Adhara

 

Descrizione dell’obiettivo

 

Le casse sono state studiate e realizzate con lo scopo di sonorizzare un ambiente di circa 35mq, in maniera sufficientemente completa. Gli obiettivi perseguiti sono i seguenti:

-          Utilizzo di 2 sole vie, il classico woofer+tweeter;

-          Una buona presenza ed estensione in gamma bassa;

-          Buona dispersione;

-          Immagine stabile e sufficientemente estesa;

-          Un buon equilibrio timbrico.

 

Il progetto è stato realizzato con un certo occhio per limitare le rifrazioni, mentre sono stati considerati di secondaria importanza la tenuta in potenza e l’efficienza, vista la destinazione d’uso, oltre alla ricerca di un dettaglio e focalizzazione esasperati.


Componenti utilizzati

 

I componenti utilizzati sono i classici ”componenti nel cassetto”; però sono stati scelti perché comunque sono capaci di garantire delle buone prestazioni in linea a quanto preposto. Il midwoofer è un modello da 17cm della Davis Acoustics, il KLV 17 A, dotato di cono in kevlar e una piccola ogiva rifasatrice. Di seguito una foto ed i parametri T&S:

 

 

Re  

6.10hm

Fs  

46.42 Hz

D   

128.00

Qms 

2.20

Qes 

0.49

Qts 

0.40

Bl  

6.78N/A

L1K 

0.85 mH

Ms  

12.59 g

Vas 

21.59 L

dBSpl

89.60 dB

Cms 

0.93 mm/N

 

Per gli scopi in oggetto, è particolarmente interessante la massa mobile non troppo elevata, al contrario della frequenza di risonanza.

 

Il tweeter è un Macrom MDT 100 S, comprato usato (era montato su una coppia di casse in sostituzione del modello originale); una volta tolta la griglia metallica, si è rivelato molto simile al vecchio Morel mdt 30. La stessa Macrom, pur contattata, ha fornito come unica indicazione solo che il modello in questione è uscito di produzione nel ’91.

 

 

La cupola è in seta trattata da 28mm e fa uso di ferrofluido, cosa ben visibile dal grafico dell’impedenza, piuttosto lineare. Questo fatto, unito ad una cupola relativamente grande, ha spinto l’utilizzo del tweeter nella speranza di poter utilizzare una frequenza di incrocio bassa, in modo da ottenere una dispersione relativamente ampia e non incorrere nel primi fenomeni di break-up del woofer.

 

 

Procedure di calcolo

La prima fase della progettazione è stata quella relativa al caricamento acustico del woofer. Il caricamento scelto è un classico reflex, visto che è piuttosto semplice modellare una risposta adeguata ai proprio gusti; inoltre si trovano in rete tanti programmi di simulazione che aiutano a decidere in che direzione muoversi. Il programma utilizzato in questo caso è Winisd; di seguito viene riportata la schermata della simulazione:

 

 

Il volume interno è circa 22 litri effettivi, e circa 24 visti dal woofer considerando l’assorbente interno ed il volume occupato da woofer e da qualche rinforzo. Non è stato ritenuto necessario fare un conto esatto, visto che poi la taratura finale deve essere fatta sulla cassa montata ed in posizione, sfruttando le possibilità del tubo di accordo a lunghezza variabile.

 

La seconda fase riguarda la progettazione del crossover. Per fare questo è stato utilizzato il software Speaker Workshop, unito ad un microfono e pre microfonico Berhinger, sia per fare misure che per effettuare le simulazioni necessarie. I componenti sono stati quindi montati nella cassa definitiva, e misurati direttamente nell’ambiente nel quale le casse sono destinate, nella posizione definitiva (dopo varie prove e misure utilizzando posizioni differenti, per verificare qual è l’interazione con l’ambiente). La scelta di progettare il crossover direttamente sul posto, effettuando misure in ambiente e non in campo anecoico (per quanto simulato) oppure con qualche tecnica particolare è stata fatta nella speranza di raggiungere una buona “coesione” tra casse e ambiente. Così facendo si è notato una certa differenza tra i due canali, nella gamma medio bassa, dovuta alla forte asimmetria della posizione destinata alle casse, sulla quale però è difficile intervenire.

