Coming home to you

Written by Aurora
Translated by Claddagh lovers

Disclaimer: indovinate? BTVS & ATS nn mi appartengono (se fossero miei avrei trattato MOOOLTO meglio la maggior parte dei xsonaggi...), la ff nemmeno, e nemmeno il sonetto citato...
Rating: kissà xkè mi ritrovo sempre a scegliere ff AU...
Pairing: sarò monotona, ma sn 1 B/A shipper da qndo i macellai hanno trasmesso la 1^ volta Welcome to the hellmouth...
Summary: Buffy ed Angel sono colleghi che non si sopportano. Che succede se il capo decide di intervenire?
Dedicated to:
- la mia migliore amica, ora sei "out of sight" ma non "out of mind"!
- kathy ke ospita le mie traduzioni sul suo sito, grazie!
- Buffy09, Marta, Silvia, Eliza, Alena e ttt voi che leggete e commentate, è grazie al vostro sostegno che trovo la forza di tradurre!
- Le ragazze del forum "Immortal Lovers" che mi hanno accolto così calorosamente!
- Ttt voi che state leggendo: senza di voi il mio lavoro sarebbe inutile!

Buffy Summers uscì dalla sua piccola macchina sportiva rossa. Era un regalo di suo padre per il suo ventitreesimo compleanno. Anno dopo il divorzio dei suoi genitori, Hank, il padre di Buffy, le faceva ancora dei regali per compensare la mancanza di un padre. Buffy sbattè lo sportello e prese la borsa.
Dall'altra parte del grande parcheggio pieno di macchine c'era la Baker Reynolds Printing and Distribution, o BRPD. Era la più grande stamperia della costa occidentale. Stampavano di tutto, dai menu ai programmi sportivi e i manuali di volo per gli aerei. La BRPD stampava in ventidue lingue ed aveva tra gli impiegati alcuni tra i migliori grafici.
Buffy lavorava lì sa quando aveva vent'anni. Aveva iniziato a lavorare per il capo come assistente, ma dopo essersi laureata era stata promossa. In tre anni, era passata da assistente al settore marketing. Era contenta del suo posto e non aveva intenzione di lasciare il suo lavoro.
Attraversò il parcheggio, i tacchi alti che ticchettavano sull'asfalto bagnato.
Si avviò verso il vialetto che portava all'entrata principale. Una macchina che controllava le ID card era accanto alla porta, e nessuno poteva entrare nell'edificio senza inserire la propria. Buffy girò la borsetta davanti a lei per aprirla. Dopo aver preso la card, la mise tra i denti per chiudere la borsa e poi la passò nella fessura della macchina. Ci fu un rumore metallico e si accese una piccola luce verde sulla macchina.
Buffy raggiunse la maniglia della porta e la aprì con il fianco. Mentre entrava nell'edificio, qualcuno fermò la porta. Buffy si girò per vedere chi fosse.
"Non può farlo" disse Buffy all'uomo. Era alto e bellissimo, con i capelli scuri e le spalle larghe, decisamente appetitoso.
"Cosa intendi?" chiese l'uomo, guardandola con occhi vuoti. "E' una nazione libera. Posso entrare in un edificio se lo voglio".
"No, intendo dire che non puoi entrare senza una ID card. E certo non puoi fare un giro gratis con la mia" disse spostando una ciocca di capelli biondi dietro le spalle.
"Senta, sono stato assunto ieri e non ce l'ho ancora, ok? Mi chiamo Liam Angelus O'Malley. Lavoro per il signor Giles, che è a capo del marketing e della distribuzione.
Buffy lo guardò incredula. "Bel tentativo. Se non esce dall'edificio in cinque secondi, chiamo la sicurezza, Mr. O'Malley".
Liam si passò una mano tra i capelli. "Bene, chiami la sicurezza. Chiami il signor Giles se vuole! Non me ne frega niente. Sono un impiegato, fine della storia".
Buffy notò la sua cara amica e guardia di sicurezza Faith Hopkins che stava camminando. Faith e un suo collega, Charles Gunn, si scambiavano i turni ogni due settimane. Era il turno di Faith di lavorare di mattina.
"Faith" gridò Buffy. Fece segno a Faith con le braccia per farsi vedere dietro all'uomo alto. "Faith! Vieni qui!".
Faith passò in fretta la sua ID card e si avvicinò a Buffy e Liam. "B? Che succede?".
"Quest'uomo dice di lavorare nel settore marketing. Ha cercato di entrare con la mia ID card. Puoi chiamare Giles e chiedere se ha assunto un nuovo impiegato? Il suo nome è..." Buffy si bloccò, e guardò Liam.
"Liam. Liam O'Malley" continuò.
Faith prese dalla tasca un piccolo cellulare e compose un numero. "Devo parlare con Giles. Sono Faith, sono all'entrata principale".
Buffy osservava ticchettando il piede al suolo impaziente, mentre Faith parlava al telefono. Finalmente Faith chiuse la conversazione e annuì in direzione di Buffy.
"E' stato assunto ieri. Giles vuole vedervi entrambi nel suo ufficio".
Faith aprì la porta che conduceva alla hall. Buffy seguì l'uomo su per le scale e lungo il corridoio per l'ufficio di Giles.
"Buffy, entra. Anche lei Mr. O'Malley. Sedetevi".
Giles era un bell'uomo inglese, alto e brizzolato. Sua moglie, Jenny, preparava il miglior cibo rumeno per le mense degli uffici. Sul suo naso era poggiato un paio di occhiali dalla montatura argentata. Indossava una giacca sopra i pantaloni di tweed e la camicia.
Buffy si sedette su una delle larghe sedie davanti a Giles. Liam scelse la sedia accanto a lei. Guardando Giles mise le mani nelle tasche dei suoi pantaloni neri.
"Buffy, Liam è davvero un mio impiegato. Sai, quando Forrest si è dimesso dovevamo trovargli un sostituto. Ho assunto Liam ieri. Capisco che non hai voluto farlo passare".
Poi guardò Liam. "Per quanto riguarda te, Liam, hai fatto un passo falso. Riceverai la tua ID card se vai al primo piano. Puoi andare, Liam. Buffy, rimani qui".
Buffy osservo Liam, impeccabilmente ben vestito, uscire dall'ufficio.
"Non rendere la sua vita un inferno, Buffy. So che ti piace testare i limiti degli impiegati, a tutti voi piace, ma non farlo. E' l'unico avvertimento che riceverai. Capito?".
"Sì. Posso andare?".
"Sì, d'accordo, vai". Giles guardò la pila di fogli sulla sua scrivania, lasciando Buffy libera di andare. Lei entrò nel corridoio e si mosse tra le varie cabine per trovare la sua, che era vicina ad una finestra, davvero una posizione fortunata. Dopo aver messo la borsetta al sicuro nel cassetto con la serratura, innaffiò la sua piantina.
"Hey Buff. Che succede?" chiese una voce da una cabina dall'altra parte del corridoio.
Buffy sorrise al suono della voce di Xander Harris. "Non molto, Xander. Sei appena arrivato?".
"Sì" rispose Xander. "Sono rimasto bloccato nel traffico della 404. Willow sta arrivando" disse finalmente facendosi vedere.
Buffy spinse la sedia all'indietro in modo da poter guardare nel corridoio.
"Hai visto il nuovo impiegato?" chiese Buffy, spostando una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
"Sì, l'ho incontrato mentre salivo. Renderai la sua vita miserabile?" chiese Xander ridendo.
"No, Giles mi ha detto che non posso farlo e di lasciarlo in pace. Ha anche detto che era l'unico avvertimento" disse sospirando guardando lungo il corridoio per vedere Willow Rosenberg avvicinarsi a loro.
"Hey ragazzi" disse Willow affannata. "Ho corso dall'entrata fin qui. Sono in ritardo?".
Buffy sorrise. "Sempre preoccupata della sua fedina penale pulita. No, non sei in ritardo".
"Abbiamo carne fresca" la informò Xander. "E Buffy non può sfotterlo fino alla morte. Giles lo ha proibito".
Willow entrò nella sua cabina, ad uno dei lei lati di quella di Buffy. Dall'altro lato la cabina era vuota, ed aspettava proprio un nuovo impiegato. Willow scosse i capelli rossi per togliere alcune gocce di pioggia e tornò nel corridoio con una tazza di caffè in mano. Lei e Xander iniziarono a parlare del nuovo inchiostro che avrebbero usato i grafici.
Buffy controllò il suo orologio proprio nel momento in cui la lancetta dei minuti si spostò sulle dodici. Erano le nove e la giornata lavorativa era pronta per iniziare. Rientrando nel suo ufficio, sentì qualcuno percorrere il corridoio. Stava arrivando verso di loro Liam, che stava infilando una carta plastificata nella tasca nel retro dei suoi pantaloni neri, che abbracciavano il suo sedere perfettamente. Willow curvò il collo verso Buffy e mosse la mano come se facesse caldo. Buffy roteò gli occhi. Lei guardò interessata mentre Liam entrava nell'ufficio vicino a quello di Buffy.
Lui sbuffò e disse ad alta voce. "Che fortuna. Devo stare accanto alla stronza dell'ovest".
"Ooh" commentò Xander dalla sua postazione. "Brucia".
"Credimi, tesoro, il sentimento è reciproco" rispose Buffy. Accese il monitor e lo schemo divenne blu.
"Lo dubito fortemente. Già ti piaccio, Buff" rispose Liam con una voce infantile. "TI ho visto guardarmi il culo quando sono entrato nel corridoio".
Buffy sbuffò mentre cliccava col mouse. "Ti prego, smettila di vantarti prima che la situazione divenga imbarazzante".
Aprì il suo account e-mail per scrivere un messaggio a Willow. Mandare le e-mail per Buffy era più facile che chattare. Le sue dita iniziarono a scorrere in fretta sulla tastiera.
//WILL: PUOI CREDERE A QUESTO TIZIO?// scrisse e inviò Buffy. Dopo un momento arrivò la risposta.
//NO. MA DEVI AMMETTERE CHE HA CATTURATO LA TUA ATTENZIONE. NON E' POI MALVAGIO, FISICAMENTE. E' CARINO.//
Buffy rise e continuò. //CAMBI PARTNER, WILL? PENSAVO CHE TU ED OZ FACESTE SUL SERIO//.
//INFATTI, MA NON SIGNIFICA CHE NON POSSO GUARDARE. SEMBRA QUASI CHE STIA FLIRTANDO CON TE//.
Buffy roteò gli occhi ed esitò prima di scrivere. Sentiva qualcuno alle sue spalle. Si girò per vedere chi fosse. Non c'era nessuno lì a guardarla.
//NON E' VERO! GIUREREI DI AVER SENTITO QUALCUNO OSSERVARMI. HAI VISTO QLC1?//
//NO. HEY, DEVO ANDARE. G-MAN MI HA APPENA MANDATO DELLE E-MAIL CON DEI DOCUMENTI. PRANZO ALLA MENSA COME SEMPRE? W.//.
Buffy lesse il messaggio di Willow e lo cancellò. Le si rizzarono i capelli come se qualcuno la stesse di nuovo osservando.
"Cosa vuoi?" chiese Buffy senza girarsi.
"Cosa, Buff?" chiese Xander dalla sua cabina.
"Niente" rispose. Buffy arricciò il naso, sapendo che sarebbe stata una lunga giornata.

***

Nella mensa, Buffy si stava preparando un'insalata particolare. Aveva appena iniziato una nuova dieta ed aveva voglia di cibo da conigli. Non sapeva, però, che Liam era in coda dietro di lei. Dopo aver preso l'insalata, Buffy prese una bottiglia piena di condimento a basso contenuto di grassi e la premette. Il tappo cadde e il condimento si versò sul piatto combinando un macello. Liam rise. La stava osservando con la coda dell'occhio. Buffy si rese conto che era stato lui a manomettere il tappo.
"Coglione" borbottò Buffy mantenendo il piatto lontano dal suo corpo. Uscì dalla fila. "Sei davvero un grandissimo stronzo, lo sai?".
"Stavo solo ricambiando il tuo caldo benvenuto di questa mattina, Buff" rispose Liam sogghignando.
"Mi stavi osservando prima?" chiese Buffy mentre si stavano avvicinando ai tavoli.
"No" rispose Liam confuso. "Perché?".
Buffy scosse la testa. "Non fa niente".
"Sei la ragazza più pazza che abbia incontrato" disse Liam avvicinandosi ad un tavolo fuori nel giardino. Lasciò Buffy in piedi al centro dei tavoli.
"Hey, Buff" disse Xander poggiando il piatto sul tavolo vicino a Buffy. "Ti piace davvero il condimento, huh?".
"No, quel rincoglionito di Liam ha manomesso il tappo, così quando ho spremuto la bottiglia il condimento si è versato ovunque" disse poggiando il piatto e passandosi una mano esausta tra i capelli. "Sono io di solito a perseguitare, non i nuovi impiegati. Ma già mi ha fregato una volta oggi, senza contare i suoi *gentili* commenti di stamattina".
Xander spostò una carota bollita. "Non so che dirti, Buffy, se non di lasciar perdere. Sai che Giles ha tolleranza zero per queste cose, e ha avvisato Liam".
"Giles ha avvisato me, non lui".
Willow, che li aveva raggiunti a metà conversazione, alzò lo sguardo dal suo sandwich di insalata di pollo. "Come è iniziata questa storia, Buffy? Voglio dire, mi sembra che tu non gli abbia fatto niente".
"Stamattina non volevo farlo entrare nell'edificio. Ho perfino chiesto a Faith di controllarlo. Non aveva una ID card ed ha provato ad entrare con me. Immagino di averlo fatto incazzare" disse scrollando le spalle e guardando il piatto. "Perciò si è vendicato facendomi condire l'insalata con una piscina" disse alzandosi. "Vado a comprare qualcosa al distributore automatico e poi salgo su. Devo rivedere l'ordine per Detroit prima di stasera" disse afferrando la borsetta, ed uscì dalla mensa.
Comprò una busta di noccioline con miele, un pacchetto di Starburst ed una lattina di diet coke prima di tornare alla sua cabina. Quando tornò lì, Liam era seduto nella sua cabina.
"Com'era l'insalata?" le chiese. Buffy si sedette ed aprì la busta di noccioline. Alcune caddero sulla scrivania.
"Non saprei. Non l'ho mangiata, Liam. Per chi mi prendi, un'idiota?" chiese Buffy sgranocchiando le noccioline.
"Beh, io non volevo dirlo..." disse Liam.
"Ti piacciono quelli gialli?" chiese improvvisamente Buffy, ignorando l'insulto.
"Quelli gialli cosa?" disse Liam mentre scriveva con la tastiera.
Buffy giochicchiò con il pacchetto di Starburst appena aperto. Odiava quelli gialli e li dava sempre al suo amico ed ex collega. Forrest se n'era andato ormai diversi giorni prima.
"Gli Starburst. Io odio quelli gialli".
Ci fu un pesante silenzio.
"Certo".
Buffy si alzò dalla sua sedia e entrò nella cabina di Liam. Era come quella di Buffy, ma lui aveva aggiunto il suo tocco personale. C'era un calendario sul muro ed un orologio dei Red Wings sulla scrivania. Buffy gliene lasciò tre gialli ancora incartati sulla scrivania.
"Non sono avvelenati, vero?" chiese alzando lo sguardo da Buffy agli Starburst.
"No" disse avvicinandosi alla sua cabina prima che Liam la chiamasse.
"Sai Buffy, forse hai un bel corpo, ma lo copri con quei vestiti seri".
Buffy si guardò. Aveva una giacca professionale con dei bottoni. La gonna si fermava alle ginocchia ed aveva un piccolissimo spacco. Certo, il vestito era modesto, ma era professionale.
"Ma forse" commentò Liam. "Scambio la realtà con la fantasia".
"Beh" rispose lentamente Buffy. "Non lo scoprirai mai" rispose entrando nella sua cabina. Si accasciò sulla sedia ed aprì la lattina di diet coke. Un piccolo sorriso le attraversò il volto mentre formulava un piano.


