Il bivio
PERIODO: episodio "Bad eggs"
RINGRAZIAMENTI: a tutti coloro che hanno dimostrato di apprezzare il mio precedente
lavoro.
Il Bivio
Varcata la porta del locale, il sensibile udito di Angel fu assalito dalla cacofonia
di rumori che inondavano l'ambiente. Il Bronze era il luogo di raduno di tutta
la gioventù di Sunnydale, il sabato sera.
Angel sostò indeciso un istante, oltre la soglia. Cercava il coraggio
che gli era necessario per affrontare quella moltitudine di persone in continuo
movimento.
Per decenni era vissuto nella pace, nel silenzio della sua solitudine. Ora i
suoi sensi ipersviluppati erano storditi dalle frasi spezzate che si perdevano
nella musica assordante, dall'odore del fumo e delle bevande, che si mescolava
a quello dei corpi ammassati, che ogni tanto lo sfioravano.
Un tempo, quando era semplicemente un vampiro, avrebbe trovato esaltante immergersi
in quella massa di umanità, ignara del suo potere. Il suo demone, in
lui esultava, assaporando la vitalità che scaturiva da quei corpi vibranti,
ma la sua anima ne era frastornata.
Un buon libro, una passeggiata tranquilla, parlare con Giles di filosofia, storia
o letteratura, davanti a una tazza di thé: ecco la sua idea di una serata
piacevole!
Gli occhi di più di una persona si fermarono sulla sua
figura, mentre attraversava la folla, che ostruiva l'entrata
La maggior parte delle persone non era razionalmente consapevole della sua presenza,
spesso mascherata dalle ombre, ma il loro sguardo si fermava immancabilmente
su di lui: uomini o donne, non faceva differenza.
Non si trattava solo del suo aspetto fisico, che nessuna ragazza sarebbe riuscita
a ignorare. Ad attirare su di lui l'attenzione della gente era il suo fascino.
Tutto in lui emanava un senso di mistero, di sentimenti e emozioni represse,
di ricordi che secoli di vita e dolore gli avevano lasciato addosso.
Era quasi arrivato al bordo della pista da ballo quando si fermò.
Il suo viso, in un attimo, parve trasformarsi. Lei stava ballando e, dai movimenti
del suo corpo, emanava tutta l'energia e la passione che animavano ogni sua
azione. Gli occhi brillanti e pieni di gioia di vivere sembrava abbandonarsi
al ritmo, senza remore o inibizioni.
Ogni pensiero di pace e tranquillità abbandonò immediatamente
la mente di Angel. Nei suoi pensieri ora c'era posto solo per lei! Le persone,
il rumore, il locale non esistevano più: solo lei era reale. E lei era
qui per lui!
Senza smettere di ballare, Buffy si voltò, e i loro sguardi si incontrarono. Un impeto di gioia e sollievo la sommerse. Era più forte di lei. Ogni volta che si salutavano la mattina, prima di lasciarsi, in fondo a se stessa provava l'irrazionale timore che fosse l'ultima volta. E ogni volta che lo vedeva di nuovo provava il sollievo di chi vede dissolversi una paura infondata.
Non distolse gli occhi dalla sua figura, immobile fra la folla, ma continuò a ballare. Il suo corpo però, come mosso da volontà propria, iniziò a muoversi in modo diverso. In presenza di Angel Buffy cambiava, senza che lei se ne rendesse conto. Ogni suo gesto, anche il più spontaneo, diventava un messaggio per lui, un messaggio di cui a volte neppure lei, giovane e inesperta, comprendeva fino in fondo il significato: "Sono qui per te…solo per te…ti amo…amami, ti prego!"
Ignara del potere della propria femminilità, ancora inesplorata, Buffy ballava per lui, per il suo amore, per colui che aveva aspettato con ansia per ore, mesi, anni! Per la persona che alcuni aspettano inutilmente per tutta la vita!
Su un divano, poco distante dalla pista da ballo, Xander attirò
l'attenzione di Willow con una gomitata.
"E' arrivato Angel!"
"Dov'è, non lo vedo!"
"Neppure io, ma guarda l'espressione di Buffy!" mormorò uno
Xander depresso e rassegnato.
