| 29 DIVISIONE WAFFEN SS ITALIA |
Iniziamo la serie dedicata alle forze armate della RSI con la Divisione Waffen SS Italia. L'argomento è spinoso, per anni si è addirittura ignorato l'esistenza di reparti di Waffen SS e addirittura l'idea di una intera divisione di volontari Italiani era semplicemente impossibile. Difficile il compito che ci siamo prefissi: le notizie sono estremamente scarse, i reduci non parlano volentieri, il solo fatto di aver appartenuto alle SS è considerato un reato dei più terribili, la documentazione ufficiale è difficilmente raggiungibile o sepolta negli archivi degli istituti storici della resistenza a noi preclusi. Queste brevi note sono il risultato di un lungo lavoro e della consultazione dei pochissimi testi disponibili, un particolare ringraziamento alla casa editrice NovAntico che ha pubblicato lo studio più completo e più recente sull'argomento. Data la scarsità di informazioni invitiamo tutti i navigatori ad inviarci qualunque tipo di notizia, documento, immagini in loro possesso relative a questo reparto."Il nostro onore si chiama fedeltà"
Denominazione unità dal 09/09/1943 - Milizia Armata Italiana Waffen SS dal 01/02/1944 - Ia Brigata d'Assalto della legione SS Italiana dal 27/04/1944 - Ia Brigata Italiana Granatieri SS dal 09/03/1945 - 29a Divisione Waffen SS Italia Il giuramento " Giuro davanti a Dio questo sacro giuramento, che combattendo per la mia patria Italiana contro i suoi nemici, sarò incondizionatamente obbediente al comandante supremo delle Forze Armate tedesche, Adolfo Hitler e sempre disposto a dare la mia vita per questo giuramento" Nascita e dislocazione La storia della divisione Waffen SS Italia inizia l'indomani dell'8 Settembre. Il 9 settembre 1943 un reggimento di Camice Nere inquadrato si tre battaglioni di stanza a Praga agli ordini del console Paolo de Maria alla notizia dell'armistizio decide di proseguire a fianco dell'alleato la guerra e si mette a completa disposizione delle autorità militari tedesche. A quella data esistevano già reparti di volontari Europei inquadrati nelle divisioni combattenti delle SS, e i nuovi volontari italiani vennero immediatamente inquadrati in questi reparti assumendo la denominazione di Milizia Armata Italiana Waffen SS. Solo il 9 marzo 1945 venne ufficialmente adottata la denominazione 29a Divisione Waffen SS Italia. Dopo questo primo nucleo la divisione fu formata fondamentalmente da altri due nuclei principali: quello formato da volontari che dopo l'8 settembre furono addestrati nel campo di Muzingen, e quello proveniente dal Btg Camice Nere Debica di stanza in Polonia. Ufficiali e sottufficiali vennero addestrati nelle scuole di Toz. Da notare che nelle Waffen SS non veniva riconosciuto nessun grado precedentemente acquisito. Nella seconda metà di Novembre le Waffen SS Italiane dopo l'addestramento rientrano in Italia e vengono dislocate nel territorio della RSI. Complessivamente gli effettivi risultano essere in quella data di 13.362 uomini inquadrati in 14 battaglioni e varie compagnie autonome. Complessivamente per tutta la durata del conflitto furono 18.000 gli uomini inquadrati nelle SS Italiane. Questa la dislocazione sul territorio nazionale:
Per due battaglioni, il Debica e il Vendetta non è stato possibile reperire la città di dislocazione. Per il Debica le notizie sono di un suo acquartieramento a Pinerolo, presso una caserma degli Alpini con compiti di guerra antiguerriglia e antiparacadutisti, mentre per il battaglione Vendetta, il primo BTG Italiano a entrare in linea contro gli Anglo Americani sul fronte di Nettuno non è stato possibile individuare la caserma di acquartieramento. Nel febbraio 1944 vengono attivati i centri di arruolamento volontari dislocati sul territorio Nazionale, mentre da qualche mese era attivo il giornale "Avanguardia" giornale di notizie e propaganda delle Waffen SS Italiane, da notare che il primo numero portava la denominazione di testata "Avanguardia Europea". Contemporaneamente alla dislocazione sul territorio, venivano attivate le compagnie speciali i cui principali incarichi erano di spionaggio militare nel territorio occupato e di organizzazione delle rete clandestina dei "Franchi Tiratori". Con la creazione della Ia Brigata Italiana Granatieri SS, 27/04/44 si creò il gruppo Waffen SS Binz con la dislocazione del comando a Piacenza, alla legione SS Italiana vennero aggregati anche alcuni reparti della Waffen SS Turkestan, volontari di religione islamica. Sul fronte Compito istituzionale delle Waffen SS era quello del combattimento e non quello di polizia politica e militare. Erano considerati un corpo d'élite e la paga era corrisposta in marchi: due marchi al giorno di cui uno come indennità di combattimento. Le Waffen SS Italiane operarono principalmente, ad eccezione di un Battaglione che operò sul Fronte dell'EST, sul fronte nazionale in quattro diverse situazioni. Le operazioni di combattimento sul fronte vennero condotte, dopo il 27/04/1944, insieme alle unità incorporate nel gruppo Binz, ed in collegamento con unità Waffen SS Ucraine 1) Fronte anglo americano, con il battesimo del fuoco del BTG Vendetta sul fronte di Nettuno. Durante il battesimo del fuoco il BTG al comando del Colonnello Degli Oddi tenne per 70 giorni il fronte, riportando su un totale di 650 uomini 340 caduti, meritando innumerevoli decorazioni. Per le operazioni sul fronte di Anzio - Nettuno l'ordine del giorno 65, riportato su "Avanguardia" del 20/05/44, recita testualmente: "Il comandante supremo della SS ha disposto, per ordine del Fuhrer, la costituzione della I Brigata Italiana Granatieri SS. In base a questo la I Brigata d'Assalto della Legione SS Italiana porterà, con effetto dal 27/04/44 la suddetta denominazione. Ciò significa un riconoscimento del Comandante Supremo della SS per l'attività svolta da ufficiali, sottufficiali e legionari." f.to Wolf, SS Obergruppenfuerer u. General der Waffen SS Dopo la battaglia per Roma la Legione Italiana continuò a combattere per tutta la durata del conflitto sul fronte del sud. Gli ultimi scontri avvennero nei pressi di Mantova al fianco dei giovani bersaglieri della divisione Etna nei giorni 27/04 - 30/04 1945. 