I venerdì erano sempre casual al BRPD. Buffy tenne questo pensiero in mente mentre si alzava dal letto quella mattina, il giorno dopo l'incontro con Liam. Andò nel bagno e iniziò a fare una doccia veloce; dopo, applicò il trucco e s'infilò il vestito che aveva intenzione di mettere quella mattina. Sul vestito mise un impermeabile che si legava in vita. Buffy pensò per un momento che sembrava Dick Tracy, ma l'impermeabile svolgeva il suo compito. Mangiò un tramezzino ed ingoiò metà tazza di caffè prima di andare in ufficio.
Il parcheggio, come sempre, era pieno di veicoli. Buffy non aveva mai incontrato un ottavo dei 17000 impiegati del BRPD, ma aveva sicuramente visto la maggior parte delle macchine. Guardò l'orologio. Erano solo le otto. Xander incontrò all'entrata Buffy. Notò l'impermeabile che lei indossava subito. Dopo aver passato all'entrata le ID card, entrarono nell'ascensore per arrivare all'ultimo piano dove c'era la caffetteria. Xander trovò il coraggio di chiederle dell'abito solo quando l'ascensore si fermò.
"Come mai quella giacca, Buff?" chiese Xander mentre si muovevano verso il bancone. "Due cappuccini freddi".
"Ed un pezzo di torta al formaggio e fragole" aggiunse Buffy, guardando l'amico. "Un regalo per Liam".
"Dovrei sapere il perché?" chiese Xander mentre pagava. "Almeno indossi qualcosa sotto?".
"Certo, cretino" disse poggiando tre biglietti da un dollaro sul bancone prendendo la torta e ritirando il resto. I due si sedettero su un tavolo circolare vicino ad una larga finestra.
"Ti ricordi il vestito che avevo ieri? Beh, Liam mi ha detto che probabilmente qualunque altra cosa mi starebbe male, e che sarebbe stata solo una fantasia per me stare bene. Quindi, gli dimostrerò che si sbaglia".
"Indossi gli abiti del Bronze?" chiese Xander, riferendosi al club non lontano dalla casa di Buffy.
"No, è quasi peggio".
Arcuando le sopracciglia, Xander succhiò dalla cannuccia. "Non credi di spingerti troppo oltre?".
"Xander, è solo un vestito. Un vestito che lo farà tacere, preferibilmente per sempre; e poi, non sto infrangendo nessuna regola di Giles. Non lo sto mica mettendo in pericolo". Buffy guardò l'orologio. Erano le otto e mezza. "Vado in cabina. Devo controllare se la squadra di Detroit hanno ricevuto le loro ordinazione. Era una specie di petizione sui Lions, e doveva essere lì per mezzanotte" disse prendendo il caffè e la torta e seguì Xander verso il loro piano. Arrivata in cabina slacciò l'impermeabile annodato in vita. Sarebbe stato bello prendersi gioco di Liam, vendicarsi per quello che aveva fatto il giorno prima. Se avesse continuato a stuzzicarla, lei avrebbe tenuta viva la tensione sessuale.
Incrociando le gambe, giocò con la cannuccia della sua bibita. Erano le 8.45 e Liam non era stato nella sua cabina da quando lei era su quel piano. Xander aveva informato Buffy che Willow era malata, e lei era un po' nervosa che la sua amica non sarebbe stata presente per vedere la reazione di Liam.
Buffy controllò le e-mail. La prima e-mail era di lavoro. Il pacco per Detroit era stato stampato e spedito alle 6.30. Era felice che le petizioni fossero state mandate, perché in caso contrario sarebbe stata nei guai. Stava lavorando in cabina fino a mezzogiorno, quando Xander le mandò un'e-mail per informarla che stava andando al piano inferiore, ma che Liam gli aveva detto davanti alla Xerox che sarebbe rimasto lì a pranzo. Quando gli altri se ne andarono, Buffy si avvicinò ala cabina di Liam.
"Liam? Sei occupato?" chiese Buffy.
"No" disse prendendo un sorso dalla sua bottiglia di Snapple e continuando a scrivere.
Buffy iniziò a slegare l'impermeabile. "Le dispiace girarsi un minuto, Mr. O'Malley?" quando Liam si girò, Buffy fece cadere l'impermeabile per terra.
Liam spalancò occhi e bocca. L'apparizione di Buffy lo aveva lasciato senza parole. Lei aveva scelto bene. Indossava un vestito aderente porpora che arrivava a metà coscia ed era orlato di nero. Il vestito abbracciava ogni possibile curva, anche quelle che Buffy non sapeva esistessero. Lei lo guardò, godendosi l'espressione di shock sul suo viso.
Buffy si avvicinò lentamente a lui, poi si piegò e poggiò le mani sulle ginocchia. Questo gli dava una visuale perfetta della sua scollatura. Si passò divertita un dito sullo sterno finchè non scomparve tra le pieghe del tessuto.
Un lento sorriso si formò sulle labbra. "Ora. Pensi ancora che è scambiare la fantasia per realtà?" disse poggiando una mano sul petto di lui, sentendo i muscoli sotto la sua camicia.
"N.no" balbettò Liam, guardandola quasi in adorazione. "Per niente".
"Stai molto, molto attento vicino a me, Liam. Sono la regina dei giochetti e non mi piace fare da giocattolo".
Si rialzò e cominciò ad allontanarsi. In un flash, Liam si alzò dalla sedia e la spinse contro il muro della sua cabina. Fermò le braccia di lei ai suoi lati e la guardò, studiandola attentamente. Poi la baciò, violentemente e appassionatamente. Quando si allontanò da lei, notò che sembrava sorpresa e che era arrossita.
"Se tu sei la regina" le disse Liam con voce roca "allora io sono il re". Si girò e si sedette sulla sua sedia. Lui iniziò a scrivere come se nulla fosse successo.
Buffy si staccò dal muro e tremando prese l'impermeabile, lo indossò e quando tornò alla sua sedia, stava ancora tremando. Si aspettava che lui facesse molte cose quando l'avrebbe vista con quel vestito aderente, ma un suo bacio non era tra le opzioni. Non aveva mai sperimentato nulla nella sua vita come quel bacio. Era come elettrizzata.
Xander inserì la testa nella cabina di Buffy, dopo pranzo.
"Com'è andata?" chiese innocente.
"Mi ha baciata" sussurrò Buffy. "Mi ha baciata meglio di come sia mai stata baciata in vita mia". Xander spalancò la bocca. "Whoa, Buff, scendi dal treno degli ormoni. Lo sai, vero, che questo è il tizio che odi?".
"Io non lo odio. Ma di certo non ho dei strani sentimenti per lui. Sono solo... shockata, ecco tutto. Mi ha tenuta contro un muro e mi ha baciata" disse strofinandosi la fronte e sospirando.
"Devo sapere. Com'era?".
"Su una scala da uno a dieci?" disse Buffy mangiando la torta. "Un undici, forse dodici. Ma è finito così in fretta che... com'è andato il pranzo?".
Xander sorrise al veloce cambiamento di argomento di Buffy. "Bene. Un po' solitario senza te e Willster, ma bene. Faith e io ci siamo seduti insieme. Mi ha raccontato delle storie, una riguardava lei, nuda, che abbracciava un prete per strada. Non volevo nemmeno chiedere che ci faceva nuda con un prete. Ho lasciato perdere".
Buffy forzò un sorriso. "Faith è un terremoto" disse e rivolse l'attenzione al computer. Pregò che Xander recepisse il messaggio che non voleva parlare più.
"Beh, io torno a lavorare" disse Xander tornando nella sua cabina.
Buffy poggiò la testa sulla scrivania. Dannato Liam! Che fosse dannato per averla baciata! Che fosse dannato per quei sentimenti che provava, sentimenti mai provati prima. Chiuse gli occhi e represse il desiderio nel suo ventre.


Part 2

Passarono due settimane e Buffy e Liam non interagirono affatto. Willow aveva notato lo strano comportamento dei due colleghi, e Xander dovette spiegarle tutta la situazione nei dettagli.
Esattamente due settimane dal primo e unico bacio di Liam, Buffy arrivò in ufficio e trovò una lunga scatola bianca sulla sua scrivania. Si avvicinò lentamente e la aprì. Dentro vi erano dodici rose bianche a gambo lungo. La sua curiosità ebbe la meglio, così prese una rosa e la avvicinò al naso. Aveva un profumo magnifico... per circa venti secondi. Poi il naso iniziò a bruciarle. Buttò la rosa lontano e iniziò a starnutire.
Buffy cercò la scatola di fazzoletti. La trovò solo quando stava starnutendo per la quinta volta. Le lacrime le rigavano le guance. Fu allora che si rese conto che c'era un biglietto sui fiori: come se non sapesse chi li aveva mandati. Buffy si avvicinò ai fiori e prese il biglietto.
"Atchoo" fece lei, poi lesse ad alta voce. "Liam". Buttò il biglietto ed entrò nella cabina accanto alla sua.
"Cosa credi di fare? Mandarmi fiori al pepe?" gridò Buffy. Fu allora che notò che lui era comodamente seduto in boxer guardandola con un ghigno sul viso.
"Sei in biancheria" disse Buffy dopo aver starnutito. Liam annuì e rimase in silenzio. "Perché?".
"Beh" disse Liam, alzandosi lentamente. "Tu mi trovavi indesiderabile, così come io ti trovavo indesiderabile. E ora, Buff, che ne pensi?".
Buffy starnutì di nuovo e poi si morse il labbro inferiore. Beh, sicuramente aveva un aspetto favoloso nei suoi boxer rosso ciliegia. Aveva la pancia scolpita e braccia gloriosamente muscolose. Cercava di distogliere lo sguardo, ma era così difficile, visto che il suo collega sembrava un dio greco.
Buffy finse uno sguardo indifferente e disse "Beh, non è niente di particolare". Lei scrollò le spalle e uscì dalla sua cabina, sapendo che Liam stava silenziosamente fumando.
"Liam, cosa ci fai in biancheria?" chiese una voce inglese. Giles aveva sgamato Liam in boxer. Lei dovette stringersi alla scrivania per evitare di ridere forte.
"Io... uh... beh... signore..." balbettò Liam. "Ho versato il caffè sulla camicia e i pantaloni. Sono piuttosto scoordinato. Perciò sto aspettando la pausa pranzo per passare da casa a prendere altri vestiti".
"Puoi andare adesso Liam" lo rassicurò. "Non fai una buona impressione se indossi solo la biancheria a lavoro" si schiarì a gola e uscì dalla cabina di Liam.
"Willow?" la chiamò Buffy. "Puoi venire qui un secondo?".
Willow si avvicinò a lei. "Certo, che c'è?".
"Puoi andare nella farmacia all'angolo e prendermi una cosa?" chiese Buffy, avvicinandosi all'amica.
"Certo, cosa devo comprare?" chiese Willow.
Buffy avvicinò le labbra all'orecchio dell'amica e mormorò qualcosa. Quando sia allontanò, aggiunse "Per Liam".
Un ghigno apparve sul viso della cospiratrice. "OK, nessun problema. Sei così malvagia".

***

Dopo pranzo, quando Liamo indossava già i vestiti e Willow era tornata dalla farmacia, Giles chiamò in riunione uffy e i suoi amici. Buffy e Willow arrivarono insieme e si sedettero alla punta del tavolo, tenendo un posto per Xander.
Liam entrò qualche minuto dopo, mentre Xander arrivò per ultimo.
"Ora che siamo tutti qui" iniziò Giles. "Voglio parlare dei problemi che ci sono stati ultimamente".
"Io non ho fatto niente!" gridò Buffy.
"Così hai appena confessato, Buff" disse Liam, bevendo la sua coca cola.
"Perché non te la ficchi in culo?".
"Solo se lo fai tu per me, tesoro".
"Silenzio!" ordinò Giles, colpendo con un pugno il tavolo. "Adesso basta! Sono stanco di vuoi due-" disse guardando Buffy e Liam "e del vostro comportamento infantile. Se non finisce - e *deve* finire - prenderò provvedimenti. E dubito seriamente che voi vogliate parlarne con Mr. Snyder".
Giles guardò Buffy. "Capisco che, per la maggior parte del tempo, Liam ti ha presa in giro. Maso che il tuo abito di qualche venerdì fa era inappropriato e mirato a Mr. O'Malley. So che senti il bisogno di iniziare tutti gli impiegati di questo settore, Buffy, ma devi crescere. Questo non è un liceo, è un'azienda. Ti ho già avvertita una volta e questa volta ti porto *davvero* dal capo".
Giles rivolse lo sguardo a Liam, non proprio a suo agio sulla sedia.
"Voglio che tu smetta di prendere in giro Buffy. Voglio che tu la smetta in questo istante. Sei più grande di lei, Liam, e mi aspetto un comportamento più maturo da te".
Liam si dimenava ancora più a disagio, spostandosi da una gamba all'altra. Le sue azioni attirarono l'attenzione di Giles, e lui fermò il suo discorso.
"Cosa c'*è*, Liam?" chiese irritato.
"Devo andare!" gridò lui. Liam corse verso la porta e la spinse aprendola. Poi percorse il corridoio, verso i bagni.
Buffy e Willow iniziarono a ridere incontrollabilmente. Giles abbassò gli occhiali e guardò le ragazze.
"Cosa. Avete. Fatto.".
"Abbiamo messo del lassativo nella sua coca cola".
"AVETE FATTO COSA?" gridò Giles, facendo rimbombare la voce nella stanza.
"Stamattina mi ha mandato dei fiori al pepe, Giles, ed ho starnutito per mezz'ora! E quando sono andata a lamentarmi, non aveva altro che i suoi boxer! Dovevo vendicarmi!".
Giles rimise al loro posto gli occhiali e chiuse gli occhu, sospirando a fondo. Poi il sospiro divenne una risata.
"Gli hai dato un lassativo? Davvero intelligente" disse Giles. Poi tornò di pietra. "Non farlo più. Per favore, ti chiedo - no, ti prego di non farlo". Guardò il suo orologio. "Adesso ho un incontro, potete tornare a lavoro".
Buffy seguì Xander e Willow fuori dell'ufficio di Giles. Mentre stava entrando nella sua cabina, sentì qualcuno prenderla per il braccio. Buffy fu costretta a girarsi e si ritrovò a guardare gli occhi scuri e appassionati di Liam.
"Furba" le disse con voce roce "davvero furba, mia regina" disse accarezzandole la guancia con l palmo della mano, poi si girò, dando a Buffy una perfetta visuale del suo didietro, meravigliosamente accentuato da un paio di stretti pantaloni di pelle.
"Dev'essere stata una rottura di palle levarli" disse Buffy mentre si levava.
"Forse un giorno lo scoprirai" rispose Liam con voce seducente.
Mentre Buffy si preparava a rispondere, le arrivò un'e-mail. Era da Willow.

