CRONOLOGIA VITA DEL DUCE

 

1883
9 luglio: nasce a Dovia, frazione di Predappio, in provincia di Forlì, da Rosa Maltoni, maestra elementare e da Alessandro Mussolini, fabbro e socialista. È il primogenito della famiglia. Il suo nome viene scelto dal padre in onore di Benito Juarez, l'uomo politico messicano che ha cacciato dal trono e fatto fucilare l'imperatore Massimiliano d'Aburgo

1885
11 gennaio:
nasce il fratello Arnaldo

1888
Nasce la sorella Edvige

1889 -1891
Frequenta la scuola elementare a Dovia, dove insegna la madre, e poi a Predappio, sede del comune


1892
Frequenta a Faenza, nel collegio dei Salesiani, la III e la IV elementare

1894
Termina l'anno scolastico al collegio salesiano, ma, avendo ferito un compagno nel corso di una lite, non gli è consentita la reiscrizione per l'anno successivo
ottobre: viene iscritto al collegio Giosuè Carducci di Forlimpopoli, diretto dal fratello del poeta, Vilfredo

1898
settembre: ottiene la licenza tecnica inferiore
ottobre: espulso dal collegio Giosuè Carducci, per aver nuovamente, in una lite, ferito un compagno, è tuttavia ammesso a seguire le lezioni in qualità di esterno
luglio: dopo essere rientrato al collegio Carducci come convittore, ottiene il diploma di maestro elementare

1901
Si avvicina al socialismo, pronunciando alcuni discorsi durante le riunioni socialiste a Forlimpopoli e nel corso di alcune serate danzanti

1902
13 febbraio: inizia una supplenza come maestro elementare a Pieve Saliceto, piccola frazione di Gualtieri Emilia
9 luglio: lascia Gualtieri alla volta della Svizzera, dove si stabilirà a Losanna ed entrerà in contatto con gli emigrati socialisti
1° agosto: pubblica sull'"Avvenire del lavoratore" il suo primo articolo. In seguito diviene collaboratore del giornale. Nello stesso mese di agosto aderisce al sindacato italiano dei muratori e manovali, del quale diventerà segretario

1903
marzo: lascia Losanna per Berna. Svolgerà nei mesi successivi attività di propagandista e agitatore in varie città della Svizzera tedesca
giugno: firma il primo articolo per "Il proletario", settimanale dell'emigrazione politica a New York
18 giugno: è arrestato dalla polizia elvetica. Trascorrerà 12 giorni di carcere
30 giugno: è espulso dalla Svizzera e scortato alla frontiera di Chiasso, dove è consegnato dalla polizia elvetica alle autorità italiane. Rientrato subito in Svizzera si stabilisce a Bellinzona
agosto: è nuovamente a Losanna, dove inizia a collaborare con "Avanguardia socialista", organo dei sindacalisti rivoluzionari
27 ottobre: rientra a Dovia per due mesi, in seguito a una grave malattia della madre
27 dicembre: torna in Svizzera, anche per sfuggire all'obbligo militare

1904
gennaio - febbraio: soggiorna ad Annemasse, in Savoia
marzo: lascia la Francia per Ginevra, dove incontra Giacinto Menotti Serrati, leader del socialismo italiano in Svizzera, con cui stringerà legami politici e di amicizia
18 marzo: incontra Angelica Balabanoff
25 marzo: in un affollato pubblico dibattito affronta il pastore evangelico Alfredo Taglialatela, sul tema dell'esistenza di Dio. Ne scaturirà l'opuscolo L'uomo e la divinità, pubblicato cinque mesi dopo
9 aprile: per aver falsificato il permesso di soggiorno finisce nuovamente in carcere per una settimana. A Bellinzona sarà rimesso in libertà per effetto della mobilitazione dei socialisti
30 aprile: in Italia è dichiarato disertore per non aver risposto alla chiamata alle armi della sua classe. Sarà condannato in contumacia a un anno di reclusione militare
maggio - novembre: dopo una breve parentesi francese, si stabilisce a Losanna. Inizia un intenso rapporto, sentimentale e intellettuale con Angelica Balabanoff. Frequenta all'università le lezioni di Vilfredo Pareto
novembre: beneficiando di un'amnistia, rientra in famiglia a Dovia
30 dicembre: inizia il servizio militare a Verona, presso il X reggimento bersaglieri

1905
19 gennaio: muore la madre, Rosa Maltoni

1906
4 settembre: è congedato e rientra a Dovia
15 novembre: a Tolmezzo, in provincia di Udine, inizia un nuovo anno scolastico come maestro elementare. Lascerà l'incarico nell'estate successiva, non chiedendone il rinnovo

1907
novembre: consegue l'abilitazione per l'insegnamento del francese

1908
marzo: ottiene l'incarico di professore di francese al collegio civico Ulisse Calvi di Oneglia, località della riviera ligure amministrata dai socialisti. Nell'istituto insegnerà anche italiano, storia e geografia
Lucio Serrati gli affida la direzione del locale foglio socialista "La Lima", che dirige per quattro mesi, pubblicando 24 articoli, in gran parte di parte di carattere anticlericale, con la firma "vero eretico"
giugno: licenziato dal collegio, fa ritorno a Dovia
luglio: partecipa, nella campagna forlivese alle lotte dei braccianti, contro i mezzadri. Dopo gli incidenti a Predappio del 13 luglio, viene arrestato
22 luglio: è condannato dal tribunale di Forlì a 3 mesi di reclusione
30 luglio: ottiene la libertà provvisoria
novembre: Alessandro Mussolini apre a Forlì con la sua compagna, Anna Lombardi, vedova Guidi e madre di Rachele, la trattoria "Il bersagliere". Benito con il padre lascia Dovia per il capoluogo di provincia, dove, poiché l'alloggio del padre è troppo piccolo per ospitarlo, affitta una camera
novembre - dicembre: pubblica su "Pagine Libere", rivista sindacalista del Canton Ticino diretta da Angelo Oliviero Olivetti, il saggio La filosofia della forza, sul pensiero di Nietzsche
Non supera l'esame per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento del tedesco

1909
6 febbraio: giunge a Trento, per assumere, su offerta dei dirigenti della Camera del lavoro locale, la carica di segretario e dirigere il settimanale socialista l'"Avvenire del lavoratore". Collaborerà durante il soggiorno trentino anche al "Popolo", quotidiano diretto da Cesare Battisti, e al suo supplemento settimanale "La Vita trentina"
7 marzo: affronta, in un tempestoso contraddittorio, Alcide De Gasperi, direttore del giornale cattolico "Il Trentino"
10 settembre: è arrestato dalla polizia austroungarica e incarcerato a Rovereto con l'accusa di diffusione di giornali sequestrati e istigazione alla violenza contro l'autorità dello Stato
26 settembre: è accompagnato dalla polizia austriaca alla frontiera italiana
ottobre: rientra a Forlì