2) Fronte occidentale. Poco nota questa fase del conflitto ove i legionari italiani si opposero e difesero le vallate della valle d'Aosta da tentativi di invasione da parte di elementi francesi che, con l'appoggio di bande partigiane locali, tentavano un annessione del territorio nazionale. Su questo fronte le operarioni vennro condotte in collegamento sia a reparti della Guardia Confinaria sia con reparti di Brigate Nere. 3) Fronte interno con compiti di antiguerriglia e antiparacadutisti. Le operazioni avvennero soprattutto nella zona del Piemonte con un tributo di sangue altissimo. La prima azione venne effettuata a Rorà (Pinerolese) e nella Val Germanasca. Nello spirito delle Waffen SS i comandanti di reparto erano in prima linea con i Legionari e nel primo scontro viene ferito gravemente il Capitano Dal Dosso, comandante del Btg Debica. 4) Sul fronte orientale per difendere l'Italianità della Venezia Giulia. I reparti che si opposero alle bande titine combatterono sino al 05/05/1945 e furono pressoché annientati durante le operazioni belliche. I sopravvissuti vennero infoibati nella quasi totalità. Anche in questa situazione i reparti della legione SS Italiana cooperarono con altri reparti di SS in particolare con reparti di cosacchi appartenenti all'armata del generale Vlasloff. I servizi speciali I servizi speciali dipendevano direttamente dal Abweher 190 e consistevano in azioni oltre le linee alleate e nella predisposizione di piani di difesa delle città invase. Poco o nulla si sa di questo tipo di operazioni, due sono gli episodi più noti di cui si hanno più notizie: la fucilazione il 26 maggio 1945 dei legionari Sabelli e Testorio a Roma (da notare che la guerra era terminata da un mese) e la resistenza dei Franchi Tiratori a Firenze che contrastarono casa per casa l'avanzata dei partigiani e delle truppe anglo americane per 7 giorni terminando poi in uno spaventoso bagno di sangue. Gli ultimi Franchi Tiratori furono uccisi sulle gradinate del Duomo di Firenze a causa del loro rifiuto di abiurare il fascismo e la lotta europea. Sulla fucilazione di Sabelli e Testorio più delle parole è significativa la foto che ritrae il momento della fucilazione ove i due legionari salutano a braccio teso. Riportiamo la lettera della moglie di Testorio, Nella, che suicidandosi segue il marito nel martirio. "Raggiungo mio marito al di là. Mai nessuno potrà fucilarmelo, mai nessuno potrà dividerci: in ciò i signori comunisti sono impotenti. E voi, ministro Togliatti, che fino all'ultimo siete voluto essere vigliacco come tutti i vostri degni compari allungando inutilmente lo spasimo di due vite che vivevano l'una per l'altra, possiate essere maledetto. A me spetta l'eterna felicità, egli mi attende. Desidero che siano rispettati tutti i desideri di mio marito, e che vengano con me le foto del nostro adorato bimbo e dell'unico uomo che della mia vita ho amato. Gualtieruccio caro, mamma e papà veglieranno sempre su di te. Nella Testorio. A morte il comunismo" La fine Alla fine delle ostilità i reparti delle SS Italiane subirono diversi trattamenti. I reparti che si arresero alle forze angloamericane a nella zona di Gorgonzola (Mi) il 30 Aprile 1945 vennero internati nei campi di concentramento sparsi nella penisola e principalmente in quelli di Aversa, Coltano, Rimini. I reparti che ebbero la sfortuna di essere catturati da altre formazioni vennero, nella maggio parte dei casi, fucilati. Ciò per disposizioni precise: era sufficiente appartenere alle SS Italiane per venire uccisi dopo sentenza dei Tribunali Speciali ( Corpo Volontari della Libertà Comando Militare Regionale Piemonte, n°293 del 15 Aprile 1945 ) o dopo tre ore dalla cattura (Comitato Liberazione Nazionale, Divisione Autonoma Val Chisone n°574 ). Gli eccidi più feroci avvennero nel Comasco ove alcune formazioni di SS restarono tagliate fuori dal grosso della divisione attestata nella bassa pianura lombarda. A Mariano Comense le reclute SS vennero tutte uccise, come un reparto di genieri ad Albavilla che, dopo che dopo aver sparato fino all'ultima cartuccia, si fecero tutti uccidere. Ad Asso, Canzo, Brunate intere sezioni di SS svanirono nel nulla. Persino i feriti non vengono risparmiati: il tenente Luigi Ippoliti, ferito in combattimento contro gli Anglo Americani e ricoverato all'ospedale di Cantù viene prelevato e, legato alla barella, fucilato. La propaganda Terminiamo questo brevissimo ed incompleto studio riportando una frase scritta su una cartolina di propaganda delle SS Italiane: "Sacrosanta lotta del sangue contro l'oro - del lavoro contro il capitalismo - dello spirito contro la materia" Bibliografia
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