Written by Aurora
Translated by Claddagh lovers
Disclaimer: indovinate? BTVS & ATS nn mi appartengono (se
fossero miei avrei trattato MOOOLTO meglio la maggior parte dei xsonaggi...),
la ff nemmeno, e nemmeno il sonetto citato...
Rating: kissà xkè mi ritrovo sempre a scegliere ff AU...
Pairing: sarò monotona, ma sn 1 B/A shipper da qndo i macellai hanno
trasmesso la 1^ volta Welcome to the hellmouth...
Summary: Buffy ed Angel sono colleghi che non si sopportano. Che succede se
il capo decide di intervenire?
Dedicated to:
- la mia migliore amica, ora sei "out of sight" ma non "out of
mind"!
- kathy ke ospita le mie traduzioni sul suo sito, grazie!
- Buffy09, Marta, Silvia, Eliza, Alena e ttt voi che leggete e commentate, è
grazie al vostro sostegno che trovo la forza di tradurre!
- Le ragazze del forum "Immortal Lovers" che mi hanno accolto così
calorosamente!
- Ttt voi che state leggendo: senza di voi il mio lavoro sarebbe inutile!
Buffy Summers uscì dalla sua piccola macchina sportiva
rossa. Era un regalo di suo padre per il suo ventitreesimo compleanno. Anno
dopo il divorzio dei suoi genitori, Hank, il padre di Buffy, le faceva ancora
dei regali per compensare la mancanza di un padre. Buffy sbattè lo sportello
e prese la borsa.
Dall'altra parte del grande parcheggio pieno di macchine c'era la Baker Reynolds
Printing and Distribution, o BRPD. Era la più grande stamperia della
costa occidentale. Stampavano di tutto, dai menu ai programmi sportivi e i manuali
di volo per gli aerei. La BRPD stampava in ventidue lingue ed aveva tra gli
impiegati alcuni tra i migliori grafici.
Buffy lavorava lì sa quando aveva vent'anni. Aveva iniziato a lavorare
per il capo come assistente, ma dopo essersi laureata era stata promossa. In
tre anni, era passata da assistente al settore marketing. Era contenta del suo
posto e non aveva intenzione di lasciare il suo lavoro.
Attraversò il parcheggio, i tacchi alti che ticchettavano sull'asfalto
bagnato.
Si avviò verso il vialetto che portava all'entrata principale. Una macchina
che controllava le ID card era accanto alla porta, e nessuno poteva entrare
nell'edificio senza inserire la propria. Buffy girò la borsetta davanti
a lei per aprirla. Dopo aver preso la card, la mise tra i denti per chiudere
la borsa e poi la passò nella fessura della macchina. Ci fu un rumore
metallico e si accese una piccola luce verde sulla macchina.
Buffy raggiunse la maniglia della porta e la aprì con il fianco. Mentre
entrava nell'edificio, qualcuno fermò la porta. Buffy si girò
per vedere chi fosse.
"Non può farlo" disse Buffy all'uomo. Era alto e bellissimo,
con i capelli scuri e le spalle larghe, decisamente appetitoso.
"Cosa intendi?" chiese l'uomo, guardandola con occhi vuoti. "E'
una nazione libera. Posso entrare in un edificio se lo voglio".
"No, intendo dire che non puoi entrare senza una ID card. E certo non puoi
fare un giro gratis con la mia" disse spostando una ciocca di capelli biondi
dietro le spalle.
"Senta, sono stato assunto ieri e non ce l'ho ancora, ok? Mi chiamo Liam
Angelus O'Malley. Lavoro per il signor Giles, che è a capo del marketing
e della distribuzione.
Buffy lo guardò incredula. "Bel tentativo. Se non esce dall'edificio
in cinque secondi, chiamo la sicurezza, Mr. O'Malley".
Liam si passò una mano tra i capelli. "Bene, chiami la sicurezza.
Chiami il signor Giles se vuole! Non me ne frega niente. Sono un impiegato,
fine della storia".
Buffy notò la sua cara amica e guardia di sicurezza Faith Hopkins che
stava camminando. Faith e un suo collega, Charles Gunn, si scambiavano i turni
ogni due settimane. Era il turno di Faith di lavorare di mattina.
"Faith" gridò Buffy. Fece segno a Faith con le braccia per
farsi vedere dietro all'uomo alto. "Faith! Vieni qui!".
Faith passò in fretta la sua ID card e si avvicinò a Buffy e Liam.
"B? Che succede?".
"Quest'uomo dice di lavorare nel settore marketing. Ha cercato di entrare
con la mia ID card. Puoi chiamare Giles e chiedere se ha assunto un nuovo impiegato?
Il suo nome è..." Buffy si bloccò, e guardò Liam.
"Liam. Liam O'Malley" continuò.
Faith prese dalla tasca un piccolo cellulare e compose un numero. "Devo
parlare con Giles. Sono Faith, sono all'entrata principale".
Buffy osservava ticchettando il piede al suolo impaziente, mentre Faith parlava
al telefono. Finalmente Faith chiuse la conversazione e annuì in direzione
di Buffy.
"E' stato assunto ieri. Giles vuole vedervi entrambi nel suo ufficio".
Faith aprì la porta che conduceva alla hall. Buffy seguì l'uomo
su per le scale e lungo il corridoio per l'ufficio di Giles.
"Buffy, entra. Anche lei Mr. O'Malley. Sedetevi".
Giles era un bell'uomo inglese, alto e brizzolato. Sua moglie, Jenny, preparava
il miglior cibo rumeno per le mense degli uffici. Sul suo naso era poggiato
un paio di occhiali dalla montatura argentata. Indossava una giacca sopra i
pantaloni di tweed e la camicia.
Buffy si sedette su una delle larghe sedie davanti a Giles. Liam scelse la sedia
accanto a lei. Guardando Giles mise le mani nelle tasche dei suoi pantaloni
neri.
"Buffy, Liam è davvero un mio impiegato. Sai, quando Forrest si
è dimesso dovevamo trovargli un sostituto. Ho assunto Liam ieri. Capisco
che non hai voluto farlo passare".
Poi guardò Liam. "Per quanto riguarda te, Liam, hai fatto un passo
falso. Riceverai la tua ID card se vai al primo piano. Puoi andare, Liam. Buffy,
rimani qui".
Buffy osservo Liam, impeccabilmente ben vestito, uscire dall'ufficio.
"Non rendere la sua vita un inferno, Buffy. So che ti piace testare i limiti
degli impiegati, a tutti voi piace, ma non farlo. E' l'unico avvertimento che
riceverai. Capito?".
"Sì. Posso andare?".
"Sì, d'accordo, vai". Giles guardò la pila di fogli
sulla sua scrivania, lasciando Buffy libera di andare. Lei entrò nel
corridoio e si mosse tra le varie cabine per trovare la sua, che era vicina
ad una finestra, davvero una posizione fortunata. Dopo aver messo la borsetta
al sicuro nel cassetto con la serratura, innaffiò la sua piantina.
"Hey Buff. Che succede?" chiese una voce da una cabina dall'altra
parte del corridoio.
Buffy sorrise al suono della voce di Xander Harris. "Non molto, Xander.
Sei appena arrivato?".
"Sì" rispose Xander. "Sono rimasto bloccato nel traffico
della 404. Willow sta arrivando" disse finalmente facendosi vedere.
Buffy spinse la sedia all'indietro in modo da poter guardare nel corridoio.
"Hai visto il nuovo impiegato?" chiese Buffy, spostando una ciocca
di capelli dietro l'orecchio.
"Sì, l'ho incontrato mentre salivo. Renderai la sua vita miserabile?"
chiese Xander ridendo.
"No, Giles mi ha detto che non posso farlo e di lasciarlo in pace. Ha anche
detto che era l'unico avvertimento" disse sospirando guardando lungo il
corridoio per vedere Willow Rosenberg avvicinarsi a loro.
"Hey ragazzi" disse Willow affannata. "Ho corso dall'entrata
fin qui. Sono in ritardo?".
Buffy sorrise. "Sempre preoccupata della sua fedina penale pulita. No,
non sei in ritardo".
"Abbiamo carne fresca" la informò Xander. "E Buffy non
può sfotterlo fino alla morte. Giles lo ha proibito".
Willow entrò nella sua cabina, ad uno dei lei lati di quella di Buffy.
Dall'altro lato la cabina era vuota, ed aspettava proprio un nuovo impiegato.
Willow scosse i capelli rossi per togliere alcune gocce di pioggia e tornò
nel corridoio con una tazza di caffè in mano. Lei e Xander iniziarono
a parlare del nuovo inchiostro che avrebbero usato i grafici.
Buffy controllò il suo orologio proprio nel momento in cui la lancetta
dei minuti si spostò sulle dodici. Erano le nove e la giornata lavorativa
era pronta per iniziare. Rientrando nel suo ufficio, sentì qualcuno percorrere
il corridoio. Stava arrivando verso di loro Liam, che stava infilando una carta
plastificata nella tasca nel retro dei suoi pantaloni neri, che abbracciavano
il suo sedere perfettamente. Willow curvò il collo verso Buffy e mosse
la mano come se facesse caldo. Buffy roteò gli occhi. Lei guardò
interessata mentre Liam entrava nell'ufficio vicino a quello di Buffy.
Lui sbuffò e disse ad alta voce. "Che fortuna. Devo stare accanto
alla stronza dell'ovest".
"Ooh" commentò Xander dalla sua postazione. "Brucia".
"Credimi, tesoro, il sentimento è reciproco" rispose Buffy.
Accese il monitor e lo schemo divenne blu.
"Lo dubito fortemente. Già ti piaccio, Buff" rispose Liam con
una voce infantile. "TI ho visto guardarmi il culo quando sono entrato
nel corridoio".
Buffy sbuffò mentre cliccava col mouse. "Ti prego, smettila di vantarti
prima che la situazione divenga imbarazzante".
Aprì il suo account e-mail per scrivere un messaggio a Willow. Mandare
le e-mail per Buffy era più facile che chattare. Le sue dita iniziarono
a scorrere in fretta sulla tastiera.
//WILL: PUOI CREDERE A QUESTO TIZIO?// scrisse e inviò Buffy. Dopo un
momento arrivò la risposta.
//NO. MA DEVI AMMETTERE CHE HA CATTURATO LA TUA ATTENZIONE. NON E' POI MALVAGIO,
FISICAMENTE. E' CARINO.//
Buffy rise e continuò. //CAMBI PARTNER, WILL? PENSAVO CHE TU ED OZ FACESTE
SUL SERIO//.
//INFATTI, MA NON SIGNIFICA CHE NON POSSO GUARDARE. SEMBRA QUASI CHE STIA FLIRTANDO
CON TE//.
Buffy roteò gli occhi ed esitò prima di scrivere. Sentiva qualcuno
alle sue spalle. Si girò per vedere chi fosse. Non c'era nessuno lì
a guardarla.
//NON E' VERO! GIUREREI DI AVER SENTITO QUALCUNO OSSERVARMI. HAI VISTO QLC1?//
//NO. HEY, DEVO ANDARE. G-MAN MI HA APPENA MANDATO DELLE E-MAIL CON DEI DOCUMENTI.
PRANZO ALLA MENSA COME SEMPRE? W.//.
Buffy lesse il messaggio di Willow e lo cancellò. Le si rizzarono i capelli
come se qualcuno la stesse di nuovo osservando.
"Cosa vuoi?" chiese Buffy senza girarsi.
"Cosa, Buff?" chiese Xander dalla sua cabina.
"Niente" rispose. Buffy arricciò il naso, sapendo che sarebbe
stata una lunga giornata.
***
Nella mensa, Buffy si stava preparando un'insalata particolare.
Aveva appena iniziato una nuova dieta ed aveva voglia di cibo da conigli. Non
sapeva, però, che Liam era in coda dietro di lei. Dopo aver preso l'insalata,
Buffy prese una bottiglia piena di condimento a basso contenuto di grassi e
la premette. Il tappo cadde e il condimento si versò sul piatto combinando
un macello. Liam rise. La stava osservando con la coda dell'occhio. Buffy si
rese conto che era stato lui a manomettere il tappo.
"Coglione" borbottò Buffy mantenendo il piatto lontano dal
suo corpo. Uscì dalla fila. "Sei davvero un grandissimo stronzo,
lo sai?".
"Stavo solo ricambiando il tuo caldo benvenuto di questa mattina, Buff"
rispose Liam sogghignando.
"Mi stavi osservando prima?" chiese Buffy mentre si stavano avvicinando
ai tavoli.
"No" rispose Liam confuso. "Perché?".
Buffy scosse la testa. "Non fa niente".
"Sei la ragazza più pazza che abbia incontrato" disse Liam
avvicinandosi ad un tavolo fuori nel giardino. Lasciò Buffy in piedi
al centro dei tavoli.
"Hey, Buff" disse Xander poggiando il piatto sul tavolo vicino a Buffy.
"Ti piace davvero il condimento, huh?".
"No, quel rincoglionito di Liam ha manomesso il tappo, così quando
ho spremuto la bottiglia il condimento si è versato ovunque" disse
poggiando il piatto e passandosi una mano esausta tra i capelli. "Sono
io di solito a perseguitare, non i nuovi impiegati. Ma già mi ha fregato
una volta oggi, senza contare i suoi *gentili* commenti di stamattina".
Xander spostò una carota bollita. "Non so che dirti, Buffy, se non
di lasciar perdere. Sai che Giles ha tolleranza zero per queste cose, e ha avvisato
Liam".
"Giles ha avvisato me, non lui".
Willow, che li aveva raggiunti a metà conversazione, alzò lo sguardo
dal suo sandwich di insalata di pollo. "Come è iniziata questa storia,
Buffy? Voglio dire, mi sembra che tu non gli abbia fatto niente".
"Stamattina non volevo farlo entrare nell'edificio. Ho perfino chiesto
a Faith di controllarlo. Non aveva una ID card ed ha provato ad entrare con
me. Immagino di averlo fatto incazzare" disse scrollando le spalle e guardando
il piatto. "Perciò si è vendicato facendomi condire l'insalata
con una piscina" disse alzandosi. "Vado a comprare qualcosa al distributore
automatico e poi salgo su. Devo rivedere l'ordine per Detroit prima di stasera"
disse afferrando la borsetta, ed uscì dalla mensa.
Comprò una busta di noccioline con miele, un pacchetto di Starburst ed
una lattina di diet coke prima di tornare alla sua cabina. Quando tornò
lì, Liam era seduto nella sua cabina.
"Com'era l'insalata?" le chiese. Buffy si sedette ed aprì la
busta di noccioline. Alcune caddero sulla scrivania.
"Non saprei. Non l'ho mangiata, Liam. Per chi mi prendi, un'idiota?"
chiese Buffy sgranocchiando le noccioline.
"Beh, io non volevo dirlo..." disse Liam.
"Ti piacciono quelli gialli?" chiese improvvisamente Buffy, ignorando
l'insulto.
"Quelli gialli cosa?" disse Liam mentre scriveva con la tastiera.
Buffy giochicchiò con il pacchetto di Starburst appena aperto. Odiava
quelli gialli e li dava sempre al suo amico ed ex collega. Forrest se n'era
andato ormai diversi giorni prima.
"Gli Starburst. Io odio quelli gialli".
Ci fu un pesante silenzio.
"Certo".
Buffy si alzò dalla sua sedia e entrò nella cabina di Liam. Era
come quella di Buffy, ma lui aveva aggiunto il suo tocco personale. C'era un
calendario sul muro ed un orologio dei Red Wings sulla scrivania. Buffy gliene
lasciò tre gialli ancora incartati sulla scrivania.
"Non sono avvelenati, vero?" chiese alzando lo sguardo da Buffy agli
Starburst.
"No" disse avvicinandosi alla sua cabina prima che Liam la chiamasse.