1910
gennaio: i socialisti di Forlì lo nominano segretario della federazione e lo chiamano a dirigere l'organo locale del partito
Il quotidiano trentino "Il popolo" inizia le pubblicazioni a puntate del suo romanzo Claudia Particella l'amante del cardinale
9 gennaio: esce il primo numero della "Lotta di classe", così Mussolini battezza il nuovo settimanale dei socialisti forlivesi, che sostituisce "L'idea socialista"
17 gennaio: inizia la convivenza con Rachele Guidi in un modesto appartamento di Forlì
23 agosto: interviene al congresso nazionale del PSI di Milano: il suo discorso passa inosservato. Nello stesso mese inizia la collaborazione alla "Soffitta", settimanale della frazione intransigente del partito
1° settembre: nasce Edda, la prima figlia avuta da Rachele
19 novembre: muore all'età di 56 anni il padre Alessandro

1911
11 aprile: la sezione socialista di Forlì, guidata da Mussolini, vota all'unanimità per l'autonomia dal PSI
maggio: esce sul n° 8 dei "Quaderni della Voce" il saggio Il Trentino veduto da un socialista, scritto da Mussolini durante e dopo il soggiorno a Trento
25 settembre: a Forlì i socialisti rivoluzionari guidati da Mussolini e i repubblicani, diretti da Pietro Nenni, manifestano contro l'intervento in Libia, scontrandosi con le forze dell'ordine. I disordini durano alcuni giorni
14 ottobre: arrestato per i disordini di settembre, è incarcerato con Pietro Nenni e Aurelio Lolli, militante repubblicano
23 novembre: è condannato a un anno di reclusione

1912
19 febbraio: la Corte d'appello di Bologna riduce la pena a cinque mesi e mezzo
12 marzo: è nuovamente in libertà
8 luglio: al congresso nazionale del PSI di Reggio Emilia pronuncia un discorso, accolto da acclamazioni, in cui chiede l'espulsione dei dirigenti riformisti Bissolati, Bonomi, Cabrini e Podrecca. L'ordine del giorno sull'espulsione dei capi riformisti, recante il suo nome, è approvato a larga maggioranza
Entra a far parte della direzione nazionale del PSI
agosto: inizia un'assidua collaborazione alla "Folla" di Paolo Valera, firmando gli articoli con lo pseudonimo "l'homme qui cherche"
8-10 novembre: su proposta del segretario del partito, Costantino Lazzari, la direzione del PSI lo nomina direttore dell' "Avanti!"
1° dicembre: dopo essersi trasferito a Milano, inizia il lavoro di direttore dell' "Avanti!". Chiama, come vice redattore capo, Angelica Balabanoff, che rassegnerà le dimissioni nel luglio dell'anno successivo

1913
7 gennaio: con un articolo sull' "Avanti!" dal titolo Assassinio di stato, avvia una campagna di stampa contro il governo per gli "eccidi proletari" verificatisi in provincia di Parma, Ragusa e Roma
Conosce a Milano Margherita Sarfatti, con la quale avrà un lungo e importante legame sentimentale
12 luglio: a Milano la direzione nazionale del partito gli riconferma la fiducia, nonostante gli attacchi dei riformisti
novembre: fonda la rivista "Utopia"

1914
26 - 29 aprile: al XIV congresso del PSI di Ancona presenta con Giovanni Zibordi una mozione, approvata a grande maggioranza, che dichiara "incompatibile per i socialisti l'entrata e la permanenza nella massoneria"; il provvedimento segna un'ulteriore presa di distanza dei socialisti dalla sinistra laica (repubblicani e radicali). Il congresso lo riconferma nella direzione del partito e alla direzione dell' "Avanti!"
9 giugno: a Milano, dove è stato appena eletto consigliere comunale, guida con Corridoni le manifestazioni di piazza nel corso della "settimana rossa"
12 giugno: con l'articolo Tregua d'armi traccia un bilancio della "settimana rossa", chiamando gli insorti a segnare il passo, ma a tenersi pronti per nuove battaglie
25 luglio: con l'articolo Abbasso la guerra! avverte il governo Salandra che, se non terrà fuori l'Italia dalla guerra internazionale, dovrà fare i conti con la mobilitazione del proletariato
settembre: dopo il manifesto di condanna dell'interventismo approvato dai socialisti (21 settembre) organizza sulle pagine dell' "Avanti!" un referendum sulla guerra, il cui risultato sarà un plebiscito a favore della neutralità
18 ottobre: pubblica l'articolo Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva e operante, in cui denuncia il carattere reazionario della neutralità assoluta e la svolta a favore dell'entrata in guerra dell'Italia accanto agli interventisti democratici
20 ottobre: rassegna le dimissioni da direttore dell' "Avanti!". Nei giorni seguenti prende contatti con Filippo Naldi, direttore del "Resto del Carlino", per fondare un nuovo giornale tutto suo
15 novembre: esce il primo numero del quotidiano "Il Popolo d'Italia", da lui fondato e diretto
24 novembre: i socialisti di Milano si pronunciano per la sua espulsione
29 novembre: è espulso dal Partito socialista per indegnità morale per i finanziamenti procurati al "Popolo d'Italia"
Riallaccia i rapporti sentimentali con Ida Dalser, conosciuta a Trento e ora residente a Milano, dove gestisce un "Salone orientale d'igiene e di bellezza"
dicembre: partecipa a Milano alla fondazione dei Fasci d'azione rivoluzionaria

1915
24 - 25 gennaio: interviene al primo congresso dei Fasci d'azione rivoluzionaria
maggio: sostiene con il "Popolo d'Italia" e dalle piazze di Milano la campagna interventista
31 agosto: è chiamato alle armi nel corpo dei bersaglieri
13 settembre: è al fronte sul monte Nero nell'XI reggimento bersaglieri
16 dicembre: in ospedale a Treviglio, dove trascorre la convalescenza dopo un attacco di tifo, sposa, con rito civile, Rachele Guidi

1916
11 gennaio: in seguito a una procedura di riconoscimento di paternità avviata da Ida Dalser, riconosce davanti a un notaio milanese di essere effettivamente il padre di Benito Albino, che la Dalser ha dato alla luce due mesi prima
1° marzo: riceve i gradi di caporale
settembre: nasce Vittorio, secondo figlio di Mussolini e di Rachele Guidi

