DORNIER DO-X

 

 

Caratteristiche:

 

Nazionalità : Germania;

 

Anno : 1929;

 

Apertura alare : 47.2 m;

 

Lunghezza : 40.3 m;

 

Altezza : 10 m ;

 

Motori : originariamente 12 Siemens Jupiter  montati in tandem , poi la motorizzazione fu potenziata:

 

Carico : 66 passeggeri per lunghe distanze, 100 per tratti più brevi;

 

Peso al decollo : 52000 Kg.

 

 

Claude Dornier , il primo progettista nonché proprietario dell'omonima casa aeronautica era un uomo che precorreva i tempi. La sua propensione per la tecnica fu palese fin dalla sua gioventù, tanto che dopo aver seguito i corsi in un istituto tecnico a Monaco andò a lavorare per l'industria Zeppelin dedita principalmente alla costruzione di dirigibili.

La sua vera passione erano comunque gli aerei e nel 1911 ( solo un anno dopo esser stato assunto ) costruì il primo aeroplano interamente metallico.

Zeppelin fu compiaciuto delle sue idee ed in breve gli assegnò un'intera divisione dell'industria che sarebbe stata impiegata alla costruzione degli aerei concepiti dallo stesso Dornier. Il lavoro in questo distaccamento fu così intenso e proficuo che dopo il primo conflitto mondiale Dornier fu in grado di mettersi in proprio.

Il ruolo degli idrovolanti stava sempre più prendendo piede in quel periodo, ma per la maggior parte dei casi le trasvolate di questi mezzi si limitavano a brevi tratti, Dornier invece era fermamente convinto che il loro futuro li avrebbe presto visti spadroneggiare nelle traversate oceaniche : la sua previsione fu esatta e Dornier precorse tutti in vista dell'epoca d'oro degli idrovolanti.

Forse il progetto più ambizioso portato avanti da Dornier fu la costruzione dell'imponente Dornier Do.X, un grande idrovolante che poteva essere paragonato ad una vera e propria nave volante.

Per concepire i suoi dettagliati disegni occorsero ben 7 anni di lavoro ed altri 2 furono impiegati nella sua costruzione.

Il progetto fu finanziato dal ministero dei trasporti tedesco ed una volta ultimato il 12 Giugno 1929 ci si trovò davanti al più grande, pesante e potente ( intesa come potenza motore ) aereo del mondo.

Il 21 ottobre dell'omonimo anno l'aereo prese il volo portando a bordo 169 persone : 150 passeggeri, 10 membri di equipaggio e 9 stowaways; il precedente record mondiale di persone trasportate a bordo di un aeroplano fu facilmente cancellato e per superare una tale cifra saranno necessari altri 15 anni.

Il viaggio avvenne alla bassa velocità di 105 miglia l'ora per una quota massima raggiunta di 200 metri ed una permanenza in volo di 40 minuti.

La sistemazione interna prevedeva tre piani : nel superiore trovavano posto la cabina di comando, quella del capitano, l'ufficio di navigazione, quello radio ed il controllo motori; nel livello intermedio in mezzo ad un lusso comparabile a quello dei transatlantici dell'epoca in differenti scomparti trovavano alloggio i passeggeri. Il piano più basso era riservato al trasporto bagagli e carburante.

L'aereo aveva una fusoliera metallica con ali formate da una travatura metallica ricoperta in tessuto.

Il profilo della cellula prevedeva uno scafo molto idrodinamico con due grandi stabilizzatori laterali raccordati alla parte centrale.

Il piano inferiore una volta ammarati era praticamente sotto la linea di galleggiamento mentre il livello dei passeggeri godeva di una buona vista sull'acqua anche grazie ai molti finestrini ricavati sui lati .

L'ala era alta al livello del piano superiore e dotata di travi di rinforzo che la congiungevano alla fusoliera; sopra questa imponente estensione montati su supporti opportuni trovavano sede i 12 motori ad elica quadripala che provvedevano al sostentamento, montati a coppie su 6 gondole.

Con la versione base dei motori l'aereo era in grado di superare di poco i 400 metri di quota massima.

L'enorme massa dell'idrovolante creava dei problemi anche in fase di virata ( o per lo meno delle più strette ) tanto che più di una volta fu chiesto ai passeggeri di spostarsi su di un lato o sull'altro per assecondare la curva.

Purtroppo la depressione succeduta al crash di Wall Street del 1929 creò drastici problemi al programma Do.X e molti investitori caduti in rovina furono costretti a ridimensionare il loro interesse nei riguardi di questo  idrovolante.

Spinto anche da questo drammatico avvenimento Dornier pensò di creare una buona pubblicità alla propria creatura puntando ad una grande impresa: il giro del mondo da parte del Do.X. La partenza avvenne il 2 Novembre 1930 da Fredrichshfen  ( Germania ) , poi via per Lisbona, coste ovest dell'Africa, Sud America, New York , Azzorre per poi puntare al ritorno verso Berlino ( qui sono state elencate solo alcune delle tappe occorse al viaggio ).

Quest'impresa comunque non fu certo rose e fiori e problemi logistici, tecnici, incidenti e contrattempi segnarono questa trasvolata , ma Dornier era deciso e sotto le sue pressioni dopo 10 mesi che l'aereo girava il mondo il Do.X fece ritorno in Germania dove fu accolto da una folla festante di oltre 200000 persone: una nuova tappa miliare nella storia dell'aviazione era stata scritta.

Altri due aerei della classe Do.X furono costruiti e consegnati in Italia nel 1931 dove servirono presso l'esercito in ruoli principalmente dimostrativi e di prestigio.

In definitiva il ruolo commerciale del Do.X purtroppo  non ebbe seguito e nel 1934 le unità furono ritirate.

Il primo modello fu trasportato al museo di Berlino dove andò distrutto in un incendio nel 1943 durante un attacco Alleato.

Sebbene la vita attiva di questo aereo fu relativamente breve rimane uno dei più importanti esperimenti dei primi tempi dell'aviazione come uno dei più straordinari idrovolanti mai costruiti.

 

 


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