"Sai Buffy, forse hai un bel corpo, ma lo copri con quei vestiti seri".
Buffy si guardò. Aveva una giacca professionale con dei bottoni. La gonna
si fermava alle ginocchia ed aveva un piccolissimo spacco. Certo, il vestito
era modesto, ma era professionale.
"Ma forse" commentò Liam. "Scambio la realtà con
la fantasia".
"Beh" rispose lentamente Buffy. "Non lo scoprirai mai" rispose
entrando nella sua cabina. Si accasciò sulla sedia ed aprì la
lattina di diet coke. Un piccolo sorriso le attraversò il volto mentre
formulava un piano.
I venerdì erano sempre casual al BRPD. Buffy tenne questo pensiero in
mente mentre si alzava dal letto quella mattina, il giorno dopo l'incontro con
Liam. Andò nel bagno e iniziò a fare una doccia veloce; dopo,
applicò il trucco e s'infilò il vestito che aveva intenzione di
mettere quella mattina. Sul vestito mise un impermeabile che si legava in vita.
Buffy pensò per un momento che sembrava Dick Tracy, ma l'impermeabile
svolgeva il suo compito. Mangiò un tramezzino ed ingoiò metà
tazza di caffè prima di andare in ufficio.
Il parcheggio, come sempre, era pieno di veicoli. Buffy non aveva mai incontrato
un ottavo dei 17000 impiegati del BRPD, ma aveva sicuramente visto la maggior
parte delle macchine. Guardò l'orologio. Erano solo le otto. Xander incontrò
all'entrata Buffy. Notò l'impermeabile che lei indossava subito. Dopo
aver passato all'entrata le ID card, entrarono nell'ascensore per arrivare all'ultimo
piano dove c'era la caffetteria. Xander trovò il coraggio di chiederle
dell'abito solo quando l'ascensore si fermò.
"Come mai quella giacca, Buff?" chiese Xander mentre si muovevano
verso il bancone. "Due cappuccini freddi".
"Ed un pezzo di torta al formaggio e fragole" aggiunse Buffy, guardando
l'amico. "Un regalo per Liam".
"Dovrei sapere il perché?" chiese Xander mentre pagava. "Almeno
indossi qualcosa sotto?".
"Certo, cretino" disse poggiando tre biglietti da un dollaro sul bancone
prendendo la torta e ritirando il resto. I due si sedettero su un tavolo circolare
vicino ad una larga finestra.
"Ti ricordi il vestito che avevo ieri? Beh, Liam mi ha detto che probabilmente
qualunque altra cosa mi starebbe male, e che sarebbe stata solo una fantasia
per me stare bene. Quindi, gli dimostrerò che si sbaglia".
"Indossi gli abiti del Bronze?" chiese Xander, riferendosi al club
non lontano dalla casa di Buffy.
"No, è quasi peggio".
Arcuando le sopracciglia, Xander succhiò dalla cannuccia. "Non credi
di spingerti troppo oltre?".
"Xander, è solo un vestito. Un vestito che lo farà tacere,
preferibilmente per sempre; e poi, non sto infrangendo nessuna regola di Giles.
Non lo sto mica mettendo in pericolo". Buffy guardò l'orologio.
Erano le otto e mezza. "Vado in cabina. Devo controllare se la squadra
di Detroit hanno ricevuto le loro ordinazione. Era una specie di petizione sui
Lions, e doveva essere lì per mezzanotte" disse prendendo il caffè
e la torta e seguì Xander verso il loro piano. Arrivata in cabina slacciò
l'impermeabile annodato in vita. Sarebbe stato bello prendersi gioco di Liam,
vendicarsi per quello che aveva fatto il giorno prima. Se avesse continuato
a stuzzicarla, lei avrebbe tenuta viva la tensione sessuale.
Incrociando le gambe, giocò con la cannuccia della sua bibita. Erano
le 8.45 e Liam non era stato nella sua cabina da quando lei era su quel piano.
Xander aveva informato Buffy che Willow era malata, e lei era un po' nervosa
che la sua amica non sarebbe stata presente per vedere la reazione di Liam.
Buffy controllò le e-mail. La prima e-mail era di lavoro. Il pacco per
Detroit era stato stampato e spedito alle 6.30. Era felice che le petizioni
fossero state mandate, perché in caso contrario sarebbe stata nei guai.
Stava lavorando in cabina fino a mezzogiorno, quando Xander le mandò
un'e-mail per informarla che stava andando al piano inferiore, ma che Liam gli
aveva detto davanti alla Xerox che sarebbe rimasto lì a pranzo. Quando
gli altri se ne andarono, Buffy si avvicinò ala cabina di Liam.
"Liam? Sei occupato?" chiese Buffy.
"No" disse prendendo un sorso dalla sua bottiglia di Snapple e continuando
a scrivere.
Buffy iniziò a slegare l'impermeabile. "Le dispiace girarsi un minuto,
Mr. O'Malley?" quando Liam si girò, Buffy fece cadere l'impermeabile
per terra.
Liam spalancò occhi e bocca. L'apparizione di Buffy lo aveva lasciato
senza parole. Lei aveva scelto bene. Indossava un vestito aderente porpora che
arrivava a metà coscia ed era orlato di nero. Il vestito abbracciava
ogni possibile curva, anche quelle che Buffy non sapeva esistessero. Lei lo
guardò, godendosi l'espressione di shock sul suo viso.
Buffy si avvicinò lentamente a lui, poi si piegò e poggiò
le mani sulle ginocchia. Questo gli dava una visuale perfetta della sua scollatura.
Si passò divertita un dito sullo sterno finchè non scomparve tra
le pieghe del tessuto.
Un lento sorriso si formò sulle labbra. "Ora. Pensi ancora che è
scambiare la fantasia per realtà?" disse poggiando una mano sul
petto di lui, sentendo i muscoli sotto la sua camicia.
"N.no" balbettò Liam, guardandola quasi in adorazione. "Per
niente".
"Stai molto, molto attento vicino a me, Liam. Sono la regina dei giochetti
e non mi piace fare da giocattolo".
Si rialzò e cominciò ad allontanarsi. In un flash, Liam si alzò
dalla sedia e la spinse contro il muro della sua cabina. Fermò le braccia
di lei ai suoi lati e la guardò, studiandola attentamente. Poi la baciò,
violentemente e appassionatamente. Quando si allontanò da lei, notò
che sembrava sorpresa e che era arrossita.
"Se tu sei la regina" le disse Liam con voce roca "allora io
sono il re". Si girò e si sedette sulla sua sedia. Lui iniziò
a scrivere come se nulla fosse successo.
Buffy si staccò dal muro e tremando prese l'impermeabile, lo indossò
e quando tornò alla sua sedia, stava ancora tremando. Si aspettava che
lui facesse molte cose quando l'avrebbe vista con quel vestito aderente, ma
un suo bacio non era tra le opzioni. Non aveva mai sperimentato nulla nella
sua vita come quel bacio. Era come elettrizzata.
Xander inserì la testa nella cabina di Buffy, dopo pranzo.
"Com'è andata?" chiese innocente.
"Mi ha baciata" sussurrò Buffy. "Mi ha baciata meglio
di come sia mai stata baciata in vita mia". Xander spalancò la bocca.
"Whoa, Buff, scendi dal treno degli ormoni. Lo sai, vero, che questo è
il tizio che odi?".
"Io non lo odio. Ma di certo non ho dei strani sentimenti per lui. Sono
solo... shockata, ecco tutto. Mi ha tenuta contro un muro e mi ha baciata"
disse strofinandosi la fronte e sospirando.
"Devo sapere. Com'era?".
"Su una scala da uno a dieci?" disse Buffy mangiando la torta. "Un
undici, forse dodici. Ma è finito così in fretta che... com'è
andato il pranzo?".
Xander sorrise al veloce cambiamento di argomento di Buffy. "Bene. Un po'
solitario senza te e Willster, ma bene. Faith e io ci siamo seduti insieme.
Mi ha raccontato delle storie, una riguardava lei, nuda, che abbracciava un
prete per strada. Non volevo nemmeno chiedere che ci faceva nuda con un prete.
Ho lasciato perdere".
Buffy forzò un sorriso. "Faith è un terremoto" disse
e rivolse l'attenzione al computer. Pregò che Xander recepisse il messaggio
che non voleva parlare più.
"Beh, io torno a lavorare" disse Xander tornando nella sua cabina.
Buffy poggiò la testa sulla scrivania. Dannato Liam! Che fosse dannato
per averla baciata! Che fosse dannato per quei sentimenti che provava, sentimenti
mai provati prima. Chiuse gli occhi e represse il desiderio nel suo ventre.
Part 2
Passarono due settimane e Buffy e Liam non interagirono affatto.
Willow aveva notato lo strano comportamento dei due colleghi, e Xander dovette
spiegarle tutta la situazione nei dettagli.
Esattamente due settimane dal primo e unico bacio di Liam, Buffy arrivò
in ufficio e trovò una lunga scatola bianca sulla sua scrivania. Si avvicinò
lentamente e la aprì. Dentro vi erano dodici rose bianche a gambo lungo.
La sua curiosità ebbe la meglio, così prese una rosa e la avvicinò
al naso. Aveva un profumo magnifico... per circa venti secondi. Poi il naso
iniziò a bruciarle. Buttò la rosa lontano e iniziò a starnutire.
Buffy cercò la scatola di fazzoletti. La trovò solo quando stava
starnutendo per la quinta volta. Le lacrime le rigavano le guance. Fu allora
che si rese conto che c'era un biglietto sui fiori: come se non sapesse chi
li aveva mandati. Buffy si avvicinò ai fiori e prese il biglietto.
"Atchoo" fece lei, poi lesse ad alta voce. "Liam". Buttò
il biglietto ed entrò nella cabina accanto alla sua.
"Cosa credi di fare? Mandarmi fiori al pepe?" gridò Buffy.
Fu allora che notò che lui era comodamente seduto in boxer guardandola
con un ghigno sul viso.
"Sei in biancheria" disse Buffy dopo aver starnutito. Liam annuì
e rimase in silenzio. "Perché?".
"Beh" disse Liam, alzandosi lentamente. "Tu mi trovavi indesiderabile,
così come io ti trovavo indesiderabile. E ora, Buff, che ne pensi?".
Buffy starnutì di nuovo e poi si morse il labbro inferiore. Beh, sicuramente
aveva un aspetto favoloso nei suoi boxer rosso ciliegia. Aveva la pancia scolpita
e braccia gloriosamente muscolose. Cercava di distogliere lo sguardo, ma era
così difficile, visto che il suo collega sembrava un dio greco.
Buffy finse uno sguardo indifferente e disse "Beh, non è niente
di particolare". Lei scrollò le spalle e uscì dalla sua cabina,
sapendo che Liam stava silenziosamente fumando.
"Liam, cosa ci fai in biancheria?" chiese una voce inglese. Giles
aveva sgamato Liam in boxer. Lei dovette stringersi alla scrivania per evitare
di ridere forte.
"Io... uh... beh... signore..." balbettò Liam. "Ho versato
il caffè sulla camicia e i pantaloni. Sono piuttosto scoordinato. Perciò
sto aspettando la pausa pranzo per passare da casa a prendere altri vestiti".
"Puoi andare adesso Liam" lo rassicurò. "Non fai una buona
impressione se indossi solo la biancheria a lavoro" si schiarì a
gola e uscì dalla cabina di Liam.
"Willow?" la chiamò Buffy. "Puoi venire qui un secondo?".
Willow si avvicinò a lei. "Certo, che c'è?".
"Puoi andare nella farmacia all'angolo e prendermi una cosa?" chiese
Buffy, avvicinandosi all'amica.
"Certo, cosa devo comprare?" chiese Willow.
Buffy avvicinò le labbra all'orecchio dell'amica e mormorò qualcosa.
Quando sia allontanò, aggiunse "Per Liam".
Un ghigno apparve sul viso della cospiratrice. "OK, nessun problema. Sei
così malvagia".
***
Dopo pranzo, quando Liamo indossava già i vestiti e Willow
era tornata dalla farmacia, Giles chiamò in riunione uffy e i suoi amici.
Buffy e Willow arrivarono insieme e si sedettero alla punta del tavolo, tenendo
un posto per Xander.
Liam entrò qualche minuto dopo, mentre Xander arrivò per ultimo.
"Ora che siamo tutti qui" iniziò Giles. "Voglio parlare
dei problemi che ci sono stati ultimamente".
"Io non ho fatto niente!" gridò Buffy.
"Così hai appena confessato, Buff" disse Liam, bevendo la sua
coca cola.
"Perché non te la ficchi in culo?".
"Solo se lo fai tu per me, tesoro".
"Silenzio!" ordinò Giles, colpendo con un pugno il tavolo.
"Adesso basta! Sono stanco di vuoi due-" disse guardando Buffy e Liam
"e del vostro comportamento infantile. Se non finisce - e *deve* finire
- prenderò provvedimenti. E dubito seriamente che voi vogliate parlarne
con Mr. Snyder".
Giles guardò Buffy. "Capisco che, per la maggior parte del tempo,
Liam ti ha presa in giro. Maso che il tuo abito di qualche venerdì fa
era inappropriato e mirato a Mr. O'Malley. So che senti il bisogno di iniziare
tutti gli impiegati di questo settore, Buffy, ma devi crescere. Questo non è
un liceo, è un'azienda. Ti ho già avvertita una volta e questa
volta ti porto *davvero* dal capo".
Giles rivolse lo sguardo a Liam, non proprio a suo agio sulla sedia.
"Voglio che tu smetta di prendere in giro Buffy. Voglio che tu la smetta
in questo istante. Sei più grande di lei, Liam, e mi aspetto un comportamento
più maturo da te".
Liam si dimenava ancora più a disagio, spostandosi da una gamba all'altra.
Le sue azioni attirarono l'attenzione di Giles, e lui fermò il suo discorso.
"Cosa c'*è*, Liam?" chiese irritato.
"Devo andare!" gridò lui. Liam corse verso la porta e la spinse
aprendola. Poi percorse il corridoio, verso i bagni.
Buffy e Willow iniziarono a ridere incontrollabilmente. Giles abbassò
gli occhiali e guardò le ragazze.
"Cosa. Avete. Fatto.".
"Abbiamo messo del lassativo nella sua coca cola".
"AVETE FATTO COSA?" gridò Giles, facendo rimbombare la voce
nella stanza.
"Stamattina mi ha mandato dei fiori al pepe, Giles, ed ho starnutito per
mezz'ora! E quando sono andata a lamentarmi, non aveva altro che i suoi boxer!
Dovevo vendicarmi!".
Giles rimise al loro posto gli occhiali e chiuse gli occhu, sospirando a fondo.
Poi il sospiro divenne una risata.
"Gli hai dato un lassativo? Davvero intelligente" disse Giles. Poi
tornò di pietra. "Non farlo più. Per favore, ti chiedo -
no, ti prego di non farlo". Guardò il suo orologio. "Adesso
ho un incontro, potete tornare a lavoro".
Buffy seguì Xander e Willow fuori dell'ufficio di Giles. Mentre stava
entrando nella sua cabina, sentì qualcuno prenderla per il braccio. Buffy
fu costretta a girarsi e si ritrovò a guardare gli occhi scuri e appassionati
di Liam.
"Furba" le disse con voce roce "davvero furba, mia regina"
disse accarezzandole la guancia con l palmo della mano, poi si girò,
dando a Buffy una perfetta visuale del suo didietro, meravigliosamente accentuato
da un paio di stretti pantaloni di pelle.
"Dev'essere stata una rottura di palle levarli" disse Buffy mentre
si levava.
"Forse un giorno lo scoprirai" rispose Liam con voce seducente.
Mentre Buffy si preparava a rispondere, le arrivò un'e-mail. Era da Willow.