1917
23 febbraio: è ferito dall'esplosione di un proiettile all'interno di un mortaio durante un'esercitazione. È ricoverato all'ospedale da campo n° 46 e poi trasportato all'ospedale di Ronchi
2 aprile: è ricoverato all'ospedale militare di Milano
giugno: riprende la guida del "Popolo d'Italia"
1° agosto: lascia definitivamente l'ospedale con una licenza di convalescenza della durata di un anno, che gli sarà rinnovata alla scadenza, fino al congedo illimitato a guerra conclusa
agosto: avvia, con alcuni altri esponenti del cosiddetto Fronte interno, che raggruppa i più intransigenti esponenti dell'interventismo, contatti con il generale Cadorna per preparare un colpo di stato
Ida Dalser vince un processo, obbligandolo a versarle una rendita mensile di 200 lire per il mantenimento del figlio
dicembre: nell'articolo Trincerocrazia afferma che "i trinceristi sono l'aristocrazia di domani"

1918
Chiama Margherita Sarfatti, a cui è sentimentalmente legato, a collaborare attivamente alla redazione del "Popolo d'Italia"
luglio - agosto: incontra a Genova a più riprese i dirigenti dell'Ansaldo, che garantiscono una sicura fonte di finanziamento per il suo giornale
1° agosto: elimina dalla testata del "Popolo d'Italia" la dicitura "quotidiano socialista", sostituendola con "quotidiano dei combattenti e dei produttori". Nello stesso numero un articolo dal titolo Novità spiega le ragioni del cambiamento
ottobre: Rachele dà alla luce il terzo figlio, Bruno
10 novembre: pronuncia un discorso a Milano durante la celebrazione ufficiale della vittoria
Allaccia rapporti sempre più stretti con gli arditi
14 novembre: lancia il progetto di una Costituente interventista, che avrà però breve durata

1919
11 gennaio: partecipa con i futuristi alla dura contestazione contro Bissolati alla Scala di Milano
20 marzo: a Dalmine, nei pressi di Bergamo, dove gli operai della UIL replicano alla serrata padronale con l'occupazione della fabbrica e il riavvio della produzione, enuncia i principi della futura politica corporativa
23 marzo: fonda a Milano i Fasci di combattimento
18 aprile: dopo l'assalto alla sede milanese dell' "Avanti!" (15 aprile), afferma che i Fasci non hanno preparato l'attacco, ma ne accettano "tutta la responsabilità morale"
giugno: incontra per la prima volta a Roma Gabriele D'Annunzio
12 settembre: rivolgendosi agli arditi e ai fascisti venuti ad applaudirlo davanti alla sede del "Popolo d'Italia" manifesta il suo pieno appoggio all'impresa di D'Annunzio a Fiume. Nei giorni successivi lancia una sottoscrizione per sostenere l'impresa fiumana
7 ottobre: con un velivolo pilotato dal tenente Lombardi, asso della guerra aerea, raggiunge Fiume, dove ha un colloquio con D'Annunzio
9 ottobre: è il principale relatore al primo congresso dei Fasci di combattimento, che si tiene a Firenze
16 novembre: alle elezioni politiche, rimedia una pesante sconfitta. A Milano la lista fascista, da lui guidata, raccoglie 4.657 voti, contro i 170.000 dei socialisti e i 74.000 dei popolari
18 novembre: è arrestato, dopo una perquisizione e il ritrovamento di armi ed esplosivi, insieme agli altri capi del movimento fascista. Trascorre in carcere solo poche ore. Il senatore Albertini telefona di persona al presidente del Consiglio, Nitti, consigliandone la liberazione

1920
24 - 25 maggio: inaugura, al teatro Lirico di Milano, il secondo congresso dei Fasci ed è, con Cesare Rossi, il protagonista dell'assise
giugno: si pronuncia a favore del governo Giolitti appena insediato.
estate: inizia, sotto la guida di Cesare Radaelli, ex ufficiale di aviazione, la preparazione per ottenere il brevetto da pilota
ottobre: è in trattative con Giolitti per risolvere la questione fiumana.
12 novembre: con l'articolo Rapallo commenta in modo non sfavorevole il trattato appena approvato, che dichiara Fiume città libera

1921
gennaio: si accorda con Giolitti per partecipare ai Blocchi nazionali, uno schieramento elettorale antisocialista
2 marzo: si ferisce non gravemente durante le prove di volo con il suo istruttore
28 marzo: partecipa a Milano ai solenni funerali delle vittime dell'attentato al teatro Diana, attribuito agli anarchici, sfilando alla testa degli squadristi in camicia nera, alla loro prima apparizione pubblica
15 maggio: viene eletto deputato, nelle liste dei Blocchi nazionali, in due circoscrizioni, a Bologna, con 172.000 voti e a Milano, con 125.000. Manifesta però la volontà di restare all'opposizione
21 giugno: interviene per la prima volta alla Camera, presentando il programma del fascismo parlamentare
2 luglio: sul "Popolo d'Italia" chiama le forze politiche a un patto di pacificazione
2 agosto: è tra i firmatari del patto di pacificazione tra fascisti e socialisti, concluso anche grazie alla mediazione di De Nicola
18 agosto: sul "Popolo d'Italia" annuncia le sue dimissioni dalla commissione esecutiva dei Fasci, in segno di protesta contro le decisioni del congresso regionale emiliano contrario al patto di pacificazione
26 - 27 agosto: le sue dimissioni sono respinte a Firenze dal Consiglio nazionale fascista
7 - 11 novembre: a Roma, al III congresso nazionale dei Fasci, nasce, su sua iniziativa, il Partito nazionale fascista. La carica di segretario del PNF è affidata a Michele Bianchi

