WHITE  KNIGHT

 

SpaceShipOne

 

 

Nazionalità : USA;

Tipo: Piattaforma volante per il lancio di veicoli suborbitali;

Equipaggio ( SpaceShipOne ) : 3 di cui 2 passeggeri ed 1 pilota;

Dimensioni ( assieme ) : 25 m , 28.35 con pinne di estensione;

Altitudine massima ( White Knight ) : 16000 m;

Costo del programma : stimato fra i 20 – 30 milioni di dollari USA.

 

 

La piattaforma di lancio volante White Knight ( Cavallo Bianco ) e l’aereo-razzo SpaceShipOne sono stati disegnati per permettere voli suborbitali per passeggeri a un’altezza di circa 100 Km.

Oltre allo scopo di iniziare un’avventura di turismo spaziale quest’impresa viene condotta dalla Scaled Composites al fine di vincere l’X-prize: un premio di 10 milioni di dollari che sarà consegnato alla prima agenzia privata in grado di poter garantire voli in orbite basse ( 100 Km ) su velivoli in grado di trasportare almeno 3 persone, in grado di ritornare autonomamente a terra e ripetere il tragitto spaziale con frequenza settimanale.

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Non sono molte, ma sul pianeta ci sono un gruppo di aziende che sperano di poter costruire dei velivoli in grado di iniziare la strada per un nuovo genere di turismo : quello spaziale; i progetti avanzati, più o meno arditi, prevedono per la maggior parte la costruzione di aerei-razzo in grado di poter raggiungere un’orbita bassa per restarvi al più per pochi minuti, a quanto dicono gli esperti abbastanza per poter assaporare l’emozione di toccare lo spazio con un dito ed ammirare la bellezza del nostro pianeta parecchie miglia più in basso.

Fra le varie proposte di razzi, aerei o velivoli ibridi la Scaled Composites si è messa in campo con il progetto di un aereo-razzo aerotrasportato che al momento è probabilmente l’idea più avanzata nel campo di velivoli privati per turismo spaziale.

 

 

 

La proposta della Scaled viene schematizzata qui di fianco: il velivolo White Knight porterebbe sotto la sua fusoliera molto smilza l’aereo –razzo SpeceShipOne fino ad una quota di circa 15000 metri; a tale limite lo SpeceShipOne sarebbe sganciato ed inizierebbe a salire autonomamente in una stretta verticale verso l’alto usando il proprio propellente.

La spinta permetterà di toccare una quota di 100 km.

Il rientro avverrebbe con una lunga caduta fino alla quota di crica 20000 metri durante la quale le superfici aerodinamiche sarebbero totalmente alzate, così da garantire un miglior assetto di ritorno negli strati bassi dell’atmosfera.

Ad una quota di 15000 m l’assetto tornerebbe quello convenzionale e con una lunga planata l’aereo sarebbe ricondotto al suolo.

 

 

 

 

 

 

BREVE STORIA DEL PROGETTO

L’idea di creare un aereo per voli spaziali fu azzardata alla Scaled Composites nel 1996.

Il progetto nei primi anni di concezione incontrò non pochi problemi durante la sua ideazione, come nei test iniziati nel 2000.

Il pieno programma di sviluppo ebbe luogo nel 2001 sotto il più totale segreto.

Il primo volo del White Knight avvenne il primo Agosto 2002 a Mojave ( California ). Esso durò solo 2 minuti e durante il breve balzo furono riscontrate delle rilevanti vibrazioni.

Tutti gli elementi del progetto furono ufficialmente svelati al pubblico solo il 18 Aprile 2003, sempre presso Mojave.

All’epoca il White Knight aveva compiuto un numero di 20 voli circa e le previsioni riferiscono che entro fine anno dovrebbe avvenire il primo volo suborbitale.

 


 

WHITEKNIGHT

 

 

 

 

Si tratta di un’ideale piattaforma di lancio volante, sicura e versatile.

L’idea di progettare viaggi spaziali facendo partire un vettore dal suolo è l’idea più usata al giorno d’oggi, ma alla Scaled Composites sono convinti che questa non sia la strada giusta per iniziare l’era del turismo spaziale.

I lanci di vettori dal suolo sono troppo rischiosi, costosi e necessitano razzi dal peso molto elevato.

Il White Knight è stato concepito per portare un aereo-razzo ad una certa altezza, cosicché una volta sganciato sia lasciato libero di proseguire autonomamente, con minori rischi poiché il decollo avviene già in quota, e adoperando costi d’uso minori poiché il propellente necessario a giungere una quota suborbitale è visibilmente minore nei confronti di un missile che dovesse partire dal livello del mare.

La linea del getto è sensibilmente influenzata dal suo compito di aerotrasportatore: sono presenti due piani di coda a T distinti, le ali sono snelle e la propulsione è garantita da due turbojet della General Electric posizionati sui fianchi della fusoliera.

La cabina di comandi è del tutto simile a quella dello SpaceShipOne.

Al suolo lo stazionamento è garantito da quattro ruotine fissate sui carrelli alle radici dei longheroni alari e la rilevante altezza al suolo fra terreno e fusoliera permette una facile sistemazione per il carico al di sotto della sezione centrale.

 


 

SpaceShipOne

 

 

 

Si tratta di un aereo-razzo da ricerca costruito per compiere voli a basse orbite ( 100 Km ).

E’ il vettore trasportato sotto il ventre del White Knight e dallo stesso viene rilasciato ad una quota di circa 15000 metri così da poter esser libero di compiere una salita vertiginosa grazie all’ausilio del suo razzo posteriore.

Internamente alla cabina, entro un diametro massimo di 1,5 m , vi sono 3 posti disponibili, uno anteriore per il pilota e due posteriori affiancati per i passeggeri.

Per permettere una maggior visuale esterna in ambiente extraterrestre si è pensato di esaltare al massimo la superficie trasparente della stessa cabina, ma nell’impossibilità di creare un’unica grande vetrata ( troppo fragile ed esposta alle sollecitazioni in prima persona ) si è pensato di inserire attorno al compatto naso dello SpaceShipOne un gran numero di oblò circolari, meno delicati se raffrontati ad un’unica superficie trasparente.

Lo stazionamento al suolo del velivolo viene garantito dal sostegno di due ruotine in sezione centrale ed un pattino anteriore.

 

 

Configurazione di salita

 

Configurazione di rientro prima della planata finale

 

 


 

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