Negli occhi di Angel ardeva la passione, un desiderio ardente,
mitigato solo dalla tenerezza e dall'amore.
Angel aveva percepito, fin dal loro primo incontro, il fuoco che bruciava nell'animo
di Buffy. Parte della sua forza e del suo fascino dipendevano proprio dalla
sua capacità di provare sentimenti intensi, travolgenti e di assaporare
ogni istante, ogni esperienza, fino in fondo.
Erano stati i suoi occhi però a farlo innamorare, occhi da cui scaturiva
un'ingenuità e un candore, non ancora toccati dal tempo.
Il suo istinto l'avrebbe indotto ad avvicinarsi alla pista,
afferrare l'oggetto del suo amore, e portarlo in luogo appartato, tranquillo,
senza gente e rumore. Qui avrebbe potuto, con gesti antichi come il mondo, mostrargli
la splendida creatura che lei era, quello di cui era capace, non solo il suo
corpo, ma soprattutto la sua anima.
Le avrebbe insegnato la gioia di essere donna, di donare e ricevere amore, di
provare sensazioni capaci di placare ogni sete. Lui, un demone, l'avrebbe portata
in paradiso!
Ma non era ancora il momento! Doveva avere pazienza. Era necessario
che Buffy scoprisse se stessa, e le proprie potenzialità, con calma,
nel modo giusto. Anche se il suo corpo sapeva già cosa desiderava, la
sua mente e la sua anima erano ancora troppo giovani per ottenerlo.
Lui era il suo custode. Era suo compito proteggerla, anche da se stessa, se
necessario!
La musica era cessata e Buffy, ancora ansante per la danza,
si diresse decisa verso Angel. Arrivata di fronte a lui, senza una parola, posò
le mani sui suoi fianchi, e, stringendolo a se, si sporse per baciarlo, con
un'intensità maggiore, rispetto a quella richiesta da un semplice saluto.
Angel rispose al bacio con calore, pur senza ricambiare l'abbraccio. Non amava
le effusioni in pubblico, ma secoli di esperienza gli aveva insegnato qualcosa
sul comportamento umano.
Anche se Buffy probabilmente non ne era consapevole, quel bacio appassionato,
scambiato fra tutta quella gente, non era solo per lui. Era soprattutto per
tutte le ragazze presenti. Il messaggio era chiaro: "Lui è mio,
quindi scordatevelo!"
Angel sapeva che il bisogno, che evidentemente provava Buffy, di affermare il
suo possesso su di lui, nasceva dalla sua insicurezza e inesperienza. Buffy
non si rendeva conto dell'enorme potere che aveva su di lui. L'idea gli fece
comparire sul viso l'ombra di un sorriso. Incredibilmente Buffy, con tutta la
sua gioventù e innocenza, riusciva immancabilmente a sorprenderlo!
"Ciao, era ora che arrivassi!"
Angel tornò bruscamente al presente e alla fantastica creatura che aveva
di fronte.
"Ciao, sei bella!" mormorò piano.
Tre sole parole, ma per Buffy ne valevano mille. Un altro ragazzo le avrebbe
fatto i complimenti per il vestito o la pettinatura. Avrebbe usato parole come
"fantastica" o "stupenda", ma non il suo Angel!
Per lui il vestito, la pettinatura, il trucco erano dettagli insignificanti.
Lui vedeva il suo essere, la sua anima, e la trovava bella! Una semplice constatazione,
un'unica parola, ma perfetta per farla sentire apprezzata, desiderata, amata
completamente e totalmente: mente, corpo e anima!
Buffy, in preda all'emozione, riuscì a mormorare solo un sommesso "Grazie"
e a prenderlo per mano per condurlo dagli amici in attesa della coppia.
Xander dedicò ad Angel un saluto piuttosto gelido, attenuato
da quello caloroso, anche se un po' impacciato, di Willow. Buffy e Angel presero
posto sul divanetto di fronte agli amici.
Fortunatamente il silenzio che aveva seguito i saluti fu interrotto, prima di
diventare imbarazzante, dalla decisione di Xander di invitare Cordelia a ballare.