1922
1° gennaio: esce il primo numero di "Gerarchia", rivista mensile fondata e diretta da Mussolini, con il contributo determinate di Margherita Sarfatti
7 - 17 marzo: nel corso di un viaggio in Germania incontra giornalisti, diplomatici e le più alte cariche politiche tedesche. Durante la sua assenza alcuni dirigenti fascisti, spinti da Marsich, rilanciano l'idea di affidare a D'Annunzio la direzione del movimento
2-3 agosto: replica allo "sciopero legalitario" scatenando le squadre fasciste contro le roccheforti del movimento operaio
11 ottobre: ha un incontro segreto con D'Annunzio, con il quale i rapporti si sono fatti sempre più ostili
16 ottobre: convoca nella sede del Fascio milanese Michele Bianchi, Italo Balbo, Emilio De Bono, Cesare De Vecchi, ai quali espone il suo piano militare per la marcia su Roma
24 ottobre: al convegno di Napoli del PNF rivendica il diritto di andare al governo, anche con il ricorso alla forza. Nel pomeriggio passa in rivista circa 40.000 camicie nere e guida alla loro testa una lunga sfilata per le vie di Napoli
27 ottobre: segue da Milano gli inizi della "marcia su Roma". Nel pomeriggio è nella sede del "Popolo d'Italia", difesa da decine di squadristi armati. La sera è a teatro in compagnia di Margherita Sarfatti
28 ottobre: rifiuta la proposta di Calandra di entrare nel governo come ministro degli Interni. La sera è nuovamente a teatro, questa volta con moglie e figlia
29 ottobre: un telegramma del re lo invita a raggiungere Roma, per assumere la guida del governo
30 ottobre: si presenta al re e gli sottopone la lista dei ministri
31 ottobre: passa in rassegna a Villa Borghese le squadre fasciste in parata. La manifestazione si concluderà con una lunga serie di violenze
16 novembre: si presenta alla Camera per ottenere la fiducia. Il suo minaccioso intervento sarà ricordato come il discorso del "bivacco". I voti favorevoli sono 316, contro 116 no e 7 astenuti
24 novembre: ottiene dalla Camera i pieni poteri in materia economica e amministrativa. Gli sono conferiti fino al 31 dicembre 1923 con lo scopo di "ristabilire l'ordine"
15 dicembre: riunisce per la prima volta il Gran Consiglio del fascismo

1923
14 gennaio: crea la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (MVSN)
19 gennaio: incontra il segretario di Stato vaticano cardinal Gasparri, per colloqui mantenuti segreti
4 giugno: approva il disegno di legge di riforma elettorale elaborato da Giacomo Acerbo. Il 9 giugno lo presenta alla Camera
In un discorso antislavo e antifrancese a Venezia traccia le linee della politica estera fascista
24 luglio: riceve i vertici della CGdL. L'obiettivo da tempo perseguito è quello di indurre l'organizzazione a rompere il rapporto privilegiato con il Partito socialista unitario
29 agosto: invia un ultimatum alla Grecia in merito all'episodio di Giannina, dove la missione militare italiana è stata trucidata in seguito a un'imboscata. Alla risposta del governo greco, giudicata insoddisfacente, replica inviando una squadra navale che bombarda e occupa Corfù
25 ottobre: visita a Torino gli stabilimenti della FIAT Lingotto
29 - 31 ottobre: presenzia a Bologna, Firenze, Perugia e Roma a imponenti celebrazioni nell'anniversario della "marcia su Roma"
19 dicembre: presiede a palazzo Chigi la solenne cerimonia della firma del patto concordato tra Confindustria e Confederazione delle corporazioni fasciste

1924
27 gennaio: con il trattato di Roma pone fine alla questione fiumana
16 febbraio: Fiume passa definitivamente all'Italia. Per il conseguimento di questo successo diplomatico Mussolini riceve dal re il collare dell'Annunziata, la più alta onorificenza italiana
24 febbraio: con il discorso al teatro Costanzi di Roma, in occasione del quinto anniversario della fondazione dei Fasci di combattimento, inaugura il primo esperimento di radiotrasmissione politica
7 giugno: dopo il successo del "listone" fascista alle elezioni politiche del 6 aprile, il nuovo governo Mussolini ottiene la fiducia della Camera con 361 voti a favore e 107 contrari
13 giugno: garantisce il massimo impegno del governo nelle indagini dopo la scomparsa di Matteotti
17 giugno: cede il ministero degli Interni a Luigi Federzoni
31 agosto: in un discorso ai minatori del monte Amiata sferra un duro attacco agli oppositori, dichiarandosi pronto a farne "strame per gli accampamenti delle camicie nere"
20 dicembre: presenta un progetto di riforma elettorale, minacciando lo scioglimento delle Camere
31 dicembre: riceve i consoli della MVSN che gli chiedono di rompere gli indugi e mettere a tacere le opposizioni

1925
3 gennaio: in un duro discorso alla Camera dichiara di assumersi la "responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto" nel corso del suo periodo di governo e in particolare nella seconda metà del 1924
Margherita Sarfatti conclude la stesura del suo libro sul "duce". Il manoscritto, attentamente riletto dal protagonista, sarà pubblicato in settembre a Londra con il titolo The Life of Benito Mussolini
12 febbraio: chiama Farinacci alla guida del PNF
25 - 27 maggio: incontra D'Annunzio a Gardone nel tentativo di ricomporre i dissapori che hanno allontanato il poeta dal fascismo
3 luglio: incontra una delegazione della Confindustria che gli chiede di affrontare con decisione la crisi monetaria e di sostituire i ministri delle Finanze De Stefani e dell'Economia Nazionale Nava. Tre giorni dopo ai due ministeri saranno nominati rispettivamente Giuseppe Volpi di Misurata e Giuseppe Belluzzo
4 novembre: viene sventata l'organizzazione di un attentato alla sua vita, facente capo al socialista Tito Zaniboni e al generale Luigi Capello
28 dicembre: sposa anche con rito religioso Rachele Guidi. La cerimonia si svolge nella più stretta intimità. La moglie continuerà a vivere con i figli tra Milano e villa Carpena, una piccola proprietà rurale acquistata dai Mussolini nei pressi di Forlì
31 dicembre: in Campidoglio lancia il progetto di una vasta ristrutturazione urbanistica della capitale

1926
30 marzo: su sua proposta il Gran Consiglio sostituisce Farinacci con Augusto Turati alla segreteria del PNF
7 aprile: è lievemente ferito (frattura al naso) da un colpo di rivoltella sparatogli da Violet Gibson, un'irlandese sessantaduenne
8 aprile: parte per un viaggio ufficiale in Libia, dove si tratterrà fino al giorno 15
giugno: esce nell'edizione italiana, da Mondadori, con il titolo di Dux, l'agiografia di Mussolini scritta da Margherita Sarfatti
8 luglio: assume la guida del ministero delle Corporazioni, appena istituito
18 agosto: nel discorso di Pesaro afferma di voler agire con fermezza in difesa della lira, che dovrà stabilizzarsi al valore di cambio di 90 lire per una sterlina
11 settembre: una bomba a mano, lanciata da un giovane anarchico, Gino Lucetti, esplode a pochi metri dalla sua auto, nei pressi di Porta Pia, provocando il ferimento di 8 persone
8 ottobre: il Gran Consiglio approva il nuovo statuto del PNF, che abolisce ogni procedura elettorale interna: Mussolini è posto al vertice di una struttura rigidamente gerarchica
12 ottobre: assume il comando della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale
31 ottobre: a Bologna è fatto segno a un nuovo attentato: mentre percorre a bordo di un'auto scoperta le vie del centro, parte uno sparo dalla folla assiepata ai lati del corteo. Il quindicenne Anteo Zamboni, presunto colpevole, è massacrato sul posto dai fascisti
5 novembre: il Consiglio dei ministri da lui presieduto approva una serie di durissimi provvedimenti per la sicurezza del regime fascista e la difesa dello Stato. Vengono sciolti i partiti e le organizzazioni di opposizione, è istituito il confino di polizia e viene introdotta la pena di morte per i reati commessi contro i rappresentanti dello Stato. La stampa contraria al regime viene di fatto soppressa. È istituito il Tribunale speciale per la difesa dello Stato

