RESPINGIAMO I NUOVI BARBARI

 

Articolo tratto dal sito del "Movimento Fascismo e Libertà"

Credo sia inutile rammentare al lettore attento ed onesto i fatti di Genova. Una città devastata, danni ammontanti a parecchie decine di miliardi che, come di consueto, graveranno sulle tasche del cittadino onesto che li rifonderà tramite qualche tassazione straordinaria o l’aumento di qualche prezzo. E soprattutto la nuova generazione di terroristi che si nasconde dietro il maleodorante Casarini, dietro lo squallido Agnoletto ed ancora di più, dietro i veri  e propri fiancheggiatori del terrorismo che siedono in Parlamento.

Il governo delle destre, che molti attendevano alla prova considerandolo la panacea per tutti i mali ha dato esso stesso ampia prova di quanto sia inadatto a governare con pugno di ferro: tutte le manifestazioni sono state autorizzate, sono stati stanziati ben tre miliardi per accogliere la feccia proveniente da tutta Europa, si sono considerati, e si continua a farlo, Casarini ed Agnoletto come interlocutori istituzionali, mentre il posto adatto per loro sarebbe stata la galera, con l’accusa di costituzione di banda armata e complicità in saccheggi e devastazioni…

La stampa dei pennivendoli asserviti alla sinistra ha dato, inoltre, il triste e squallido spettacolo che ci si aspettava da essa: immagini epurate dalle violenze dei criminali anarco/comunisti, obiettivi incentrati sulle sacrosante reazioni delle forze dell’ordine, commenti TV e giornalistici al limite della complicità con il terrorismo, vere e proprie guerre sante condite da immagini che travisavano la realtà sono state condotte contro i carabinieri che hanno fatto il loro dovere, contrastando un pericoloso esagitato dei centri sociali che stava partecipando al linciaggio degli stessi.

Tutto è iniziato seguendo una regia ben precisa. Il primo giorno, durante la cosiddetta manifestazione dei “migrantes”, tutta la stampa d’Italia lanciò grida di entusiasmo per la correttezza dei manifestanti, fingendo di non vedere le immagini delle decine di giovinastri comunisti che si staccavano dal corteo per andare a provocare le forze dell’ordine, con inequivocabili gestacci fatto con il dito medio sotto il naso dei poliziotti ed altre cortesie simili. Si cercava lo scontro e la reazione, è evidente, ma le forze dell’ordine non caddero nel tranello.

Per completare il tutto, si è giunti alle vere e proprie incursioni terroristiche dell’indomani, allorquando gli anarchici del blocco nero si diedero da fare per devastare l’intera città, mentre i briganti capitanati da Casarini armati di tutto punto premevano per violare la zona rossa. La gravità degli atti compiuti dalle cosiddette “tute nere” ha consentito alla stampa asservita ed agli organizzatori di spostare gli obiettivi dalle violenze compiute dalle tute bianche, le quali da mesi minacciavano lo Stato con risibili dichiarazioni di guerra e con l’intento di “portare la guerra e Genova”.

In questo clima, non stupisce più di tanto l’episodio più grave accaduto, né la vergognosa lettura datane dalla stampa. C’è stato un vero e proprio tentativo di linciaggio ai danni dei carabinieri occupanti una camionetta rimasta bloccata durante una manovra. Gli infami aggressori sono stati visti da tutto il mondo: italianissimi delinquenti dei centri sociali, tute bianche e “ragazzi per bene” convenuti per manifestare “pacificamente”. Eppure la stampa continua ancora a parlare dei black block, per coprire i veri responsabili…  E’ morto un violento facinoroso della peggiore risma, a soli 23 anni già noto agli inquirenti e pluripregiudicato per reati legati alla droga, alle armi ed alle lesioni inflitte al prossimo, ma tutti si ostinano a parlare del ragazzo “ucciso” dai carabinieri. Si è persino giunti, ribaltando completamente i fatti, a spacciare questo aggressore come un giovane idealista che scriveva poesie e che probabilmente si è ritrovato per caso in mezzo all’assalto (con tanto di passamontagna nero ed estintore “d’ordinanza” in mano, naturalmente…). Il genitore di questo bel soggetto ha fatto capolino in vari  notiziari, parlando del figlio come di una sorta di vittima, di “eroe” da ricordare e giungendo all’impudenza di dichiarare la sua “pena” per il giovane carabiniere che aveva premuto il grilletto… Probabilmente, se avesse pensato alla pena che può fare un padre che tira su un figlio fallito e violento, avrebbe educato meglio il suo ragazzo e non sarebbe involontario protagonista di una simile tragedia.

Come se non bastassero i delinquenti “piazzaioli”, abbiamo dovuto anche sopportare le canagliesche dichiarazioni di Bertinotti & C., i quali hanno accusato con estrema leggerezza ed ipocrisia le forze dell’ordine di “attacchi proditori contro gente inerme”, sfoderando i consueti piagnistei per la sorte di “poveri pacifisti” colpiti dalla Polizia. Ascoltando questo vero e proprio fiancheggiatore del terrorismo, pareva che un sadico carabiniere avesse abbattuto per divertimento un innocuo giovane innocente, che stava pacificamente manifestando il suo dissenso… Ma se non fossero vili, ipocriti e falsificatori della realtà non potrebbero certo essere comunisti! Basti pensare alle ipocrite accuse lanciate da Bertinotti & C. contro lo Stato italiano, colpevole di avere fatto arrivare dall’estero quelli del black block senza controllarli… Detto da loro, che hanno protestato vibratamente contro lo Stato “fascista” che ha sospeso l’accordo di Schengen, e che hanno attaccato le istituzioni quando “osarono” respingere un centinaio di delinquenti venuti dalla Grecia con intenzioni bellicose!