//TE LO STAVA PROPONENDO?//
//PROBABILE. PERO' HA DAVVERO UN BEL CULO// Buffy sentì Willow ridere. Un momento dopo, c'era un messaggio sullo schermo.
//ANDRESTI A LETTO CON LUI?//
//NON NE HO IDEA. FORSE E' QUESTO CHE VUOLE. MA TU SAI CHE NON SONO IL TIPO//
//LO SO. LO LASCI IN PACE COME TI HA CHIESTO G-MAN?//
//SONO MAI STATA UNA CHE SEGUE LE REGOLE?//
//NO, NEMMENO AL LICEO. A PROPOSITO, HO INCONTRATO HARMONY E CORDY AL CENTRO COMMERCIALE IERI//
//SEMPRE VUOTE E SENZA CERVELLO?//
//SORPRENDENTEMENTE NO. CI INCONTRIAMO SEMPRE DA TE STASERA PER IL MONOPOLI?//
//DIAVOLO, SI'. CREDI CHE MI PERDEREI LA POSSIBILITA' DI AVERE DELLE VIE PIENE DI HOTEL? DIREI DI NO//

***


Buffy era rimasta raggomitolata sul divano del soggiorno da quando era tornata a casa. Aveva ereditato la casa della madre quando lei era morta per un tumore al cervello. Era stato due anni prima, e Buffy non aveva rovinato quasi nessun oggetto della casa, specie quelli che le ricordavano Joyce. Gli occhiali di Joyce per la lettura erano ancora sulla poltrona reclinabile su cui di solito leggeva. Le foto non erano state spostate, e Buffy aveva anche pensato di chiudere la stanza di Joyce, ma Willow, Xander ed Oz l'avevano pulita tre mesi prima, a marzo.
Buffy, nascosta fino al mento da una coperta, abbracciava il cuscino al petto. Sotto la coperta, indossava una maglietta della U.C. Sunnydale ed un paio di vecchi jeans. Ai suoi piedi c'erano dei calzini rovinati. Erano i suoi vestiti 'comodi'. C'erano del popcorn al caramello e delle bibite gassate in cucina, e stavano arrivando due pizze. Willow, Xander, Oz e Anya, la ragazza di Xander, sarebbero arrivati per il loro torneo mensile di Monopoli, e poi sarebbero andati al Bronze.
Sullo schermo tv c'era Jeopardy, senza audio. Joyce lo guardava così quando le sue cure mediche le causavano mal di testa. Buffy aveva preso l'abitudine di guardarlo in quel modo e non aveva smesso neanche alla morte della madre. Il campanello interruppe Final Jeopardy.
"Solo un secondo!" gridò alzandosi dal divano per aprire la porta. Tutto il gruppetto era lì, e Xander aveva due pizze in mano.
"Hai portato la pizza? Di solito sono io a provvedere a questo" disse Buffy confusa mentre apriva la porta completamente per farli entrare.
"No, abbiamo intercettato il fattorino fuori" disse Xander.
"Ci devi ventidue dollari e sedici cents (ndt: nn so voi, ma io la pizza la pago meno, cmq...)" la informò Anya, porgendole la mano. "Accetto contanti e assegni".
Buffy prese una delle due pizze da Xander mentre lui diceva "Anya, tesoro, Buffy paga ogni mese. Credo che possiamo permetterci di pagare per una volta noi!".
Buffy portò la pizza in cucina e iniziò ad uscire bicchieri e piatti. Willow la raggiunse in cucina e riempì una brocca di cubetti di ghiaccio.
"Non indovinerai mai chi mi si è avvicinato oggi al parcheggio" disse Willow a Buffy.
"Liam" disse esasperata Buffy.
"Come lo sapevi?" chiese Willow mentre entravano in salotto.
Buffy appoggiò pizza e piatti. "Ho solo indovinato. Cosa aveva da dire Mr. Simpatia?".
"Solo che gli è stata offerta la possibilità di lavorare in Europa in una filiale" le disse Willow. "E che voleva che tu lo sapessi".
"Perché pensava mi importasse?" chiese Buffy, sedendosi su una poltrona e osservando Xander e Oz preparare le carte.
"Lo sai che ti importa" disse Willow "e anche a lui, altrimenti non avrebbe detto niente".
"Possiamo cambiare argomento? Non che mi dispiaccia parlare di Liam, perché non è così, ma non voglio rovinare la serata Monopoli" disse Xander mentre prendeva un pezzo di pizza fumante.
"Certo. Allora, Oz, come va la band?".

***

Dopo aver finito la partita, vinta da Oz che ormai possedeva hotel su praticamente qualunque proprietà, il gruppo si diresse al Bronze. Buffy si era cambiata ed ora indossava una gonna di pelle, stivali alti fino al ginocchio, ed una canotta blu. L'insieme era molto diverso da ciò che indossava al lavoro. Xander era stato tanto entusiasta del suo vestito che alla sua apparizione le aveva fatto il classico fischio. Il buttafuori aveva lasciato entrare il gruppo senza pagare per gli abiti di Buffy.
"Forse dovrei vestirmi così più spesso" disse Buffy al gruppo, avvicinandosi al loro tavolo.
"Forse no" disse Willow. "Perfino le donne ti stanno guardando".
Xander baciò Anya sulla guancia e si offrì di pagare da bere. Oz e Willow scelsero una coca cola, Anya una birra e Buffy scelse un daiquiri alla fragola. Quei drink alla frutta erano sempre stati il suo debole.
Quando Xander tornò con i loro drink, Buffy prese il suo dal vassoio e iniziò a girare la cannuccia nella bocca, testando la sua teoria che se la cannuccia era calda il liquido ghiacciato non sarebbe rimasto nella stessa cannuccia.
Sentì un braccio scivolarle in vita e le narici si riempirono di una colonia familiare. Guardò Willow e Xander, ugualmente shockati. Buffy sentì qualcuno abbassare il proprio viso e verso i suoi capelli, e lei soppresse un gemito mentre dei brividi le percorrevano la schiena.
"Balla con me" insistette l'uomo. Lei resistette, stingendosi nel suo abbraccio. Buffy sapeva che era Liam. Mise sul tavolo il suo drink e lasciò che lui la facesse scendere dallo sgabello. Buffy sentì il braccio circondarle la vita mentre si avvicinavano alla pista da ballo.
"Sei lontana da molto dall'angolo della tua strada?" chiese Liam.
Buffy si strinse a lui. "Immagino che tu approvi il mio abbigliamento".
"Pagherei per i tuoi servizi, se è quello che intendi" le disse Liam accarezzandole la schiena in un movimento seducente. Le luci sopra di loro pulsavano al ritmo della musica.
Buffy rabbrividì e disse "Forse non ti farei pagare". Lei iniziò a muoversi contro di lui in modo lento, ritmico e seducente. "Andrai in Europa?".
"Willow recapita *davvero* i messaggi" notò Liam, cercando di ignorare l'effetto che lei provocava sul suo corpo. "Lo sto considerando. Perché? Ti mancherò?" disse facendo scendere le mani per toccarle il fondoschiena.
"Forse" gli disse Buffy. Alzò lo sguardo su di lui e gli sorrise appena. "Se sei fortunato".
Liam fece scivolare una mano sotto la maglietta e la poggiò sul coccige.
"Tutto questo tempo, hai sempre pensato di odiarmi" disse Liam a voce bassa. "Ma tu non mi odi, vero?". "No". La sua mano salì giungendo ai gancetti del reggiseno. "Io non ti odio. Mi... mi mancherai quando andrai in Europa". Invece di aprire i gancetti, infilò la mano sotto di essi.
"Ti mancherà terrorizzarmi" disse Buffy. Lei si staccò da lui quando la canzone finì. "Grazie per il ballo. Divertiti in Europa".
Poi Buffy si allontanò, tremando ancora un po' per il suo tocco. Lui l'aveva fatta sentire come se stesse bruciando. Ogni parte, ogni cellula del suo corpo stava urlando per averne di più. Lei soppresse la sensazione e si sedette di nuovo, giochicchiando con la cannuccia come se non fosse successo niente. Forse se continuava a ripetersi che non sentiva niente, il desiderio nel ventre sarebbe scomparso.

Part Three


"Buffy" disse Giles quando la incontrò il giorno seguente nel corridoio. "Hai un momento?".
Buffy si girò per guardare il suo capo. "Certo. Cosa succede?" disse poggiandosi ad una cabina e osservando il capo.
"Sai che Liam andrà in Europa per lavorare in una filiale. Mi chiedevo se volessi anche tu andare in Europa".
"Sta cercando di liberarsi di me, vero?" chiese Buffy, mentre la paura scorreva nelle sue vene.
"No, santo cielo, no. Sei un buon impiegato, Buffy, e potrai esserlo anche nella filiale europea" le disse Giles. Lu toccò gentilmente la spalla di lei. "Avrai sempre il tuo posto al tuo ritorno".
Buffy scrollò le spalle e disse "Perché no? Ci sto". Lei gli sorrise apertamente. "Solo, mandami una e-mail con le informazioni, ok? Dovrei davvero tornare al lavoro". Giles annuì e Buffy si avvicinò alla cabina di Willow.
"Giles mi ha chiesto di andare in Europa!" esclamò Buffy. "Europa! Oh, dio, ho sempre sognato di andare in Europa!".
"Ci vai con Liam?".
"Dio, non ci avevo pensato" disse Buffy, sprofondando nella sedia libera di Willow.
Liam, che stava per camminare oltre, sentì il suo nome e si fermò. Disse a se stesso che ascoltare la loro conversazione non significava origliare. Si disse che era solo un interesse casuale.
"Ti dispiacerebbe?" chiese Willow.
"Non lo so. Come ho detto, Will, non lo odio, ma non provo strani sentimenti per lui".
"Ma quando eri con lui sulla pista da ballo, Buff...".
"Non avrebbe potuto toccarmi abbastanza. Dio, mi sentivo come se stessi bruciando". Buffy si passò una mano tra i capelli. "Non mi sono mai sentita così. Nemmeno con Spike, e lo sai che la nostra relazione era basata sul sesso. Ma potresti vederci insieme per settimane, probabilmente mesi? Uno di noi due tornerebbe a casa in una bara".
Willow rise. "Beh, sono felice per te. Ti divertirai. Dove vai di preciso".
"Non ne ho idea. Me lo dirà Giles. Spero sia in una città come Parigi".
Liam oltrepassò la cabina in cui Buffy e Willow stavano parlando e cercò di rallentare il battito cardiaco. Buffy aveva davvero detto che il suo tocco la faceva sentire come se stesse bruciando? Lo sapeva che era lo stesso per lui? Che si svegliava di notte desiderando qualcosa, senza sapere cosa fosse? La sera che l'aveva portata sulla pista era stata il culmine di giorni di sogni ad occhi aperti. Aveva semplicemente permesso al suo corpo di prendere il controllo e anche se aveva toccato solo una volta le sue labbra, poteva ancora sentirne il sapere. Ora sarebbero andati in Europa, e potevano finire nella stessa città.
"Non succederà" si disse Liam mentre entrava nella sua cabina. "Giles sa che non gli conviene portarci nello *stesso* posto. Ci squarteremmo a vicenda".


***

Dopo due settimane e mezza, Buffy ricevette per posta i biglietti dell'aereo. Uno era da L.A a New York e da New York a Parigi. L'altro era da Parigi a New York, da New York a Chicago, e da Chicago a Sunnydale. Le date dei biglietti si distanziavano di due mesi. Buffy sarebbe rimasta a Parigi per due mesi. Buffy non era mai stata in Europa, e non era mai stata lontana da casa per più di un mese. Non parlava nemmeno francese. Le sarebbero mancati i suoi amici. E, per quanto odiasse ammetterlo, le sarebbe mancato Liam. Lui non le aveva detto dove sarebbe andato di preciso, c'erano altre due filiali in Europa oltre a Parigi. Una era a Mosca ed un'altra a Berlino.
Buffy trascorse due giorni per impacchettare la sua roba e mandarla all'indirizzo che le era stato indicato. Le era stato detto che avrebbe condiviso un appartamento con un americano che parlava francese fluente. Sarebbe partita il 12 agosto, ed era già il 10 agosto. Liam era partito due settimane prima e Buffy non voleva ammettere che lui le mancava. Le mancava vederlo nella sua cabina. Le mancava come a pranzo lui alzava lo sguardo dal caffè a lei in un modo che le metteva voglia di far l'amore con lui in quell'istante. C'era così tanta passione nei suoi profondi occhi scuri a volte che le faceva male. Le mancava quando la mattina cantava insieme al cd di Barry Manilow per svegliarsi un po'. Le mancava scontrarsi con lui nei momenti peggiori, come una volta quando aveva della carta igienica attaccata sotto la suola delle scarpe.
Buffy mise da parte un album di foto e osservò la sua stanza vuota. Avrebbe lasciato lì la maggior parte dei vestiti perché Hank le aveva mandato una grossa somma di denaro per comprare nuovi vestiti francesi nel suo soggiorno a Parigi. Quello che aveva mandato già erano le cose citate sulla lista che aveva lasciato insieme ai biglietti. La maggior parte erano utensili da cucina e altri oggetti che Buffy pensava potessero essere utili in Francia.
"Buffy? Sei qui?" la chiamò Xander dal piano inferiore.
"Sono in camera mia. Sali!" gridò Buffy. Era seduta sul pavimento della sua stanza, tra gli oggetti sparsi per la sua stanza.
"Prepari le valigie?" chiese Xander guardandosi attorno.
"Puoi ben dirlo. Sono così eccitata! Sarà davvero divertente! Ma mi sentirò sola. Voi sarete qui, e io sarò laggiù... dio, cosa farò?".
"Manda delle e-mail. Tante, tantissime e-mail! Faresti anche meglio a fare molte foto, perché per come vanno le cose, io non andrò mai a Parigi. Sai quello che si dice - Parigi è per i fidanzati. Io non ho una fidanzata".
Buffy si guardò le mani. "Mi dispiace per Anya. Non avrei mai pensato che ti avrebbe lasciato".
Xander deglutì. "Lo so. Ma forse è stata la cosa migliore, sai? E senti questa: ho visto Cordy al Bronze ieri sera e domani andiamo a cena insieme. Dopo averti lasciata all'aeroporto, ovvio".
"Fantastico, Xand. Sono felice che stai uscendo di nuovo".
"E tu che mi dici? Sbavi dietro Liam da così tanto tempo che è da secoli che non sei nel settore" le disse Xander.
"Io non sbavo dietro Liam". Vedendo l'espressione di Xander, lei insistette. "Non è vero. Sono stata un po' distratta da lui, e mi manca, ma non è che non vivo senza di lui".
Xander annuì e sollevò un libro che Buffy aveva messo da parte. Lo sfogliò e poi lo rimise al suo posto. "Willow e io ti passiamo a prendere a mezzogiorno, ok? Devo andare adesso, ci vediamo domani". Buffy annuì e tornò ai suoi bagagli. Era così assorta che non sentì nemmeno Xander allontanarsi.