1927
7 gennaio: riunisce il Gran Consiglio per la messa a punto della Carta del lavoro
15 gennaio: incontra Winston Churchill, cancelliere dello scacchiere nel governo conservatore inglese presieduto da Baldwin. Cinque giorni dopo, in una conferenza stampa, Churchill esprimerà stima e ammirazione nei confronti di Mussolini
26 maggio: pronuncia alla Camera un importante discorso, poi ricordato come "discorso dell'Ascensione", nel quale sostiene tra l'altro l'inutilità delle opposizioni e lancia la battaglia demografica
settembre: nasce il terzo figlio maschio, Romano
22 novembre: firma un trattato di alleanza con l'Albania (il secondo dopo un precedente già firmato con Ahmed Zogu), che in pratica colloca il piccolo Stato sotto l'influenza italiana

1928
5 giugno: in un importante discorso al Senato traccia le linee di politica estera, riconoscendo la validità dei trattati della prima guerra mondiale, ma dichiarando di non ritenerli né eterni né perfetti
11 settembre: incontra Pietro Badoglio, lo conferma capo di Stato maggiore generale e lo nomina governatore della Tripolitania e della Cirenaica per cinque anni
9 dicembre: è fautore della legge che fissa la composizione, l'organizzazione e gli attributi del Gran Consiglio, facendone l'organo supremo dello Stato
28 dicembre: è varata la legge, che porta il suo nome, sulla bonifica integrale
Fa pubblicare a Londra My Autobiografy. Autore dello scritto è stato in realtà il fratello Arnaldo

1929
11 febbraio: firma con la Chiesa cattolica, rappresentata dal cardinal Gasparri, i patti lateranensi
10 marzo: in un discorso al teatro dell'Opera di Roma traccia un bilancio del regime, in vista del plebiscito che il giorno 24 dello stesso mese darà al regime un amplissimo quanto scontato consenso popolare
2 aprile: incontra a Firenze il ministro degli Esteri inglese Chamberlain, ribadendo la cordialità delle relazioni anglo-italiane
13 e 23 maggio: interviene alla Camera e al Senato per la ratifica dei Patti lateranensi
settembre: a villa Carpena Rachele dà alla luce l'ultima figlia, Anna Maria
Trasferisce il suo ufficio da palazzo Chigi a palazzo Venezia, che diventa il luogo centrale del potere fascista
novembre: Rachele e i figli lo raggiungono a Roma: l'intera famiglia prende alloggio a villa Torlonia, sulla Nomentana
Inizia con il regista Giovacchino Forzano, autore di Camicia nera, una collaborazione artistica che si protrarrà per un paio d'anni

1930
24 aprile: dopo una sontuosa festa svoltasi il giorno prima a villa Torlonia, la figlia Edda sposa Galeazzo Ciano nella chiesa di San Giuseppe, in via Nomentana
11 maggio: inizia a partire da Livorno un viaggio di una settimana in vari centri della Toscana. Al centro dei discorsi, in tema di politica internazionale, l'esaltazione dell'Italia guerriera
1° ottobre: di fronte al Consiglio delle corporazioni indica nella costruzione dello Stato corporativo lo strumento indispensabile per fronteggiare la crisi economica
9 ottobre: affida a Giovanni Giuriati la segreteria del partito

1931
1° gennaio: in un'intervista al "Daily Mail" ribadisce la volontà del governo italiano di giungere a una revisione dei trattatati di pace
9 luglio: incontra a Roma Henry Lewis Stimson, segretario di Stato americano, alla sua prima tappa di un giro nelle capitali europee in preparazione della conferenza per il disarmo di Ginevra
ottobre: riceve Gandhi a palazzo Venezia e organizza a villa Torlonia un concerto in suo onore
7 dicembre: chiama alla segreteria del partito Achille Starace, che rimarrà in carica fino all'ottobre 1939
21 dicembre: il fratello Arnaldo muore di crisi cardiaca a Milano. Lo stesso giorno comincia a scrivere Vita di Arnaldo, che sarà pubblicato l'autunno successivo
Si allentano definitivamente i legami sentimentali con Margherita Sarfatti, che continuerà a dichiararsi una devota ammiratrice del "duce" e a curarne l'immagine presso la stampa straniera

1932
11 febbraio: in occasione dell'anniversario dei patti Lateranensi è ricevuto da Pio XI, che due giorni prima gli ha conferito l'onorificenza dell'ordine dello Speron d'oro
Durante una sosta in macchina sulla strada che da Roma porta a Ostia incontra per la prima volta Claretta Petacci
23 marzo - 4 aprile: ha incontri quasi quotidiani con Emil Ludwig, uno dei più noti giornalisti del tempo, il quale un paio di settimane dopo pubblica in tedesco i Colloqui con Mussolini. Il libro sarà tradotto in dodici lingue. La versione italiana uscirà per Mondadori nella seconda metà del 1932
giugno: l'enciclopedia Treccani pubblica nel quattordicesimo volume la voce Fascismo, firmata da Mussolini. All'articolo ha largamente contribuito anche il filosofo Giovanni Gentile
20 luglio: assume nuovamente il dicastero degli Esteri, allontanando Dino Grandi che lo aveva diretto per tre anni
23 ottobre: inizia le celebrazioni del decennale dell'avvento del fascismo al potere con un discorso davanti agli operai della FIAT Lingotto, accompagnato da Giovanni Agnelli e Vittorio Valletta
28 ottobre: inaugura a Roma la via dell'Impero, che collega il Colosseo a piazza Venezia
29 ottobre: decide di riaprire le iscrizioni al PNF. Erano state chiuse nel 1928
18 dicembre: inaugura Littoria, la prima delle "città nuove" volute dal fascismo nell'Agro Pontino

