Il ProvaCrossover

Introduzione
Arrivati al dunque della realizzazione di un crossover, sorge sempre l’annoso problema di come collegare i componenti in maniera sufficientemente stabile ma che premetta un rapido cambio.
Ognuno ha il suo metodo; si utilizzano i coccodrilli, rischiando di fare degli accocchi di fili e non considerando il fatto che i suddetti hanno una resistenza non indifferente. Oppure si passa direttamente alla saldatura, stabile però fin troppo “statica”; ogni variazione richiede l’accensione del saldatore. Poco male, non sono questi i problemi della vita.
Al che, memore di aver visto, anni fa, un provacrossover in campo car che consentiva di effettuare sostituzioni veloci di componenti (con contatti abbastanza stabili) mi sono fatto una versione più adatta alle mie esigenze.
Il Progetto
Parlare di progetto è eccessivo; il funzionamento è quello di sostituire tutti i vari collegamenti che in genere si fanno con i cavi con una struttura fissa e aggiungere degli attacchi per consentire un collegamento rapido e soprattutto sicuro (troppe le volte in cui mi sono accorto che uno dei collegamenti si era staccato…).
Per il supporto è stata utilizzata una basetta 1000 fori, anzi ne è stata utilizzata una per ogni via necessaria. Questo è assolutamente non vincolante, per me è stato una scelta di praticità e di dimensioni delle basette che avevo disponibili.
Quindi, presa una basetta di dimensioni 16x10 (è la dimensione minima, se possibile meglio aumentarla) si disegna dal lato non ramato lo schema di un generico crossover.

In figura è riportata quella di un woofer. Conviene prevedere un certo numero di componenti per aumentare la flessibilità della scheda; in questo caso si può simulare un passa basso del 4° ordine, con eventuali celle RC o LC e una resistenza di smorzamento sul primo condensatore.
Nulla vieta di aggiungere/togliere componenti, con la sola attenzione allo spazio necessario.
Oltre alle posizioni per i componenti, sono stati inseriti un ingresso ed un’uscita. Dove sono disegnati i cerchi verranno inseriti dei mammut da stampato:

Per tenerli in posizione conviene utilizzare un po’ di colla a caldo o dell’attack. Girata le scheda, si procede con i collegamenti; qui è stato utilizzato del filo di rame da 1mm:

In pratica si collegano i vari pin dei mammut gli uni gli altri seguendo il semplice schema disegnato sull’altra faccia.
Questa è il prova tweeter:

Qui sono presenti in più la possibilità di inserire delle resistenze di attenuazione (attenzione: in questo caso i mammut vanno ponticellati se non utilizzati).
Per sicurezza il lato inferiore è stato verniciato, per evitare contatti accidentali:

Conclusioni
Una soluzione rapida (basta munirsi di cacciavite) per un serraggio sicuro (basta stringere bene..) dei componenti del nostro crossover, per consentire rapidi cambi nella ricerca della soluzione migliore.
La stessa scheda può essere ripetuta per il midrange, consiglio di non lesinare sulla dimensione della scheda di supporto per non trovarsi a non avere spazio per i grossi induttori, soprattutto per chi ama le induttanze avvolte in aria.
I costi in questi casi (2 schede tweeter, 2 woofer, un 35-40 mammut) si aggirano sui 20 euro.