***

Il viaggio per Parigi fu lungo, anche se Buffy era in prima classe. Aveva cenato, bevuto vino e dormito piuttosto bene, per quanto era lungo il volo. Al ritorno, avrebbe viaggiato sul Concorde, ma per adesso doveva abituarsi ad un aereo normale.
Quando arrivò a Parigi, Buffy si ritrovò in una festa di colori e suoni. Le persone la oltrepassavano, parlando rapidamente in francese, e lei non capiva nulla. Fortunatamente la maggior parte dei cartelli stradali erano in francese *e* inglese. Buffy aveva qualche problema nel trasportare i suoi bagagli. Dopo aver ritrovato le sue due valigie, le portò alla fermata dei taxi.
Nel suo stentato francese da asilo riuscì a chiamare un taxi. Quando arrivò, mostrò semplicemente all'autista l'indirizzo. Lui capì e iniziò a guidare velocemente tanto da sembrare all'esausta Buffy di fare un milione di miglia all'ora.
Il taxi si fermò all'angolo di una stradina di fronte ad una piccola casa. Il tassista uscì le valigie dal bagagliaio e Buffy fece scivolare sulla mano dell'uomo troppi euro. Lui sorrise apertamente e si allontanò. Buffy portò le valigie lungo il vialetto fino alla porta e bussò.
Dall'interno provenivano diversi rumori; poi la porta si aprì. Un Liam stravolto, con la cintura slacciata, rossetto sul colletto e la camicia sbottonata, le aveva aperto la porta. Lui spalancò gli occhi quando si rese conto di chi sarebbe stata la sua collega e coinquilina.
"B-Buffy?" soffocò Liam, alzando la zip dei pantaloni.
"Liam?" chiamò una terza voce, femminile. Era una voce squillante con un forte accento francese. Un momento dopo, una ragazza dai ricci castano-biondi apparve sulla soglia. Indossava una camicia larga, chiaramente appartenuta ad un uomo. "Chi... chi è lei?".
Buffy arcuò le sopracciglia. Lasciò perdere i suoi bagagli e fece un passo in avanti, poggiando una mano sul petto di Liam.
"Ho interrotto qualcosa, tesoro?" disse guardando in modo adorante il suo collega e sbattendo le ciglia. Poi il suo sguardo passò sulla donna all'entrata. Il suo tono da adorante divenne arrabbiato. "Chi è lei? Pensavo tu mi amassi! Ma no! Mi tradisci un momento dopo esserti allontanato da me con una tizia francese, non è vero?".
"Buffy, dai, ragioniamo" insistette Liam alzando le mani come per difendersi.
"Ragiona tu, bastardo!" disse Buffy, gli occhi dorati e verdi, brillanti di rabbia. "Io ti do i miei... sei anni migliori della mia vita... ti ho perfino rasato la schiena! E per cosa?".
"Oh mio dio" disse Liam imbarazzato, scuotendo la testa.
"Sì, bravo, vergognati!" disse lei, poi alzò la mano e schiaffeggiò la sua guancia destra, un colore roseo che compariva sulla sua carnagione chiara. Buffy girò lo sguardo verso la donna francese accanto a Liam. La donna, che avrebbe potuto essere una modella, camminò attorno a Liam. Lei sorrise a Buffy e solo in camicia maschile e sandali uscì dalla casa.
"Antoinette! Torna qui! Ti prego, posso spiegare...". Dopo i suoi tentativi di farla tornare indietro, Liam prese Buffy per un braccio e la fece entrare in casa. Chiuse la porta, abbandonando i bagagli di Buffy sul vialetto.
"Cosa diavolo hai fatto?" chiese Liam con tono arrabbiato. "Io non mi rado la schiena!"
"Di tutto ciò che è successo, sei furioso perché ho dichiarato di averti rasato la schiena? Sei un gran coglione vanitoso!" gridò Buffy.
"Dannazione Buffy. Perché l'hai spaventata così?".
Buffy aprì la porta ed uscì fuori. Prese una delle sue valigie e la portò nel soggiorno.
"Perché l'ho spaventata? Perché non volevo sentire lo schienale del letto che batte contro il muro per i prossimi due mesi, ecco perché!".
"Vuoi dire che non sei nemmeno un po' gelosa di lei, Buffy? Perché stavo con lei e non con te?" disse gridando a sua volta.
"Ti prego. L'unico motivo per cui verrei a letto con me... beh, non c'è nessun motivo per cui verrei a letto con te! Non ci verrei e basta! Tu mi *disgusti*, Liam O'Malley! Sei un cretino, la feccia dell'umanità!".
Liam l'afferrò per un braccio e la avvicinò rabbioso a lui, guardandola come aveva fatto altre volte, nella sua cabina. "Io ti disgusto? Sogna pure, ragazzina. Quel giorno che sei venuta in ufficio vestita come se appartenessi ad un angolo della strada e *non* ad un'azienda internazionale mi fa ancora venire gli incubi".
Buffy sogghignò in direzione del suo bellissimo coinquilino. "Desideri solo che mi vestissi così ogni giorno. Quel giorno avevi la più grande mazza che avessi mai visto... e potrai solo *sognare* quello che avrei potuto farti allora" disse lei, poi si diresse nella stanza da letto.
"Buffy!" la chiamò Liam. "Quella è l'unica stanza da letto!". Lui osservò triste il divano. "Immagino che stanotte starò qui con te".

***

La mattina seguente, quando Buffy si svegliò, trovò Liam davanti al forno. Stava guardando il bacon cuocersi; indossava un grembiule sull'altrimenti nudo torace e un paio di pantaloni grigi, ed aveva i piedi scalzi. Aveva i capelli umidi, scompigliati e non acconciati nella loro solita perfezione.
Un lento sorriso apparve sul volto di Buffy mentre entrava in cucina.
"Buon giorno" le disse.
Liam grugnì in risposta. Non era dell'umore di fare conversazione, né di conversare, né di litigare.
"Non parliamo stamattina, eh?" chiese Buffy. Si sedette sul tavolo e casualmente accavallò le gambe, guardandolo cucinare. "Va bene. Io parlerò con qualunque cosa, che sia il forno, la tv, o il tuo bel culetto, mio *re*". Scese dal tavolo e afferrò il suo didietro, premendolo quanto più potè.
Sorpreso, Liam sobbalzò e fece volare la paletta in aria. Buffy la afferrò facilmente. Quando Liam si girò per vederla, notò esattamente quello che lei indossava. Il suo vestito non era affatto un vestito... era un kimono corto rosso sangue con solo un paio di mutandine di Victoria's Secret sotto.
Quando Liam riuscì a sollevare la lingua dal pavimento parlò. "Piccola sgualdrina".
"Ti prego" sospirò lei annoiata. Lei scostò i capelli e poi roteò gli occhi. "Non l'ho indossato per te. Che c'è, non gradisci il mio vestito... beh, questo non è proprio vero" lei indicò il cavallo dei suoi pantaloni con l'utensile da cucina di plastica. "*Una* parte di te gradisce il mio vestito".
Buffy si avvicinò a lui e pressò il suo corpo contro quello di lui, prendendosi tutto il tempo che voleva. Lei gli fece l'occhiolino e disse "ci vediamo fra poco. Vado a fare una doccia... una bella, calda, schiumosa doccia". Lei sospirò. "Peccato che tu rimarrai qui con le tue parti da maiale a friggersi, huh?".
Quando sentì la porta del bagno chiudersi, Liam sbattè la paletta sul forno. Sarebbe stato un *lungo* soggiorno in Francia, questo era sicuro. Liam guardò il calendario da tavolo. Era il 1^ settembre. Buffy stava giocando con lui dalla sera in cui lo aveva scoperto con Antoinette. Voleva così tanto spiegarle che lui e la francese erano vecchi amici; si erano incontrati durante i viaggi di Liam in Europa prima del college. Si erano tenuti in contatto nel corso degli anni. Sì, Buffy aveva ragione nelle sue supposizioni. Aveva interrotto qualcosa, sì, ma giocare sessualmente con lui non era il modo giusto.
I suoi colleghi iniziarono a liberare le loro scrivanie e a tornare a casa. Lui sapeva che sarebbe stata un'altra serata tranquilla davanti alla tv francese fino a tardi. La sua schiena iniziava a dolergli per tutte le volte che aveva dormito sul divano. Certe notti, quando non riusciva a trovare una posizione comoda, prendeva il cuscino e la coperta e dormiva sul pavimento della stanza da letto solo per sentire Buffy respirare. Spesso, rimaneva accanto al letto a guardarla dormire.
Uno dei colleghi di Liam che parlavano inglese, Jean-Jacques, si fermò alla sua scrivania e gli sorrise apertamente.
"Liam, come sta l'americana tranquilla oggi (ndt: in originale, Quiet American, se non sbaglio è il titolo di un film o qcosa del genere...)?".
Liam sorrise al soprannome di Jean-Jacques per Buffy. "Sta bene. Sta di nuovo usando il mio dentifricio, ma sta bene". Prese la sua ventiquattrore e si avvicinò col francese all'ascensore. Si sporse in avanti e premette il pulsante per scendere.
"Sarei molto... qual è la parola, felice? Di toglierti di mezzo l'americana tranquilla" informò Jean-Jacques.
Liam annuì e disse "ne sono sicuro, Jean-Jacques. Ti farà sapere".
"Certo che lo farà, monsieur". Jean-Jacques fece l'occhiolino. "Dì alla mademoiselle che vorrei portarla fuori qualche pomeriggio, dopo il lavoro".
"Lo farò" mentì Liam. Per nessun dannato motivo avrebbe detto a Buffy che Jean-Jacques era interessato a lei.
Con un suono metallico le porte dell'ascensore si aprirono. I due uomini ci entrarono e le porte si richiusero. Liam guardò il bel francese premere il pulsante per il piano terra. Quando l'ascensore lo raggiunse, Liam ne uscì e si avvicinò all'entrata. Sul breve tragitto dall'ufficio alla piccola casa che lui e Buffy condividevano, Liam si fermò ad un fioraio. Comprò un bouquet di viole, che quel giorno erano in saldo. Dopo aver pagato il bellissimo mazzo di fiori, tornò a casa, scoprendo però che la sua chiave era all'interno, e la porta era chiusa.
"Buffy!" gridò Liam, bussando forte alla porta. "Buffy, dannazione! Fammi entrare!".
Un momento dopo la porta si aprì. Buffy, con una bottiglia di acqua in mano, lo guardò storto. "Che c'è?".
"Ho dimenticato la mia chiave. Tieni, ti piacciono?" chiese Liam dandole il bouquet. Non aspettò nemmeno per guardare l'espressione sul volto di lei; entrò solo in cucina e aprì il frigorifero. "Sei andata al supermercato? Ovviamente no. Non c'è niente qui".
Arrabbiato, Liam lo richiuse rumorosamente. "E' troppo chiedere se puoi comprare un po' di fottuto cibo?".
"Ti sembro una domestica? O era questo che faceva la francesina? Facevate i giochi di ruolo? Tu eri l'addetto alla piscina e lei la sola ma sposata padrona di casa? O lei era la domestica e tu il frustrato milionario?" disse Buffy sogghignando.
"Sta' zitta, Buffy. Non... non voglio pensarci stasera. Vado a comprare da mangiare. Non m'importa di quello che fai con i fiori; puoi metterli nell'acqua o puoi buttarli. Sono stanco di provare". Lui la oltrepassò ed uscì di casa.
Buffy guardò i bellissimi fiori nella sua presa. Era un pensiero dolcissimo ed estremamente gentile da parte sua, di comprarle dei fiori. Cercò in cucina qualcosa in cui metterli e alla fine trovò un vaso di vetro verde. Lo riempì di acqua, ci mise i fiori, e lo potò nella stanza da letto. Poi si avvicino al suo portatile e inserì il cavo nella presa del telefono.
Entrò nella sua casella di posta ed aprì l'unico messaggio presente. Le era arrivato solo venti minuti prima, ed era di Willow.
//BUFFY! VOGLIAMO CHE TU SAPPIA CHE CI MANCHI. COME STA LIAM? HAI FINITO DI GIOCARE CON LUI? LASCIA STARE, DAGLI LA POSSIBILITA' DI SPIEGARE. AVEVA RAGIONE LUI. ERI GELOSA DELLA RAGAZZA FRANCESE CHE ERA IN CASA. PARLAGLI. NON LASCIARE CHE QUESTO PEGGIORI. BACI DA TUTTI NOI.//
Buffy uscì dalla casella di posta e spostò il portatile. I suoi occhi viaggiarono verso le violette, un'offerta di pace da Liam. Non era pronta a parlare con lui, però, non importava quanto Willow la spingesse a farlo. Vederlo con Antoinette l'aveva ferita nel profondo. Le aveva spezzato il cuore e resa incredibilmente gelosa. Aveva quasi ammesso di provare qualcosa per lui, ma l'aveva distrutta trovarlo con un'altra donna.
Sentì una pota chiudersi lontano. Si alzò e attraversò la stanza. Guardando attraverso la piccola fessura tra la porta e il muro, osservò Liam svuotare la busta della spesa in silenzio. Lui prese una crostata di spinaci dalla busta e una forchetta dal servizio di posate d'argento. Poi si avvicinò alla tv, la accese e cominciò a mangiare la crostata. La stanza era piena di rumori e voci. I colori della tv lampeggiavano sul muro scuro. Buffy lentamente chiuse la porta, provocando un piccolo clic.
Più tardi, di notte, Liam si svegliò all'improvviso. Qualcuno stava gridando nella stanza da letto. Buffy! Spostò il piatto della crostata e le coperte e entrò nella camera. Salì sul letto e scosse le spalle di lei. La testa di lei si dimenava da destra a sinistra, e lei stava urlando; le gambe stavano scalciando.
"Buffy! Buffy! Svegliati!" gridò Liam mentre la scuoteva. Buffy smise di scalciare e lentamente aprì gli occhi. Lei allungò le braccia ed afferrò il tessuto della camicia di lui.
"Liam?" chiese Buffy piano. "Che succede?".
Liam accarezzò il suo viso con il palmo della mano. "Stavi facendo un incubo. Stai bene?".
"Sto bene" disse Buffy, lasciando la camicia di lui. "Puoi tornare a dormire. Non ho bisogno di te".
"Sei sicura?" le chiese mentre si allontanava, offrendole la mano. "Posso rimanere...".
"No. Sto bene".
Lei si rigirò. Liam la fissò per un momento, non voleva andarsene, ma non sapeva che dire.
"Buffy, ti prego, dobbiamo parlare, voglio spiegarti tutto di Antoinette":
"Io non *voglio* parlare di lei, Liam. Non capisci? Non voglio avere niente a che fare con te" ringhiò Buffy dal letto.
Liam sospirò e lasciò ricadere la sua mano lungo il fianco. "D'accordo. Rendi tutto più difficile per te, ok? Fai l'immatura". Lui attraversò la stanza e afferrò la maniglia della porta. Una luce gialla riempì l'altrimenti scura stanza.
"Vaffanculo, Liam" mormorò Buffy dal letto.
"Vorrei poter avere abbastanza odio e invidia per dirti la stessa cosa" rispose Liam. Chiuse la porta dietro di lui e spense la luce.
Buffy si sedette sul letto e fissò la porta chiusa. Lei sentì Liam chiudersi nel bagno e dopo un secondo tirare lo scarico. Dopo un minuto qualche goccia di acqua sarebbe filtrata attraverso il muro e sarebbe finita sul piccolo piatto sul pavimento. Si asciugò gli occhi con i palmi delle mani e tornò a stringersi tra le coperte.