La ragazza stava parlando vivacemente, poco distante, con il solito gruppo di
amiche. Sotto gli sguardi allibiti di Buffy e Willow, accettò l'invito
e i due si avviarono verso la pista da ballo, mentre la musica ricominciava.
"Ehi Buffy, non l'avresti mai detto!" commentò
Willow, con tono preoccupato.
"Probabilmente Cordelia ha bevuto qualcosa di più di un succo di
frutta, o forse ha perso una scommessa e deve fare una penitenza!" rispose
Buffy con tono distratto. Era, infatti, troppo consapevole della presenza di
Angel, seduto al suo fianco, potersi concentrare su quello che le accadeva intorno.
Lui sedeva rilassato, apparentemente tranquillo, ma Buffy percepiva la tensione
che lo attraversava, così come sentiva la propria. Aveva bisogno di una
distrazione.
"Vado a prendere da bere, vi porto qualcosa?" Un bicchiere in mano
forse sarebbe servito a rilassarla. Prese le ordinazioni, nulla per Angel, una
spremuta d'arancio per Willow, Buffy si diresse verso il bar.
Mentre aspettava pazientemente il suo turno accanto al bancone
si voltò ad osservare i due amici rimasti al tavolo.
Willow parlava, e Angel ascoltava, con atteggiamento attento. Probabilmente
la ragazza gli stava parlando di Oz, che in quel momento stava suonando. Buffy
sapeva che l'interesse di Angel era reale. Più di una volta, infatti,
aveva chiesto a Buffy come procedeva la prima storia sentimentale seria della
loro amica. Ad Angel, Willow piaceva e tendeva ad essere protettivo nei suoi
confronti.
Buffy realizzò in quel momento che Angel aveva esteso il compito di proteggere
lei, fino a comprendere tutte le persone a cui lei teneva. Per un attimo si
sentì travolgere dall'amore che provava per quell'uomo stupendo che era
il suo ragazzo. Angel sapeva, capiva veramente quanto importanti fossero quelle
persone per lei, e questo le rendeva importanti anche per lui!
Il barista attrasse la sua attenzione posandole accanto i bicchieri. Ritornata
bruscamente alla realtà Buffy, dopo aver pagato, tornò al tavolo
sorridendo.
"…..mi ha detto che ci saremmo visti qui, ma lui
deve suonare e quindi non può ballare. Anche se potesse, comunque non
gli piace ballare, ma a me non importa, l'importante è che…."
Buffy tornò a sedersi al suo posto, posando con apparente noncuranza,
la mano libera dal bicchiere, sul ginocchio di Angel. Angel, senza distogliere
l'attenzione da Willow, coprì la piccola mano con la sua apprezzandone
il tepore. Un contatto semplice eppure intimo.
Buffy taceva, Angel ascoltava, ma le loro anime si scambiavano silenziosi messaggi,
nel locale affollato: "Sono tornata, sono qui vicino a te", "Lo
so, e ne sono felice".
Willow continuò a monopolizzare la conversazione parlando
di Oz con il comportamento tipico di chi prova una passione così forte
da ritenere impossibile che gli altri non la condividano.
Buffy si sentiva serena, tranquilla come solo gli accadeva quando era con Angel.
La quieta presenza del suo compagno non spegneva la sua vitalità, al
contrario, non si sentiva mai così viva come quando era con lui. Ma la
sicurezza, la calma, la pazienza di quell'uomo, che aveva visto i secoli passare,
placavano la sua costante irrequietezza, smorzavano le sue paure e le davano
quell'equilibrio di cui spesso sentiva la mancanza. Figlia, amica, alunna, cacciatrice:
tanti ruoli da ricoprire e tanti problemi da risolvere. Angel era il centro
di gravità della sua esistenza. Il loro amore era il filo conduttore
delle sue giornate. Quando alla sera, finalmente, poteva vederlo, toccarlo,
sentirlo accanto a sé il suo spirito si ricaricava di energie, quelle
energie che le avrebbero permesso di affrontare un'altra giornata.