//TE LO STAVA PROPONENDO?//
//PROBABILE. PERO' HA DAVVERO UN BEL CULO// Buffy sentì Willow ridere.
Un momento dopo, c'era un messaggio sullo schermo.
//ANDRESTI A LETTO CON LUI?//
//NON NE HO IDEA. FORSE E' QUESTO CHE VUOLE. MA TU SAI CHE NON SONO IL TIPO//
//LO SO. LO LASCI IN PACE COME TI HA CHIESTO G-MAN?//
//SONO MAI STATA UNA CHE SEGUE LE REGOLE?//
//NO, NEMMENO AL LICEO. A PROPOSITO, HO INCONTRATO HARMONY E CORDY AL CENTRO
COMMERCIALE IERI//
//SEMPRE VUOTE E SENZA CERVELLO?//
//SORPRENDENTEMENTE NO. CI INCONTRIAMO SEMPRE DA TE STASERA PER IL MONOPOLI?//
//DIAVOLO, SI'. CREDI CHE MI PERDEREI LA POSSIBILITA' DI AVERE DELLE VIE PIENE
DI HOTEL? DIREI DI NO//
***
Buffy era rimasta raggomitolata sul divano del soggiorno da quando era tornata
a casa. Aveva ereditato la casa della madre quando lei era morta per un tumore
al cervello. Era stato due anni prima, e Buffy non aveva rovinato quasi nessun
oggetto della casa, specie quelli che le ricordavano Joyce. Gli occhiali di
Joyce per la lettura erano ancora sulla poltrona reclinabile su cui di solito
leggeva. Le foto non erano state spostate, e Buffy aveva anche pensato di chiudere
la stanza di Joyce, ma Willow, Xander ed Oz l'avevano pulita tre mesi prima,
a marzo.
Buffy, nascosta fino al mento da una coperta, abbracciava il cuscino al petto.
Sotto la coperta, indossava una maglietta della U.C. Sunnydale ed un paio di
vecchi jeans. Ai suoi piedi c'erano dei calzini rovinati. Erano i suoi vestiti
'comodi'. C'erano del popcorn al caramello e delle bibite gassate in cucina,
e stavano arrivando due pizze. Willow, Xander, Oz e Anya, la ragazza di Xander,
sarebbero arrivati per il loro torneo mensile di Monopoli, e poi sarebbero andati
al Bronze.
Sullo schermo tv c'era Jeopardy, senza audio. Joyce lo guardava così
quando le sue cure mediche le causavano mal di testa. Buffy aveva preso l'abitudine
di guardarlo in quel modo e non aveva smesso neanche alla morte della madre.
Il campanello interruppe Final Jeopardy.
"Solo un secondo!" gridò alzandosi dal divano per aprire la
porta. Tutto il gruppetto era lì, e Xander aveva due pizze in mano.
"Hai portato la pizza? Di solito sono io a provvedere a questo" disse
Buffy confusa mentre apriva la porta completamente per farli entrare.
"No, abbiamo intercettato il fattorino fuori" disse Xander.
"Ci devi ventidue dollari e sedici cents (ndt: nn so voi, ma io la pizza
la pago meno, cmq...)" la informò Anya, porgendole la mano. "Accetto
contanti e assegni".
Buffy prese una delle due pizze da Xander mentre lui diceva "Anya, tesoro,
Buffy paga ogni mese. Credo che possiamo permetterci di pagare per una volta
noi!".
Buffy portò la pizza in cucina e iniziò ad uscire bicchieri e
piatti. Willow la raggiunse in cucina e riempì una brocca di cubetti
di ghiaccio.
"Non indovinerai mai chi mi si è avvicinato oggi al parcheggio"
disse Willow a Buffy.
"Liam" disse esasperata Buffy.
"Come lo sapevi?" chiese Willow mentre entravano in salotto.
Buffy appoggiò pizza e piatti. "Ho solo indovinato. Cosa aveva da
dire Mr. Simpatia?".
"Solo che gli è stata offerta la possibilità di lavorare
in Europa in una filiale" le disse Willow. "E che voleva che tu lo
sapessi".
"Perché pensava mi importasse?" chiese Buffy, sedendosi su
una poltrona e osservando Xander e Oz preparare le carte.
"Lo sai che ti importa" disse Willow "e anche a lui, altrimenti
non avrebbe detto niente".
"Possiamo cambiare argomento? Non che mi dispiaccia parlare di Liam, perché
non è così, ma non voglio rovinare la serata Monopoli" disse
Xander mentre prendeva un pezzo di pizza fumante.
"Certo. Allora, Oz, come va la band?".
***
Dopo aver finito la partita, vinta da Oz che ormai possedeva
hotel su praticamente qualunque proprietà, il gruppo si diresse al Bronze.
Buffy si era cambiata ed ora indossava una gonna di pelle, stivali alti fino
al ginocchio, ed una canotta blu. L'insieme era molto diverso da ciò
che indossava al lavoro. Xander era stato tanto entusiasta del suo vestito che
alla sua apparizione le aveva fatto il classico fischio. Il buttafuori aveva
lasciato entrare il gruppo senza pagare per gli abiti di Buffy.
"Forse dovrei vestirmi così più spesso" disse Buffy
al gruppo, avvicinandosi al loro tavolo.
"Forse no" disse Willow. "Perfino le donne ti stanno guardando".
Xander baciò Anya sulla guancia e si offrì di pagare da bere.
Oz e Willow scelsero una coca cola, Anya una birra e Buffy scelse un daiquiri
alla fragola. Quei drink alla frutta erano sempre stati il suo debole.
Quando Xander tornò con i loro drink, Buffy prese il suo dal vassoio
e iniziò a girare la cannuccia nella bocca, testando la sua teoria che
se la cannuccia era calda il liquido ghiacciato non sarebbe rimasto nella stessa
cannuccia.
Sentì un braccio scivolarle in vita e le narici si riempirono di una
colonia familiare. Guardò Willow e Xander, ugualmente shockati. Buffy
sentì qualcuno abbassare il proprio viso e verso i suoi capelli, e lei
soppresse un gemito mentre dei brividi le percorrevano la schiena.
"Balla con me" insistette l'uomo. Lei resistette, stingendosi nel
suo abbraccio. Buffy sapeva che era Liam. Mise sul tavolo il suo drink e lasciò
che lui la facesse scendere dallo sgabello. Buffy sentì il braccio circondarle
la vita mentre si avvicinavano alla pista da ballo.
"Sei lontana da molto dall'angolo della tua strada?" chiese Liam.
Buffy si strinse a lui. "Immagino che tu approvi il mio abbigliamento".
"Pagherei per i tuoi servizi, se è quello che intendi" le disse
Liam accarezzandole la schiena in un movimento seducente. Le luci sopra di loro
pulsavano al ritmo della musica.
Buffy rabbrividì e disse "Forse non ti farei pagare". Lei iniziò
a muoversi contro di lui in modo lento, ritmico e seducente. "Andrai in
Europa?".
"Willow recapita *davvero* i messaggi" notò Liam, cercando
di ignorare l'effetto che lei provocava sul suo corpo. "Lo sto considerando.
Perché? Ti mancherò?" disse facendo scendere le mani per
toccarle il fondoschiena.
"Forse" gli disse Buffy. Alzò lo sguardo su di lui e gli sorrise
appena. "Se sei fortunato".
Liam fece scivolare una mano sotto la maglietta e la poggiò sul coccige.
"Tutto questo tempo, hai sempre pensato di odiarmi" disse Liam a voce
bassa. "Ma tu non mi odi, vero?". "No". La sua mano salì
giungendo ai gancetti del reggiseno. "Io non ti odio. Mi... mi mancherai
quando andrai in Europa". Invece di aprire i gancetti, infilò la
mano sotto di essi.
"Ti mancherà terrorizzarmi" disse Buffy. Lei si staccò
da lui quando la canzone finì. "Grazie per il ballo. Divertiti in
Europa".
Poi Buffy si allontanò, tremando ancora un po' per il suo tocco. Lui
l'aveva fatta sentire come se stesse bruciando. Ogni parte, ogni cellula del
suo corpo stava urlando per averne di più. Lei soppresse la sensazione
e si sedette di nuovo, giochicchiando con la cannuccia come se non fosse successo
niente. Forse se continuava a ripetersi che non sentiva niente, il desiderio
nel ventre sarebbe scomparso.
Part Three
"Buffy" disse Giles quando la incontrò il giorno seguente nel
corridoio. "Hai un momento?".
Buffy si girò per guardare il suo capo. "Certo. Cosa succede?"
disse poggiandosi ad una cabina e osservando il capo.
"Sai che Liam andrà in Europa per lavorare in una filiale. Mi chiedevo
se volessi anche tu andare in Europa".
"Sta cercando di liberarsi di me, vero?" chiese Buffy, mentre la paura
scorreva nelle sue vene.
"No, santo cielo, no. Sei un buon impiegato, Buffy, e potrai esserlo anche
nella filiale europea" le disse Giles. Lu toccò gentilmente la spalla
di lei. "Avrai sempre il tuo posto al tuo ritorno".
Buffy scrollò le spalle e disse "Perché no? Ci sto".
Lei gli sorrise apertamente. "Solo, mandami una e-mail con le informazioni,
ok? Dovrei davvero tornare al lavoro". Giles annuì e Buffy si avvicinò
alla cabina di Willow.
"Giles mi ha chiesto di andare in Europa!" esclamò Buffy. "Europa!
Oh, dio, ho sempre sognato di andare in Europa!".
"Ci vai con Liam?".
"Dio, non ci avevo pensato" disse Buffy, sprofondando nella sedia
libera di Willow.
Liam, che stava per camminare oltre, sentì il suo nome e si fermò.
Disse a se stesso che ascoltare la loro conversazione non significava origliare.
Si disse che era solo un interesse casuale.
"Ti dispiacerebbe?" chiese Willow.
"Non lo so. Come ho detto, Will, non lo odio, ma non provo strani sentimenti
per lui".
"Ma quando eri con lui sulla pista da ballo, Buff...".
"Non avrebbe potuto toccarmi abbastanza. Dio, mi sentivo come se stessi
bruciando". Buffy si passò una mano tra i capelli. "Non mi
sono mai sentita così. Nemmeno con Spike, e lo sai che la nostra relazione
era basata sul sesso. Ma potresti vederci insieme per settimane, probabilmente
mesi? Uno di noi due tornerebbe a casa in una bara".
Willow rise. "Beh, sono felice per te. Ti divertirai. Dove vai di preciso".
"Non ne ho idea. Me lo dirà Giles. Spero sia in una città
come Parigi".
Liam oltrepassò la cabina in cui Buffy e Willow stavano parlando e cercò
di rallentare il battito cardiaco. Buffy aveva davvero detto che il suo tocco
la faceva sentire come se stesse bruciando? Lo sapeva che era lo stesso per
lui? Che si svegliava di notte desiderando qualcosa, senza sapere cosa fosse?
La sera che l'aveva portata sulla pista era stata il culmine di giorni di sogni
ad occhi aperti. Aveva semplicemente permesso al suo corpo di prendere il controllo
e anche se aveva toccato solo una volta le sue labbra, poteva ancora sentirne
il sapere. Ora sarebbero andati in Europa, e potevano finire nella stessa città.
"Non succederà" si disse Liam mentre entrava nella sua cabina.
"Giles sa che non gli conviene portarci nello *stesso* posto. Ci squarteremmo
a vicenda".
***
Dopo due settimane e mezza, Buffy ricevette per posta i biglietti
dell'aereo. Uno era da L.A a New York e da New York a Parigi. L'altro era da
Parigi a New York, da New York a Chicago, e da Chicago a Sunnydale. Le date
dei biglietti si distanziavano di due mesi. Buffy sarebbe rimasta a Parigi per
due mesi. Buffy non era mai stata in Europa, e non era mai stata lontana da
casa per più di un mese. Non parlava nemmeno francese. Le sarebbero mancati
i suoi amici. E, per quanto odiasse ammetterlo, le sarebbe mancato Liam. Lui
non le aveva detto dove sarebbe andato di preciso, c'erano altre due filiali
in Europa oltre a Parigi. Una era a Mosca ed un'altra a Berlino.
Buffy trascorse due giorni per impacchettare la sua roba e mandarla all'indirizzo
che le era stato indicato. Le era stato detto che avrebbe condiviso un appartamento
con un americano che parlava francese fluente. Sarebbe partita il 12 agosto,
ed era già il 10 agosto. Liam era partito due settimane prima e Buffy
non voleva ammettere che lui le mancava. Le mancava vederlo nella sua cabina.
Le mancava come a pranzo lui alzava lo sguardo dal caffè a lei in un
modo che le metteva voglia di far l'amore con lui in quell'istante. C'era così
tanta passione nei suoi profondi occhi scuri a volte che le faceva male. Le
mancava quando la mattina cantava insieme al cd di Barry Manilow per svegliarsi
un po'. Le mancava scontrarsi con lui nei momenti peggiori, come una volta quando
aveva della carta igienica attaccata sotto la suola delle scarpe.
Buffy mise da parte un album di foto e osservò la sua stanza vuota. Avrebbe
lasciato lì la maggior parte dei vestiti perché Hank le aveva
mandato una grossa somma di denaro per comprare nuovi vestiti francesi nel suo
soggiorno a Parigi. Quello che aveva mandato già erano le cose citate
sulla lista che aveva lasciato insieme ai biglietti. La maggior parte erano
utensili da cucina e altri oggetti che Buffy pensava potessero essere utili
in Francia.
"Buffy? Sei qui?" la chiamò Xander dal piano inferiore.
"Sono in camera mia. Sali!" gridò Buffy. Era seduta sul pavimento
della sua stanza, tra gli oggetti sparsi per la sua stanza.
"Prepari le valigie?" chiese Xander guardandosi attorno.
"Puoi ben dirlo. Sono così eccitata! Sarà davvero divertente!
Ma mi sentirò sola. Voi sarete qui, e io sarò laggiù...
dio, cosa farò?".
"Manda delle e-mail. Tante, tantissime e-mail! Faresti anche meglio a fare
molte foto, perché per come vanno le cose, io non andrò mai a
Parigi. Sai quello che si dice - Parigi è per i fidanzati. Io non ho
una fidanzata".
Buffy si guardò le mani. "Mi dispiace per Anya. Non avrei mai pensato
che ti avrebbe lasciato".
Xander deglutì. "Lo so. Ma forse è stata la cosa migliore,
sai? E senti questa: ho visto Cordy al Bronze ieri sera e domani andiamo a cena
insieme. Dopo averti lasciata all'aeroporto, ovvio".
"Fantastico, Xand. Sono felice che stai uscendo di nuovo".
"E tu che mi dici? Sbavi dietro Liam da così tanto tempo che è
da secoli che non sei nel settore" le disse Xander.
"Io non sbavo dietro Liam". Vedendo l'espressione di Xander, lei insistette.
"Non è vero. Sono stata un po' distratta da lui, e mi manca, ma
non è che non vivo senza di lui".
Xander annuì e sollevò un libro che Buffy aveva messo da parte.
Lo sfogliò e poi lo rimise al suo posto. "Willow e io ti passiamo
a prendere a mezzogiorno, ok? Devo andare adesso, ci vediamo domani". Buffy
annuì e tornò ai suoi bagagli. Era così assorta che non
sentì nemmeno Xander allontanarsi.
***
Il viaggio per Parigi fu lungo, anche se Buffy era in prima
classe. Aveva cenato, bevuto vino e dormito piuttosto bene, per quanto era lungo
il volo. Al ritorno, avrebbe viaggiato sul Concorde, ma per adesso doveva abituarsi
ad un aereo normale.