Part Four

Jean-Jacques era nella piccola cabina di Buffy quando lei arrivò in ufficio la mattina seguente. Era esausta. Non era riuscita a riaddormentarsi dopo il suo incubo. Aveva trascorso tutto la notte sul pavimento del soggiorno, a guardare Liam dormire. Proprio prima dell'alba gli aveva dato un gentile bacio sulla fronte ed era poi andata in bagno. Non aveva visto gli occhi di lui aprirsi e seguirla mentre usciva.
"Bonjour mademoiselle" salutò Jean-Jacques. "Sembri stanca, no?".
"Sono molto stanca, Jean-Jacques". Buffy lasciò il blocco di fogli sulla scrivania. "Ti serva qualcosa?".
"Monsieur Liam ti ha tenuta sveglia tutta la notte?" chiese Jean-Jacques passandosi una mano tra i capelli biondi.
"No" rispose brevemente Buffy. "Se hai solo intenzione di indagare sulla mia vita sessuale, potresti tornare alla tua cabina e risparmiarmi la fatica di chiamare il capo?" disse massaggiandosi le tempie.
Jean-Jacques indietreggiò. "D'accordo, d'accordo. Volevo chiederti di pranzare con me".
"Scusa, no" disse sedendosi sulla sua sedia e iniziando a controllare i suoi messaggi.
Jean-Jacques iniziò a percorrere il corridoio, dove incontrò Liam. "Oh, Liam. Ciao".
"Ciao Jean-Jacques. Che fai?".
"Cammino" disse Jean-Jacques. "Per andare a prendere il caffè. L'americana tranquilla non è molto tranquilla oggi". Lui si stava, ovviamente, riferendo al comportamento quieto di Buffy al lavoro.
Liam scrollò le spalle. "Io non c'entro niente".
"Per tua sfortuna, no, Liam?" chiese Jean-Jacques con un sorriso malizioso e colpendo scherzosamente Liam all'altezza delle costole.
Liam borbottò e premette la mano contro il torace di Jean-Jacques. "La tua ospitalità francese inizia a rompermi. Se non riesci a essere gentile con me o Buffy, allora ti chiedo di chiudere la bocca. Capito?".
Jean-Jacques si appoggiò al muro della cabina di Buffy, poi tolse la mano di Liam dal suo petto. "Non toccarmi, monsieur. Ti lascerò in pace, ma non puoi proibirmi di parlare con l'americana tranquilla".
"Ha un nome" insistette Liam. "Il tuo soprannome è stato divertente per un po', Jean-Jacques, ma lei ha un nome. Buffy. Imparalo". Lui premette un'ultima volta la mano sul torace e poi si allontanò, stringendo le mani a pugno per controllare la rabbia.

***

Quando Liam arrivò a casa quella sera, Buffy stava cucinando vicino al forno.
"Cosa prepari?" chiese Liam. Lei semplicemente alzò la pentola. Lui si accigliò quando lei non rispose. Certo, sapeva che non gli avrebbe parlato per uno o due giorni, ma non pensava l'avrebbe fatta così lunga. "Fettuccine agli spinaci. E' un cambiamento".
Buffy annuì soltanto e buttò la pasta nella pentola. Passò davanti a lui per prendere la salsa dal frigo, poi la aggiunse nell'altra pentola, quindi si sedette vicino al piccolo tavolo e iniziò a sfogliare il catalogo della Chanel.
Liam tolse il coperchio dalla pentola del sugo e intinse il dito, poi lo portò alla bocca. La salsa era giallo-bianca ed aveva un sapore delizioso. Rimise il coperchio al suo posto e osservò per un momento Buffy leggere il suo catalogo, finchè lei non alzò lo sguardo.
"La mia giornata è stata perfetta" disse Liam. "Jean-Jacques è stato un coglione oggi nel corridoio, non c'era sapone nel bagno, e non riuscivo a mandare un fax a Sunnydale. A parte questo, la mia giornata è stata fantastica".
L'affermazione amara di Liam fece alzare la testa di Buffy dal catalogo. Lei lo fissò con i suoi occhi verdi, ma un momento dopo tornò al suo giornale. Liam si guardò le mani e rigirò un anello al suo dito.
"Fai qualche rumore quando è pronta la cena". Liam uscì dalla cucina e si diresse nel soggiorno. Quando lui se ne andò, Buffy si alzò e spense la pasta, portò la pentola nel lavandino e la scolò.
"Vieni a mangiare prima che metto del veleno nella salsa!".
Un momento dopo, Liam entrò in cucina con solo una canotta bianca ed un paio di pantaloni neri. Buffy non riusciva ad evitare di fissare le sue braccia muscolose. Si fermò perfino per studiare il tatuaggio sulla spalla che si ondeggiava ogni volta che lui si muoveva.
Durante la cena rimasero in silenzio. Buffy non sapeva decidere se dirgli qualcosa o meno. Voleva davvero parlargli, solo per chiedergli come stava. Il suo orgoglio ferito rifiutava di dimenticare la piccola offesa, ma tutto il resto di lei le stava urlando di parlargli, di toccarlo leggermente, di guardarlo negli occhi.
"Sei... sei pronta per parlare?" chiese lui lentamente. Liam mise da parte il piatto. Buffy iniziò a giochicchiare col tovagliolo. "Volevi ferirmi?".
"Non volevo ferirti" mormorò Liam.
"Beh, l'hai fatto".
"Antoinette non significa niente per me. Niente".
"Allora perché le hai chiesto di tornare? Eh? Perché?" chiese Buffy, soffocando quasi nel parlare, mentre le lacrime calde le bagnavano gli occhi. La sua postura si incurvò e le spalle si abbassarono. Il tovagliolo le sfuggì dalle mani e cadde sul pavimento. Liam allungò una mano verso di lei, ma lasciò ricadere il braccio quando lei si allontanò dal suo tocco.
"Avevo paura che non saresti mai stata con me, che non avresti mai visto come realmente... non odiarmi" la pregò con gli occhi. "Non saprei cosa fare se tu mi odiassi".
Buffy sospirò e lo guardò con le lacrime agli occhi. "Io non ti odio". Tremando spostò la sedia e si alzò per andare in soggiorno. Liam velocemente la seguì. Buffy sentì le braccia di lui avvolgerla e stringerla al torace di lui.
"Mi dispiace, tesoro" sussurrò Liam nascondendo il volto tra i suoi capelli biondi. "Mi dispiace così tanto". Lui si girò in modo da poterla guardare. Le loro labbra erano distanti di solo pochi centimetri.
"Liam" sussurrò Buffy. Le sue mani arrivarono alle spalle di lui, mentre Liam la stringeva a sé. Lei sentì le labbra di lui accarezzare le sue ed all'inizio sobbalzò. Alla fine, quando divenne troppo per lei, si allontanò e inspirò a fondo.
"Fermati, Liam" disse poggiando la sua fronte su quella di lui.
"Mi dispiace se non eri pronta".
Il volto di Buffy arrossì e lei guardò il pavimento. "Io... io non... non so...".
Liam le dette un bacio dolce e leggero, e poi la prese per mano e la portò al divano. Buffy si sedette sulle sue ginocchia, le dita di Liam tra i capelli, la testa appoggiata sul muscoloso torace.
"Ti sono mancata quando ero in California?" chiese Buffy chiudendo lentamente gli occhi.
"Certamente" la rassicurò Liam. "I primi giorni tutto ciò che volevo era tornare a casa".
Buffy allungò un braccio in direzione della mano libera di Liam e le loro dita si intrecciarono.
"Mi sei mancato da matti. Mi è mancato perfino il tuo stupido cd di Barry Manilow".
"Ti è mancato perfino Barry, huh?" chiese Liam scherzando.
"Sei andato a letto con lei? Sei andato a letto con Antoinette?" chiese Buffy. Lei sentì Liam stringere leggermente la mano.
"No" rispose onesto. "Non potevo nemmeno pensare di andare a letto con lei. Non posso pensare di stare con qualcuna, se non te".
"Dici sul serio?" chiese Buffy, alzando la testa per guardarlo negli occhi.
Liam la baciò dolcemente sulla fronte. "Sì, dico sul serio. Fin dal giorno in cui hai messo quel dannato vestito porpora a lavoro".
Buffy sorrise. "Mi dispiace di essere stata così meschina con te. Mi avevi fatto arrabbiare così tanto. Specie dopo avermi mandato quei fiori".
"Quelle rose... quando le ho comprate ho pensato milioni di volte 'se non ci metto il pepe, capirà che c'è qualcosa sotto', perciò le ho comprate, condite e messe sulla tua scrivania".
"E' stato davvero un pensiero dolce. Ed anche vederti in boxer". Buffy curvò il collo e lo fissò, il cuore accelerò al suo sguardo d'adorazione. Poteva fare delle pressioni, se voleva, e scoprire esattamente cosa provava per lei, ma Buffy non voleva. In quel momento voleva solo godersi le emozioni che le regalava lo sguardo di lui. Non si era mai sentita così amata, anche se lui non le aveva ancora detto quelle parole.
Cambiando posizione, poggiò la sua guancia sul cuore di lui e ascoltò il ritmico battito. Poggiò una mano sulle costole e l'altra strinse quella di lui.
"Stai comoda adesso?" le chiese Liam stringendole la mano.
"Molto. Tu?".
"Mai stato meglio" rispose onestamente. "Questo significa che non devo dormire sul divano di nuovo? La mia schiena mi sta uccidendo".
Buffy ci pensò per un momento. "Immagino tu possa dormire sul letto. Voglio dire, mi sentirei molto in colpa se dovessi andare dal fisioterapista fino ai tuoi cinquant'anni perché ti ho fatto dormire per un paio di settimane sul divano. Hai il permesso di dormire nel letto con me".
Uno sguardo preoccupato attraversò gli occhi di Liam. "Sei sicura?".
"Sì che sono sicura" rispose Buffy. Lei si alzò e gli dette un casto bacio sulle labbra, poi si avvicinò verso la cucina. "Ho fatto casino con te perché ero nervosa... e gelosa. Volevo piacerti più di Antoinette".
"Lo so". Lui fece una pausa. "Buff, che stai facendo?" la chiamò Liam. Poteva sentire il rumore delle stoviglie dalla cucina.
"Lavo i piatti. Se non lo faccio diventano puzzolenti e schifosi" gli disse Buffy.
"Vuoi andare alla torre Eiffel domani, Buffy? E' sabato, abbiamo la giornata libera".
L'acqua smise di scorrere. "Certo, sembra fantastico. Possiamo fare un picnic su quel grande prato che c'è davanti. Sai quello che fanno vedere sempre in tv? Sarà divertente".
Liam si alzò dal divano. "Sì, sarà divertente. E poi puoi andare a fare shopping, che ne dici?" disse passandosi una mano tra i capelli scuri. Alzandosi, le sue ginocchia scricchiolarono. Borbottando, si avvicinò alla cucina. Buffy era accanto al lavello, con le braccia immerse fino ai gomiti tra l'acqua insaponata.
"Dai, ti do una mano" si offrì Liam, iniziando ad asciugare i piatti. Quando tutti i piatti, i bicchieri, le posate e le pentole furono lavate ed asciugate, Buffy si asciugò la fronte col palmo della mano insaponata.
"Sono così stanca" si lamentò Buffy.
Liam, in piedi dietro di lei, si abbassò al suo collo, dandole dolci, lunghi baci lungo la curva. Quando la sentì rabbrividire, fermò la sua deliziosa tortura.
"Meglio che vai a letto. A meno che non vuoi che io continui...".
"No" ansimò Buffy. "Fermati, per favore. Vorrei che tu continuassi per sempre. Ma so che non si può..." Liam rilasciò la sua stretta su di lei. "A letto. Ora. Io vengo subito".
Lui la osservò mentre lei andava verso il bagno. Liam andò in soggiorno, trovò una penna e prese un foglio. Non era mai stato orgoglioso delle poesie scritte da lui, ma ne conosceva alcune che l'avrebbero fatta sorridere.

***

Quando Buffy si svegliò la mattina seguente, il sole stava allegramente splendendo nella stanza da letto. Lei sospirò e si strinse ancora di più tra le braccia in cui si trovava. Non si era svegliata quando Liam l'aveva raggiunta a letto la notte prima, ma Buffy sapeva che era tardi quando era finalmente andato a dormire.
Si stiracchiò mentre i suoi occhi cercavano l'orologio. Trovandolo sul comodino, strizzò più volte gli occhi assonnati per capire i numeri. Erano da poco passate le dieci del mattino. Buffy si sottrasse attentamente dall'abbraccio di Liam, poi lo osservò dormire. Lui emise un leggero suono, si girò e sprofondò il volto nel cuscino.
Lei camminò silenziosamente verso il bagno. Era un bagno piccolo, con i muri e il pavimento coperti di piastrelle gialle e rosse. Buffy si guardò allo specchio e si aspettò di vedere la sua immagine riflessa. Invece, sullo specchio era attaccato un foglio bianco scritto con un'elegante grafia. Lei allungò la mano e staccò il foglio. C'era scritta una poesia che ricordava vagamente.

//A heavy heart, Beloved, have I borne
From year to year until I saw thy face,
And sorrow after sorrow took the place
Of all those natural joys as light worn
As the stringed pearls, each lifted in its turn
By a beating heart at dance-time. Hopes apace
Were changed to long despairs, till God's own grace
Could scarcely lift above the world forlorn
My heavy heart. Then thou didst bid me bring
And let it drop adown thy calmly great deep being!
Fast it sinketh, as a thing
Which its own nature doth precipitate,
Which thing doth close above it, meditating
Betwixt the stars and unaccomplished fate
-Elizabeth Barrett Browning, XXV, Sonnets from the Portuguese