Angel era concentrato su Willow, e i suoi problemi, ma questo non gli impediva di assaporare il momento. Il calore dell'amicizia, dell'accettazione, dell'amore: mai avrebbe creduto che li avrebbe ancora provati. Eppure era lì, ad ascoltare le confidenze di una persona amica, che si fidava di lui, fra persone normali, vive e mortali. E tutto questo lo doveva solo a lei, a Buffy!
Xander tornò al tavolo e Buffy ne approfittò per
alzarsi. Angel fu immediatamente al suo fianco, in sintonia con lei anche nei
gesti più comuni.
"Ora che c'è Xander noi andiamo a casa. Se torno tardi anche questa
sera, mia madre butta via la chiave della mia stanza!"
La coppia si avviò verso l'uscita e presto si ritrovò nella quiete
della notte. La vita notturna di Sunnydale decisamente non era molto intensa.
Uno al fianco dell'altra, mano nella mano, si incamminarono per le strade deserte,
assaporando il silenzio e la reciproca compagnia., dopo la folla e i rumori
assordanti del Bronze.
Presto Buffy interruppe il silenzio. C'erano così tante
cose che voleva dirgli, che voleva condividere con lui! Tante cose che voleva
sapere e solo lui avrebbe potuto dirle!
"….non è che non mi piaccia, ma non capisco a cosa serva…..tutte
quelle regole….per non parlare delle formule…"
Quella sera aveva iniziato con la matematica, pensava Angel, ma, per esperienza
sapeva che presto sarebbe passata ad argomenti diversi.
Angel parlava poco, ma aveva il dono di far parlare gli altri.
Probabilmente era il modo con cui ascoltava, serio e attento, il suo atteggiamento,
rilassato e comprensivo, lo sguardo caldo che rivolgeva alla sua compagna che
esprimeva comprensione, accettazione, amore.
Interrompeva raramente Buffy, e solo con osservazioni o domande brevi, concise,
a volte teneramente ironiche.
Provava interesse anche per i dettagli più insignificanti, soprattutto
di quella parte della sua vita da cui lui era escluso, a causa della sua natura.
L'indole di Angel era sempre stata molto possessiva, anche prima
del suo incontro con Darla, e soffriva all'idea che qualcosa di Buffy, del suo
essere, gli fosse negata per sempre. I suoi istinti più oscuri lo avrebbero
spinto ad abbracciarla e tenerla stretta a lui, nelle tenebre, per l'eternità.
La sua anima però era più forte e amava Buffy proprio per la luce
che portava nella sua esistenza. Le parole che uscivano con forza e energia
dalle labbra della giovane creavano nella mente di Angel immagini vivide di
giornate alla luce del sole, di sentimenti onesti, puliti, di paure umane, concrete.
Buffy era una creatura della luce e ogni sera, dopo che il sole era tramontato,
gli faceva dono di un po' della luce che illuminava le sue giornate.
"….Giles non può pretendere che mi alleni in quel modo, i
vampiri non sono proprio come pensa lui, sai loro...beh penso che tu lo sappia,
comunque…"
Buffy rallentò il passo. Stavano attraversando i giardini e presto si sarebbero trovati al bivio: a destra la casa di Buffy, a sinistra, quella di Angel.
Prima di raggiungere il marciapiede si fermarono, di comune
accordo, sotto una vecchia quercia.
"…e quindi io.." Ogni pensiero razionale abbandonò la
mente di Buffy quando le labbra di Angel sfiorarono la sua bocca, timide e esitanti
all'inizio, per diventare più esigenti, quando lei abbracciandolo, e
stringendosi a lui, chiese di più.
Buffy sentiva sotto le dita, i muscoli della sua schiena, solidi e forti, coperti
solo dalla sottile maglietta di cotone. Improvvisamente le mani di Angel, posate
sui suoi fianchi, la strinsero con più forza. Persa nel turbine di sensazioni
del bacio, aveva istintivamente infilato le mani sotto la sua maglietta, alla
ricerca di un contatto più intimo.
Angel aveva chiuso gli occhi, assaporando il calore che le piccole
mani trasmettevano alla sua pelle. Buffy interruppe il bacio, per osservare
il volto del compagno. Un impeto di gioia e orgoglio la afferrò quando
realizzò l'espressione di piacere di cui lei era stata causa.
