il Velino delle costruzioni della
Magnola, dei condomini di Ovindoli, di un'edilizia deturpante che qui, come su molte montagne d'Abruzzo, ha trovato spazio. Troppo spazio.
L'austera Val di Teve, dominata dalle colossali pareti di roccia del Muro Lungo e da quelle
più miti del Rozzo, che si apre nella parte più alta in uno stupendo anfiteatro chiuso da complicati speroni di roccia.
La distesa del pianoro di Pezza, chiuso a 360° da una imponente catena
di cime, sbarrato a occidente dalla muraglia verde della faggeta. E poi il lago della Duchessa, le rocce del Costone.
I complicati speroni di roccia della Sentinella, le arrotondate dorsali che continuano a nord con il Monte San Rocco e il Monte Cava, che proseguono la catena verso i monti del
Cicolano.I crinali bonari - a loro volta, in molti punti, rocciosi - che scendono verso la conca aquilana, che si affacciano verso il ca stello d'Ocre isolato sul suo cocuzzolo austero, e verso le chiese aquilane.
Per molti versi, insomma, il Velino è un simbolo delle montagne d' Abruzzo. Per le forme, la tradizione, la storia.
Ovindoli e Rocca di Cambio sono stati tra i primi paesi, da queste
parti, a trasformarsi in centri residenziali e in stazioni di sci. Ai piedi del massiccio, straordinari monumenti come la romana Alba Fucens e la commovente S. Maria in Valle
Porclaneta, una delle chiese romaniche più pure d' Abruzzo, testimoniano che la presenza dell'uomo, da queste parti,
è antica.
Oggi, il Velino è innanzi tutto la più raggiungibile delle montagne abruzzesi. Dall' Aquila, ci si arriva in breve, soprattutto se si vuole salire alle vicine dorsali del
Cagno, del Cefalone, dell'Ocre. Da Avezzano, il versante meridionale della grande mon tagna
è li, a portata di mano. Soprattutto, sono state le autostrade a rendere questa montagna vicina per molti. Da Roma, così come da Pescara o da Chieti, la terza montagna dell' Ap pennino
(curiosità: la quota della cima più alta è la stessa del Vettore, nei Sibillini)
è a un'ora d'auto da casa. Come per molte altre montagne, e forse
più che per qualcuna, vale qui una notazione importante. La conoscenza, se
è conoscenza vera, può significare tutela. |
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Geografia |
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Il massiccio vero e proprio del Velino si alza direttamente dal Fucino, e culmina nelle vette principali del massiccio: quella del Velino (2486 m)
è proprio al centro, visibile da tutte le direzioni. Ad est, il Pizzo Cafornia (2424 m) si alza a poche decine di metri dalla cresta che dal M. Cafornia (2405 m) scende al Colle del Bicchero (2075 m). Ad ovest, l'altro cocuzzolo del M. Sevice (2331 m) prosegue con il lungo crinale del Rozzo (2064 m) per scendere poi su
Cartore. E' un massiccio isolato, che il duplice solco della Val di Teve e della VaI Majelama separa dal resto del gruppo,
più a nord.
A settentrione di questo stacco marcato, Si aprono una serie di catene a ventaglio. Il centro di quest'ultimo
è tra il Colle del l'Orso, le cime del Costone ed il lago della Duchessa. La
più orientale delle catene che formano il ventaglio è anche probabilmente la
più nota: inizia dal Colle dell'Orso (214 I m), prosegue con le due elevazioni vicine pomposamente battezzate pun te Trento {2239 m) e Trieste (2247 m), poi si allunga nella dorsale della Magnola (2224 m), raggiunta dagli impianti di
risalita che scendono a Ovindoli. A sud della Magnola, la Sentinella (2178 m)
è il più cospicuo di una serie di cocuzzoli minori affac ciati su Forme e sul Fucino.
Ad ovest del Colle dell'Orso, la dorsale che chiude la Val di Teve si alza innanzitutto nella cima orientale del Costone (2271 m). Da questa, a nord est, si stacca la poco
marcata dorsale che scende al rifugio Sebastiani (2102 m) ed al vicino Colletto
di Pezza (2070 m), e prosegue poi con la costiera rocciosa della Cimata di Pezza (2132 m). Sembra una catena secondaria, eppure
non lo è. Alla Cimata di Pezza seguono il Colle del Nibbio ( 1914 m), raggiunto dagli impianti di Campo Felice, e infine il M.