La particolarità del tweeter è che è stato posto sulla sommità della cassa senza la flangia; in un secondo tempo è stata ricostruita una flangia, piuttosto piccola e non rotonda; la flangia rotonda, crea una diffrazione che interviene ad un'unica frequenza, visto che il bordo è sempre alla stessa distanza. In quest’ottica la scelta di una flangia un po’ meno simmetrica è stata fatta per diminuire l’effetto, con un ulteriore miglioramento posizionando del neoprene sulla superficie (non presente nelle foto a corredo).

 

A seguire ci sono le risposte in frequenza del woofer e tweeter non filtrati:

 

 

 

Le misure sono state ovviamente smussate a 1/6 d’ottava per renderle leggibili. Per il calcolo della fase, visto che SW non può misurarla con precisione, è stato utilizzato un programma esterno.

Con il montaggio effettuato, il tweeter ed il woofer hanno i centri di emissione piuttosto allineati: il bordo superiore della cassa piuttosto smussato aiuta a diminuire le diffrazioni del tweeter.

 

A questo punto è stato progettato il crossover; l’obiettivo è stato quello di contrastare l’emissione in salita del woofer oltre i 300 hz, e poi incrociarlo con il tweeter intorno ai 2200-2500hz, mantenendo le fasi vicine (se non sovrapposte).

 

Il crossover realizzato è in quasi un terzo ordine elettrico su entrambi i lati, con una frequenza di incrocio a 2400hz, per una pendenza acustica complessiva vicina ad un quarto ordine Linkwitz-Railey; in questo modo la gamma di sovrapposizione tra i due componenti è piuttosto limitata, con possibile riduzione dei problemi causati alla distanza delle emissioni dei componenti ed un aiuto al lavoro del tweeter anche se la frequenza taglio probabilmente sarebbe potuta essere ancora più bassa, ma ciò rendeva il suono meno pulito.

Sul woofer è montata una cella RC, probabilmente più vicina ad un ulteriore passa basso smorzato da una resistenza che ad una correzione dell’impedenza, ma comunque con lo scopo di piegare lievemente l’emissione in gamma alta.

 

 

 

Nell’immagine successiva viene riportata in nero la curva risultante, in blu e rosso le curve, ovviamente, di tweeter e woofer. Tratteggiate ci sono le curve della fase, anche se non propriamente sovrapposte e che si allontanano progressivamente.

 

 

 

Il grafici riportati qui sotto rappresentano quattro misure fatte sulla cassa completa: la prima riporta il grafico dell’impedenza, la seconda la risposta in frequenza misurata, in ambiente, con il microfono a circa 1,5mt di distanza e a 85 cm da terra, smussata ad 1/10 d’ottava, la terza è la risposta del condotto d’accordo. I livelli di queste misure sono arbitrari.

L’impedenza non è particolarmente impegnativa, è sempre maggiore a 7 ohm; la fase è compresa tra + e -40 gradi, ed è negativa dove il modulo è comunque tra i 10  14 ohm.

La risposta in frequenza mostra un avvallamento più accentuato rispetto a quanto simulato, dovuto anche a condizioni di misura non certo uniformi con la misura dei singoli componenti; comunque resta compresa in +-5db nella gamma audio, con la mediobassa in leggera evidenza; alcune delle differenze in gamma bassa con la simulazione sono imputabili al fatto che le misure sono state fatte su casse diverse in posizioni diverse.

La misura del condotto mostra un picco a circa 1000hz, che comunque è a -35db con l’emissione massima, a circa 40hz. Si sarebbe fatto sentire se in condotto fosse stato davanti? Forse si, anche se non molto, sarà motivo di approfondimento.

