Un Regalo Inatteso
di Giovanna
"Grazie della visita, a presto!" Con un sospiro Anya
accompagnò alla porta l'ultimo cliente della giornata.
Non era però ancora tempo di chiudere. Riley si era impegnato a trattenere
Buffy lontana dal negozio fino alle 10.00. Presto sarebbero arrivati gli altri,
così avrebbero potuto addobbare il negozio per la festa del suo compleanno.
"Anya, abbiamo un problema!" esclamò Willow, entrando quasi
di corsa, seguita da Tara, Xander e Dawn.
Gli ultimi tre apparivano più tranquilli di Willow, ma anche loro avevano
un aspetto preoccupato, a parte Dawn che sembrava essere soprattutto interessata
ai nuovi articoli esposti.
Anya fissò Xander con occhi accusatori, come se ritenesse lui personalmente
responsabile di qualsiasi catastrofe si stesse preparando. "Non ci sarà
un'altra fine del mondo, vero? Ho lavorato due giorni per preparare la torta
e i salatini e non ho intenzione di buttarli o vederli sbranare da mostri vari,
che neppure li apprezzerebbero!"
Willow scosse la testa rossa con aria afflitta. "E' molto peggio, Anya!"
L'ex-demone restò un attimo interdetta. "Cosa ci può essere
di peggio della fine del mondo?"
Fu Dawn a rispondere ad Anya con tono indifferente, la sua attenzione sempre
attratta dagli oggetti disposti sugli scaffali. "Non abbiamo un regalo
per Buffy!"
Anya, incredula, si rivolse di nuovo al suo ragazzo. "Non è possibile!
Le avevamo scelto quel bel vestito blu! Ci avevano assicurato che oggi ci sarebbe
stata anche la sua taglia! Non dovevi andare a ritirarlo tu Xander?"
"Infatti ci sono andato e il vestito c'era, ma…" Willow con
impazienza interruppe l'amico "… ma eri così occupato a fare
impressione sulla commessa, che uscendo hai preso il pacco sbagliato. Per fortuna
che l'ho aperto per controllare! A quest'ora però il negozio è
ormai chiuso, tutti i negozi sono chiusi!"
Prima che Anya potesse reagire alle insinuazioni di Willow circa l'interesse
di Xander per la commessa, Dawn, sedendosi sul bancone, decise di correre in
difesa di Xander "A me non sembra un problema grave. Regaliamo a Buffy
la camicia da uomo che c'è nel pacco. Potrebbe piacerle, considerato
come si veste!"
Il silenzio indignato, con cui gli amici accolsero l'idea della ragazzina, fu
interrotto dalla sommessa voce di Tara. "Forse un incantesimo…".
Il sollievo di Willow, all'idea di aver trovato una soluzione, fu di breve durata.
"Tara, non sappiamo dove sia il vestito, esattamente, e neppure in quale
scatola sia contenuto. Gli incantesimi di teletrasporto sono difficili, quasi
impossibili, se non si conosce esattamente la collocazione dell'oggetto che
si vuole trasportare."
Tara sapeva di non essere una strega potente come Willow, ma comprendeva l'essenza
della magia meglio dell'amica, ed era questo a renderle così forti, quando
agivano insieme. Willow aveva il potere, Tara sapeva come usarlo. Questa volta
non sarebbe stato diverso.
"Willow, io non pensavo al vestito. Forse potremmo lasciare fare alla magia.
Chiedere di far comparire la cosa che Buffy più desidera. Così
non dovrebbe essere difficile!"
"Tara, sei un genio." Anya fu subito entusiasta dell'idea. "Un
regalo, quasi gratuito, a parte il costo degli ingredienti dell'incantesimo,
certo, sicuramente gradito, solo da impacchettare! E' il massimo!"
L'espressione di Willow era però preoccupata. "C'è un incantesimo
di questo tipo nel libro "Misteri e Magia" di Peter Wokjhek, un monaco
polacco vissuto nel 200. Dovrebbe essere sul secondo scaffale, ma…vorrei
che ci fosse anche il Signor Giles. Perché non è ancora qui?"
"E' passato in biblioteca per consultare non so quale testo, arriverà
sicuramente, prima o poi." Xander si sentiva sempre un po’ infelice
quando le sue amiche iniziavano a parlare di incantesimi. Lui preferiva soluzioni
più concrete e soprattutto dagli effetti più controllabili. In
ogni caso, qualsiasi cosa potesse far dimenticare ad Anya la storia della commessa
era gradita.