Privo del contatto con le labbra di Buffy, Angel aveva leggermente inarcato
il capo verso il cielo e lei ne approfittò per posare le labbra sul suo
collo esposto. Il gesto sembrò risvegliare in Angel un nuovo impeto di
passione.
Avvolgendola completamente fra le braccia strinse con più energia i loro
corpi uno contro l'altro e si chinò per riafferrare le labbra.
Buffy non ebbe il tempo di apprezzare il famigliare contatto
del bacio che una nuova sensazione sconvolse i suoi sensi. Angel aveva socchiuso
la bocca e Buffy sentiva sulle labbra il contatto fresco e umido della sua lingua.
Non c'era imposizione nel gesto, né violenza: solo dolcezza e una preghiera.
Angel non esigeva mai, chiedeva sempre! E Buffy non riusciva a negargli nulla.
Dopo qualche istante, placati i battiti affannati del suo cuore, Buffy, esitante,
socchiuse la bocca, aspettando con trepidazione quello che sapeva sarebbe avvenuto.
Angel però, come sempre, la sorprese non accettando apparentemente il
suo invito.
Continuò, infatti, ad accarezzarle sensualmente le labbra in paziente
attesa.
Buffy comprese che anche questa volta l'iniziativa doveva essere sua. Angel
controllava il gioco fra loro, a causa della sua maggiore esperienza, ma era
lei a stabilirne le regole.
Quando le loro lingue si incontrarono Angel non riuscì
a reprimere un gemito sommesso. Lentamente iniziò a condurre Buffy alla
scoperta di nuovi confini del piacere. Socchiudendo maggiormente le labbra lasciò
la ragazza libera di esplorare con calma la sua bocca fresca, di sentire il
suo sapore, il suo calore.
Un bacio: il gesto più intimo fra due persone. Il ventre è oscuro,
anonimo. Attraverso la bocca l'uomo sente ogni sensazione amplificata: il gusto,
il tatto, perfino l'olfatto dipendono dalle sensibili mucose che la ricoprono.
Buffy aveva superato ogni incertezza per assaporare ogni istante di quel magnifico
momento. Non avrebbe mai creduto che un bacio potesse essere tutto questo. Ne
aveva discusso con Willow, su quel modo di baciare, e avevano concluso che era
alquanto antigienico, se non piuttosto repellente e quando qualche suo occasionale
accompagnatore del passato aveva ricercato quel tipo di contatto l'aveva respinto
decisamente. E ora, con Angel…avrebbe voluto che non finisse mai!
Ma doveva finire! Improvvisamente Buffy posò le mani sulle spalle di
Angel, per respingerlo, e si appoggiò, ansante, al tronco dell'albero
dietro di lei.
Sul volto dell'uomo comparve immediatamente un'espressione contrita e preoccupata.
Forse aveva avuto troppa fretta, ma lei era così….
"Perdonami, non volevo. Se non ti è piaciuto non lo faremo più."
Un lampo di ironia attraversò lo sguardo della ragazza.
"Non si tratta di questo. Io non sono come te Angel. Devo respirare, almeno
ogni tanto!"
I lineamenti di Angel si distesero subito in un'espressione di sollievo, e un
sorriso contagioso gli trasparì dagli occhi.
"Comunque Angel" continuò Buffy, con tono più serio
"non sono certa proprio certa che mi sia piaciuto. Se vieni qua, potremo
controllare"
Angel non aveva bisogno di altri incoraggiamenti e si mosse immediatamente per
riprendere fra le braccia l'amore della sua vita. Quando lei socchiuse le labbra,
questa volta, fu lui a scoprire nuovi territori e nuovi significati nella semplice
gioia di dare e ricevere piacere.
La coppia rimase a lungo abbracciata nel buio, non diversa da milioni di altri
innamorati che nel passato avevano trovato rifugio sotto il vecchio albero.
Un lampione solitario sulla strada illuminava il bivio. Presto avrebbero dovuto
attraversarlo, ma era presto, non era arrivato il momento. Avevano ancora tempo.
Questa NON è la FINE, non può esserlo, perché il loro amore è "forever, this is the whole point"