Il quarto grafico riporta a confronto 2 misure, in asse (rossa) e a 45° circa. Sono state fatte in momenti leggermente differenti, quindi non è detto che le distanze siano esattamente le stesse; in ogni caso si può notare che le due curve rimangono sostanzialmente vicine, anche alla frequenza di incrocio.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Costruzione del mobile

 

 

La cassa è stata costruita a partire da una precedente realizzazione, rimasta inutilizzata, che prevedeva l’utilizzo dello stesso woofer.  È stata comunque pesantemente modificata, per contenere il solo woofer. Per la forma, l’idea di fare una classica colonna è stata presa in considerazione con l’obiettivo di limitare il più possibile il ritorno delle riflessioni interne sulla membrana. Il rovescio della medaglia è la risonanza che si crea dovuta alla frequenza con lunghezza d’onda pari alla lunghezza della colonna e multipli. Per evitare questo effetto, è stato utilizzato un doppio strato di assorbente sul fondo; lo stesso fondo non è piano, ma inclinato di circa 45°, in modo da eliminare le facce parallele. In questo modo si crea un doppio fondo riempito, in questo caso, di lettiera per gatti. Oltre a questo è stato realizzato un vano, alto circa 8-10cm, per contenere il crossover e nel quale sono montati i connettori di collegamento. Due coppie di cavi, passando all’interno della cassa, portano il segnale al woofer e, tramite 2 ulteriori morsetti, al tweeter.

Le facce laterali sono state collegati da setti interni, mentre il frontale è stato realizzato in mdf da 19+10mm di spessore, contro i 19 delle altre pareti. Le misure riportate nel disegno sono interne, senza considerare lo spessore delle pareti.

Le pareti interne sono state coperte di assorbente, in parte con del classico bugnato a piramidi, in parte con della gomma piuma; anche dietro al woofer, come sul fondo, è stato inserito un doppio strato di assorbente.

Il supporto per il tweeter è stato realizzato con un semplice pannellino di mdf, spesso 4mm; la larghezza del frontale è circa 8cm, altezza 10cm, a cui il tweeter è stato incollato con del silicone.

Il condotto d’accordo, infine, è stato posizionato sulla parete posteriore, anche se questa posizione può portare ad una eccessiva interazione con la parete di fondo, ha però il vantaggio di diminuire l’emissione di frequenze maggiori di quelle previste, cosa da non sottovalutare visto che comunque il diametro è di 68mm. L’eventuale eccessiva esaltazione in gamma bassa può essere corretta, una volta in ambiente, variando la lunghezza o, eventualmente, inserendo dell’assorbente, cosa che in questo caso non è stata necessaria.
 

Fotografie

 

                        

La cassa in attesa di essere verniciata

 

         

Il crossover                                                                                                          La parte posteriore con il tubo d’accordo

 

 

 

 

L’interno, visto dal basso, con la disposizione di parte dell’assorbente, prima dell’inserimento del fondo.

 

Commento ai risultati

I risultati sono positivi, per lo meno a gusto personale. Gli obiettivi sono stati rispettati, sia da un punti di vista di misure, con una buona linearità (in ambiente) ed un carico non certo difficile, sia in campo “sonico”, con una notevole capacità di passare da un fruscio lieve e leggero ad un impatto dinamico di una batteria in maniera piuttosto naturale, una gamma bassa profonda e comunque piena, che da l’idea di un altoparlante leggermente più “grande” di quello utilizzato il tutto con una timbrica equilibrata. I diffusori in sostanza scompaiono, con una buona legatura tra woofer e tweeter, e propongono una sorta di palcoscenico che si sviluppa alle spalle delle casse, non dotato di una profondità da primato ma sufficientemente ampio, e molto piacevole, e questo anche utilizzando un economico lettore dvd al posto di un più qualificato lettore cd. I giudizi ovviamente sono soggettivi, anche se comunque resta l’aspetto positivo di riuscire ad ascoltarle con piacere per parecchio tempo...

 

 

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