Dulcis in fundo, a G8 terminato abbiamo dovuto assistere all’infamia di decine di altre manifestazioni, tutte regolarmente autorizzate dalle stesse autorità da burletta che vietano costantemente le manifestazioni della destra per “motivi di ordine pubblico”, nelle quali si insultava costantemente ed impudentemente le forze dell’ordine e lo Stato italiano, con slogan come “assassini” e “governo cileno” (mai che a lorsignori venga in mente Cuba…).

È proprio il caso di dirlo: PURTROPPO non c’è un governo cileno! Purtroppo l’Italia è ancora nelle mani della peggior feccia anarco/comunista, che opera indisturbata attentati, aggressioni e quant’altro ai danni delle forze sane della Nazione, mentre allo Stato non è consentito neppure di difendersi e difendere i cittadini, senza arrivare a grottesche accuse nei suoi confronti. Una Nazione civile, lo abbiamo già detto, vedrebbe già languire da tempo nelle patrie galere i repellenti sobillatori di piazza come Agnoletto e Casarini, nonché i loro degni alleati dei centri sociali e delle tute bianche. In una Nazione civile le forze dell’ordine avrebbero sparato prima e di più, per evitare  varie decine di miliardi di danni ed il ferimento di vari agenti di Polizia e Carabinieri (altro che le richieste bertinottiane di mandare la polizia disarmata!). Una Nazione civile avrebbe impedito qualsiasi forma di protesta violenta per motivi di ordine pubblico, invece di stanziare denaro pubblico per accogliere la feccia. Una Nazione civile avrebbe protetto i suoi difensori in divisa, invece di criminalizzare il Carabiniere che ha sparato per salvarsi la vita. Una Nazione civile avrebbe seppellito in gran fretta il facinoroso genovese morto, invece di dedicargli funerali da eroe, con tanto di codazzo di delinquenti piangenti e telecamere di tutte le TV. Una Nazione civile avrebbe respinto alla frontiera TUTTI i manifestanti stranieri convenuti a Genova per devastarla. Così come un movimento di protesta civile, se veramente esistesse, avrebbe preso le distanze dalle violenze fin dal primo giorno, abbandonando la piazza e manifestando solidarietà alle forze dell’ordine vigliaccamente aggredite.

Così non è stato. Semplicemente perché l’Italia NON è una Nazione civile. Semplicemente perché in Italia i rottami della storia anarco/comunisti possono ancora arrogarsi il diritto di parlare in nome della “pace”, della “tolleranza” e dei “valori di libertà”.

Forse intendono la pace eterna per chi non si schiera con loro, la tolleranza assoluta verso i loro crimini e la libertà di violare tute le leggi dello Stato senza pagare mai il pedaggio…

Tocca a noi fare sì che l’Italia torni ad essere una Nazione civile, dove i Bertinotti, i Casarini e gli Agnoletto non hanno diritto di cittadinanza. E si badi bene, tocca SOLO a noi, perché non potremo certo sperare di avere l’aiuto degli inetti del Polo, troppo preoccupati di non essere equiparati ai fascisti per avere il coraggio di sistemare le cose…

Intanto, in attesa che il popolo si svegli dal lungo torpore, speriamo che lo facciano gli esponenti delle forze dell’ordine. Invitiamo dalle pagine di questo giornale i ragazzi dei Carabinieri e della Polizia ad uno SCIOPERO bianco nei confronti dei servizi di scorta a magistrati e politici.

Questa gente, che non esita a sputare su questi ragazzi mettendoli sotto inchiesta per omicidio volontario (una vera e propria vergogna giuridica all’italiana, fatta per accontentare i delinquenti della sinistra), ma che non esita neppure ad utilizzarli per proteggere la propria inutile pelle, dovrebbe  imparare cosa significa circolare per le strade senza il codazzo di auto blu ed agenti armati. Lasciamo i magistrati al loro destino, e soprattutto, lasciamo i politici della sinistra che hanno parlato di “polizia cilena” soli per le strade. Che provvedano con i loro alti introiti a garantirsi la sicurezza, senza gravare sulle spalle di uno Stato che disonorano per meri interessi di cassetta.

Sarebbe bello vedere Bertinotti & C. circolare senza le scorte della “polizia cilena” e senza le auto dello Stato “autoritario e fascista”.

Chiudiamo con un lacerante dubbio: se il carabiniere che ha sparato fosse stato membro della scorta di qualche magistrato o di qualche “potente”, e se avesse sparato non per salvare la sua vita ma quella del “signore” di turno, sarebbe stato inquisito per omicidio volontario? E sarebbe stato chiamato assassino dalla suburra scesa in piazza?

Carlo Gariglio - Segretario Nazionale Movimento Fascismo e Libertà

1