
Caratteristiche:
Nazionalità : Stati Uniti;
Anno : 1955 ( primo volo dopo la conversione da B-36H a XB-36H )
Lunghezza : 48.6 m;
Apertura alare : 69 m;
Altezza : 14 m;
Peso massimo : 152000 Kg;
Motori : 6 Pratt & Whitney radiali da 3800 hp l’uno e 4
turbogetto General Elettric da 2350 Kg di spinta l’uno;
Equipaggio : 5;
Velocità massima : 760 Km/h;
Velocità di crociera : 430 Km/h;
Quota di servizio : 14000 m;
Numero di serie : no.51-5712.

Già durante la seconda guerra mondiale negli Stati Uniti era
stata proposta la possibilità di costruire degli aerei alimentati ad energia
nucleare, nello specifico si pensava principalmente alla costruzione di
bombardieri e tale sistema di propulsione fu avanzato sotto l'ottica di poter
aumentare l’autonomia da poche ore ad anche parecchi giorni.
I primi studi sviluppati nel corso del conflitto furono puramente
teorici e portarono alla conclusione che la creazione di un aereo propulso ad
energia atomica era realizzabile in un tempo stimato di 15 anni.
Il passo successivo fu quello di testare gli effetti del volo su
di un reattore nucleare aerotrasportato; il reattore scelto era abbastanza
grande e proprio per questo si dovette trovare un mezzo di trasporto che avesse
le capacità di trattenerlo all’interno della propria stiva.
L’aereo più
appropriato fu visto nel B-36 ( nella foto a lato ): si tratta del bombardiere
più grande di tutti i tempi, tutt’oggi fuori dal servizio attivo, all’epoca era
l’evoluzione maggiore delle fortezze volanti della seconda grande guerra e
sebbene rimase in servizio attivo senza compiere missioni degne di nota fu un
deterrente psicologico perfetto in attesa del più moderno B-52.
Il primo settembre 1952 la base aerea di Carswell fu colpita da
un tornado e svariati velivoli andarono perduti o danneggiati; fra questi
ultimi vi era anche un B-36H il quale fu fortemente danneggiato al muso,
così presa la palla al balzo e trasportato
l’aereo in officina per le riparazioni furono eseguite una serie di modifiche
che avrebbero convertito il velivolo in aereo da test per il trasporto di un
reattore nucleare:fra le più importanti variazioni rispetto al modello di
partenza si ricorda il ridisegno completo della parte anteriore e la
ricostruzione della struttura interna al fine di permettere la sistemazione di
un reattore nucleare.
L’aereo entrò in pieno titolo a far parte del progetto WS-125A
che prevedeva la realizzazione di un bombardiere propulso appunto da energia nucleare.
Il velivolo una volta
convertito prese il nome di XB-36H ( la X sta per aereo sperimentale ) ed in
seguito fu ribattezzato come NB-36H ( la N sta per aereo permanente da test ) e
non ebbe il compito di creare un mezzo propulso da un reattore nucleare quanto
fu usato per testare i vari fattori che avrebbero potuto influire su un
reattore nucleare una volta in volo ; a tempo successivo era previsto lo
sviluppo di sistemi di alimentazione che avrebbero potuto garantire potenza
all'aereo.
Il reattore nucleare, pesante 15800 Kg e dalla capacità di erogare teoricamente fino a 1 Mwatt, era montato in una stiva centrale delle 4 usualmente dedite al trasporto bombe.
Il reattore aveva poi la possibilità di essere rimosso con un
apposito montacarichi una volta che l'aereo era a terra.
Per il raffreddamento erano inserite una serie di prese che
correvano lungo i lati centro-posteriori della fusoliera : in volo l’aria prima
entrava dai buchi anteriori, raffreddava il complesso, indi fuoriusciva dai
fori posteriori.
L'equipaggio risiedeva interamente nel muso in un compartimento
ricavato nella prua modificata che era isolato dalla parte retrostante con
strati di gomma e piombo, in più per garantire un maggior isolamento fra la
zona anteriore ed il vano bombe che conteneva il reattore era locato un disco
di piombo del peso di 4 tonnellate.
Per garantire una maggiore sorveglianza della zona reattore era
realizzato un sistema di telecamere a circuito chiuso che sorvegliavano ogni
zona di interesse.
Al fine di evitare ogni affaticamento alla vista internamente i
compartimenti dell'equipaggio furono colorati di un grigio tenue.
Sulla deriva posteriore dell’aereo era dipinto il classico
segnale circolare a raggi gialli-neri che indica la presenza di materiale
radioattivo, mentre sui lati della fusoliera fu appresso il soprannome dato
all’NB-36H : Crusader.
L'equipaggio era di 5 persone: pilota, copilota, un ingegnere di
volo, due ingegneri nucleari ed il numero degli occupanti era vincolato al
massimo peso trasportabile sulla nuova prua modificata dell’aereo. Di questi
solo il pilota ed il copilota che stavano nella cockpit rialzata avevano la
possibilità di vedere l'esterno attraverso i finestrini della sala di pilotaggio.
Il nuovo arrangiamento del muso prevedeva una soluzione più corta
rispetto alla convenzionale con cockpit rialzata e sotto una zona riservata al
controllo del reattore come all'equipaggio.
Il primo volo del mezzo avvenne il 17 settembre 1955 ed in totale
furono realizzati 47 voli tutti eseguiti su zone deserte e distanti dagli
abitati; durante ciascuno di questi una speciale unità di crisi , un C-97 da
trasporto, affiancava l'aereo: al suo
interno vi era un plotone di Marines armati che in caso di incidente occorso al
Crusader si sarebbe paracadutato sulla zona per circondare ed isolare l’area;
fortunatamente tale supporto non fu mai necessario.
Ristrettezze economiche e questioni di sicurezza ambientale
fecero decidere per la cancellazione del programma WS-125A, così a fine Marzo
1957 l'NB-36H compì il suo ultimo volo, indi i reattore venne definitivamente
separato dal velivolo.
L'aereo fu demolito qualche mese dopo, le parti radioattive
furono seppellite.
Prima della cancellazione del programma era già in previsione la creazione di un aereo sperimentale chiamato X-6, che si sarebbe sviluppato su di un B-36H e sarebbe stato interamente alimentato da un reattore nucleare; gli sviluppi del WS-125A e la sua cancellazione lasciarono ogni idea su carta.

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