Quando arrivò a Parigi, Buffy si ritrovò in una festa di colori
e suoni. Le persone la oltrepassavano, parlando rapidamente in francese, e lei
non capiva nulla. Fortunatamente la maggior parte dei cartelli stradali erano
in francese *e* inglese. Buffy aveva qualche problema nel trasportare i suoi
bagagli. Dopo aver ritrovato le sue due valigie, le portò alla fermata
dei taxi.
Nel suo stentato francese da asilo riuscì a chiamare un taxi. Quando
arrivò, mostrò semplicemente all'autista l'indirizzo. Lui capì
e iniziò a guidare velocemente tanto da sembrare all'esausta Buffy di
fare un milione di miglia all'ora.
Il taxi si fermò all'angolo di una stradina di fronte ad una piccola
casa. Il tassista uscì le valigie dal bagagliaio e Buffy fece scivolare
sulla mano dell'uomo troppi euro. Lui sorrise apertamente e si allontanò.
Buffy portò le valigie lungo il vialetto fino alla porta e bussò.
Dall'interno provenivano diversi rumori; poi la porta si aprì. Un Liam
stravolto, con la cintura slacciata, rossetto sul colletto e la camicia sbottonata,
le aveva aperto la porta. Lui spalancò gli occhi quando si rese conto
di chi sarebbe stata la sua collega e coinquilina.
"B-Buffy?" soffocò Liam, alzando la zip dei pantaloni.
"Liam?" chiamò una terza voce, femminile. Era una voce squillante
con un forte accento francese. Un momento dopo, una ragazza dai ricci castano-biondi
apparve sulla soglia. Indossava una camicia larga, chiaramente appartenuta ad
un uomo. "Chi... chi è lei?".
Buffy arcuò le sopracciglia. Lasciò perdere i suoi bagagli e fece
un passo in avanti, poggiando una mano sul petto di Liam.
"Ho interrotto qualcosa, tesoro?" disse guardando in modo adorante
il suo collega e sbattendo le ciglia. Poi il suo sguardo passò sulla
donna all'entrata. Il suo tono da adorante divenne arrabbiato. "Chi è
lei? Pensavo tu mi amassi! Ma no! Mi tradisci un momento dopo esserti allontanato
da me con una tizia francese, non è vero?".
"Buffy, dai, ragioniamo" insistette Liam alzando le mani come per
difendersi.
"Ragiona tu, bastardo!" disse Buffy, gli occhi dorati e verdi, brillanti
di rabbia. "Io ti do i miei... sei anni migliori della mia vita... ti ho
perfino rasato la schiena! E per cosa?".
"Oh mio dio" disse Liam imbarazzato, scuotendo la testa.
"Sì, bravo, vergognati!" disse lei, poi alzò la mano
e schiaffeggiò la sua guancia destra, un colore roseo che compariva sulla
sua carnagione chiara. Buffy girò lo sguardo verso la donna francese
accanto a Liam. La donna, che avrebbe potuto essere una modella, camminò
attorno a Liam. Lei sorrise a Buffy e solo in camicia maschile e sandali uscì
dalla casa.
"Antoinette! Torna qui! Ti prego, posso spiegare...". Dopo i suoi
tentativi di farla tornare indietro, Liam prese Buffy per un braccio e la fece
entrare in casa. Chiuse la porta, abbandonando i bagagli di Buffy sul vialetto.
"Cosa diavolo hai fatto?" chiese Liam con tono arrabbiato. "Io
non mi rado la schiena!"
"Di tutto ciò che è successo, sei furioso perché ho
dichiarato di averti rasato la schiena? Sei un gran coglione vanitoso!"
gridò Buffy.
"Dannazione Buffy. Perché l'hai spaventata così?".
Buffy aprì la porta ed uscì fuori. Prese una delle sue valigie
e la portò nel soggiorno.
"Perché l'ho spaventata? Perché non volevo sentire lo schienale
del letto che batte contro il muro per i prossimi due mesi, ecco perché!".
"Vuoi dire che non sei nemmeno un po' gelosa di lei, Buffy? Perché
stavo con lei e non con te?" disse gridando a sua volta.
"Ti prego. L'unico motivo per cui verrei a letto con me... beh, non c'è
nessun motivo per cui verrei a letto con te! Non ci verrei e basta! Tu mi *disgusti*,
Liam O'Malley! Sei un cretino, la feccia dell'umanità!".
Liam l'afferrò per un braccio e la avvicinò rabbioso a lui, guardandola
come aveva fatto altre volte, nella sua cabina. "Io ti disgusto? Sogna
pure, ragazzina. Quel giorno che sei venuta in ufficio vestita come se appartenessi
ad un angolo della strada e *non* ad un'azienda internazionale mi fa ancora
venire gli incubi".
Buffy sogghignò in direzione del suo bellissimo coinquilino. "Desideri
solo che mi vestissi così ogni giorno. Quel giorno avevi la più
grande mazza che avessi mai visto... e potrai solo *sognare* quello che avrei
potuto farti allora" disse lei, poi si diresse nella stanza da letto.
"Buffy!" la chiamò Liam. "Quella è l'unica stanza
da letto!". Lui osservò triste il divano. "Immagino che stanotte
starò qui con te".
***
La mattina seguente, quando Buffy si svegliò, trovò
Liam davanti al forno. Stava guardando il bacon cuocersi; indossava un grembiule
sull'altrimenti nudo torace e un paio di pantaloni grigi, ed aveva i piedi scalzi.
Aveva i capelli umidi, scompigliati e non acconciati nella loro solita perfezione.
Un lento sorriso apparve sul volto di Buffy mentre entrava in cucina.
"Buon giorno" le disse.
Liam grugnì in risposta. Non era dell'umore di fare conversazione, né
di conversare, né di litigare.
"Non parliamo stamattina, eh?" chiese Buffy. Si sedette sul tavolo
e casualmente accavallò le gambe, guardandolo cucinare. "Va bene.
Io parlerò con qualunque cosa, che sia il forno, la tv, o il tuo bel
culetto, mio *re*". Scese dal tavolo e afferrò il suo didietro,
premendolo quanto più potè.
Sorpreso, Liam sobbalzò e fece volare la paletta in aria. Buffy la afferrò
facilmente. Quando Liam si girò per vederla, notò esattamente
quello che lei indossava. Il suo vestito non era affatto un vestito... era un
kimono corto rosso sangue con solo un paio di mutandine di Victoria's Secret
sotto.
Quando Liam riuscì a sollevare la lingua dal pavimento parlò.
"Piccola sgualdrina".
"Ti prego" sospirò lei annoiata. Lei scostò i capelli
e poi roteò gli occhi. "Non l'ho indossato per te. Che c'è,
non gradisci il mio vestito... beh, questo non è proprio vero" lei
indicò il cavallo dei suoi pantaloni con l'utensile da cucina di plastica.
"*Una* parte di te gradisce il mio vestito".
Buffy si avvicinò a lui e pressò il suo corpo contro quello di
lui, prendendosi tutto il tempo che voleva. Lei gli fece l'occhiolino e disse
"ci vediamo fra poco. Vado a fare una doccia... una bella, calda, schiumosa
doccia". Lei sospirò. "Peccato che tu rimarrai qui con le tue
parti da maiale a friggersi, huh?".
Quando sentì la porta del bagno chiudersi, Liam sbattè la paletta
sul forno. Sarebbe stato un *lungo* soggiorno in Francia, questo era sicuro.
Liam guardò il calendario da tavolo. Era il 1^ settembre. Buffy stava
giocando con lui dalla sera in cui lo aveva scoperto con Antoinette. Voleva
così tanto spiegarle che lui e la francese erano vecchi amici; si erano
incontrati durante i viaggi di Liam in Europa prima del college. Si erano tenuti
in contatto nel corso degli anni. Sì, Buffy aveva ragione nelle sue supposizioni.
Aveva interrotto qualcosa, sì, ma giocare sessualmente con lui non era
il modo giusto.
I suoi colleghi iniziarono a liberare le loro scrivanie e a tornare a casa.
Lui sapeva che sarebbe stata un'altra serata tranquilla davanti alla tv francese
fino a tardi. La sua schiena iniziava a dolergli per tutte le volte che aveva
dormito sul divano. Certe notti, quando non riusciva a trovare una posizione
comoda, prendeva il cuscino e la coperta e dormiva sul pavimento della stanza
da letto solo per sentire Buffy respirare. Spesso, rimaneva accanto al letto
a guardarla dormire.
Uno dei colleghi di Liam che parlavano inglese, Jean-Jacques, si fermò
alla sua scrivania e gli sorrise apertamente.
"Liam, come sta l'americana tranquilla oggi (ndt: in originale, Quiet American,
se non sbaglio è il titolo di un film o qcosa del genere...)?".
Liam sorrise al soprannome di Jean-Jacques per Buffy. "Sta bene. Sta di
nuovo usando il mio dentifricio, ma sta bene". Prese la sua ventiquattrore
e si avvicinò col francese all'ascensore. Si sporse in avanti e premette
il pulsante per scendere.
"Sarei molto... qual è la parola, felice? Di toglierti di mezzo
l'americana tranquilla" informò Jean-Jacques.
Liam annuì e disse "ne sono sicuro, Jean-Jacques. Ti farà
sapere".
"Certo che lo farà, monsieur". Jean-Jacques fece l'occhiolino.
"Dì alla mademoiselle che vorrei portarla fuori qualche pomeriggio,
dopo il lavoro".
"Lo farò" mentì Liam. Per nessun dannato motivo avrebbe
detto a Buffy che Jean-Jacques era interessato a lei.
Con un suono metallico le porte dell'ascensore si aprirono. I due uomini ci
entrarono e le porte si richiusero. Liam guardò il bel francese premere
il pulsante per il piano terra. Quando l'ascensore lo raggiunse, Liam ne uscì
e si avvicinò all'entrata. Sul breve tragitto dall'ufficio alla piccola
casa che lui e Buffy condividevano, Liam si fermò ad un fioraio. Comprò
un bouquet di viole, che quel giorno erano in saldo. Dopo aver pagato il bellissimo
mazzo di fiori, tornò a casa, scoprendo però che la sua chiave
era all'interno, e la porta era chiusa.
"Buffy!" gridò Liam, bussando forte alla porta. "Buffy,
dannazione! Fammi entrare!".
Un momento dopo la porta si aprì. Buffy, con una bottiglia di acqua in
mano, lo guardò storto. "Che c'è?".
"Ho dimenticato la mia chiave. Tieni, ti piacciono?" chiese Liam dandole
il bouquet. Non aspettò nemmeno per guardare l'espressione sul volto
di lei; entrò solo in cucina e aprì il frigorifero. "Sei
andata al supermercato? Ovviamente no. Non c'è niente qui".
Arrabbiato, Liam lo richiuse rumorosamente. "E' troppo chiedere se puoi
comprare un po' di fottuto cibo?".
"Ti sembro una domestica? O era questo che faceva la francesina? Facevate
i giochi di ruolo? Tu eri l'addetto alla piscina e lei la sola ma sposata padrona
di casa? O lei era la domestica e tu il frustrato milionario?" disse Buffy
sogghignando.
"Sta' zitta, Buffy. Non... non voglio pensarci stasera. Vado a comprare
da mangiare. Non m'importa di quello che fai con i fiori; puoi metterli nell'acqua
o puoi buttarli. Sono stanco di provare". Lui la oltrepassò ed uscì
di casa.
Buffy guardò i bellissimi fiori nella sua presa. Era un pensiero dolcissimo
ed estremamente gentile da parte sua, di comprarle dei fiori. Cercò in
cucina qualcosa in cui metterli e alla fine trovò un vaso di vetro verde.
Lo riempì di acqua, ci mise i fiori, e lo potò nella stanza da
letto. Poi si avvicino al suo portatile e inserì il cavo nella presa
del telefono.
Entrò nella sua casella di posta ed aprì l'unico messaggio presente.
Le era arrivato solo venti minuti prima, ed era di Willow.
//BUFFY! VOGLIAMO CHE TU SAPPIA CHE CI MANCHI. COME STA LIAM? HAI FINITO DI
GIOCARE CON LUI? LASCIA STARE, DAGLI LA POSSIBILITA' DI SPIEGARE. AVEVA RAGIONE
LUI. ERI GELOSA DELLA RAGAZZA FRANCESE CHE ERA IN CASA. PARLAGLI. NON LASCIARE
CHE QUESTO PEGGIORI. BACI DA TUTTI NOI.//
Buffy uscì dalla casella di posta e spostò il portatile. I suoi
occhi viaggiarono verso le violette, un'offerta di pace da Liam. Non era pronta
a parlare con lui, però, non importava quanto Willow la spingesse a farlo.
Vederlo con Antoinette l'aveva ferita nel profondo. Le aveva spezzato il cuore
e resa incredibilmente gelosa. Aveva quasi ammesso di provare qualcosa per lui,
ma l'aveva distrutta trovarlo con un'altra donna.
Sentì una pota chiudersi lontano. Si alzò e attraversò
la stanza. Guardando attraverso la piccola fessura tra la porta e il muro, osservò
Liam svuotare la busta della spesa in silenzio. Lui prese una crostata di spinaci
dalla busta e una forchetta dal servizio di posate d'argento. Poi si avvicinò
alla tv, la accese e cominciò a mangiare la crostata. La stanza era piena
di rumori e voci. I colori della tv lampeggiavano sul muro scuro. Buffy lentamente
chiuse la porta, provocando un piccolo clic.
Più tardi, di notte, Liam si svegliò all'improvviso. Qualcuno
stava gridando nella stanza da letto. Buffy! Spostò il piatto della crostata
e le coperte e entrò nella camera. Salì sul letto e scosse le
spalle di lei. La testa di lei si dimenava da destra a sinistra, e lei stava
urlando; le gambe stavano scalciando.
"Buffy! Buffy! Svegliati!" gridò Liam mentre la scuoteva. Buffy
smise di scalciare e lentamente aprì gli occhi. Lei allungò le
braccia ed afferrò il tessuto della camicia di lui.
"Liam?" chiese Buffy piano. "Che succede?".
Liam accarezzò il suo viso con il palmo della mano. "Stavi facendo
un incubo. Stai bene?".
"Sto bene" disse Buffy, lasciando la camicia di lui. "Puoi tornare
a dormire. Non ho bisogno di te".
"Sei sicura?" le chiese mentre si allontanava, offrendole la mano.
"Posso rimanere...".
"No. Sto bene".
Lei si rigirò. Liam la fissò per un momento, non voleva andarsene,
ma non sapeva che dire.
"Buffy, ti prego, dobbiamo parlare, voglio spiegarti tutto di Antoinette":
"Io non *voglio* parlare di lei, Liam. Non capisci? Non voglio avere niente
a che fare con te" ringhiò Buffy dal letto.
Liam sospirò e lasciò ricadere la sua mano lungo il fianco. "D'accordo.
Rendi tutto più difficile per te, ok? Fai l'immatura". Lui attraversò
la stanza e afferrò la maniglia della porta. Una luce gialla riempì
l'altrimenti scura stanza.
"Vaffanculo, Liam" mormorò Buffy dal letto.
"Vorrei poter avere abbastanza odio e invidia per dirti la stessa cosa"
rispose Liam. Chiuse la porta dietro di lui e spense la luce.
Buffy si sedette sul letto e fissò la porta chiusa. Lei sentì
Liam chiudersi nel bagno e dopo un secondo tirare lo scarico. Dopo un minuto
qualche goccia di acqua sarebbe filtrata attraverso il muro e sarebbe finita
sul piccolo piatto sul pavimento. Si asciugò gli occhi con i palmi delle
mani e tornò a stringersi tra le coperte.
