Cubesat

 

Introduzione

Avevo bisogno di una piccola coppia di diffusori da utilizzare come canali posteriori nell’impianto home theatre. Questo impianto, nel mio caso, è del tutto separato dall’impianto audio; infatti al momento condividono solo la stanza, il classico salotto tuttofare con televisione, divano, computer ed altri oggetti di utilità varia. L’idea della realizzazione è nata dopo aver visto i classici supporti per casse dell’Ikea, alti circa 90 centimetri, che si prestavano proprio ad un utilizzo del genere: per i canali anteriori 90 centimetri sono tanti, a meno di utilizzare delle casse molto piccole tipo Bose, mentre per i posteriori l’altezza è quella giusta per superare in altezza lo schienale del divano.

 

 

 

Progetto

Nell’ottica di una bassa spesa ho deciso di utilizzare degli altoparlanti che avevo acquistato per la macchina e che, dopo un annetto di sevizio, erano stati pensionati. Il woofer è un componente della Nashville da 13 cm, serie “easy”, mentre i tweeter sono della Coral, modello Ct36, dotati di un semplice crossover composto da un condensatore da 3.3 microfarad sol tweeter. In generale la cosa migliore in un impianto Ht è avere tutti i canali uguali, per lo meno che abbiano la stessa timbrica. In questo caso mi sono accontentato di riutilizzare componenti già in mio possesso, differenti dai canali frontali, demandando ad una taratura il compito di dare una certa coerenza sonora ai vari canali.

 

Dovendo realizzare delle casse compatte, ho optato per una cassa chiusa di multistrato da 18mm; ho preso 4 pannelli da circa 15.5x21 peri lati e 2 pannelli 15.5x15.5 per il sopra ed il sotto (ma non ci sono problemi ad utilizzare misure diverse, il risultato non cambia anche aumentando un po’ o diminuendo il volume interno, il fatto di utilizzare una cassa chiusa aiuta un po’ in questo senso) ho utilizzato un procedimento di costruzione che ho visto su un sito (che non riesco più a ritrovare), ben diverso da quello che utilizzo di solito. Per cominciare si fresano a 45° tutti i lati dei 6 pannelli che compongono la cassa ( le immagini si riferiscono ad un prototipo che avevo realizzato in Mdf per sperimentare il procedimento ed ad un’altra “cassa” in via di sviluppo).

 

   

 

Successivamente si mettono in fila 4 lati, con le fresature rivolte verso il basso, e si fermano tra di loro con delle strisce di nastro da pacchi; da un lato conviene lasciare il nastro più abbondante, dopo di che si gira, facendo attenzione che il nastro non si stacchi, e si mette un po’ di colla sulle V delle fresature:

 

      

 

A questo punto si appoggia su una superficie piana di lato, cominciando a richiudere i vari pannelli per formare un quadrato: la disposizione delle fresature fa si che il verso di chiusura sia “unico”, il nastro consente si effettuare una certa forza che fa rimanere i pannelli attaccati:

 

 

 

Col nastro in avanzo si chiude anche l’ultimo angolo, poi o si mette una morsa a 90° di quelle per le cornici, oppure si mettono già gli altri due pannelli, e si comincia a mettere varie morse per fare forza sugli angoli ed irrobustire l’incollaggio. Attenzione a stringere in modo progressivo le varie morse, per non  rischiare di spostare i pannelli.

 

 

Nel caso specifico, ho fatto delle fresature ulteriori per inserire un listello sugli spigoli, dovuto al fatto che il legno scelto è spesso 18 mm e io ho una classica fresa che arriva a 14mm. Niente paura, si forma uno scalino di qualche millimetro in cui inserire appunto un listellino; avevo a disposizione un listello da 10mm, quindi ho fresato lo spigolo per farcelo stare, utilizzando un listello da 5mm si risparmia un po’ di lavoro. La parte di listello in eccesso può facilmente essere asportata con una piccola pialla, e poi lisciata con della carta vetrata, eventualmente lo smusso a 45 gradi nasconde le differenze tra i vari legni utilizzati (nel mio caso si nota, ma per errori di lavorazione…). Considerate che ho utilizzato questa stessa tecnica del listello anche per le Littlefostex, e li in effetti il risultato è migliore.

 

Successivamente ho creato le fresature per alloggiare gli altoparlanti, volevo infatti che i woofer non sporgessero per permettere il montaggio di una suggestiva griglia di protezione (ed il baffle anteriore non è molto spazioso..), ho stuccato le varie imperfezioni, carteggiato accuratamente, prima con grana grossa, poi successivamente con grana sempre più fine. Ho fatto un semplice foro sul fondo per far passare il cavo (all’inizio era sul pannello posteriore), visto che il supporto Ikea prevede il passaggio del cavo all’interno dei tubi, ho riempito completamente di assorbente acrilico per cuscini e ho collegato il tutto.

Il risultato? Un suono piuttosto equilibrato, ovviamente non molto presente sui bassi, ma che ovviamente immaginavo, ed un acuto un po’ frizzante che probabilmente attenuerò leggermente con una resistenza, dovuto alla differenza di sensibilità tra woofer (non molto efficiente) e tweeter, nella media. In realtà voglio attenuarlo solo per similitudine timbrica con i frontali e perché l’acuto rende un po’ più “visibile” la presenza della cassa. Sono piuttosto soddisfatto, i difetti sono comunque lievi vista la spesa ed il compito da svolgere, un risultato comunque equilibrato e valido viste anche le dimensioni, piuttosto ridotte, e poi adesso i caccia stellari dell’impero sono liberi di sfrecciare nel mio salotto, tra colpi di laser ed esplosioni… magari gli metto a disposizione anche centrale posteriore, chissà?

 

Qualche foto:

 

 

 

 

 

 

Contatto - Links - Home

 

 

1