Buffy si portò una mano sul cuore. Liam aveva trascritto questa bellissima poesia per lei. Joyce aveva amato Elizabeth Barrett Browning, ma non aveva ancora trasmesso quell'amore alla figlia. Con la poesia ancora nella mano tremante, Buffy ritornò nella stanza da letto. Liam era seduto sul letto, con la schiena poggiata su numerosi cuscini. Lui rivolse lo sguardo verso di lei mentre attraversava la stanza.
"La adoro" disse Buffy, indicando la poesia. Salì sul letto e ritornò tra le braccia di lui.
"L'ho scritta a memoria" disse Liam. "Quando ero adolescente, memorizzavo tutte quelle poesie d'amore e non avevo nessuno a cui leggerle, o con cui condividerle. Ora sì".
Buffy lo baciò sulle labbra e lo guardò negli occhi. "Puoi condividerle con me ora, Liam". Si mosse alla ricerca di una posizione più comoda. "Com'eri al liceo?".
"Divertente" disse Liam. "Ero il ragazzo delle feste. La festa di benvenuto, dopo-ballo... dinne una, e io l'avevo organizzata. Non uscivo molto con le ragazze; mi piaceva variare con le donne, più che altro erano... ehm... storie di una notte". Lui le accarezzò la punta del naso sostituendo con un sorriso vero un sorriso nervoso. "E tu?".
"Una secchiona" disse Buffy. "Senza il tempo per divertirsi. Non ti sarei piaciuta molto".
"Lo dubito seriamente" disse Liam. "Tu mi piaci adesso, Buff. E' tutto ciò che importa. Qui ed ora".
Buffy sorrise e iniziò a staccarsi da lui. Liam la prese dal braccio e la stinse al suo petto, non era ancora pronto per la sua lontananza.
"Devo fare la doccia, Liam" insistette Buffy. "Non posso puzzare alla torre Eiffel. E poi preparerò la colazione".
"Tu fai la doccia, e io cucino. Capito?" chiese Liam scendendo dal letto. Si avvicinò all'armadio e iniziò a scegliere i vestiti.
"Dobbiamo fermarci alla lavanderia. Ho iniziato ad usare le mutande al contrario!".
"Infatti mi chiedevo cosa fosse quell'odore..." scherzò Buffy dal bagno.
Liam poteva sentire l'acqua scorrere nella vasca e cercò di non immaginarla mentre si faceva la doccia. Non erano ancora arrivati a quel livello, e lui aveva intenzione di lasciare le cose così almeno per un po'.
"Hey! Io pensavo fosse colpa tua!" gridò Liam mentre attraversava il soggiorno e entrava in cucina. Lui sentì la porta del bagno chiudersi mentre Buffy rideva. Un momento dopo, Liam iniziò a preparare le uova strapazzate.
Quando Buffy uscì dalla vasca, nel bagno c'era odore di bagnoschiuma alla mela. Lei si infilò una camicia e una gonna e infine asciugò i capelli con l'asciugamano. Dieci minuti dopo, lei uscì dalla stanza annebbiata dal vapore e entrò in cucina. Liam stava mettendo le uova in due piatti. Lui lasciò perdere le uova per baciarle i capelli umidi.
"Mmm, mele" le sorrise apertamente e le dette un piatto. "Mangia. Sei pelle ed ossa". Buffy gli sorrise e si sedette.
"Sei rimasta parecchio dentro. Ti sei divertita?" le chiese Liam.
"Beh, non è che la doccia sia il mio passatempo preferito". Lei prese una forchettata di uova, le masticò e le ingoiò. "Sono buonissime. Sei un bravo cuoco".
Liam, che aveva svuotato rapidamente il piatto, poggiò la forchetta. "Grazie. Mia madre è morta quando andavo alle medie e mio padre mi ha insegnato ad essere autosufficiente. Che mi dici dei tuoi genitori, sono meravigliosi come te?".
Buffy guardò il suo piatto. "Mia madre è morta due anni fa, per un tumore al cervello, proprio prima di Natale. Mio padre se n'è andato quando ero piccola, non avevo più di cinque anni. E' stato diciotto anni fa".
"Mi dispiace per tua madre. So come ci si sente". Lui percepì il disagio di Buffy e cambiò discorso. "Davvero hai ventitré anni?" chiese Liam. "Non mi sono mai preso la briga di chiederti l'età. Vuoi chiedermi quanti anni ho io?".
"Quaranta?" scherzò Buffy mangiando l'ultimo boccone.
"Divertente. Ho ventotto anni. Ventinove a maggio".
Liam prese i piatti e li mise nel lavello. Stava per iniziare a lavarli quando Buffy lo fermò con una mano. I suoi occhi si spostarono dalla mano di lei al suo volto.
"Devi prepararti. Li lavo io e poi preparo il pranzo per il picnic. Spero solo di avere un cestino". Lei sorrise rassicurandolo e gli accarezzò la guancia. Proseguì poggiando le labbra sulle sue, spostandolo dal lavello in direzione della porta, gli dette un bacio volante e tornò ai piatti. Lei ripensò ai giorni trascorsi insieme a Parigi. Un mese prima, non riusciva a immaginare di vivere un giorno senza di lui.
Ora lo vedeva ogni giorno, poteva abbracciarlo, poteva mormorargli nell'orecchio mentre guardavano la tv in una lingua che non capiva.
Solo quando era arrivata in Francia si era resa conto dei veri sentimenti per il suo bellissimo collega a cui piaceva infastidirla. Ogni scherzo che le aveva fatto, ogni commento acido che diceva sembrava solo spiegarle un po' di più Liam. Dove prima vedeva un ragazzino immaturo e rompiscatole, ora vedeva un bellissimo uomo generoso.
Ora sapeva perché stava così male quando lo aveva visto con Antoinette appena arrivata a Parigi. Era gelosa, e sembrava che Liam l'avesse attratta dal primo momento che l'aveva incontrato all'entrata della Baker & Reynolds.

Part Five

Mentre lavava i piatti, la mano di Buffy scivolò dalla padella che stava sciacquando nell'acqua del lavello. Un dolore pungente le attraversò la mano e dovette mordersi la guancia quando il dolore s'intensificò. Cercò di tirare la mano fuori da qualunque cosa si fosse incastrata. Lentamente alzò la mano e ide il sangue colare su di essa. C'era sangue anche nell'acqua, colorandola di rosso.
"Oh dio. Oh dio" disse Buffy con la voce shockata. Lei compresse la mano sanguinante al petto e camminò tremando verso il bagno. Con la mano sana bussò alla porta del bagno. La voce di Buffy era un grido terrificato. "LIAM!".
Sentendo il suo nome, Liam chiuse il rubinetto dell'acqua e aprì la porta della doccia. La sua mano afferrò il suo asciugamano verde, che pendeva da una mensola. Liam spalancò gli occhi quando vide Buffy stringere la mano, che stava copiosamente sanguinando, al petto.
"Aiutami" mormorò Buffy, gli occhi rivolti alla mano ferita. "C'è così tanto sangue".
"Aspetta un attimo" disse Liam, oltrepassandola. "Mi vesto e ti porto all'ospedale. Prendi l'asciugamano piccolo dal bagno e stringilo attorno alla mano.
Lui corse nella stanza da letto per cambiarsi, senza badare alla sua nudità, sapendo che Buffy era troppo preoccupata per la sua ferita per accorgersene. Un momento dopo Liam ritornò vestito in jeans ed una camicia abbottonata scorrettamente.
"Dov'è l'ospedale?" chiese Buffy mentre uscivano dalla casa.
"Non lo so" le disse mentre fermava un taxi. "Taxi, vous êtes libre?" chiese Liam al tassista. "Gli ho chiesto se era libero. Dai, entra".
Buffy si sedette sul sedile posteriore e Liam la seguì. Si assicurò che l'asciugamano fosse ben stretto attorno alla mano, ma era preoccupato dalla velocità con cui il sangue lo stava inzuppando. Buffy lo sentì pronunciare un fiume di parole in francese rivolto al tassista. Stava parlando talmente velocemente e fluentemente che Buffy non gli chiese nemmeno cosa stesse dicendo.
Dopo un periodo che sembrava un secolo, il taxi si fermò ad un grosso edificio. Liam porse al tassista una grossa somma di denaro. "Merci, monsieur. Au revoir".
"Huh?" chiese Buffy.
"L'ho ringraziato. Dai, Buff, da questa parte c'è il pronto soccorso". Liam la prese per il gomito e la portò verso le porte scorrevoli.
"J'ai besoin d'aide! Ma petite amie est blessée!" (ndt: spero non ci siano errori xkè, come ho già spiegato in Carissimo padre, non mi ricordo una mazza di francese...) gridò Liam. 'Ho bisogno di aiuto! La mia fidanzata è ferita!'.
Un'infermiera corse verso la coppia. Lei e Liam parlavano velocemente, poi la bella infermiera si girò per guardare Buffy.
"Est-ce qu'elle parle francais, monsieur?" chiese l'infermiera, che aveva un aspetto familiare sia per Buffy che per Liam. Liam si guardò i piedi per un momento, sentendosi in colpa.
"Non, moi oui, mais pas elle" rispose Liam. 'Io sì, ma lei no'.
"Non parli francese? Non fa niente, io parlo inglese. Seguimi. Il mio nome è Antoinette, ma penso che entrambi, ah, mi conosciate".
"Liam, per favore, vieni con me" chiese Buffy, tendendo verso di lui la mano sana.
Liam l'afferrò e lasciò che Buffy lo portasse in una serie infinita di corridoi. Finalmente raggiunsero una stanza chiusa da alte tende. Buffy si sedette sul lettino. Una seconda persona, un bell'uomo biondo, raggiunse il trio. Aveva uno stetoscopio attorno al collo e sorrideva gentilmente. E' il dottore, pensò Buffy.
" Bonjour, monsieur, mademoiselle" disse il medico.
"La paziente non parla francese" lo informò l'infermiera.
Il sorriso dell'uomo svanì per un momento. "Ah, beh, non importa. Sono il dottore Francois Renaud. Cosa è successo qui..." il medico si fermò. "Non so il tuo nome".
"Buffy. Buffy Summers" rispose Buffy, con gli occhi ancora rivolti alla mano.
"E quest'uomo? Suo marito?".
"Non è... non è mio marito. Si chiama Liam O'Malley".
"Cos'è successo, Buffy?" chiese il dott. Renaud, prendendole la mano destra. L'infermiera aveva pulito la ferita, che era tanto profonda da attraversare la mano da parte a parte.
"Stavo lavando i piatti nel lavello e mi è scivolata la mano. Ho sentito un forte dolore e ho uscito di nuovo la mano. Quando l'ho guadata, stava sanguinando. Ho chiamato Liam dal ba- dall'altra stanza, e lui mi ha portato qui".
"Sei una donna molto coraggiosa. Ed anche molto bella".
Liam si schiarì la gola e fissò l'attraente medico.
"Credo che quando ti è scivolata la mano, ti sei ferita con un coltello. Accidentalmente, ne sono sicuro. Tornerai presto a casa?" chiese il medico a Buffy, senza toglierle gli occhi di dosso.
"No. Rimarrò qui per lavoro per un altro mese. Perché, dovrei tornare in California?".
"Oh, no, non devi tornare a casa. Stavo solo chiedendo" disse il dott. Renaud. "La Francia è una nazione fortunata ad ospitarla ancora". Il medico poi cambiò posizione. "Antoinette ti curerà la ferita, poi Monsieur O'Malley firmerà dei documenti".
Buffy gli sorrise debolmente e lo osservò mentre lasciava la stanza. Sentì la mano di Liam stringere la sua per rassicurarla. Lei poggiò la testa sulla spalla di lui, lo osservò, e poi rise.
"Cosa c'è?" chiese Liam guardandola.
"Hai del bagnoschiuma sul collo. Almeno ti sei lavato i capelli" scherzò Buffy. Fece del suo meglio per ignorare il dolore alla mano mentre Antoinette la curava. Venti minuti dopo, finalmente l'infermiera aveva finito, e guardò Liam.
" Suivez-moi, monsieur ja'i besoin de vous pour remplir la paperasserie
necessaires" disse veloce Antoinette. Lei poggiò una mano sulla schiena di Liam e lo fece uscire dalla stanza. Liam guardò Buffy prima di chiudere la porta.
"Documenti" disse piano. "Torno subito".
Liam seguì Antoinette verso una grossa scrivania su cui vi erano i documenti.
"Lei è molto speciale, vero?" chiese Antoinette mentre passava numerosi fogli a Liam. Lui prese una penna e cominciò a firmarli.
"Lo è" confermò Liam. "Sono solo felice che stia bene". Lui impiegò diversi minuti a firmare i vari fogli.
"Liam? Sei innamorato di lei?" chiese Antoinette. Liam posò la penna. "E' così evidente?".
Dopo aver finito, consegnò nuovamente i fogli all'infermiera e tornò nel corridoio in cui era stato poco prima. Trovò Buffy seduta tranquillamente sul lettino.
"Sei pronta, Buffy? Possiamo ancora andare alla torre Eiffel oggi, se vuoi".
"Sto bene" rispose Buffy. Lei raccolse le sue cose e i due uscirono dall'ospedale. "Voglio ancora andare alla torre Eiffel. Però non voglio fare il picnic. Ti va bene?".
"Certo, Buff. Qualunque cosa tu voglia. Sei tu quella ferita, non io" le disse Liam mentre chiamava un taxi. Lui disse al tassista di portarli alla torre Eiffel.
Buffy poggiò la testa sulla spalla di Liam. "Me ne vado il mese prossimo, Liam".
"Lo so" le disse Liam. "E io tornerò a casa con te".
"C'è una cosa per cui sono preoccupata" gli disse Buffy. Lei prese due delle dita di lui e senza pensarci su iniziò a giochicchiarci.
"Cosa?".
"Ti ricordi di quello che hai detto a cena su Jean-Jacques e sul fatto che gli piaccio? Beh, che intendevi?" chiese Buffy. Il tassista mise in moto l'auto.
"Fa un po' il ficcanaso. E fa il gentile con me solo per arrivare a te. Non è che lui abbia detto qualcosa, Buffy, è qualcosa che ho capito".
Il taxi si fermò. Liam pagò il tassista e i due si avvicinarono alla torre Eiffel. Nel tragitto Liam prese una guida omaggio ad uno stand. Lo passò a Buffy, che iniziò a leggere ad alta voce.
"E' stata costruita dal 1887 al 1889. Wow, è davvero vecchio. E non ha nemmeno il nome dell'architetto. Lo sapevi?" chiese Buffy, stringendosi a Liam.
"No. Cos'altro dice quella cosa?" chiese Liam.
"Beh, è fatta di 18038 pezzi di metallo ed è stato l'edificio pi alto dal 1889 al 1930. Senti questa. Quando i tedeschi hanno invaso la Francia hanno messo la loro bandiera sulla torre Eiffel il 14 giugno 1940".
Liam si grattò il collo. "Non sapevo che i nazisti avessero messo la loro bandiera qui. Beh, s'impara ogni giorno qualcosa, vero?".
"Verissimo" rispose Buffy. Lei si fermò proprio alla base della torre. "Wow. E' grossa. E marrone".
"Ed io che credevo avresti fatto qualche commento sull'architettura particolare della struttura" scherzò Liam. Lui le dette un bacio dolce sui capelli. "Vuoi salirci?".
"Non proprio. Non sono una grande fan degli edifici alti" ammise Buffy. "Tu hai paura di qualcosa?".
"Beh... i polli. Mi fanno cacare sotto" ammise Liam con un sorriso imbarazzato. "Andiamo un po' in giro. Possiamo fare shopping, mangiare dei croissant e poi tornare a casa. Ti va bene?".
"Potrei mai dire di no allo shopping? Non ci penso proprio".
Dopo una cena a lume di candela ad un locale vicino alla Torre Eiffel, una spesa di mille dollari del denaro di Hank al negozio Chanel, e uno scontro con un mimo, la coppia tornò a casa.
"Che giornata!" esclamò Liam.
I due erano nella stanza da letto per cambiarsi e mettersi il pigiama.
"Già. Mi sono ferita, siamo andati alla Torre Eiffel, e siamo stati attaccati da un mimo" disse Buffy mentre entrava nel letto. Lei guardò Liam mentre si toglieva la camicia. I muscoli della sua schiena che si muovevano l'affascinavano. Liam si sedette al bordo del letto e slacciò le scarpe. "Non siamo stati *attaccati* dal mimo, Buffy. Tu l'hai provocato".
"Non è vero" rispose Buffy. Lei iniziò ad ammorbidire il cuscino dandogli dei colpetti con la mano.
"Lo hai preso in giro. Lo hai fatto incazzare e lui ti ha gridato contro. Sei fortunata che ora non siamo rinchiusi in qualche prigione francese" le disse Liam. "Ma non ti ha attaccata". Lui spostò le coperte e salì sul letto. Le sue braccia avvolsero Buffy e la avvicinarono al suo torace. "Adesso dormi, ok?".
"Ok. Buona notte, Liam".
"Buona notte, Buffy".