Part Four
Jean-Jacques era nella piccola cabina di Buffy quando lei arrivò
in ufficio la mattina seguente. Era esausta. Non era riuscita a riaddormentarsi
dopo il suo incubo. Aveva trascorso tutto la notte sul pavimento del soggiorno,
a guardare Liam dormire. Proprio prima dell'alba gli aveva dato un gentile bacio
sulla fronte ed era poi andata in bagno. Non aveva visto gli occhi di lui aprirsi
e seguirla mentre usciva.
"Bonjour mademoiselle" salutò Jean-Jacques. "Sembri stanca,
no?".
"Sono molto stanca, Jean-Jacques". Buffy lasciò il blocco di
fogli sulla scrivania. "Ti serva qualcosa?".
"Monsieur Liam ti ha tenuta sveglia tutta la notte?" chiese Jean-Jacques
passandosi una mano tra i capelli biondi.
"No" rispose brevemente Buffy. "Se hai solo intenzione di indagare
sulla mia vita sessuale, potresti tornare alla tua cabina e risparmiarmi la
fatica di chiamare il capo?" disse massaggiandosi le tempie.
Jean-Jacques indietreggiò. "D'accordo, d'accordo. Volevo chiederti
di pranzare con me".
"Scusa, no" disse sedendosi sulla sua sedia e iniziando a controllare
i suoi messaggi.
Jean-Jacques iniziò a percorrere il corridoio, dove incontrò Liam.
"Oh, Liam. Ciao".
"Ciao Jean-Jacques. Che fai?".
"Cammino" disse Jean-Jacques. "Per andare a prendere il caffè.
L'americana tranquilla non è molto tranquilla oggi". Lui si stava,
ovviamente, riferendo al comportamento quieto di Buffy al lavoro.
Liam scrollò le spalle. "Io non c'entro niente".
"Per tua sfortuna, no, Liam?" chiese Jean-Jacques con un sorriso malizioso
e colpendo scherzosamente Liam all'altezza delle costole.
Liam borbottò e premette la mano contro il torace di Jean-Jacques. "La
tua ospitalità francese inizia a rompermi. Se non riesci a essere gentile
con me o Buffy, allora ti chiedo di chiudere la bocca. Capito?".
Jean-Jacques si appoggiò al muro della cabina di Buffy, poi tolse la
mano di Liam dal suo petto. "Non toccarmi, monsieur. Ti lascerò
in pace, ma non puoi proibirmi di parlare con l'americana tranquilla".
"Ha un nome" insistette Liam. "Il tuo soprannome è stato
divertente per un po', Jean-Jacques, ma lei ha un nome. Buffy. Imparalo".
Lui premette un'ultima volta la mano sul torace e poi si allontanò, stringendo
le mani a pugno per controllare la rabbia.
***
Quando Liam arrivò a casa quella sera, Buffy stava cucinando
vicino al forno.
"Cosa prepari?" chiese Liam. Lei semplicemente alzò la pentola.
Lui si accigliò quando lei non rispose. Certo, sapeva che non gli avrebbe
parlato per uno o due giorni, ma non pensava l'avrebbe fatta così lunga.
"Fettuccine agli spinaci. E' un cambiamento".
Buffy annuì soltanto e buttò la pasta nella pentola. Passò
davanti a lui per prendere la salsa dal frigo, poi la aggiunse nell'altra pentola,
quindi si sedette vicino al piccolo tavolo e iniziò a sfogliare il catalogo
della Chanel.
Liam tolse il coperchio dalla pentola del sugo e intinse il dito, poi lo portò
alla bocca. La salsa era giallo-bianca ed aveva un sapore delizioso. Rimise
il coperchio al suo posto e osservò per un momento Buffy leggere il suo
catalogo, finchè lei non alzò lo sguardo.
"La mia giornata è stata perfetta" disse Liam. "Jean-Jacques
è stato un coglione oggi nel corridoio, non c'era sapone nel bagno, e
non riuscivo a mandare un fax a Sunnydale. A parte questo, la mia giornata è
stata fantastica".
L'affermazione amara di Liam fece alzare la testa di Buffy dal catalogo. Lei
lo fissò con i suoi occhi verdi, ma un momento dopo tornò al suo
giornale. Liam si guardò le mani e rigirò un anello al suo dito.
"Fai qualche rumore quando è pronta la cena". Liam uscì
dalla cucina e si diresse nel soggiorno. Quando lui se ne andò, Buffy
si alzò e spense la pasta, portò la pentola nel lavandino e la
scolò.
"Vieni a mangiare prima che metto del veleno nella salsa!".
Un momento dopo, Liam entrò in cucina con solo una canotta bianca ed
un paio di pantaloni neri. Buffy non riusciva ad evitare di fissare le sue braccia
muscolose. Si fermò perfino per studiare il tatuaggio sulla spalla che
si ondeggiava ogni volta che lui si muoveva.
Durante la cena rimasero in silenzio. Buffy non sapeva decidere se dirgli qualcosa
o meno. Voleva davvero parlargli, solo per chiedergli come stava. Il suo orgoglio
ferito rifiutava di dimenticare la piccola offesa, ma tutto il resto di lei
le stava urlando di parlargli, di toccarlo leggermente, di guardarlo negli occhi.
"Sei... sei pronta per parlare?" chiese lui lentamente. Liam mise
da parte il piatto. Buffy iniziò a giochicchiare col tovagliolo. "Volevi
ferirmi?".
"Non volevo ferirti" mormorò Liam.
"Beh, l'hai fatto".
"Antoinette non significa niente per me. Niente".
"Allora perché le hai chiesto di tornare? Eh? Perché?"
chiese Buffy, soffocando quasi nel parlare, mentre le lacrime calde le bagnavano
gli occhi. La sua postura si incurvò e le spalle si abbassarono. Il tovagliolo
le sfuggì dalle mani e cadde sul pavimento. Liam allungò una mano
verso di lei, ma lasciò ricadere il braccio quando lei si allontanò
dal suo tocco.
"Avevo paura che non saresti mai stata con me, che non avresti mai visto
come realmente... non odiarmi" la pregò con gli occhi. "Non
saprei cosa fare se tu mi odiassi".
Buffy sospirò e lo guardò con le lacrime agli occhi. "Io
non ti odio". Tremando spostò la sedia e si alzò per andare
in soggiorno. Liam velocemente la seguì. Buffy sentì le braccia
di lui avvolgerla e stringerla al torace di lui.
"Mi dispiace, tesoro" sussurrò Liam nascondendo il volto tra
i suoi capelli biondi. "Mi dispiace così tanto". Lui si girò
in modo da poterla guardare. Le loro labbra erano distanti di solo pochi centimetri.
"Liam" sussurrò Buffy. Le sue mani arrivarono alle spalle di
lui, mentre Liam la stringeva a sé. Lei sentì le labbra di lui
accarezzare le sue ed all'inizio sobbalzò. Alla fine, quando divenne
troppo per lei, si allontanò e inspirò a fondo.
"Fermati, Liam" disse poggiando la sua fronte su quella di lui.
"Mi dispiace se non eri pronta".
Il volto di Buffy arrossì e lei guardò il pavimento. "Io...
io non... non so...".
Liam le dette un bacio dolce e leggero, e poi la prese per mano e la portò
al divano. Buffy si sedette sulle sue ginocchia, le dita di Liam tra i capelli,
la testa appoggiata sul muscoloso torace.
"Ti sono mancata quando ero in California?" chiese Buffy chiudendo
lentamente gli occhi.
"Certamente" la rassicurò Liam. "I primi giorni tutto
ciò che volevo era tornare a casa".
Buffy allungò un braccio in direzione della mano libera di Liam e le
loro dita si intrecciarono.
"Mi sei mancato da matti. Mi è mancato perfino il tuo stupido cd
di Barry Manilow".
"Ti è mancato perfino Barry, huh?" chiese Liam scherzando.
"Sei andato a letto con lei? Sei andato a letto con Antoinette?" chiese
Buffy. Lei sentì Liam stringere leggermente la mano.
"No" rispose onesto. "Non potevo nemmeno pensare di andare a
letto con lei. Non posso pensare di stare con qualcuna, se non te".
"Dici sul serio?" chiese Buffy, alzando la testa per guardarlo negli
occhi.
Liam la baciò dolcemente sulla fronte. "Sì, dico sul serio.
Fin dal giorno in cui hai messo quel dannato vestito porpora a lavoro".
Buffy sorrise. "Mi dispiace di essere stata così meschina con te.
Mi avevi fatto arrabbiare così tanto. Specie dopo avermi mandato quei
fiori".
"Quelle rose... quando le ho comprate ho pensato milioni di volte 'se non
ci metto il pepe, capirà che c'è qualcosa sotto', perciò
le ho comprate, condite e messe sulla tua scrivania".
"E' stato davvero un pensiero dolce. Ed anche vederti in boxer". Buffy
curvò il collo e lo fissò, il cuore accelerò al suo sguardo
d'adorazione. Poteva fare delle pressioni, se voleva, e scoprire esattamente
cosa provava per lei, ma Buffy non voleva. In quel momento voleva solo godersi
le emozioni che le regalava lo sguardo di lui. Non si era mai sentita così
amata, anche se lui non le aveva ancora detto quelle parole.
Cambiando posizione, poggiò la sua guancia sul cuore di lui e ascoltò
il ritmico battito. Poggiò una mano sulle costole e l'altra strinse quella
di lui.
"Stai comoda adesso?" le chiese Liam stringendole la mano.
"Molto. Tu?".
"Mai stato meglio" rispose onestamente. "Questo significa che
non devo dormire sul divano di nuovo? La mia schiena mi sta uccidendo".
Buffy ci pensò per un momento. "Immagino tu possa dormire sul letto.
Voglio dire, mi sentirei molto in colpa se dovessi andare dal fisioterapista
fino ai tuoi cinquant'anni perché ti ho fatto dormire per un paio di
settimane sul divano. Hai il permesso di dormire nel letto con me".
Uno sguardo preoccupato attraversò gli occhi di Liam. "Sei sicura?".
"Sì che sono sicura" rispose Buffy. Lei si alzò e gli
dette un casto bacio sulle labbra, poi si avvicinò verso la cucina. "Ho
fatto casino con te perché ero nervosa... e gelosa. Volevo piacerti più
di Antoinette".
"Lo so". Lui fece una pausa. "Buff, che stai facendo?" la
chiamò Liam. Poteva sentire il rumore delle stoviglie dalla cucina.
"Lavo i piatti. Se non lo faccio diventano puzzolenti e schifosi"
gli disse Buffy.
"Vuoi andare alla torre Eiffel domani, Buffy? E' sabato, abbiamo la giornata
libera".
L'acqua smise di scorrere. "Certo, sembra fantastico. Possiamo fare un
picnic su quel grande prato che c'è davanti. Sai quello che fanno vedere
sempre in tv? Sarà divertente".
Liam si alzò dal divano. "Sì, sarà divertente. E poi
puoi andare a fare shopping, che ne dici?" disse passandosi una mano tra
i capelli scuri. Alzandosi, le sue ginocchia scricchiolarono. Borbottando, si
avvicinò alla cucina. Buffy era accanto al lavello, con le braccia immerse
fino ai gomiti tra l'acqua insaponata.
"Dai, ti do una mano" si offrì Liam, iniziando ad asciugare
i piatti. Quando tutti i piatti, i bicchieri, le posate e le pentole furono
lavate ed asciugate, Buffy si asciugò la fronte col palmo della mano
insaponata.
"Sono così stanca" si lamentò Buffy.
Liam, in piedi dietro di lei, si abbassò al suo collo, dandole dolci,
lunghi baci lungo la curva. Quando la sentì rabbrividire, fermò
la sua deliziosa tortura.
"Meglio che vai a letto. A meno che non vuoi che io continui...".
"No" ansimò Buffy. "Fermati, per favore. Vorrei che tu
continuassi per sempre. Ma so che non si può..." Liam rilasciò
la sua stretta su di lei. "A letto. Ora. Io vengo subito".
Lui la osservò mentre lei andava verso il bagno. Liam andò in
soggiorno, trovò una penna e prese un foglio. Non era mai stato orgoglioso
delle poesie scritte da lui, ma ne conosceva alcune che l'avrebbero fatta sorridere.
***
Quando Buffy si svegliò la mattina seguente, il sole
stava allegramente splendendo nella stanza da letto. Lei sospirò e si
strinse ancora di più tra le braccia in cui si trovava. Non si era svegliata
quando Liam l'aveva raggiunta a letto la notte prima, ma Buffy sapeva che era
tardi quando era finalmente andato a dormire.
Si stiracchiò mentre i suoi occhi cercavano l'orologio. Trovandolo sul
comodino, strizzò più volte gli occhi assonnati per capire i numeri.
Erano da poco passate le dieci del mattino. Buffy si sottrasse attentamente
dall'abbraccio di Liam, poi lo osservò dormire. Lui emise un leggero
suono, si girò e sprofondò il volto nel cuscino.
Lei camminò silenziosamente verso il bagno. Era un bagno piccolo, con
i muri e il pavimento coperti di piastrelle gialle e rosse. Buffy si guardò
allo specchio e si aspettò di vedere la sua immagine riflessa. Invece,
sullo specchio era attaccato un foglio bianco scritto con un'elegante grafia.
Lei allungò la mano e staccò il foglio. C'era scritta una poesia
che ricordava vagamente.
//A heavy heart, Beloved, have I borne
From year to year until I saw thy face,
And sorrow after sorrow took the place
Of all those natural joys as light worn
As the stringed pearls, each lifted in its turn
By a beating heart at dance-time. Hopes apace
Were changed to long despairs, till God's own grace
Could scarcely lift above the world forlorn
My heavy heart. Then thou didst bid me bring
And let it drop adown thy calmly great deep being!
Fast it sinketh, as a thing
Which its own nature doth precipitate,
Which thing doth close above it, meditating
Betwixt the stars and unaccomplished fate
-Elizabeth Barrett Browning, XXV, Sonnets from the Portuguese
Buffy si portò una mano sul cuore. Liam aveva trascritto
questa bellissima poesia per lei. Joyce aveva amato Elizabeth Barrett Browning,
ma non aveva ancora trasmesso quell'amore alla figlia. Con la poesia ancora
nella mano tremante, Buffy ritornò nella stanza da letto. Liam era seduto
sul letto, con la schiena poggiata su numerosi cuscini. Lui rivolse lo sguardo
verso di lei mentre attraversava la stanza.
"La adoro" disse Buffy, indicando la poesia. Salì sul letto
e ritornò tra le braccia di lui.
"L'ho scritta a memoria" disse Liam. "Quando ero adolescente,
memorizzavo tutte quelle poesie d'amore e non avevo nessuno a cui leggerle,
o con cui condividerle. Ora sì".
Buffy lo baciò sulle labbra e lo guardò negli occhi. "Puoi
condividerle con me ora, Liam". Si mosse alla ricerca di una posizione
più comoda. "Com'eri al liceo?".
"Divertente" disse Liam. "Ero il ragazzo delle feste. La festa
di benvenuto, dopo-ballo... dinne una, e io l'avevo organizzata. Non uscivo
molto con le ragazze; mi piaceva variare con le donne, più che altro
erano... ehm... storie di una notte". Lui le accarezzò la punta
del naso sostituendo con un sorriso vero un sorriso nervoso. "E tu?".
"Una secchiona" disse Buffy. "Senza il tempo per divertirsi.
Non ti sarei piaciuta molto".
"Lo dubito seriamente" disse Liam. "Tu mi piaci adesso, Buff.
E' tutto ciò che importa. Qui ed ora".
Buffy sorrise e iniziò a staccarsi da lui. Liam la prese dal braccio
e la stinse al suo petto, non era ancora pronto per la sua lontananza.
"Devo fare la doccia, Liam" insistette Buffy. "Non posso puzzare
alla torre Eiffel. E poi preparerò la colazione".
"Tu fai la doccia, e io cucino. Capito?" chiese Liam scendendo dal
letto. Si avvicinò all'armadio e iniziò a scegliere i vestiti.
