torna alla homepage
Diario
INDICE GENERALE
Athlone
Clonmacnoise
Birr
Clifden - Connemara
Doolin - Cliffs of Moher
Limerik
Dublin
Inisheer
Ciò che si offre alla vista del visitatore che si approssima col battello è una macchia di terra convessa nel mare. La porzione visibile è caraterizzata dalle poche case del popolo dell'isola con in cima i ruderi dell' antico castello.
L'isola si offre in due paesaggi differenti: la zona occidentale è tutta piccoli pascoli delimitati da muretti fatti di pietra scura tipica delle isole Aran tenute insieme da alghe esiccate: il risultato è un fittissimo reticolo di stradine divisorie da cui si può ammirare questo labirinto litico.
La zona orientale è un luogo lunare, quasi piatto la cui conformazione geologica è quella del Burren: possenti lastre di pietra scura che lasciano poco spazio a fertilità e piante.
Si dice che gli abitanti dell'isola abbiano utilizzato le alghe, abbondanti sulle coste, quale materiale per la produzione di uno strato fertile su cui poi far crescere l'erba.

Saltando in groppa ad una bici noleggiata si parte alla conquista dell'isola.
Mentre il vento marino ti percuote i vestiti, la bici sfreccia sui sentieri racchiusi dai muretti, salendo e scendendo i declivi, e l'occhio spazia sull'immensa superficie blu del mare, sulle scogliere all'orizzonte, di tanto in tanto seguendo il volo pazzo di un gabbiano. Le stradine portano ovunque: alla carcassa abbandonata di una nave-relitto, arenata da chissà-quanto su una rientranza sassosa dell'isola, alla sagoma slanciata di un faro, talismano dei navigatori di un tempo, alla spiaggetta centrale del villaggio, dove i bimbi del luogo sfidano la fredda aria estiva e affrontano le onde tra spruzzi e grida, e, infine, al Rifugio del viandante, dove una nera Guinness ristora il corpo e le note del piffero saziano l'anima.
1