Part Six

Buffy guardò il suo orologio da polso. Liam era in ritardo di due ore dall'ufficio. Entrambi sapevano che quel giorno doveva lavorare più a lungo, ma fino alle otto era un po' troppo. Lei era tornata a casa alle cinque ed aveva preparato il pollo arrosto con patate per cena. Aveva lasciato il pollo nel forno per tenerlo caldo e ormai era diventato asciutto.
I due avevano trascorso insieme quanto più tempo possibile, ma dato che Liam andava a lavorare più tardi e tornava dopo di lei, Buffy trascorreva ore da sola in casa. Erano passate tre settimane dall'incidente in cucina, e il loro atteggiamento era cambiato. Non litigavano più per cose stupide né si irritavano a vicenda, ma trascorrevano il tempo a coccolarsi e a guardare l'incomprensibile tv francese.
Buffy allungò una mano verso la manopola della temperatura del forno e lo spense. Si stropicciò gli occhi e si sedette sul divano. Poi prese una coperta con cui coprirsi e strinse a sé il cuscino e il cordless.
"Rimarrò in piedi finchè non torna" si disse Buffy con uno stanco sussurro. Poi si stiracchiò e si sdraiò lungo il divano.
Venti minuti dopo si addormentò.

Liam era nell'ascensore dell'ufficio, dove stava dando dei colpetti impazienti sul pavimento col piede. L'ascensore stava andando in modo incredibilmente lento. Quello stupido affare doveva percorrere solo sei piani, ma si muoveva come una lumaca. Liam guardò il suo orologio e sospirò, sarebbe stata una fortuna arrivare a casa prima delle nove. Le porte dell'ascensore finalmente si aprirono e Liam entrò nel corridoio. L'edificio era praticamente deserto, eccetto gli addetti alla pulizia. Stavano pulendo le finestre che si trovavano alla fine di quel corridoio. Liam fece un piccolo cenno con la mano, salutandoli, ed uscì attraverso le porte scorrevoli. Con una mano reggeva la sua ventiquattrore, mentre con l'altra si abbottonava il cappotto. Fuori si gelava ed una leggera pioggia cadeva dal cielo. Si posizionò all'estremità del marciapiede e guardò la lunga strada dopo l'edificio. Non c'era nemmeno un taxi. Liam sospirò, sapendo che doveva percorrere un labirinto di vicoli per tornare a casa.
Raramente usava le vie principali, lo faceva solo quando non c'erano taxi a riportarlo a casa. Liam percorse una stradina alle spalle di Tulles Fish Market. Il pavimento era pieno di scatole, fogli, lische di pesce e resti di carpe.
Se si sporgeva, Liam poteva vedere il lampione che illuminava la strada. Era una luce lieve, ma gli mostrava la via di casa. Liam continuò oltrepassando il panificio e dirigendosi verso il mercato del pesce.
Liam si fermò quando sentì rizzarsi i peli sul collo. Lentamente, si girò per vedere se ci fosse qualcuno dietro di lui. Non c'era nessuno, ma comunque gridò "C'è nessuno?". Non ci fu una risposta. Liam riprese a camminare, muovendosi più in fretta che potè. Un lieve rumore giunse alle sue spalle. Si fermò di nuovo e si rigirò, il sollievo evidente nel suo volto. "Oh, sei tu. Cosa---".
La luce nel vicolo, ed il vicolo stesso, sparirono.

***


Bang! Bang! Bang!
Buffy si svegliò lentamente, gli occhi annebbiati dal sonno. Li stropicciò e mise l'orologio davanti ad essi. Era l'una di mattina. Qualcuno stava bussando alla porta nel bel mezzo della notte. Buffy scese dal divano e attraversò la stanza, facendo del suo meglio per non cadere sul pavimento di legno. Lei girò la chiave ed aprì la porta.
"Liam?" chiese Buffy. "Oh mio Dio. Cos'è successo?".
Liam era in piedi sull'entrata, poggiato al muro. La sua camicia blu era strappata e stropicciata, il suo cappotto sparito. Il sangue fuoriusciva da un taglio sul sopracciglio, numerose chiazze nere e viola stavano diventando evidenti sul viso e sul torace, e le labbra sanguinavano macchiando il mento.
Lui allungò debolmente una mano nella sua direzione, e Buffy toccò il suo braccio. Lo portò in casa e lo aiutò a sedersi sul divano. Lui gemette quando il suo corpo dolente toccò il divano. Buffy toccò leggermente la ferita sul sopracciglio, le dita che diventavano umide del suo sangue. Lo lasciò seduto ed andò in cucina. Prese la cassetta del pronto soccorso e la poggiò sul tavolo. Dopo aver aperto diversi compartimenti trovò finalmente un panno di spugna e lo bagnò, poi lo portò nel soggiorno.
"Ciao" mormorò Liam. "Scusa il ritardo".
Buffy scosse la testa. "Non m'importa che sei in ritardo. M'importa che sei qui".
Lei premette il panno bagnato sul taglio al sopracciglio. Liam sibilò per il dolore.
"Mi dispiace, tesoro, ma devo pulire la ferita".
Quando la ferita smise di sanguinare, lei girò teneramente il viso di lui dall'altra parte e osservò le altre ferite.
"Cos'è successo?" chiese Buffy mentre gli sbottonava la camicia per osservare le ferite sul torace. Lei tolse i pezzi lacerati della camicia e li mise da parte.
"Stavo tornando a casa, percorrevo i... i vicoli paralleli... e sono stato attaccato" disse Liam.
"Oh no" commentò Buffy, le dita che accarezzavano lievemente un livido che stava diventando velocemente verde. Liam osservò le sue mani e la stanza. "C'è altro. So chi l'ha fatto, Buffy". La mano di Buffy cadde dal suo addome e lei la poggiò sul braccio di Liam. "Chi è stato?".
"E' stato Jean-Jacques Colar" disse Liam con voce ferma. "Ti vuole tutta per sé. Pensava che levando me dalle scatole tu saresti caduta tra le sue braccia".
"Quel bastardo" sibilò Buffy. Lei svitò il tubo di pomata antisettica e la passò
sul taglio sulla fronte. “Pensa di poter picchiarti… e…dio…” lei lo abbracciò e gli dette un bacio sul petto.
Liam allungò un braccio e mise una mano sui capelli di lei, le dita che ci si attorcigliavano mentre sospirava.
“Sto bene” disse Liam. “Sono solo un po’ ammaccato, ma sopravviverò”. Lui le baciò la testa. Si mosse per alzarsi, ma Buffy fece del suo meglio per fermarlo. “Cosa…?”.
“Non lasciarmi proprio ora, Liam” disse Buffy in un sussurro appena udibile, visto che il suo viso era ancora appoggiato al petto di lui. “Voglio solo convincermi che sei vivo”.
Liam la strinse forte tenendola tra le sua braccia. Il bastardo avrebbe pagato per quello che aveva fatto.

***

Due giorni dopo, Liam tornò in ufficio. La maggior parte dei lividi sul volto stavano svanendo: erano diventati marroni, gialli e verdi invece di viola e neri. Il taglio sulla fronte aveva lasciato una piccola cicatrice sul sopracciglio, e le labbra erano quasi del tutto guarite.
Buffy si aggrappò alla sua mano mentre camminavano lungo i corridoi, verso la fila delle cabine. Vedendo Jean-Jacques, lei gli lasciò la mano e si nascose nella stanza vicina con la fotocopiatrice. Liam alzò la testa e tenne le spalle alte.
“Oh, ecco Liam. E’ così bello vederti! Hai, ah, portato la tua amante con te oggi?” chiese Jean-Jacques, essendosi accorto di Buffy mentre entrava nell’altra stanza. “O finalmente la piccola sgualdrina ti ha lasciato?”.
Liam strinse le mani a pugno. Erano pugni così stretti che le dita sembravano bianche.
“Non è una sgualdrina”.
“No? Beh, lo sembra, visto che sta con te, monsieur”.
“Chiudi il becco, Jean-Jacques” disse Liam. “Tu mi hai colpito… ma questo non significa che io non possa fare altrettanto”.
Jean-Jacques rise ironico. “Oh, per favore, Monsieur, sei così divertente. Tu che colpisci *me*? Perderesti il tuo prezioso lavoro. E poi Buffy sarebbe sola con me e ti dimenticherebbe”.
Liam strinse ancora di più i pugni.
“Ma forse non voglio una ragazza così facile”.
Questo era troppo. Il pugno di Liam volò dritto contro il naso di Jean-Jacques. Il francese si piegò e portò una mano sul naso. Il sangue cadde sulla mano e finì poi sul pavimento.
“Esci da qui, francese bastardo” esclamò Liam e Jean-Jacques corse verso l’ascensore. Liam si avviò verso la sua scrivania e iniziò a lavorare come se nulla fosse successo.
Mr. Franchot, il capo di Liam e Buffy, trovò Liam alla sua cabina poco dopo aver colpito Jean-Jacques.
“Liam, hai un minuto?” chiese Mr. Franchot affacciandosi alla sua cabina.
Liam si alzò, spostò la sedia dalla scrivania e seguì Mr. Franchot nel suo ufficio.
“Prego, Liam, siediti” disse Mr. Franchot indicando una delle due sedie di fronte alla larga scrivania. Liam fece come gli era stato chiesto.
“Sono stato tutto il giorno al telefono con Mr Giles” disse Mr. Franchot “a proposito del tuo lavoro qui a Parigi”.
“Immagino lei abbia saputo del mio pugno a Jean-Jacques. Davvero, Mr Franchot, posso spiegarle” insistette Liam. Mr Franchot si accigliò.
“Hai colpito Jean-Jacques? Jean-Jacques Colar?” il cipiglio si trasformò in un sorriso. “Hai carattere. Mi piace. Sei un buon impiegato e anche questo mi piace. Infatti, ho una proposta per te…”.

Buffy era seduta fuori dell’edificio su una grossa panchina. Lei guardò l’orologio. Erano le cinque e mezza ed aveva appuntamento con Liam alle cinque.
Osservò impaziente la porta d’entrata dell’edificio. Finalmente Liam ne uscì. Si portò una mano alla cravatta e la allentò leggermente.
Lui sorrise apertamente a Buffy e la prese tra le braccia anche se la sua mente era da un’altra parte.
Raggiunsero la casa in cui vivevano in venti minuti dopo aver lasciato l’ufficio. Liam non aveva detto una parola da allora. Continuando a tacere, Liam mise una mano in tasca per prendere la chiave di casa. Silenziosamente, la infilò nella serratura e entrò in casa.
Diverse ore trascorsero nel silenzio assoluto. Liam rimase nella stanza da letto, a pensare, mentre Buffy preparava una cena veloce di panini. Stava cercando di finire la maggior parte del cibo in casa così non avrebbero lasciato nulla lì quando sarebbero tornati in California. Più tardi, dopo aver preparato i panini e versato da bere, Buffy entrò nella stanza da letto. Liam era seduto sul materasso, le dita premute contro le tempie.
“Liam?” lo chiamò piano Buffy. “E’ pronta la cena”.
Liam alzò lo sguardo e le sorrise appena. “Ok. Arrivo subito” disse stropicciandosi gli occhi assonnati. Lui si sedette a tavola e mise un panino sul suo piatto. Quando Buffy allungò una mano verso di lui e gli toccò la sua, lui sobbalzò leggermente.
“Cosa ti tormenta, Liam?”.
“Ho parlato con Mr Franchot oggi” ammise Liam.
“Di cosa… avete parlato?”.
Liam guardò il suo piatto, poi alzò lo sguardo verso Buffy. Le strinse una mano con entrambe le sue prima di parlare.
“M Franchot vuole che io rimanga a Parigi per altri sei mesi” disse Liam. “Ed io ho accettato”.
Buffy ritirò la mano da quelle di Liam, e facendo così fece cadere un piatto per terra. Lei si mise in ginocchio per raccogliere i pezzi di pane e carne. Tremando, buttò il cibo nel cestino della spazzatura e si sedette di nuovo a tavola.
“Perché hai accettato di rimanere a Parigi, Liam? E’ per questo che non volevi parlare del ritorno a casa?” chiese Buffy con voce sottile.
“Ho accettato di rimanere perché mi daranno cinquemila dollari di premio. E’ una grossa somma di denaro… e ho dei piani su come spendere quei soldi”.
“Cosa, vuoi uno yacht?”.
“No, non è uno yacht. Voglio spenderli in qualcosa di più speciale”. Liam sospirò a fondo. “Non puoi rimanere con me?”.
“No. Non posso rimanere qui. Io *perderei* il mio *lavoro*. Mi mancano i miei amici, Liam. Mi manca il mio pesce! Odio la tv, le strade sporche e le lumache che si mangiano qui! Voglio solo tornare in California”.
Liam sospirò deluso. “Non puoi cercare di capire perché rimango qui?”.
“Io capisco, *eccome*. Rimani per i soldi” gli disse Buffy, battendo un pugno sul tavolo. “Sei solo un avaro figlio di puttana!”.
“Io ti amo, Buffy! Voglio vivere con te!” gridò Liam sovrastando le sue urla.
Buffy smise di gridare. “Tu mi ami?”.
“Ti amo” disse Liam sospirando. “Ti amo. Non era mia intenzione… ma non potevo farci niente… e ora sono così innamorato di te che a malapena passo cinque secondi senza pensare a te, o senza volerti toccare, o senza sentire il bisogno di guardarti negli occhi. Non devi contraccambiarmi, capisco se non è lo stesso per te, davvero”.
Buffy gli prese una mano. “Io ti amo. Certo che ti amo, cretino! Perché non dovrei?” lei alzò lo sguardo verso i suoi occhi scuri. “Ma… vuoi vivere con me? Di nuovo?”.
“Voglio vivere con te. Volevo chiedertelo durante la nostra ultima sera a Parigi, ma ora credo che non te lo chiederò affatto. Non se pensi che sono un avaro figlio di puttana”
“Non lo credo davvero, Liam” sospirò Buffy. “E’ solo che non sopporto il pensiero che tu rimanga qui altri sei mesi mentre io sarò a Sunnydale”.
“Nemmeno io. E’ per questo che ti ho chiesto di rimanere con me. E capisco che hai un lavoro lì. Ho solo pensato che forse saresti rimasta con me” disse Liam imbarazzato. “Mi dispiace di averti colto di sorpresa”.
“Non fa niente” rispose Buffy. Lei si alzò dalla sedia e si sedette sulle sue ginocchia, le braccia attorno al collo. “Impazzirò senza di te. Non avrò nessuno a riscaldarmi di notte, nessuno a baciarmi il collo mentre lavoro al computer, nessuno a stringermi come fai tu”.
“Tornerò a casa, Buffy. Non rimarrò a Parigi per sempre. Mi rifiuto”.
“Liam” sospirò Buffy. “Vuoi mostrarmi quanto mi ami? Per favore? Vuoi darmi qualcosa da ricordare quando sarò a casa senza di te?”.
Liam guardò in basso il tavolo. Buffy mise una mano sulla sua guancia e spostò il suo volto in modo che la guardasse negli occhi. Prima che lei potesse parlare, Liam poggiò due dita sulle sue labbra rosee.
“Buffy, sei sicura di volerlo?” chiese Liam mentre le accarezzava dolcemente la schiena.
Buffy si strinse a lui e gli mormorò nell’orecchio. “Ti prego. Sento come se potessi esplodere se non tu non lo facessi… ti prego… io ti amo, Liam… ti prego”.
Senza dire nulla, Liam si alzò e la portò tra le sue braccia nella stanza da letto. Lui chiuse la porta con la schiena e le dette un lungo bacio.