"Dobbiamo fermarci alla lavanderia. Ho iniziato ad usare le mutande al
contrario!".
"Infatti mi chiedevo cosa fosse quell'odore..." scherzò Buffy
dal bagno.
Liam poteva sentire l'acqua scorrere nella vasca e cercò di non immaginarla
mentre si faceva la doccia. Non erano ancora arrivati a quel livello, e lui
aveva intenzione di lasciare le cose così almeno per un po'.
"Hey! Io pensavo fosse colpa tua!" gridò Liam mentre attraversava
il soggiorno e entrava in cucina. Lui sentì la porta del bagno chiudersi
mentre Buffy rideva. Un momento dopo, Liam iniziò a preparare le uova
strapazzate.
Quando Buffy uscì dalla vasca, nel bagno c'era odore di bagnoschiuma
alla mela. Lei si infilò una camicia e una gonna e infine asciugò
i capelli con l'asciugamano. Dieci minuti dopo, lei uscì dalla stanza
annebbiata dal vapore e entrò in cucina. Liam stava mettendo le uova
in due piatti. Lui lasciò perdere le uova per baciarle i capelli umidi.
"Mmm, mele" le sorrise apertamente e le dette un piatto. "Mangia.
Sei pelle ed ossa". Buffy gli sorrise e si sedette.
"Sei rimasta parecchio dentro. Ti sei divertita?" le chiese Liam.
"Beh, non è che la doccia sia il mio passatempo preferito".
Lei prese una forchettata di uova, le masticò e le ingoiò. "Sono
buonissime. Sei un bravo cuoco".
Liam, che aveva svuotato rapidamente il piatto, poggiò la forchetta.
"Grazie. Mia madre è morta quando andavo alle medie e mio padre
mi ha insegnato ad essere autosufficiente. Che mi dici dei tuoi genitori, sono
meravigliosi come te?".
Buffy guardò il suo piatto. "Mia madre è morta due anni fa,
per un tumore al cervello, proprio prima di Natale. Mio padre se n'è
andato quando ero piccola, non avevo più di cinque anni. E' stato diciotto
anni fa".
"Mi dispiace per tua madre. So come ci si sente". Lui percepì
il disagio di Buffy e cambiò discorso. "Davvero hai ventitré
anni?" chiese Liam. "Non mi sono mai preso la briga di chiederti l'età.
Vuoi chiedermi quanti anni ho io?".
"Quaranta?" scherzò Buffy mangiando l'ultimo boccone.
"Divertente. Ho ventotto anni. Ventinove a maggio".
Liam prese i piatti e li mise nel lavello. Stava per iniziare a lavarli quando
Buffy lo fermò con una mano. I suoi occhi si spostarono dalla mano di
lei al suo volto.
"Devi prepararti. Li lavo io e poi preparo il pranzo per il picnic. Spero
solo di avere un cestino". Lei sorrise rassicurandolo e gli accarezzò
la guancia. Proseguì poggiando le labbra sulle sue, spostandolo dal lavello
in direzione della porta, gli dette un bacio volante e tornò ai piatti.
Lei ripensò ai giorni trascorsi insieme a Parigi. Un mese prima, non
riusciva a immaginare di vivere un giorno senza di lui.
Ora lo vedeva ogni giorno, poteva abbracciarlo, poteva mormorargli nell'orecchio
mentre guardavano la tv in una lingua che non capiva.
Solo quando era arrivata in Francia si era resa conto dei veri sentimenti per
il suo bellissimo collega a cui piaceva infastidirla. Ogni scherzo che le aveva
fatto, ogni commento acido che diceva sembrava solo spiegarle un po' di più
Liam. Dove prima vedeva un ragazzino immaturo e rompiscatole, ora vedeva un
bellissimo uomo generoso.
Ora sapeva perché stava così male quando lo aveva visto con Antoinette
appena arrivata a Parigi. Era gelosa, e sembrava che Liam l'avesse attratta
dal primo momento che l'aveva incontrato all'entrata della Baker & Reynolds.
Part Five
Mentre lavava i piatti, la mano di Buffy scivolò dalla
padella che stava sciacquando nell'acqua del lavello. Un dolore pungente le
attraversò la mano e dovette mordersi la guancia quando il dolore s'intensificò.
Cercò di tirare la mano fuori da qualunque cosa si fosse incastrata.
Lentamente alzò la mano e ide il sangue colare su di essa. C'era sangue
anche nell'acqua, colorandola di rosso.
"Oh dio. Oh dio" disse Buffy con la voce shockata. Lei compresse la
mano sanguinante al petto e camminò tremando verso il bagno. Con la mano
sana bussò alla porta del bagno. La voce di Buffy era un grido terrificato.
"LIAM!".
Sentendo il suo nome, Liam chiuse il rubinetto dell'acqua e aprì la porta
della doccia. La sua mano afferrò il suo asciugamano verde, che pendeva
da una mensola. Liam spalancò gli occhi quando vide Buffy stringere la
mano, che stava copiosamente sanguinando, al petto.
"Aiutami" mormorò Buffy, gli occhi rivolti alla mano ferita.
"C'è così tanto sangue".
"Aspetta un attimo" disse Liam, oltrepassandola. "Mi vesto e
ti porto all'ospedale. Prendi l'asciugamano piccolo dal bagno e stringilo attorno
alla mano.
Lui corse nella stanza da letto per cambiarsi, senza badare alla sua nudità,
sapendo che Buffy era troppo preoccupata per la sua ferita per accorgersene.
Un momento dopo Liam ritornò vestito in jeans ed una camicia abbottonata
scorrettamente.
"Dov'è l'ospedale?" chiese Buffy mentre uscivano dalla casa.
"Non lo so" le disse mentre fermava un taxi. "Taxi, vous êtes
libre?" chiese Liam al tassista. "Gli ho chiesto se era libero. Dai,
entra".
Buffy si sedette sul sedile posteriore e Liam la seguì. Si assicurò
che l'asciugamano fosse ben stretto attorno alla mano, ma era preoccupato dalla
velocità con cui il sangue lo stava inzuppando. Buffy lo sentì
pronunciare un fiume di parole in francese rivolto al tassista. Stava parlando
talmente velocemente e fluentemente che Buffy non gli chiese nemmeno cosa stesse
dicendo.
Dopo un periodo che sembrava un secolo, il taxi si fermò ad un grosso
edificio. Liam porse al tassista una grossa somma di denaro. "Merci, monsieur.
Au revoir".
"Huh?" chiese Buffy.
"L'ho ringraziato. Dai, Buff, da questa parte c'è il pronto soccorso".
Liam la prese per il gomito e la portò verso le porte scorrevoli.
"J'ai besoin d'aide! Ma petite amie est blessée!" (ndt: spero
non ci siano errori xkè, come ho già spiegato in Carissimo padre,
non mi ricordo una mazza di francese...) gridò Liam. 'Ho bisogno di aiuto!
La mia fidanzata è ferita!'.
Un'infermiera corse verso la coppia. Lei e Liam parlavano velocemente, poi la
bella infermiera si girò per guardare Buffy.
"Est-ce qu'elle parle francais, monsieur?" chiese l'infermiera, che
aveva un aspetto familiare sia per Buffy che per Liam. Liam si guardò
i piedi per un momento, sentendosi in colpa.
"Non, moi oui, mais pas elle" rispose Liam. 'Io sì, ma lei
no'.
"Non parli francese? Non fa niente, io parlo inglese. Seguimi. Il mio nome
è Antoinette, ma penso che entrambi, ah, mi conosciate".
"Liam, per favore, vieni con me" chiese Buffy, tendendo verso di lui
la mano sana.
Liam l'afferrò e lasciò che Buffy lo portasse in una serie infinita
di corridoi. Finalmente raggiunsero una stanza chiusa da alte tende. Buffy si
sedette sul lettino. Una seconda persona, un bell'uomo biondo, raggiunse il
trio. Aveva uno stetoscopio attorno al collo e sorrideva gentilmente. E' il
dottore, pensò Buffy.
" Bonjour, monsieur, mademoiselle" disse il medico.
"La paziente non parla francese" lo informò l'infermiera.
Il sorriso dell'uomo svanì per un momento. "Ah, beh, non importa.
Sono il dottore Francois Renaud. Cosa è successo qui..." il medico
si fermò. "Non so il tuo nome".
"Buffy. Buffy Summers" rispose Buffy, con gli occhi ancora rivolti
alla mano.
"E quest'uomo? Suo marito?".
"Non è... non è mio marito. Si chiama Liam O'Malley".
"Cos'è successo, Buffy?" chiese il dott. Renaud, prendendole
la mano destra. L'infermiera aveva pulito la ferita, che era tanto profonda
da attraversare la mano da parte a parte.
"Stavo lavando i piatti nel lavello e mi è scivolata la mano. Ho
sentito un forte dolore e ho uscito di nuovo la mano. Quando l'ho guadata, stava
sanguinando. Ho chiamato Liam dal ba- dall'altra stanza, e lui mi ha portato
qui".
"Sei una donna molto coraggiosa. Ed anche molto bella".
Liam si schiarì la gola e fissò l'attraente medico.
"Credo che quando ti è scivolata la mano, ti sei ferita con un coltello.
Accidentalmente, ne sono sicuro. Tornerai presto a casa?" chiese il medico
a Buffy, senza toglierle gli occhi di dosso.
"No. Rimarrò qui per lavoro per un altro mese. Perché, dovrei
tornare in California?".
"Oh, no, non devi tornare a casa. Stavo solo chiedendo" disse il dott.
Renaud. "La Francia è una nazione fortunata ad ospitarla ancora".
Il medico poi cambiò posizione. "Antoinette ti curerà la
ferita, poi Monsieur O'Malley firmerà dei documenti".
Buffy gli sorrise debolmente e lo osservò mentre lasciava la stanza.
Sentì la mano di Liam stringere la sua per rassicurarla. Lei poggiò
la testa sulla spalla di lui, lo osservò, e poi rise.
"Cosa c'è?" chiese Liam guardandola.
"Hai del bagnoschiuma sul collo. Almeno ti sei lavato i capelli" scherzò
Buffy. Fece del suo meglio per ignorare il dolore alla mano mentre Antoinette
la curava. Venti minuti dopo, finalmente l'infermiera aveva finito, e guardò
Liam.
" Suivez-moi, monsieur ja'i besoin de vous pour remplir la paperasserie
necessaires" disse veloce Antoinette. Lei poggiò una mano sulla
schiena di Liam e lo fece uscire dalla stanza. Liam guardò Buffy prima
di chiudere la porta.
"Documenti" disse piano. "Torno subito".
Liam seguì Antoinette verso una grossa scrivania su cui vi erano i documenti.
"Lei è molto speciale, vero?" chiese Antoinette mentre passava
numerosi fogli a Liam. Lui prese una penna e cominciò a firmarli.
"Lo è" confermò Liam. "Sono solo felice che stia
bene". Lui impiegò diversi minuti a firmare i vari fogli.
"Liam? Sei innamorato di lei?" chiese Antoinette. Liam posò
la penna. "E' così evidente?".
Dopo aver finito, consegnò nuovamente i fogli all'infermiera e tornò
nel corridoio in cui era stato poco prima. Trovò Buffy seduta tranquillamente
sul lettino.
"Sei pronta, Buffy? Possiamo ancora andare alla torre Eiffel oggi, se vuoi".
"Sto bene" rispose Buffy. Lei raccolse le sue cose e i due uscirono
dall'ospedale. "Voglio ancora andare alla torre Eiffel. Però non
voglio fare il picnic. Ti va bene?".
"Certo, Buff. Qualunque cosa tu voglia. Sei tu quella ferita, non io"
le disse Liam mentre chiamava un taxi. Lui disse al tassista di portarli alla
torre Eiffel.
Buffy poggiò la testa sulla spalla di Liam. "Me ne vado il mese
prossimo, Liam".
"Lo so" le disse Liam. "E io tornerò a casa con te".
"C'è una cosa per cui sono preoccupata" gli disse Buffy. Lei
prese due delle dita di lui e senza pensarci su iniziò a giochicchiarci.
"Cosa?".
"Ti ricordi di quello che hai detto a cena su Jean-Jacques e sul fatto
che gli piaccio? Beh, che intendevi?" chiese Buffy. Il tassista mise in
moto l'auto.
"Fa un po' il ficcanaso. E fa il gentile con me solo per arrivare a te.
Non è che lui abbia detto qualcosa, Buffy, è qualcosa che ho capito".
Il taxi si fermò. Liam pagò il tassista e i due si avvicinarono
alla torre Eiffel. Nel tragitto Liam prese una guida omaggio ad uno stand. Lo
passò a Buffy, che iniziò a leggere ad alta voce.
"E' stata costruita dal 1887 al 1889. Wow, è davvero vecchio. E
non ha nemmeno il nome dell'architetto. Lo sapevi?" chiese Buffy, stringendosi
a Liam.
"No. Cos'altro dice quella cosa?" chiese Liam.
"Beh, è fatta di 18038 pezzi di metallo ed è stato l'edificio
pi alto dal 1889 al 1930. Senti questa. Quando i tedeschi hanno invaso la Francia
hanno messo la loro bandiera sulla torre Eiffel il 14 giugno 1940".
Liam si grattò il collo. "Non sapevo che i nazisti avessero messo
la loro bandiera qui. Beh, s'impara ogni giorno qualcosa, vero?".
"Verissimo" rispose Buffy. Lei si fermò proprio alla base della
torre. "Wow. E' grossa. E marrone".
"Ed io che credevo avresti fatto qualche commento sull'architettura particolare
della struttura" scherzò Liam. Lui le dette un bacio dolce sui capelli.
"Vuoi salirci?".
"Non proprio. Non sono una grande fan degli edifici alti" ammise Buffy.
"Tu hai paura di qualcosa?".
"Beh... i polli. Mi fanno cacare sotto" ammise Liam con un sorriso
imbarazzato. "Andiamo un po' in giro. Possiamo fare shopping, mangiare
dei croissant e poi tornare a casa. Ti va bene?".
"Potrei mai dire di no allo shopping? Non ci penso proprio".
Dopo una cena a lume di candela ad un locale vicino alla Torre Eiffel, una spesa
di mille dollari del denaro di Hank al negozio Chanel, e uno scontro con un
mimo, la coppia tornò a casa.
"Che giornata!" esclamò Liam.
I due erano nella stanza da letto per cambiarsi e mettersi il pigiama.
"Già. Mi sono ferita, siamo andati alla Torre Eiffel, e siamo stati
attaccati da un mimo" disse Buffy mentre entrava nel letto. Lei guardò
Liam mentre si toglieva la camicia. I muscoli della sua schiena che si muovevano
l'affascinavano. Liam si sedette al bordo del letto e slacciò le scarpe.
"Non siamo stati *attaccati* dal mimo, Buffy. Tu l'hai provocato".
"Non è vero" rispose Buffy. Lei iniziò ad ammorbidire
il cuscino dandogli dei colpetti con la mano.
"Lo hai preso in giro. Lo hai fatto incazzare e lui ti ha gridato contro.
Sei fortunata che ora non siamo rinchiusi in qualche prigione francese"
le disse Liam. "Ma non ti ha attaccata". Lui spostò le coperte
e salì sul letto. Le sue braccia avvolsero Buffy e la avvicinarono al
suo torace. "Adesso dormi, ok?".
"Ok. Buona notte, Liam".
"Buona notte, Buffy".
Part Six
Buffy guardò il suo orologio da polso. Liam era in ritardo
di due ore dall'ufficio. Entrambi sapevano che quel giorno doveva lavorare più
a lungo, ma fino alle otto era un po' troppo. Lei era tornata a casa alle cinque
ed aveva preparato il pollo arrosto con patate per cena. Aveva lasciato il pollo
nel forno per tenerlo caldo e ormai era diventato asciutto.