1933
29 marzo: incontra a Roma Paul Joseph Göebbels, ministro tedesco della Propaganda
7 giugno: il Patto a quattro preparato e proposto da Mussolini viene firmato a Roma da Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna
1° agosto: nomina il genero, Galeazzo Ciano, capo Ufficio stampa della presidenza del Consiglio
20 agosto: incontra a Riccione il cancelliere austriaco Dolfuss: oggetto dei colloqui, successivi a due altri incontri romani, sono la situazione interna austriaca e le opposte pressioni esercitate sul governo da socialdemocratici e nazisti
6 novembre: assume i ministeri dell'Aeronautica e della Marina. Essendo già ministro della Guerra, concentra nelle sue mani, come già era avvenuto tra il 1926 e il 1929, tutti i dicasteri militari
Esce presso l'editore Hoepli di Milano il primo dei tredici volumi Scritti e discorsi di Benito Mussolini. Edizione definitiva. La raccolta sarà completata nel 1940

1934
14 marzo: tiene a Roma un vertice con il cancelliere austriaco Dolfuss e il capo del governo ungherese Gömbös. Al termine dei colloqui, il giorno 17, sono firmati comuni protocolli di intesa in materie economiche e sulla situazione politica nella regione danubiana
14 - 15 giugno: incontra Hitler a Stra e a Venezia: tra i temi del colloquio la questione austriaca, il disarmo, la Società delle Nazioni
25 luglio: risponde, con spostamenti di truppe al confine tra il Brennero e Tarvisio, all'assassinio di Dolfuss e al fallito tentativo dei nazionalsocialisti tedeschi di realizzare l'annessione dell'Austria
3 novembre: impartisce le direttive per l'Organizzazione nazionale dei Figli della lupa, che inquadrerà, sotto l'insegna dell'Opera nazionale Balilla, i bambini dai sei agli otto anni
30 dicembre: sulla questione italo-abissina consegna a Pietro Badoglio, capo di Stato maggiore generale, e ad altre autorità militari e civili, un promemoria con direttive e piani di azione, sostenendo che ormai è necessario prepararsi all'impiego delle armi

1935
4 - 7 gennaio: incontra a Roma il ministro degli Esteri francese Laval, concludendo un accordo che sottolinea il disinteresse francese sulla questione etiopica
16 gennaio: assume il ministero delle Colonie
11-14 aprile: partecipa a Stresa alla conferenza tra i capi di governo di Gran Bretagna, Francia e Italia, per definire un atteggiamento comune verso la Germania, dopo che Hitler ha denunciato le clausole del trattato di Versailles relative al disarmo tedesco
27 aprile: inaugura Guidonia, città alle porte di Roma che accoglierà un centro sperimentale di aviazione
21 maggio: replicando alle proposte del governo inglese per salvare il prestigio della Società delle Nazioni, rivendica per l'Italia la massima libertà d'azione
8 giugno: parlando a Cagliari sostiene, con toni fortemente polemici nei confronti dell'atteggiamento inglese, la legittimità delle aspirazioni coloniali italiane
9 agosto: consulta il generale Badoglio circa le possibilità dell'Italia di sostenere un conflitto con la Gran Bretagna
18 settembre: in un'intervista al "Morning Post" rassicura Francia e Gran Bretagna che non è intenzione dell'Italia ledere i loro interessi in Africa orientale
2 ottobre: predisponendo grandi adunate a Roma e nelle principali piazze d'Italia, annuncia, dal balcone di palazzo Venezia, l'apertura delle ostilità con l'Etiopia
I figli Vittorio e Bruno, rispettivamente di diciannove e diciassette anni si arruolano nella guerra etiopica in un'unità aerea
13 novembre: sostituisce De Bono, accusato di debolezza e incompetenza, con Badoglio al comando delle truppe italiane in Etiopia
1° dicembre: in una cerimonia di sostegno alla guerra appena iniziata riceve 850 madri e vedove di caduti della prima guerra mondiale
18 dicembre: inaugurando Pontinia, terza "città nuova" dell'Agro Pontino, conferma, in relazione alla guerra d'Etiopia, la determinazione di non piegarsi a soluzioni diplomatiche e respinge il piano anglofrancese Laval-Hoare

1936
23 marzo: traccia di fronte alla seconda Assemblea nazionale delle corporazioni, le linee della politica autarchica, in risposta alle sanzioni decretate dalla Società delle Nazioni, e annuncia la riforma della Camera, destinata a diventare Camera dei fasci e delle corporazioni
7 maggio: riceve dal re la Gran croce dell'ordine militare di Savoia
9 maggio: pronuncia dal balcone di palazzo Venezia il discorso dell'"Impero", diffuso via radio in tutto il paese
giugno: la figlia Anna Maria, di sette anni, è colpita da poliomielite e resta per alcune ore in pericolo di vita
9 giugno: lascia il ministero degli Affari esteri al genero Galeazzo Ciano
luglio: Claretta Petacci diventa la sua amante; ha 24 anni
24 luglio: decide, con Hitler, l'invio in Spagna di una forza aerea a sostegno degli insorti contro il governo repubblicano. Il coinvolgimento di uomini e mezzi nella guerra civile sarà sempre maggiore
Il figlio Bruno, tra i primi ad arruolarsi per la Spagna, ha il comando di una squadriglia da bombardamento
23 settembre: incontra il ministro tedesco della Giustizia, Hans Frank, in visita a Roma
1° novembre: a Milano tiene un discorso sull'"asse Roma-Berlino", l'accordo italo-tedesco firmato da Ciano in Germania il 24 ottobre

1937
2 gennaio: conclude un gentlemen's agreement con la Gran Bretagna
16 marzo: in Libia presenzia a un'imponente esercitazione navale. Due giorni dopo, parlando a Tripoli, si erge a difensore dei popoli musulmani nel mondo
21 aprile: inaugura Cinecittà
22 aprile: incontra a Venezia il cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg, lo informa di non essere contrario alla possibilità di annessione dell'Austria alla Germania
5 maggio: incontra a Roma il ministro degli Esteri tedesco Konstantin von Neurath. Nel mese di aprile aveva incontrato il ministro dell'Aeronautica Goering
25 settembre: incontra Hitler a Monaco. I colloqui continuano per cinque giorni attraverso la Germania e si concludono il 29 a Berlino, dove una folla immensa accoglie i due dittatori
11 dicembre: annuncia l'uscita dell'Italia dalla Società delle Nazioni