//Due settimane dopo//

L’aeroporto di Parigi era pieno di gente, perfino ad un orario mattiniero come le sei. Buffy e Liam avevano passato le sue valigie al check-in poco prima e stavano cercando un bar in cui fermarsi per un po’. Buffy stringeva una mano di Liam, non voleva lasciarla fino a che non ne fosse stata costretta. Liam percepiva la sua paura e ne soffriva.
“Non voglio andarmene” gli disse Buffy.
“Devi farlo, tesoro. Devi andare a casa. Io sarò presto lì con te” disse Liam. “E possiamo vivere insieme nella casa di tua madre”.
“Perché non abitiamo da te?” chiese Buffy. La coppia si incamminò in un bar vicino e si sedettero ad un piccolo tavolo rotondo.
“Io vivo in un piccolo appartamento” disse Liam.
“Beh, allora va bene la mia casa”. Buffy guardò il menu davanti a lei.
“Hai scelto qualcosa da bere?” chiese lui con un sorriso.
“Tè” rispose Buffy. “Niente di pesante e di troppo dolce. Così dormirò sull’aereo”.
Quando arrivò la cameriera, Liam le disse le loro ordinazioni. Lui notò che Buffy stava iniziando a piangere. Gentilmente, le asciugò le lacrime con il pollice.
“Non te ne sei ancora andata” le disse Liam prendendole il viso tra le mani. “Sei ancora qui con me. Sai che puoi chiamarmi quando vuoi. Se sono a casa, risponderò”.
Quando il tè di Buffy e il muffin alla nocciola di Liam arrivarono, dieci minuti dopo, Buffy stava ancora piangendo. Le sue lacrime in effetti caddero nella tazza di tè.
“Ascolta” disse Liam dolcemente, come se stesse parlando ad un bambino. “Starai bene. Io sarò a casa e staremo litigando sulla carta da parati prima che tu te ne accorga”.
Buffy sorrise e tirò su col naso. Lei allontanò la tazza di te. “Possiamo andare? Voglio solo rimanere con te per un po’”.
“D’accordo” disse Liam. Lui lasciò del denaro sul tavolo e i due si avviarono. Trovarono due sedie vicino ad una finestra. Buffy gli strinse la mano. I loro occhi si incontrarono, e questa volta era Liam a trattenere le lacrime.
“Le vol 1888 à John Kennedy maintenant à la Porte 16” disse una voce femminile all’altoparlante.
Il viso di Liam divenne serio. “E’ il tuo volo, tesoro”. Lui si alzò, le loro mani ancora intrecciate.
Buffy poggiò la fronte sulla sua. “Ti amo”.
“Ti amo. Aspettami, Buffy. Ti prometto che tornerò a casa da te” disse Liam, gli occhi annebbiati dalle lacrime.
Buffy lo strinse forte, poi poggiò le sue labbra su quelle di lui. Un secondo dopo, si stava allontanando. Poco dopo, le uniche parti dei loro corpi ancora a contatto erano le dita.
“A presto” singhiozzò Buffy. “Ti chiamerò”.
Liam annuì e mosse le labbra per dirle ‘ti amo’. Mordendosi il labbro, Buffy si girò dette il suo biglietto alla donna al bancone. La donna strappò una parte e lo ridette a Buffy.
“Merci de voyager avec Air France” disse la donna con un grosso sorriso.
“Escargot anche a te” borbottò Buffy. Si asciugò le lacrime dalle guance e percorse il corridoio senza girarsi per guardare Liam. Al suo posto, lei fissò fuori dalla finestra il cielo francese, sapendo che quello stesso cielo avrebbe riportato a casa anche Liam.

Part Seven

Quando Buffy arrivò all'aeroporto di Sunnydale trovò Willow e Xander ad aspettarla. Lasciando la piccola valigia corse verso i suoi migliori amici. Loro la abbracciarono ed ancora una volta Buffy scoppiò in lacrime.
"Devo davvero smetterla di piangere" disse Buffy asciugandosi le guance. Lei sorrise alla sua amica rossa. "Devo dirti così tante cose. Sono innamorata di Liam!".
"Impossibile!" gridò Xander. Era andato a prendere la valigetta di Buffy e stava tornando dalle due amiche quando aveva sentito la confessione di Buffy.
"Oh, Buff, sono così felice per te!" esclamò Willow, abbracciando l'amica. "Lui ti ama?".
"Certo che sì" disse Buffy. Lei roteò gli occhi e strinse di nuovo a sé Willow.
"Dov'*è* Liam?" chiese Xander a Buffy. Il trio iniziò a recuperare le altre valige.
"Ancora a Parigi" disse lei triste. "Deve rimanere altri sei mesi. Quando tornerà a casa inizieremo a vivere insieme. Beh, lui vivrà da me".
Willow strinse la mano di Buffy, poi le mostrò la mano sinistra. Un bellissimo anello di diamanti catturava la luce sopra di loro. Era un diamante quadrato su un anello d'oro.
"Oh mio dio, è un anello di fidanzamento?" chiese Buffy tenendo la mano di Willow per guardare meglio.
"Esatto. Oz mi ha chiesto di sposarlo due giorni fa" le disse Willow.
"Sono così felice per te, Will. Oz è eccezionale. Che mi dici di Cordelia, Xander? Come va?" chiese Buffy.
"Stiamo ancora insieme. Pensavo fossimo dannati a distruggerci a vicenda dopo la nostra relazione al liceo, ma adesso va molto meglio. Credo di amarla" disse Xander. "Oh dio, l'ho davvero detto?".
"Il nostro ragazzino è cresciuto" disse Buffy tristemente a Willow. "Dai,sarà un incubo per voi trasportare le mie valige. Vi ho portato così tante cose! Certo, vivevamo vicino ad un negozio di articoli da regalo, perciò ho comprato un sacco di souvenir stupidi".
"Siamo solo felici di averti a casa" le disse Willow. "Oh, mentre eri via avevamo una sostituta momentanea, Fred. Ed anche uno per Liam. Si chiama Riley".
"Fantastico" disse Buffy. "Si siede alla cabina di Liam?".
"Sì, ma ci siamo assicurati che non toccasse nulla" disse Xander.
"Bene. Voi lo sapevate quello che provo per Liam prima che lasciassi Sunnydale?" chiese Buffy.
"Avevo un presentimento" ammise Xander. "Voi due eravate troppo meschini tra di voi".
"Io lo sapevo" disse Willow. "Quella sera al Bronze, che eri vestita come Barbie Prostituta? Lo sapevo che ti stava succedendo qualcosa".
"Non sembravo Barbie Prostituta. Barbie Porno star, forse. Ma non Barbie Prostituta".
Xander prese due valige di Buffy.
"Adesso andiamo a mangiare. Come ti sembra il Don Pablo?" chiese Willow.
"Qualunque ristorante che ha un menu in inglese mi va bene".

***

In tre settimane Buffy aveva sistemato tutti i suoi bagagli e la maggior parte delle scatole che Liam aveva spedito da Parigi. Era tornata alla normale routine al lavoro ed aveva perfino incontrato Riley, il sostituto di Liam.
Seduto nella cabina accanto a lei, quella che apparteneva a Liam, c'era un uomo biondo dell'Iowa, Riley Finn. Sembrava abbastanza socievole, ma Buffy era un po' fredda nei suoi riguardi perché occupava il posto di Liam. Lei gli ricordava sempre che quando Liam sarebbe tornato a Parigi, Riley sarebbe rimasto senza lavoro.
"Buff, sei da molto qui?" chiese Xander quando arrivò.
Buffy stava sistemando una foto di lei e Liam alla torre Eiffel. Non si disturbò ad alzare la testa per guardare Xander finchè non ebbe finito il suo compito. "Da circa venti minuti".
"La aggiungi al muro?" chiese Xander, indicando il muro pieno di foto della Francia.
"Certo" gli disse Buffy. "Abbiamo passato due ore ieri sera al telefono. Sembrava stanco".
"Beh, probabilmente lo hai svegliato di mattina presto" rispose Xander. "Vado a prendere del caffè. Tu ne vuoi?".
"Certo, grazie" rispose Buffy. Lei sprofondò sulla sua sedia e si mise al computer. Stava per controllare la posta quando il telefono squillò. Lei alzò la cornetta e la portò all'orecchio.
"Buffy Summers" disse alla cornetta.
"Hey tesoro. Come stai?" chiese una voce dall'altra parte.
Un grosso sorriso illuminò il volto di Buffy. "Sto bene. E' bello sentire la tua voce. Lo so che abbiamo parlato ieri sera, ma... è comunque bello".
Buffy sentì la risata di Liam in sottofondo, seguita dai rumori di un programma in televisione.
"Stai guardando la tv, vero?" gli chiese Buffy, inserendo la sua password della casella di posta.
"Certo. Mi sono preso un giorno libero, ho comprato un po' di frutta e un regalo per te. Ora sono in boxer a guardare The Lone Ranger in francese" le disse Liam.
"Trascorri il tuo tempo così bene. Ti manco?".
"E' ovvio che mi manchi" le disse Liam. Buffy sentì spegnersi la tv e il rumore di piedi scalzi sul pavimento di legno. Sapeva che lui stava camminando per la stanza.
"Sarai a casa tra sei mesi, giusto? Mr. Franchot non ti farà stare di più?" chiese Buffy.
"Sei mesi contati. Sarò a casa a fine marzo" disse Liam. "Ho confermato il volo".
"Ok. Ti aspetterò" gli disse Buffy.
"Buffy?" chiese una voce.
Buffy si girò sulla sedia trovando Giles appoggiato alla parete della sua cabina.
"Deve parlarmi, Giles?" chiese Buffy al suo capo.
Giles annuì. "Saluta Liam da parte mia. Poi vieni nel mio ufficio. Ho il verbale di Mr Franchot sul tuo lavoro a Parigi".
"Dannazione" mormorò Buffy. "Liam, Giles ti saluta. Ci sentiamo dopo, ok? Goditi la tua giornata libera, tesoro". Abbassando la voce aggiunse "ti amo".
"Ti amo anch'io. Ciao".
Buffy abbassò la cornetta e percorse il corridoio fino all'ufficio di Giles. Lei aprì la porta e si fermò di fronte alla scrivania. Giles alzò lo sguardo e le fece cenno di sedersi.
"Beh, prima di parlare del verbale, voglio sapere com'è stato il tuo soggiorno a Parigi" chiese Giles. Buffy scrollò le spalle e rispose indifferente "E' stato bello".
"E Liam?".
"Liam?" chiese Buffy. "Beh, è stato furbo a farci abitare insieme a Parigi".
"Dovevo porre fine alle liti" disse Giles con un sorriso. Lui abbassò lo sguardo verso il foglio sulla scrivania. Prese gli occhiali dalla montatura argentata e li poggiò sul naso. "Mi fa piacere che tu ti sia divertita. Immagino che voi due siate una coppia ora. Se non dispiace che te lo chieda".
"Sì, siamo una coppia. Non mi dispiace la domanda" gli disse Buffy. "Cosa aveva da dire Mr. Franchot?".
"Niente di male" la rassicurò con un sorriso. "Solo che hai lavorato sodo e che è felice che la tua mano stia guarendo bene. Il che mi porta a chiedere, che è successo alla mano?".
Buffy alzò la mano fasciata per mostrargliela. "Mi sono ferita con un coltello. Sa, quegli incidenti domestici. Fra poco mi toglieranno i punti. Nient'altro Giles? Devo davvero tornare alla scrivania. Oggi sono sommersa di lavoro".
Giles si portò la tazza bianca alle labbra e bevette un sorso. "No, è tutto. Puoi andare".
Durante il percorso verso la sua cabina, Buffy si fermò da Xander. Era occupato con qualche videogioco online.
"A cosa giochi?" chiese Buffy.
Xander sobbalzò e quasi fece cadere il joystick. "Accidenti, Buff, non ti hanno insegnato a bussare? Gioco a formula 1". Lui spostò momentaneamente il suo sguardo dallo schermo a Buffy. "Come sta Liam?".
"Sta bene. Mi hai sentito mentre parlavamo al telefono?" chiese Buffy poggiandosi alla parete della cabina di Xander.
"Sì. Sei proprio cotta". Lui le sorrise leggermente. "Stai con me e Willow a pranzo?".
"Sì" rispose Buffy. "Credi... che dovrei invitare Riley? Mangia tutti i giorni da solo e mi sento in colpa".
"Buffy, lo so che si siede nella cabina di Liam, ma non è lui" le disse gentilmente.
"Lo so. Stupido commento. Gli chiederò se vuole mangiare con noi e lascerò aperto l'invito".
Buffy trovò Riley seduto alla sua scrivania. Della musica jazz proveniva da un piccolo stereo portatile. Il calendario di Liam era ancora attaccato al muro; il mese di giugno non era ancora stato spostato fino a novembre; novembre sarebbe presto arrivato. Le foto di Liam erano ancora sulla scrivania, solo spostate leggermente. Buffy immaginò che le cose di Liam erano ancora nei cassetti. Lei si stava comportando in modo ridicolo, come se fosse morto. Liam non era *morto*, era solo lontano.
"Ciao, Riley. E'... è questo il tuo nome, vero?" chiese Buffy.
Riley si girò sulla sedia e guardò timidamente Buffy. "Sì. Ciao, Buffy".
Buffy gli sorrise apertamente, sorpresa dalla sua voce dolce e l'atteggiamento timido.
"Vorresti unirti a me e ai miei amici a pranzo?".
Riley si guardò i piedi. "Sarebbe... davvero carino. Grazie. Mangiate alla mensa della compagnia".
"Sì" gli disse Buffy. "Ci vediamo dopo". Lei uscì dalla cabina di Riley ed entrò nella sua.

Riley raggiunse Buffy, Willow e Xander a pranzo nella mensa. Fece la fila per l'insalata insieme a Buffy, la stessa in cui Liam le aveva fatto quello scherzo mesi prima.
"Ciao" disse piano Riley. Lui prese un piatto e iniziò a riempirlo con lattuga, uova, cipolle, pomodori e bacon. Buffy guardò la sua lattuga, l'uovo e l'insalata di formaggio che aveva condito con la mostarda. Il suo piatto sembrava molto vuoto a confronto di quello di Riley.
"Ciao. Sono contenta che ci hai raggiunto". Lei porse cinque dollari e la sua ID card all'addetto della mensa, che subito gliela restituì. Aspettò Riley alla fine della fila. Insieme, si avviarono verso il tavolo.
"Ti è piaciuta Parigi?" le chiese Riley. Buffy poggiò il suo vassoio su un piccolo tavolo rettangolare.
"Sì, mi sono divertita. C'è davvero del buon cibo a Parigi" gli disse. "E dei mimi. Ho attaccato un mimo. Liam ed io eravamo alla torre Eiffel, e mi aveva davvero fatta innervosire. Lui dice che io l'ho provocato, ma non è vero".
Riley, che stava masticando l'insalata, le sorrise con la bocca chiusa. Un momento dopo disse "allora ti ha attaccato se ti ha fatto innervosire".
"Non ci avevamo mai pensato. Dove lavoravi prima?" chiese Buffy.
Riley deglutì. "Una piccola compagnia a Los Angeles. Hai mai sentito la Capitol Records?".
"Lavoravi alla Capitol Records? Wow. E' molto grande" commentò Buffy. Le mangiò qualche foglia di insalata e chiamò i suoi amici. Stavano guardando tra i tavoli per cercarla.
"Davvero? Io lavoravo nella sezione jazz, perciò non ho idea di cosa si registrasse l&i