I due avevano trascorso insieme quanto più tempo possibile, ma dato che
Liam andava a lavorare più tardi e tornava dopo di lei, Buffy trascorreva
ore da sola in casa. Erano passate tre settimane dall'incidente in cucina, e
il loro atteggiamento era cambiato. Non litigavano più per cose stupide
né si irritavano a vicenda, ma trascorrevano il tempo a coccolarsi e
a guardare l'incomprensibile tv francese.
Buffy allungò una mano verso la manopola della temperatura del forno
e lo spense. Si stropicciò gli occhi e si sedette sul divano. Poi prese
una coperta con cui coprirsi e strinse a sé il cuscino e il cordless.
"Rimarrò in piedi finchè non torna" si disse Buffy con
uno stanco sussurro. Poi si stiracchiò e si sdraiò lungo il divano.
Venti minuti dopo si addormentò.
Liam era nell'ascensore dell'ufficio, dove stava dando dei colpetti
impazienti sul pavimento col piede. L'ascensore stava andando in modo incredibilmente
lento. Quello stupido affare doveva percorrere solo sei piani, ma si muoveva
come una lumaca. Liam guardò il suo orologio e sospirò, sarebbe
stata una fortuna arrivare a casa prima delle nove. Le porte dell'ascensore
finalmente si aprirono e Liam entrò nel corridoio. L'edificio era praticamente
deserto, eccetto gli addetti alla pulizia. Stavano pulendo le finestre che si
trovavano alla fine di quel corridoio. Liam fece un piccolo cenno con la mano,
salutandoli, ed uscì attraverso le porte scorrevoli. Con una mano reggeva
la sua ventiquattrore, mentre con l'altra si abbottonava il cappotto. Fuori
si gelava ed una leggera pioggia cadeva dal cielo. Si posizionò all'estremità
del marciapiede e guardò la lunga strada dopo l'edificio. Non c'era nemmeno
un taxi. Liam sospirò, sapendo che doveva percorrere un labirinto di
vicoli per tornare a casa.
Raramente usava le vie principali, lo faceva solo quando non c'erano taxi a
riportarlo a casa. Liam percorse una stradina alle spalle di Tulles Fish Market.
Il pavimento era pieno di scatole, fogli, lische di pesce e resti di carpe.
Se si sporgeva, Liam poteva vedere il lampione che illuminava la strada. Era
una luce lieve, ma gli mostrava la via di casa. Liam continuò oltrepassando
il panificio e dirigendosi verso il mercato del pesce.
Liam si fermò quando sentì rizzarsi i peli sul collo. Lentamente,
si girò per vedere se ci fosse qualcuno dietro di lui. Non c'era nessuno,
ma comunque gridò "C'è nessuno?". Non ci fu una risposta.
Liam riprese a camminare, muovendosi più in fretta che potè. Un
lieve rumore giunse alle sue spalle. Si fermò di nuovo e si rigirò,
il sollievo evidente nel suo volto. "Oh, sei tu. Cosa---".
La luce nel vicolo, ed il vicolo stesso, sparirono.
***
Bang! Bang! Bang!
Buffy si svegliò lentamente, gli occhi annebbiati dal sonno. Li stropicciò
e mise l'orologio davanti ad essi. Era l'una di mattina. Qualcuno stava bussando
alla porta nel bel mezzo della notte. Buffy scese dal divano e attraversò
la stanza, facendo del suo meglio per non cadere sul pavimento di legno. Lei
girò la chiave ed aprì la porta.
"Liam?" chiese Buffy. "Oh mio Dio. Cos'è successo?".
Liam era in piedi sull'entrata, poggiato al muro. La sua camicia blu era strappata
e stropicciata, il suo cappotto sparito. Il sangue fuoriusciva da un taglio
sul sopracciglio, numerose chiazze nere e viola stavano diventando evidenti
sul viso e sul torace, e le labbra sanguinavano macchiando il mento.
Lui allungò debolmente una mano nella sua direzione, e Buffy toccò
il suo braccio. Lo portò in casa e lo aiutò a sedersi sul divano.
Lui gemette quando il suo corpo dolente toccò il divano. Buffy toccò
leggermente la ferita sul sopracciglio, le dita che diventavano umide del suo
sangue. Lo lasciò seduto ed andò in cucina. Prese la cassetta
del pronto soccorso e la poggiò sul tavolo. Dopo aver aperto diversi
compartimenti trovò finalmente un panno di spugna e lo bagnò,
poi lo portò nel soggiorno.
"Ciao" mormorò Liam. "Scusa il ritardo".
Buffy scosse la testa. "Non m'importa che sei in ritardo. M'importa che
sei qui".
Lei premette il panno bagnato sul taglio al sopracciglio. Liam sibilò
per il dolore.
"Mi dispiace, tesoro, ma devo pulire la ferita".
Quando la ferita smise di sanguinare, lei girò teneramente il viso di
lui dall'altra parte e osservò le altre ferite.
"Cos'è successo?" chiese Buffy mentre gli sbottonava la camicia
per osservare le ferite sul torace. Lei tolse i pezzi lacerati della camicia
e li mise da parte.
"Stavo tornando a casa, percorrevo i... i vicoli paralleli... e sono stato
attaccato" disse Liam.
"Oh no" commentò Buffy, le dita che accarezzavano lievemente
un livido che stava diventando velocemente verde. Liam osservò le sue
mani e la stanza. "C'è altro. So chi l'ha fatto, Buffy". La
mano di Buffy cadde dal suo addome e lei la poggiò sul braccio di Liam.
"Chi è stato?".
"E' stato Jean-Jacques Colar" disse Liam con voce ferma. "Ti
vuole tutta per sé. Pensava che levando me dalle scatole tu saresti caduta
tra le sue braccia".
"Quel bastardo" sibilò Buffy. Lei svitò il tubo di pomata
antisettica e la passò
sul taglio sulla fronte. “Pensa di poter picchiarti… e…dio…”
lei lo abbracciò e gli dette un bacio sul petto.
Liam allungò un braccio e mise una mano sui capelli di lei, le dita che
ci si attorcigliavano mentre sospirava.
“Sto bene” disse Liam. “Sono solo un po’ ammaccato,
ma sopravviverò”. Lui le baciò la testa. Si mosse per alzarsi,
ma Buffy fece del suo meglio per fermarlo. “Cosa…?”.
“Non lasciarmi proprio ora, Liam” disse Buffy in un sussurro appena
udibile, visto che il suo viso era ancora appoggiato al petto di lui. “Voglio
solo convincermi che sei vivo”.
Liam la strinse forte tenendola tra le sua braccia. Il bastardo avrebbe pagato
per quello che aveva fatto.
***
Due giorni dopo, Liam tornò in ufficio. La maggior parte
dei lividi sul volto stavano svanendo: erano diventati marroni, gialli e verdi
invece di viola e neri. Il taglio sulla fronte aveva lasciato una piccola cicatrice
sul sopracciglio, e le labbra erano quasi del tutto guarite.
Buffy si aggrappò alla sua mano mentre camminavano lungo i corridoi,
verso la fila delle cabine. Vedendo Jean-Jacques, lei gli lasciò la mano
e si nascose nella stanza vicina con la fotocopiatrice. Liam alzò la
testa e tenne le spalle alte.
“Oh, ecco Liam. E’ così bello vederti! Hai, ah, portato la
tua amante con te oggi?” chiese Jean-Jacques, essendosi accorto di Buffy
mentre entrava nell’altra stanza. “O finalmente la piccola sgualdrina
ti ha lasciato?”.
Liam strinse le mani a pugno. Erano pugni così stretti che le dita sembravano
bianche.
“Non è una sgualdrina”.
“No? Beh, lo sembra, visto che sta con te, monsieur”.
“Chiudi il becco, Jean-Jacques” disse Liam. “Tu mi hai colpito…
ma questo non significa che io non possa fare altrettanto”.
Jean-Jacques rise ironico. “Oh, per favore, Monsieur, sei così
divertente. Tu che colpisci *me*? Perderesti il tuo prezioso lavoro. E poi Buffy
sarebbe sola con me e ti dimenticherebbe”.
Liam strinse ancora di più i pugni.
“Ma forse non voglio una ragazza così facile”.
Questo era troppo. Il pugno di Liam volò dritto contro il naso di Jean-Jacques.
Il francese si piegò e portò una mano sul naso. Il sangue cadde
sulla mano e finì poi sul pavimento.
“Esci da qui, francese bastardo” esclamò Liam e Jean-Jacques
corse verso l’ascensore. Liam si avviò verso la sua scrivania e
iniziò a lavorare come se nulla fosse successo.
Mr. Franchot, il capo di Liam e Buffy, trovò Liam alla sua cabina poco
dopo aver colpito Jean-Jacques.
“Liam, hai un minuto?” chiese Mr. Franchot affacciandosi alla sua
cabina.
Liam si alzò, spostò la sedia dalla scrivania e seguì Mr.
Franchot nel suo ufficio.
“Prego, Liam, siediti” disse Mr. Franchot indicando una delle due
sedie di fronte alla larga scrivania. Liam fece come gli era stato chiesto.
“Sono stato tutto il giorno al telefono con Mr Giles” disse Mr.
Franchot “a proposito del tuo lavoro qui a Parigi”.
“Immagino lei abbia saputo del mio pugno a Jean-Jacques. Davvero, Mr Franchot,
posso spiegarle” insistette Liam. Mr Franchot si accigliò.
“Hai colpito Jean-Jacques? Jean-Jacques Colar?” il cipiglio si trasformò
in un sorriso. “Hai carattere. Mi piace. Sei un buon impiegato e anche
questo mi piace. Infatti, ho una proposta per te…”.
Buffy era seduta fuori dell’edificio su una grossa panchina.
Lei guardò l’orologio. Erano le cinque e mezza ed aveva appuntamento
con Liam alle cinque.
Osservò impaziente la porta d’entrata dell’edificio. Finalmente
Liam ne uscì. Si portò una mano alla cravatta e la allentò
leggermente.
Lui sorrise apertamente a Buffy e la prese tra le braccia anche se la sua mente
era da un’altra parte.
Raggiunsero la casa in cui vivevano in venti minuti dopo aver lasciato l’ufficio.
Liam non aveva detto una parola da allora. Continuando a tacere, Liam mise una
mano in tasca per prendere la chiave di casa. Silenziosamente, la infilò
nella serratura e entrò in casa.
Diverse ore trascorsero nel silenzio assoluto. Liam rimase nella stanza da letto,
a pensare, mentre Buffy preparava una cena veloce di panini. Stava cercando
di finire la maggior parte del cibo in casa così non avrebbero lasciato
nulla lì quando sarebbero tornati in California. Più tardi, dopo
aver preparato i panini e versato da bere, Buffy entrò nella stanza da
letto. Liam era seduto sul materasso, le dita premute contro le tempie.
“Liam?” lo chiamò piano Buffy. “E’ pronta la
cena”.
Liam alzò lo sguardo e le sorrise appena. “Ok. Arrivo subito”
disse stropicciandosi gli occhi assonnati. Lui si sedette a tavola e mise un
panino sul suo piatto. Quando Buffy allungò una mano verso di lui e gli
toccò la sua, lui sobbalzò leggermente.
“Cosa ti tormenta, Liam?”.
“Ho parlato con Mr Franchot oggi” ammise Liam.
“Di cosa… avete parlato?”.
Liam guardò il suo piatto, poi alzò lo sguardo verso Buffy. Le
strinse una mano con entrambe le sue prima di parlare.
“M Franchot vuole che io rimanga a Parigi per altri sei mesi” disse
Liam. “Ed io ho accettato”.
Buffy ritirò la mano da quelle di Liam, e facendo così fece cadere
un piatto per terra. Lei si mise in ginocchio per raccogliere i pezzi di pane
e carne. Tremando, buttò il cibo nel cestino della spazzatura e si sedette
di nuovo a tavola.
“Perché hai accettato di rimanere a Parigi, Liam? E’ per
questo che non volevi parlare del ritorno a casa?” chiese Buffy con voce
sottile.
“Ho accettato di rimanere perché mi daranno cinquemila dollari
di premio. E’ una grossa somma di denaro… e ho dei piani su come
spendere quei soldi”.
“Cosa, vuoi uno yacht?”.
“No, non è uno yacht. Voglio spenderli in qualcosa di più
speciale”. Liam sospirò a fondo. “Non puoi rimanere con me?”.
“No. Non posso rimanere qui. Io *perderei* il mio *lavoro*. Mi mancano
i miei amici, Liam. Mi manca il mio pesce! Odio la tv, le strade sporche e le
lumache che si mangiano qui! Voglio solo tornare in California”.
Liam sospirò deluso. “Non puoi cercare di capire perché
rimango qui?”.
“Io capisco, *eccome*. Rimani per i soldi” gli disse Buffy, battendo
un pugno sul tavolo. “Sei solo un avaro figlio di puttana!”.
“Io ti amo, Buffy! Voglio vivere con te!” gridò Liam sovrastando
le sue urla.
Buffy smise di gridare. “Tu mi ami?”.
“Ti amo” disse Liam sospirando. “Ti amo. Non era mia intenzione…
ma non potevo farci niente… e ora sono così innamorato di te che
a malapena passo cinque secondi senza pensare a te, o senza volerti toccare,
o senza sentire il bisogno di guardarti negli occhi. Non devi contraccambiarmi,
capisco se non è lo stesso per te, davvero”.
Buffy gli prese una mano. “Io ti amo. Certo che ti amo, cretino! Perché
non dovrei?” lei alzò lo sguardo verso i suoi occhi scuri. “Ma…
vuoi vivere con me? Di nuovo?”.
“Voglio vivere con te. Volevo chiedertelo durante la nostra ultima sera
a Parigi, ma ora credo che non te lo chiederò affatto. Non se pensi che
sono un avaro figlio di puttana”
“Non lo credo davvero, Liam” sospirò Buffy. “E’
solo che non sopporto il pensiero che tu rimanga qui altri sei mesi mentre io
sarò a Sunnydale”.
“Nemmeno io. E’ per questo che ti ho chiesto di rimanere con me.
E capisco che hai un lavoro lì. Ho solo pensato che forse saresti rimasta
con me” disse Liam imbarazzato. “Mi dispiace di averti colto di
sorpresa”.
“Non fa niente” rispose Buffy. Lei si alzò dalla sedia e
si sedette sulle sue ginocchia, le braccia attorno al collo. “Impazzirò
senza di te. Non avrò nessuno a riscaldarmi di notte, nessuno a baciarmi
il collo mentre lavoro al computer, nessuno a stringermi come fai tu”.
“Tornerò a casa, Buffy. Non rimarrò a Parigi per sempre.
Mi rifiuto”.
“Liam” sospirò Buffy. “Vuoi mostrarmi quanto mi ami?
Per favore? Vuoi darmi qualcosa da ricordare quando sarò a casa senza
di te?”.
Liam guardò in basso il tavolo. Buffy mise una mano sulla sua guancia
e spostò il suo volto in modo che la guardasse negli occhi. Prima che
lei potesse parlare, Liam poggiò due dita sulle sue labbra rosee.
“Buffy, sei sicura di volerlo?” chiese Liam mentre le accarezzava
dolcemente la schiena.
Buffy si strinse a lui e gli mormorò nell’orecchio. “Ti prego.
Sento come se potessi esplodere se non tu non lo facessi… ti prego…
io ti amo, Liam… ti prego”.
Senza dire nulla, Liam si alzò e la portò tra le sue braccia nella
stanza da letto. Lui chiuse la porta con la schiena e le dette un lungo bacio.