Ro tondo (2060 m), a sua volta assediato dagli skilift e che scende I
invece ad oriente - verso Rocca di Mezzo - con una parete rocciosa
di discreto aspetto.
Qui, bruscamente, la catena piega a nord ovest; scende a For ca Miccia (1655 m), si rialza al di
là nel M. Cagno (2153 m) e nel tavolato di M. Ocre (2204 m), a cui si affianca, dal
lato di Cam po Felice, il cocuzzolo di M. Cefalone (2142 m). Poi, ancora con l' andamento a nord ovest, scende pian piano con la dorsale della Costa Grande verso la conca aquilana. L'ultimissima propaggine
è il cocuzzolo di M. Luco (986 m), che sovrasta da presso la città.
Dalla vetta occidentale del Costone (2239 m), ha origine inve ce la catena che stacca la Valle Leona dalla Valle di
Morretano, si alza nel M. Puzzillo (2174 m) e prosegue poi con il M.
Cornac chia (2010 m) e il M. Fratta (1878 m) a separare Campo Felice da
Tornimparte. Al di là della strada che sale dallo svincolo del la A24, il M. Orsello (2043 m) fa ancora parte di questo sistema.
Sempre dalla vetta occidentale del Costone, si stacca la dorsale, secondaria ma
imponente e rocciosa, del Muro Lungo (2184 m), che si erge tra il lago della Duchessa (1778 m) e la Valle di Teve. Appena a nord, un'altra dorsale secondaria si dirige a
occi dente a formare il M. Morrone (2141 m), e a separare la Valle Amara dal Vallone del Cieco e dai pascoli di
Cartore.
La dorsale principale, invece, è quella che prosegue con assai scarsa importanza fino al valico del Cerasolo (1522 m) che met te in comunicazione la Valle Amara con il Piano del
Cerasolo, e si rialza poi all'improvviso nella costiera del M. San Rocco (1880 m), del M. Cava (2000 m) e del M. Rotondo (1993 m). |
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Rifugi |
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Due sono i rifugi utilizzabili nel gruppo.
- il rifugio Sebastiani al Colletto di Pezza (2102 m) è stato uno dei primissimi ad essere edificati in Appennino. Oggetto di un appassionato restauro nel 1976 da parte della sezione di Roma del CAI,
è stato quasi subito danneggiato e incendiato (!) da parte di ignoti vandali. Ora, dopo un restauro
più modesto, offre un confort molto ridotto (qualche branda,
fornello). E' saltuariamente gestito d'estate, e sempre aperto.
- la capanna di Sevice, nella valletta erbosa tra il Sevice e il Rozzo,
è stata inaugurata nel 1983 e può ospitare una decina di persone. Le chiavi si possono richiedere al
GEV, oppure all'ANA di Magliano de' Marsi. |
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Sentieri e
Segnaletica |
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A causa del folto numero di escursionisti, i sentieri del Velino sono normalmente ampi e ben segnati, facili da seguire su tutti i tipi di terreno. La sezione del CAI di Rocca di Mezzo ha
risistemato negli ultimi anni la segnaletica di molti percorsi, mentre altri
utili interventi sono stati compiuti dal CAI di Avezzano, dal CAI di Rocca di Cambio e dal Gruppo Escursionisti Velino
di Magliano de' Marsi.
I sentieri segnati sono i seguenti:
- Capo di Pezza, Colle dell'Orso, Colle del Bicchero, M. Cafornia, M. Velino - variante per il rifugio
Sebastiani: Passo le Forche, Valle di Teve, Capo di Teve - Passo le
Forche, Capanna di Sevice, M. Velino - Pascolano, base del Canalone, Grotta di S. Benedetto -
Corona, base del Canalone, cresta Sud sud ovest del Velino, M. Velino -
Corona, Canalino, Canalone, cresta Sud del Velino, M. Velino - Corona, Fonte Casale, Pizzo Cafornia - Forme
(loc. Peschio Rovicino), Valle Majelama, Colle del Bicchero - Forme (loc. Peschio
Rovicino), la Sentinella - Rocca di Cambio, M. Cagno, M. d'Ocre -
<<direttissima>> est di M. Cagno - base della seggiovia
Brecciara, M. Rotondo - Vado della Brecciara, Campo Felice, rifugio Sebastiani |
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