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Cenni storici
La Cina è una delle regioni di più antico insediamento umano, come mostrano i ritrovamento dei resti di uno degli antenati preistorici dell'uomo: il Sinantropo o "Uomo di Pechino", vissuto circa 600 000 anni fa.
Nel I millennio a.C. s'impose su gran parte del Nord della Cina un regno feudale; sotto di essa vissero alcuni filosofi, tra i quali Confucio (551-479 a.C.), che lasciarono un'impronta decisiva nel pensiero cinese.
Il sistema feudale crollò nel III secolo a.C. quando il principe di Ch'in unificò l'intero territorio sotto un unico comando e si fece proclamare primo imperatore nel 221 a.C.
Dal 221 a.C. al 1911, per oltre duemila anni, durante i quali si succedettero al trono varie dinastie, la Cina conserva sostanzialmente immutato il suo aspetto: si tratta di una società contadina che impiega raffinate tecniche di irrigazione ("civiltà idraulica"), patriarcale, ordinata in una rigorosa scala gerarchica (alla sommità della quale sta l'imperatore coadiuvato da un corpo di funzionari) e guidata da una dottrina dominante: il Confucianesi-
mo.
Un aspetto caratteristico della storia cinese è stata la tendenza all'isolamento, favorito ad Occidente dal deserto e ad Oriente dal mare.
All'inizio del XIX secolo solo il porto di Canton era autorizzato a trattare con i mercanti europei e per un numero limitato di prodotti.
A quel tempo gli Inglesi coltivavano in India la pianta da oppio e la vendevano clandestinamente in Cina ricavandone forti guadagni. L'imperatore decise di usare le maniere forti: fece sequestrare e distruggere un carico di oppio scoperto sulle navi inglesi. Ne nacque la Guerra dell'oppio. Gli Inglesi ebbero facilmente ragione dell'esercito cinese e costrinsero l'imperatore a firmare nel 1842 l'umiliante Trattato di Nanchino. In esso la Cina s'impegnava ad aprire al commercio inglese i porti di Canton, Shanghai, Amoy, Ning Po, Fuchow; cedeva agli Inglesi Hong Kong (possedimento britannico fino al 1997) e riconosceva altri privilegi.
Iniziarono così la decadenza della Cina e la crescente invadenza delle potenze straniere.
Nel 1912 la casa imperiale rinunciò al trono e venne proclamata la Repubblica Cinese. Ma i problemi erano tutt'altro che terminati: scoppiò infatti una grave e lunga guerra civile che ebbe come principali antagonisti i nazionalisti guidati da Chiang Kai-shek e i comunisti guidati da Mao Tse-tung.
La lotta accanita fra i nazionalisti di Chiang e i comunisti di Mao subì una tregua per alcuni anni per combattere insieme un nemico comune: i Giapponesi.
Ma terminata la seconda guerra mondiale e sconfitto il Giappone, la guerra civile riprese e si concluse con la disfatta completa dell'esercito di Chiang. Il 1 ottobre 1949 i comunisti proclamarono a Pechino la nascita della Repubblica Popolare Cinese, mentre quanto rimaneva delle forze di Chiang Kai-shek si rifugiò nell'isola di Taiwan (Formosa) sotto la protezione degli Americani.
Il Governo comunista, inaugurando una nuova epoca della storia cinese, prese subito importanti iniziative come la riforma agraria, iniziata nel 1950. Nel 1958 vennero istituite le Comuni Popolari, nuove unità sociali che contavano dalle 40 000 alle 100 000 persone.
Ma questo esperimento sociale ed economico non diede i risultati sperati, anzi si rivelò un grave disastro: dall'inverno del 1959 all'inverno del 1961 si ebbe una forte diminuzione della produzione di cereali, che passò da 200 a 143 milioni di tonnellate.
Le carestie, precedentemente vinte, riapparvero nelle campagne, causando la morte di milioni di persone (30 milioni secondo fonti non cinesi). Contemporaneamente peggiorarono i rapporti con l'URSS, fino a giungere alla rottura completa (1960).
Poiché questa rottura aveva portato la Cina in una posizione di isolamento internazionale, nel 1970 ebbe inizio una nuova politica di distensione, tesa a stabilire normali relazioni diplomatiche con numerose nazioni occidentali. Nel 1971, dopo un'attesa di vent'anni, la Cina venne ammessa all'ONU come legittima rappresentante dei popolo cinese.
Anche sul piano interno si notarono dei mutamenti: in economia si riaffermarono i criteri dell'efficienza, dei rendimento, del predominio "dell'esperto sul rosso", cioè della competenza (esperto) sull'impegno politico (rosso).
Con la nuova Costituzione del 1975 venne riconosciuta ufficialmente la piccola proprietà individuale.
Questi mutamenti si sono accentuati dopo la morte di Mao Tse-tung (1976).
Oggi in diverse città costiere sono ammessi gli investimenti stranieri; decine di migliaia di studenti cinesi si recano a studiare negli USA, in Giappone, in Europa e ciò favorisce una circolazione di idee senza precedenti. li regime però non è ancora disposto a riconoscere libertà di critica e di opposizione: quando nell'aprile del 1989 ha avuto inizio una grande manifestazione nella Piazza Tien An Men per la richiesta di più ampie riforme, il governo l'ha stroncata brutalmente, provocando più di mille morti. Questo fatto ha ridotto fortemente le speranze di una evoluzione democratica della Cina.
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