//Due settimane dopo//
L’aeroporto di Parigi era pieno di gente, perfino ad un
orario mattiniero come le sei. Buffy e Liam avevano passato le sue valigie al
check-in poco prima e stavano cercando un bar in cui fermarsi per un po’.
Buffy stringeva una mano di Liam, non voleva lasciarla fino a che non ne fosse
stata costretta. Liam percepiva la sua paura e ne soffriva.
“Non voglio andarmene” gli disse Buffy.
“Devi farlo, tesoro. Devi andare a casa. Io sarò presto lì
con te” disse Liam. “E possiamo vivere insieme nella casa di tua
madre”.
“Perché non abitiamo da te?” chiese Buffy. La coppia si incamminò
in un bar vicino e si sedettero ad un piccolo tavolo rotondo.
“Io vivo in un piccolo appartamento” disse Liam.
“Beh, allora va bene la mia casa”. Buffy guardò il menu davanti
a lei.
“Hai scelto qualcosa da bere?” chiese lui con un sorriso.
“Tè” rispose Buffy. “Niente di pesante e di troppo
dolce. Così dormirò sull’aereo”.
Quando arrivò la cameriera, Liam le disse le loro ordinazioni. Lui notò
che Buffy stava iniziando a piangere. Gentilmente, le asciugò le lacrime
con il pollice.
“Non te ne sei ancora andata” le disse Liam prendendole il viso
tra le mani. “Sei ancora qui con me. Sai che puoi chiamarmi quando vuoi.
Se sono a casa, risponderò”.
Quando il tè di Buffy e il muffin alla nocciola di Liam arrivarono, dieci
minuti dopo, Buffy stava ancora piangendo. Le sue lacrime in effetti caddero
nella tazza di tè.
“Ascolta” disse Liam dolcemente, come se stesse parlando ad un bambino.
“Starai bene. Io sarò a casa e staremo litigando sulla carta da
parati prima che tu te ne accorga”.
Buffy sorrise e tirò su col naso. Lei allontanò la tazza di te.
“Possiamo andare? Voglio solo rimanere con te per un po’”.
“D’accordo” disse Liam. Lui lasciò del denaro sul tavolo
e i due si avviarono. Trovarono due sedie vicino ad una finestra. Buffy gli
strinse la mano. I loro occhi si incontrarono, e questa volta era Liam a trattenere
le lacrime.
“Le vol 1888 à John Kennedy maintenant à la Porte 16”
disse una voce femminile all’altoparlante.
Il viso di Liam divenne serio. “E’ il tuo volo, tesoro”. Lui
si alzò, le loro mani ancora intrecciate.
Buffy poggiò la fronte sulla sua. “Ti amo”.
“Ti amo. Aspettami, Buffy. Ti prometto che tornerò a casa da te”
disse Liam, gli occhi annebbiati dalle lacrime.
Buffy lo strinse forte, poi poggiò le sue labbra su quelle di lui. Un
secondo dopo, si stava allontanando. Poco dopo, le uniche parti dei loro corpi
ancora a contatto erano le dita.
“A presto” singhiozzò Buffy. “Ti chiamerò”.
Liam annuì e mosse le labbra per dirle ‘ti amo’. Mordendosi
il labbro, Buffy si girò dette il suo biglietto alla donna al bancone.
La donna strappò una parte e lo ridette a Buffy.
“Merci de voyager avec Air France” disse la donna con un grosso
sorriso.
“Escargot anche a te” borbottò Buffy. Si asciugò le
lacrime dalle guance e percorse il corridoio senza girarsi per guardare Liam.
Al suo posto, lei fissò fuori dalla finestra il cielo francese, sapendo
che quello stesso cielo avrebbe riportato a casa anche Liam.
Part Seven
Quando Buffy arrivò all'aeroporto di Sunnydale trovò
Willow e Xander ad aspettarla. Lasciando la piccola valigia corse verso i suoi
migliori amici. Loro la abbracciarono ed ancora una volta Buffy scoppiò
in lacrime.
"Devo davvero smetterla di piangere" disse Buffy asciugandosi le guance.
Lei sorrise alla sua amica rossa. "Devo dirti così tante cose. Sono
innamorata di Liam!".
"Impossibile!" gridò Xander. Era andato a prendere la valigetta
di Buffy e stava tornando dalle due amiche quando aveva sentito la confessione
di Buffy.
"Oh, Buff, sono così felice per te!" esclamò Willow,
abbracciando l'amica. "Lui ti ama?".
"Certo che sì" disse Buffy. Lei roteò gli occhi e strinse
di nuovo a sé Willow.
"Dov'*è* Liam?" chiese Xander a Buffy. Il trio iniziò
a recuperare le altre valige.
"Ancora a Parigi" disse lei triste. "Deve rimanere altri sei
mesi. Quando tornerà a casa inizieremo a vivere insieme. Beh, lui vivrà
da me".
Willow strinse la mano di Buffy, poi le mostrò la mano sinistra. Un bellissimo
anello di diamanti catturava la luce sopra di loro. Era un diamante quadrato
su un anello d'oro.
"Oh mio dio, è un anello di fidanzamento?" chiese Buffy tenendo
la mano di Willow per guardare meglio.
"Esatto. Oz mi ha chiesto di sposarlo due giorni fa" le disse Willow.
"Sono così felice per te, Will. Oz è eccezionale. Che mi
dici di Cordelia, Xander? Come va?" chiese Buffy.
"Stiamo ancora insieme. Pensavo fossimo dannati a distruggerci a vicenda
dopo la nostra relazione al liceo, ma adesso va molto meglio. Credo di amarla"
disse Xander. "Oh dio, l'ho davvero detto?".
"Il nostro ragazzino è cresciuto" disse Buffy tristemente a
Willow. "Dai,sarà un incubo per voi trasportare le mie valige. Vi
ho portato così tante cose! Certo, vivevamo vicino ad un negozio di articoli
da regalo, perciò ho comprato un sacco di souvenir stupidi".
"Siamo solo felici di averti a casa" le disse Willow. "Oh, mentre
eri via avevamo una sostituta momentanea, Fred. Ed anche uno per Liam. Si chiama
Riley".
"Fantastico" disse Buffy. "Si siede alla cabina di Liam?".
"Sì, ma ci siamo assicurati che non toccasse nulla" disse Xander.
"Bene. Voi lo sapevate quello che provo per Liam prima che lasciassi Sunnydale?"
chiese Buffy.
"Avevo un presentimento" ammise Xander. "Voi due eravate troppo
meschini tra di voi".
"Io lo sapevo" disse Willow. "Quella sera al Bronze, che eri
vestita come Barbie Prostituta? Lo sapevo che ti stava succedendo qualcosa".
"Non sembravo Barbie Prostituta. Barbie Porno star, forse. Ma non Barbie
Prostituta".
Xander prese due valige di Buffy.
"Adesso andiamo a mangiare. Come ti sembra il Don Pablo?" chiese Willow.
"Qualunque ristorante che ha un menu in inglese mi va bene".
***
In tre settimane Buffy aveva sistemato tutti i suoi bagagli
e la maggior parte delle scatole che Liam aveva spedito da Parigi. Era tornata
alla normale routine al lavoro ed aveva perfino incontrato Riley, il sostituto
di Liam.
Seduto nella cabina accanto a lei, quella che apparteneva a Liam, c'era un uomo
biondo dell'Iowa, Riley Finn. Sembrava abbastanza socievole, ma Buffy era un
po' fredda nei suoi riguardi perché occupava il posto di Liam. Lei gli
ricordava sempre che quando Liam sarebbe tornato a Parigi, Riley sarebbe rimasto
senza lavoro.
"Buff, sei da molto qui?" chiese Xander quando arrivò.
Buffy stava sistemando una foto di lei e Liam alla torre Eiffel. Non si disturbò
ad alzare la testa per guardare Xander finchè non ebbe finito il suo
compito. "Da circa venti minuti".
"La aggiungi al muro?" chiese Xander, indicando il muro pieno di foto
della Francia.
"Certo" gli disse Buffy. "Abbiamo passato due ore ieri sera al
telefono. Sembrava stanco".
"Beh, probabilmente lo hai svegliato di mattina presto" rispose Xander.
"Vado a prendere del caffè. Tu ne vuoi?".
"Certo, grazie" rispose Buffy. Lei sprofondò sulla sua sedia
e si mise al computer. Stava per controllare la posta quando il telefono squillò.
Lei alzò la cornetta e la portò all'orecchio.
"Buffy Summers" disse alla cornetta.
"Hey tesoro. Come stai?" chiese una voce dall'altra parte.
Un grosso sorriso illuminò il volto di Buffy. "Sto bene. E' bello
sentire la tua voce. Lo so che abbiamo parlato ieri sera, ma... è comunque
bello".
Buffy sentì la risata di Liam in sottofondo, seguita dai rumori di un
programma in televisione.
"Stai guardando la tv, vero?" gli chiese Buffy, inserendo la sua password
della casella di posta.
"Certo. Mi sono preso un giorno libero, ho comprato un po' di frutta e
un regalo per te. Ora sono in boxer a guardare The Lone Ranger in francese"
le disse Liam.
"Trascorri il tuo tempo così bene. Ti manco?".
"E' ovvio che mi manchi" le disse Liam. Buffy sentì spegnersi
la tv e il rumore di piedi scalzi sul pavimento di legno. Sapeva che lui stava
camminando per la stanza.
"Sarai a casa tra sei mesi, giusto? Mr. Franchot non ti farà stare
di più?" chiese Buffy.
"Sei mesi contati. Sarò a casa a fine marzo" disse Liam. "Ho
confermato il volo".
"Ok. Ti aspetterò" gli disse Buffy.
"Buffy?" chiese una voce.
Buffy si girò sulla sedia trovando Giles appoggiato alla parete della
sua cabina.
"Deve parlarmi, Giles?" chiese Buffy al suo capo.
Giles annuì. "Saluta Liam da parte mia. Poi vieni nel mio ufficio.
Ho il verbale di Mr Franchot sul tuo lavoro a Parigi".
"Dannazione" mormorò Buffy. "Liam, Giles ti saluta. Ci
sentiamo dopo, ok? Goditi la tua giornata libera, tesoro". Abbassando la
voce aggiunse "ti amo".
"Ti amo anch'io. Ciao".
Buffy abbassò la cornetta e percorse il corridoio fino all'ufficio di
Giles. Lei aprì la porta e si fermò di fronte alla scrivania.
Giles alzò lo sguardo e le fece cenno di sedersi.
"Beh, prima di parlare del verbale, voglio sapere com'è stato il
tuo soggiorno a Parigi" chiese Giles. Buffy scrollò le spalle e
rispose indifferente "E' stato bello".
"E Liam?".
"Liam?" chiese Buffy. "Beh, è stato furbo a farci abitare
insieme a Parigi".
"Dovevo porre fine alle liti" disse Giles con un sorriso. Lui abbassò
lo sguardo verso il foglio sulla scrivania. Prese gli occhiali dalla montatura
argentata e li poggiò sul naso. "Mi fa piacere che tu ti sia divertita.
Immagino che voi due siate una coppia ora. Se non dispiace che te lo chieda".
"Sì, siamo una coppia. Non mi dispiace la domanda" gli disse
Buffy. "Cosa aveva da dire Mr. Franchot?".
"Niente di male" la rassicurò con un sorriso. "Solo che
hai lavorato sodo e che è felice che la tua mano stia guarendo bene.
Il che mi porta a chiedere, che è successo alla mano?".
Buffy alzò la mano fasciata per mostrargliela. "Mi sono ferita con
un coltello. Sa, quegli incidenti domestici. Fra poco mi toglieranno i punti.
Nient'altro Giles? Devo davvero tornare alla scrivania. Oggi sono sommersa di
lavoro".
Giles si portò la tazza bianca alle labbra e bevette un sorso. "No,
è tutto. Puoi andare".
Durante il percorso verso la sua cabina, Buffy si fermò da Xander. Era
occupato con qualche videogioco online.
"A cosa giochi?" chiese Buffy.
Xander sobbalzò e quasi fece cadere il joystick. "Accidenti, Buff,
non ti hanno insegnato a bussare? Gioco a formula 1". Lui spostò
momentaneamente il suo sguardo dallo schermo a Buffy. "Come sta Liam?".
"Sta bene. Mi hai sentito mentre parlavamo al telefono?" chiese Buffy
poggiandosi alla parete della cabina di Xander.
"Sì. Sei proprio cotta". Lui le sorrise leggermente. "Stai
con me e Willow a pranzo?".
"Sì" rispose Buffy. "Credi... che dovrei invitare Riley?
Mangia tutti i giorni da solo e mi sento in colpa".
"Buffy, lo so che si siede nella cabina di Liam, ma non è lui"
le disse gentilmente.
"Lo so. Stupido commento. Gli chiederò se vuole mangiare con noi
e lascerò aperto l'invito".
Buffy trovò Riley seduto alla sua scrivania. Della musica jazz proveniva
da un piccolo stereo portatile. Il calendario di Liam era ancora attaccato al
muro; il mese di giugno non era ancora stato spostato fino a novembre; novembre
sarebbe presto arrivato. Le foto di Liam erano ancora sulla scrivania, solo
spostate leggermente. Buffy immaginò che le cose di Liam erano ancora
nei cassetti. Lei si stava comportando in modo ridicolo, come se fosse morto.
Liam non era *morto*, era solo lontano.
"Ciao, Riley. E'... è questo il tuo nome, vero?" chiese Buffy.
Riley si girò sulla sedia e guardò timidamente Buffy. "Sì.
Ciao, Buffy".
Buffy gli sorrise apertamente, sorpresa dalla sua voce dolce e l'atteggiamento
timido.
"Vorresti unirti a me e ai miei amici a pranzo?".
Riley si guardò i piedi. "Sarebbe... davvero carino. Grazie. Mangiate
alla mensa della compagnia".
"Sì" gli disse Buffy. "Ci vediamo dopo". Lei uscì
dalla cabina di Riley ed entrò nella sua.
Riley raggiunse Buffy, Willow e Xander a pranzo nella mensa.
Fece la fila per l'insalata insieme a Buffy, la stessa in cui Liam le aveva
fatto quello scherzo mesi prima.
"Ciao" disse piano Riley. Lui prese un piatto e iniziò a riempirlo
con lattuga, uova, cipolle, pomodori e bacon. Buffy guardò la sua lattuga,
l'uovo e l'insalata di formaggio che aveva condito con la mostarda. Il suo piatto
sembrava molto vuoto a confronto di quello di Riley.
"Ciao. Sono contenta che ci hai raggiunto". Lei porse cinque dollari
e la sua ID card all'addetto della mensa, che subito gliela restituì.
Aspettò Riley alla fine della fila. Insieme, si avviarono verso il tavolo.
"Ti è piaciuta Parigi?" le chiese Riley. Buffy poggiò
il suo vassoio su un piccolo tavolo rettangolare.
"Sì, mi sono divertita. C'è davvero del buon cibo a Parigi"
gli disse. "E dei mimi. Ho attaccato un mimo. Liam ed io eravamo alla torre
Eiffel, e mi aveva davvero fatta innervosire. Lui dice che io l'ho provocato,
ma non è vero".
Riley, che stava masticando l'insalata, le sorrise con la bocca chiusa. Un momento
dopo disse "allora ti ha attaccato se ti ha fatto innervosire".
"Non ci avevamo mai pensato. Dove lavoravi prima?" chiese Buffy.
Riley deglutì. "Una piccola compagnia a Los Angeles. Hai mai sentito
la Capitol Records?".
"Lavoravi alla Capitol Records? Wow. E' molto grande" commentò
Buffy. Le mangiò qualche foglia di insalata e chiamò i suoi amici.
Stavano guardando tra i tavoli per cercarla.
"Davvero? Io lavoravo nella sezione jazz, perciò non ho idea di
cosa si registrasse l&i