| I LAGER NAZISTI |
In Germania i nazisti, non appena si insediarono al potere, il 30 gennaio 1933, istituirono i Konzentrazionslager (o KZ), dove la polizia politica, la Gestapo, rinchiuse i tedeschi antinazisti (comunisti, socialisti, "dissidenti religiosi"). Inoltre la polizia criminale, nota con il nome di Kripo, operò arresti preventivi di persone con precedenti penali, di zingari, omosessuali, disabili, prostitute e di tutti coloro che a vario titolo vennero considerati "asociali". Dal 1938 si intensificarono le deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento gestiti dalle SS (Schutzstaffeln o unità di protezione) con una brutale e severissima disciplina militare. Nella seconda metà degli anni Trenta erano sorti numerosi campi di concentramento in Germania e molti altri campi vennero costruiti durante la seconda guerra mondiale nei paesi occupati, in primo luogo in Polonia, per internare uomini, donne e fanciulli deportati dai paesi occupati, in massima parte destinati allo sterminio. In questi campi concentrazionari, con sistematica e razionale pianificazione, che prevedeva sia l’annientamento materiale (disastrose condizioni igienico-alimentari, disumane costrizioni al lavoro, deliberate torture fisiche) sia la sopraffazione psicologica si mirava a cancellare identità, personalità e autonomia di milioni di persone. Lo sterminio di massa veniva poi programmato scientificamente con le camere a gas, le fosse comuni e i forni crematori. Fra i primi campi, sorti in Germania, vi furono quelli di Dachau, Buchenwald, Sachsenhausen, Flossenbürg e di Ravensbrücks, che fu un campo esclusivamente femminile. Mauthausen sorse subito dopo l’annessione dell’Austria e quello di Auschwitz-Birkenau, forse il più tristemente famoso (vi furono eliminati circa quattro milioni di persone, di cui oltre un milione di ebrei), dopo la conquista della Polonia. Nel 1939, all'inizio della guerra, gli internati erano in Germania circa 25.000; durante la seconda guerra mondiale passarono per i lager milioni di persone, per la massima parte ebrei, prigionieri di guerra sovietici e membri della Resistenza. A partire dal 1942 in questi campi venne attuata la "soluzione finale", che aveva come scopo l'annientamento fisico degli ebrei, ma che coinvolse anche altre razze considerate "inferiori". A questo scopo furono attrezzati nuovi campi di sterminio ubicati in Polonia: Chelmno (già funzionante dal dicembre del 1941), Belzec, Sobibor, Treblinka. Coloro che non venivano eliminati al momento stesso dell’arrivo nei campi o che rientravano in particolari categorie di internati erano costretti a estenuanti lavori forzati. Molti prigionieri vennero impiegati come cavie in sperimentazioni scientifiche e mediche. Tutto questo, naturalmente secondo quello che ci vogliono far credere... Andate a leggere alcuni articoli revisionisti nell'apposita sezione dedicata...
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