1938
marzo: ordina bombardamenti di rappresaglia su Barcellona
12 marzo: fa votare dal Gran Consiglio un ordine del giorno in cui si afferma che l'Anschluss (l'annessione) corrisponde alla volontà del popolo austriaco
30 marzo: in un discorso al Senato sulla situazione militare del paese presenta come inevitabile una guerra generale. Nella stessa giornata il "duce" e il re ricevono dal Parlamento, il titolo di primo Maresciallo dell'Impero
16 aprile: firma a Roma il cosiddetto "accordo di Pasqua" con la Gran Bretagna
3 - 9 maggio: accompagna Hitler nella sua visita in Italia. Tutte le cerimonie pubbliche sono tese a esaltare la grande affinità esistente tra i regimi nazista e fascista
14 maggio: tiene a Genova un discorso in cui esalta il recente incontro con Hitler e si esprime in maniera sprezzante nei confronti di Francia e Gran Bretagna
14 luglio: viene reso pubblico il Manifesto degli scienziati razzisti, redatto sotto l'egida del ministero della Cultura popolare e con il diretto intervento di Mussolini ("sono io che praticamente l'ho dettato", affermerà in Gran Consiglio il 6 ottobre 1938)
18 settembre: a Trieste inizia un viaggio attraverso le province venete che si concluderà a Verona il giorno 26. Dichiara il pieno appoggio all'alleato tedesco, riconoscendone i diritti all'espansione verso l'Austria, già annessa, e la Cecoslovacchia
29 settembre: partecipa alla conferenza di Monaco che sancisce di fatto lo smembramento della Cecoslovacchia. Con lui intervengono il capo del governo francese Daladier, il primo ministro inglese Chamberlain e il führer tedesco Hitler
30 settembre: al ritorno dalla conferenza di Monaco è accolto in Italia da grandi manifestazioni che lo celebrano come difensore della pace
25 ottobre: di fronte al consiglio nazionale del PNF cita l'imposizione del "voi", l'introduzione del passo romano nelle parate militari, l'avvio della politica razziale, quali esempi della "terza ondata": i "poderosi cazzotti" che il regime sta assestando nello stomaco di "quel mezzo milione di vigliacchi borghesi" che ancora si annidano nel paese

1939
11 - 14 gennaio: incontra a Roma il primo ministro britannico Neville Chamberlain e il suo ministro degli Esteri Frederik Halifax
4 - 5 febbraio: presenta una relazione al Gran Consiglio del fascismo sui rapporti con la Francia e sulle ambizioni italiane: "la marcia all'Oceano"
26 marzo: le rivendicazioni territoriali nei confronti della Francia sono al centro del discorso che tiene a Roma, al foro Mussolini, in occasione del ventennale della nascita dei Fasci di combattimento
aprile: decide di trasformare il semiprotettorato sull'Albania in conquista militare
6 maggio: incarica Ciano di procedere speditamente alla stipulazione di un trattato di alleanza con la Germania, il "patto d'acciaio", che sarà firmato il 22 maggio
15 maggio: inaugura a Torino il nuovo stabilimento FIAT di Mirafiori. Le maestranze non gli riservano un'accoglienza entusiasta
30 maggio: consegna al generale Cavallero un memoriale per Hitler, in cui, pur riconoscendo l'inevitabilità della guerra tra le grandi potenze europee, fa presente l'impossibilità dell'Italia di impegnarsi in uno scontro generale prima di tre anni
1° settembre: dopo l'invasione tedesca della Polonia presiede il Consiglio dei ministri che dichiara la non belligeranza italiana
31 ottobre: sostituisce Starace con Ettore Muti alla segreteria del PNF

1940
10 marzo: riceve a Roma Joachim von Ribbentrop, latore di un messaggio di Hitler che invita l'Italia a entrare in guerra
18 marzo: incontra Hitler al passo del Brennero
31 marzo: in un "promemoria segretissimo" analizza la situazione della guerra e delinea il piano delle future azioni militari in caso di coinvolgimento dell'Italia. Il 6 aprile il promemoria sarà inviato al re, a Galeazzo Ciano, a Ettore Muti, ad Attilio Teruzzi, ministro dell'Africa italiana, alle più alte cariche militari
14 - 26 aprile: riceve inviti da Churchill e da Roosevelt per tener l'Italia fuori dal conflitto
29 aprile: in una riunione con i vertici militari a palazzo Venezia dichiara l'intenzione di intervenire in guerra a fianco della Germania e chiede al re il comando supremo delle forze armate. Vittorio Emanuele III gli concede il comando delle truppe "operanti" nel conflitto
30 maggio: risponde negativamente all'estremo tentativo di Roosevelt di dissuaderlo dall'entrare in guerra
10 giugno: annuncia alla folla, radunatasi in piazza Venezia, l'entrata in guerra dell'Italia
estate: si reca regolarmente alla Camilluccia, la villa che la famiglia Petacci si è fatta costruire nel quartiere romano di Monte Mario, dove Claretta è gravemente malata per un attacco di peritonite in seguito a una gravidanza extra uterina
4 ottobre: incontra Hitler al Brennero per fare il punto sull'andamento del conflitto
ottobre: solleva Muti dall'incarico di segretario del PNF. Il suo posto sarà preso da Adelchi Serena
19 ottobre: invia a Hitler una lettera in cui lo informa della decisione di attaccare la Grecia. La consegna è volutamente rallentata (giungerà solo il 27) per mettere i tedeschi di fronte al fatto compiuto
28 ottobre: incontra Hitler a Firenze. La campagna di Grecia è già iniziata da alcune ore

1941
gennaio: ordina la mobilitazione generale dei quadri del partito: i ministri e i gerarchi fascisti devono arruolarsi come volontari e andare a combattere sul fronte greco-albanese per dare un esempio al paese
19 - 20 gennaio: incontra Hitler a Breghof, residenza privata in montagna del fürher, ottenendo garanzie per il prossimo invio di truppe in Grecia e la spedizione di un corpo di mezzi corazzati in Nord Africa
11 febbraio: incontra a Bordighera il generale Franco, senza però riuscire a persuaderlo a entrare in guerra a fianco dell'Asse
2 giugno: si incontra nuovamente con Hitler
26 giugno: dopo l'attacco tedesco all'URSS, decide di inviare in Russia un corpo di spedizione italiano
7 agosto: muore durante una prova di volo a Pisa il figlio maggiore Bruno. Dall'avvenimento Mussolini trae il libro Parlo con Bruno
25 agosto: si reca per la prima volta al quartier generale di Hitler a Rastemburg, in Prussia orientale, e insiste, pur non sollecitato, per una più ampia partecipazione italiana alla campagna di Russia
dicembre: solleva Adelchi Serena da segretario del PNF. Al suo posto chiama il giovane gerarca ventiseienne Aldo Vidussoni

