Abruzzo  Mountains  

Escursionismo

Gran Sasso - Monti della Laga

Pizzo d'Intermesoli 2635 m.

C. MASSICCIO D'INTERMESOLI

E' un massiccio ben individuato e complesso, compreso tra la VaI Venacquaro e la VaI Maone. Compongono questo sottogruppo quattro cime disposte attorno alla depressione formata dalla Conca del Sambuco (versante settentrionale). La cima più alta è il Pizzo d'Intermesoli, Vetta Meridionale 2635 m, che guarda verso il Pizzo Cefalone, dal quale è separata dalla Sella dei Grilli; la Vetta Settentrionale 2483 m è collegata alla Meridionale tramite una bella cresta. Ad E della Vetta Settentrionale, al di là della Conca del Sambuco, si ergono il Picco Pio XI 2282 m, ben visibile dalla Valle del Vomano e, a N di questo, il Picco dei Caprai 1947 m, struttura secondaria ma ben distinta e visibile dalla parte bassa della Val Maone. La parte settentrionale del massiccio è caratterizzata da zone selvagge e poco frequentate, scoscesi valloni e verticali pareti di rocce marce e stratificate. La Vetta Meridionale è quella più interessante dal punto di vista alpinistico: la sua parete E domina la Val Maone con una bastionata ininterrotta di superbe pareti dove si distinguono cinque strutture fondamentali dette Pilastri, che si esauriscono su una vasta zona di ripidi pendii erbosi; al di sopra si elevano fasce di rocce dirute interrotte da canali. L 'ambiente, la vista sulla Val Maone e sui prospicienti Corno Grande e Corno Piccolo, sono oltremodo suggestivi.

PIZZO D'INTERMESOLI, Vetta Meridionale 2635 m.

E' la vetta più alta del massiccio, si alza immediatamente a N della Sella dei Grilli. E' la cima più importante del sottogruppo, collegata alla Vetta Settentrionale e al Picco Pio XI tramite due creste. Il panorama è fra i più belli e affascinanti del Gran Sasso. Verso S e verso O ripidi pendii brecciosi si alternano a erti prati: ad E una grande parete rivolta verso la Val Maone, è solcata da profondi canali che delimitano complesse strutture (i Pilastri). La cima vera e propria viene raggiunta solo occasionalmente, infatti le scalate della parete E terminano su terrazze erbose dalle quali, normalmente, si ridiscende a valle; l'alpinista vi trova in genere itinerari piuttosto lunghi e generalmente su roccia buona.

La 1a salita invernale è probabilmente quella di Fernando Angeletti e Leonida Rizzani, il 31 dicembre 1912.

 

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