LA R.S.I.

 

Regime fascista repubblicano sorto nella parte dell'Italia sottoposta all'occupazione tedesca dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e dopo la liberazione di Mussolini da parte di Otto Skorzeny (12 settembre). Trasportato in aereo in Germania, Mussolini, dopo aver avuto un colloquio con Hitler e aver preso contatto con alcuni ex gerarchi rifugiati in Germania (tra cui Farinacci e Pavolini), emanò una serie di ordini del giorno (tra il 15 e il 17 settembre) coi quali decise la ricostituzione del partito fascista (col nome di “partito fascista repubblicano”). Il 17 Mussolini pronunciò dalla radio di Monaco di Baviera il suo primo discorso dopo la liberazione e sei giorni dopo (23 settembre) venne annunciata la costituzione del governo fascista repubblicano. Il nuovo Stato, che si poneva come antagonista a quello sorto nell'Italia meridionale occupata dagli Alleati, fu in realtà un tentativo della Germania di assicurarsi il controllo politico di una parte della penisola, attraverso un governo in apparenza nazionale. La sede della presidenza del ministero, dopo la prima riunione governativa tenuta il 27 settembre nella residenza di Mussolini in Romagna (Rocca delle Caminate), fu fissata sul lago di Garda a Salò (da cui il nome di “repubblica di Salò”), mentre i vari dicasteri furono dislocati in diverse località dell'Italia settentrionale. I princìpi sui quali doveva basarsi la politica della Repubblica Sociale Italiana furono esposti alla prima assemblea del partito fascista repubblicano tenuta a Verona i giorni 15 e 16 novembre; in quell'occasione fu redatto il Manifesto di Verona che prevedeva la convocazione di una Costituente, organo supremo di origine popolare; in politica estera riaffermò l'alleanza con la Germania e la lotta contro le “plutocrazie mondiali”; in politica interna pose l'accento sulla socializzazione allo scopo di assicurarsi l'adesione delle masse. Base della repubblica era il lavoro, i beni di interesse collettivo avrebbero dovuto essere nazionalizzati, veniva affermato il diritto di tutti alla proprietà dell'abitazione, istituito un sindacato obbligatorio per tutti i lavoratori e un'unica Confederazione generale del lavoro. Capo della repubblica e duce del fascismo era sempre Mussolini; segretario del partito fu Pavolini, comandante della milizia Renato Ricci, comandante delle forze armate il maresciallo Graziani. Uno dei primi obiettivi del nuovo governo fu la punizione dei gerarchi che avevano votato a favore dell'ordine del giorno Grandi nella seduta del Gran consiglio tenuta nella notte tra il 24 e il 25 luglio. L'8 gennaio 1944 fu convocato a Verona un tribunale speciale che pronunciò una serie di condanne a morte. Stretta tra le sue contraddizioni interne (lo stesso Mussolini aveva mosso serie critiche al programma di Verona considerato troppo socialista) ed esterne (i presupposti della Repubblica Sociale mal si accordavano col dominio che di fatto la Germania voleva instaurare sull'Italia), la Repubblica Sociale Italiana incontrò la forte opposizione dei ceti operai delle grandi città del Settentrione (scioperi generali del marzo 1944) e non riuscì a far fronte alla crescente attività delle forze della Resistenza. La lotta che divampò fra gli opposti schieramenti fu aspra e violenta e segnò uno dei periodi più tragici della storia italiana. Inoltre i programmi di socializzazione (decisi dal governo il 13 gennaio e il 12 febbraio 1944) non furono mai attuati, mentre agli iniziali propositi di totale controllo del governo sulle organizzazioni militari del partito e sulle forze preposte alla tutela dell'ordine pubblico si sostituì l'attività incontrollata di reparti autonomi (“X Mas”, “Battaglioni Mussolini”, “brigate nere”) e di bande irregolari (Kock, Carità, ecc.). Il regime fascista repubblicano, legato alle sorti della Germania hitleriana che aveva invaso tutto il territorio della repubblica, si sfaldò sotto la pressione dell'avanzata alleata e della guerriglia partigiana e cessò di esistere il 25 aprile 1945.

 

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