1942
febbraio: decide di inviare sul fronte orientale le truppe che costituiranno l'ARMIR (Armata italiana in Russia)
29 aprile: incontra Hitler a Salisburgo. Viene deciso l'avvio di una vasta offensiva in Nord Africa
giugno: compie, accompagnato da una grande campagna pubblicitaria, una trasvolata aerea percorrendo 1.800 km in 37 ore
29 giugno: è in Africa settentrionale. Si tratterrà fino al 20 luglio, nella speranza di poter entrare trionfalmente in Alessandria d'Egitto
novembre - dicembre: convocato in due riprese da Hitler si fa sostituire da Ciano, sentendosi troppo debole e depresso per sopportare il viaggio
2 dicembre: dopo 18 mesi di silenzio si rivolge alla nazione per pronunciare quello che la stampa di regime definisce un "storico rapporto" sulla guerra

1943
6 febbraio: allontana dai dicasteri chiave del governo alcuni dei più importanti gerarchi che hanno assunto posizioni critiche nei suoi confronti: fra essi Galeazzo Ciano, nominato ambasciatore in Vaticano. Assume egli stesso il ministero degli Esteri, conservando anche gli Interni e i tre dicasteri militari
7 aprile: incontra Hitler a Klessheim, nei pressi di Salisburgo, proponendo di giungere a un armistizio con Stalin per concentrare il massimo sforzo bellico sul fronte meridionale
aprile: sostituisce, alla guida del PNF, Vidussoni con l'ex squadrista toscano Carlo Scorza
24 giugno: parlando al direttorio del PNF sostiene la necessità di continuare con la massima determinazione la guerra contro gli alleati; soffermandosi sull'eventualità dello sbarco degli alleati in Sicilia pronuncia il discorso del "bagnasciuga", che sarà reso pubblico il 5 luglio
16 luglio: riceve un gruppo di gerarchi che gli chiedono la convocazione del Gran Consiglio, non più riunito dal 1939. Gli alleati erano sbarcati in Sicilia il 9 luglio
19 luglio: incontra a Feltre Hitler, che si impegna a inviare in Italia altre truppe per presidiare le regioni settentrionali
24 luglio: nella seduta del Gran Consiglio è attaccato violentemente da Grandi e invitato a lasciare l'esecutivo, rimettendo tutti i poteri nelle mani del re
25 luglio: l'ordine del giorno Grandi è approvato da 19 membri su 28. Nel pomeriggio, dopo un colloquio con il re, Mussolini è prelevato dai carabinieri e, a bordo di un autoambulanza, trasferito nella caserma di via Legnano, dove è tratto in arresto
27 luglio: è trasferito da Roma all'isola di Ponza
7 agosto: è trasferito all'isola della Maddalena
28 agosto: a bordo di un idrovolante è trasportato in un albergo situato ai piedi del Gran Sasso d'Italia e da lì, il 6 settembre, è trasferito in auto all'albergo di Campo Imperatore, a più di 2.000 m di altitudine
12 settembre: viene liberato dai tedeschi e immediatamente trasferito al quartier generale di Hitler
18 settembre: da Radio Monaco annuncia la costituzione del Partito fascista repubblicano e la nascita nelle regioni dell'Italia settentrionale occupate dei tedeschi di uno Stato repubblicano, che il 1° dicembre assumerà ufficialmente la denominazione di Repubblica sociale italiana (RSI)
23 settembre: rientra in Italia e dà vita a un nuovo governo che si riunirà per la prima volta il 27 nel castello di Rocca delle Caminate, presso Forlì. La sede del nuovo governo viene collocata a Salò, sulle rive del lago di Garda
10 ottobre: si stabilisce a Gargnano, una piccola località situata sul lago di Garda, in una splendida villa appartenente ai Feltrinelli
19 novembre: ricostituisce la Milizia fascista come organizzazione militare autonoma rispetto all'esercito della Repubblica di Salò

1944
8 gennaio: inizia a Verona il processo contro i gerarchi che il 25 luglio hanno votato per le dimissioni di Mussolini. Il tribunale pronuncerà dopo tre giorni per tutti la condanna a morte. Edda, dopo la fucilazione del marito, si rifugia in Svizzera rompendo ogni rapporto con il padre
21 aprile: incontra Hitler a Klessheim, nei pressi di Salisburgo
15 luglio: inizia un viaggio in treno alla volta del Reich. Per tre giorni ispeziona i campi in cui sono dislocate le truppe italiane. Successivamente incontra, alla stazione di Gorliz, Hitler, appena scampato a un attentato nel suo quartier generale (20 luglio). Sarà l'ultimo incontro tra i due dittatori
16 dicembre: parla a un'adunata fascista organizzata al teatro Lirico di Milano. Sarà la sua ultima apparizione in pubblico
Pubblica Storia di un anno, testo che riprende una serie di articoli redatti per il "Corriere della Sera", in cui denuncia coloro che ritiene responsabili della caduta del regime

1945
22 gennaio: sostituisce, al ministero degli Interni della RSI, Guido Buffarini Guidi con Paolo Zerbino
13 marzo: tramite l'arcivescovo di Milano, Ildefonso Schuster, fa pervenire ai comandi Alleati a Roma una proposta di capitolazione, rifiutata, nella quale chiede per sé e per i suoi seguaci garanzie di incolumità personale
14 aprile: a Gargnano partecipa a un vertice militare italo-tedesco
16 aprile: a Gargnano, in quella che sarà l'ultima riunione del consiglio dei ministri della RSI, comunica la decisione di trasferire il governo a Milano
18 aprile: giunge a Milano scortato dalle SS e si stabilisce nel palazzo della prefettura
25 aprile: dopo un incontro nella sede arcivescovile di Milano con i rappresentanti del CLNAI (Comitato di liberazione nazionale Alta Italia), in cui gli è chiesta la resa incondizionata, fugge verso Como con un gruppo di ministri e le SS della scorta
27 aprile: nei pressi di Dongo viene arrestato dai partigiani; lo conducono, con Clara Petacci e alcuni gerarchi che lo hanno accompagnato nella fuga, dapprima a Dongo, poi a Germasino infine a Bonzanigo
28 aprile: viene giustiziato a Giulino di Mezzegra, insieme a Claretta Petacci
29 aprile: il suo cadavere insieme a quello di Clara Petacci e degli altri gerarchi fuggiaschi, fucilati il giorno precedente a Dongo, sono esposti a Milano, in piazzale Loreto, appesi a testa in giù a un distributore di carburante

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