**********
Era ormai tutto pronto. Il cerchio sul pavimento, i simboli, le candele stranamente
si intonavano bene con le decorazioni che gli amici avevano disposto nella stanza.
Gli ingredienti erano disposti in ordine sul tavolo, intorno a un vecchio libro
aperto, poco distanti dalla torta e dai salatini.
Gli amici aspettavano impazienti l'arrivo del Signor Giles. Sedevano intorno
al tavolo, ciascuno perso nei propri pensieri. Willow e Tara si tenevano per
mano, eccitate all'idea di poter usare una nuova magia. Xander fissava Anya,
di fronte a lui, chiedendosi come fare ad indurla a perdonargli la sua distrazione.
Anya era tormentata dal problema di come convincere il negozio a restituire
i soldi del vestito. Questa volta però non avrebbe mandato Xander, ci
sarebbe andata lei personalmente a parlare con la commessa. Dawn non riusciva
a decidere fra il desiderio di vedere gli effetti dell'incantesimo o l'espressione
di sua sorella nel ricevere una camicia maschile in regalo.
Fu Willow alla fine ad alzarsi in piedi per prima e prendere l'iniziativa "Presto
Buffy sarà qui, non possiamo più aspettare!" Non era solo
la preoccupazione che arrivasse Buffy a spingerla ad agire, lo sapeva bene,
ma in ogni caso era davvero tardi.
Willow e Tara, tenendosi sempre per mano, iniziarono a leggere, lentamente,
le arcaiche parole, fissando il cerchio sul pavimento.
La luce delle candele si perdeva in quella del giorno che entrava ancora dalla
porta, filtrata dai vetri. Non era ancora notte, ma la stanza assunse subito
un'atmosfera magica, irreale, come nei sogni in cui ogni cosa appare sfocata,
sul punto di sparire, eppure concreta.
Anya e Xander, ad un cenno di Willow, versarono a turno gli ingredienti nel
braciere predisposto sul tavolo.
Le parole delle due streghe sembravano riecheggiare fra le pareti e perfino
Dawn sentì un brivido lungo la schiena.
"…che quello che lei desidera nel suo cuore compaia, qui, adesso!"
La fiammata che si sprigionò dal braciere colse tutti impreparati, ma
a sorprenderli maggiormente fu il corpo steso sul pavimento, nel cerchio dove
avrebbe dovuto esserci il regalo per Buffy.
Solo Willow più che sorpresa sembrava disperata: "Oh mio Dio, avrei
dovuto immaginarlo! Buffy questa volta mi ucciderà!"
Il corpo era indubbiamente quello di un uomo, con solo un paio di pantaloni
da ginnastica neri addosso. Al suo arrivo doveva essere addormentato, ma il
contatto con il pavimento lo aveva evidentemente svegliato perché si
mosse per sedersi e fissare il gruppo con sguardo interrogativo.
Dopo un attimo Willow ritrovò la voce: "Ciao Angel, mi dispiace
di averti portato qui, ma c'è stato un piccolo errore. Sai oggi è
il compleanno di Buffy, …sì, immagino che tu te lo ricordi,…noi
pensavamo di regalarle un vestito, ma Xander…insomma, abbiamo dovuto fare
un incantesimo, ma non per te. Noi pensavamo a un oggetto, un soprammobile,
un ninnolo, qualcosa da indossare…"
Angel, mosso da un sentimento di comprensione, decise di interrompere le confuse
spiegazioni dell'imbarazzata Willow. "A proposito di indossare, vi dispiacerebbe
darmi qualcosa per vestirmi?"
"A me sì, dispiace molto!" dichiarò con naturalezza
Anya, ignorando l'occhiata furibonda di Xander. "Sono d'accordo con Anya"
rincarò Dawn.
"Credo ci sia qualcosa nel retro" mormorò Tara, dirigendosi
dietro il bancone, seguita da Angel, desideroso di sfuggire dalla palese attenzione
delle due ragazze.
*********
Il Signor Giles, entrando nel negozio, non colse subito l'espressione affranta
di coloro che avrebbero dovuto essere occupati nei preparativi di una festa.
"Allora ragazzi, è tutto pronto. Quando arriverà Buffy"
"Fra poco" rispose una sconsolata Willow "e allora io morirò!"
Lo sguardo del Signor Giles si era finalmente fermato sul cerchio sul pavimento,
contornato da simboli, e la sua espressione, quanto tornò a posarsi su
Willow, non era delle più rassicuranti. "Che cosa avete combinato
questa volta? Angel, tu perché se qui?"
Tara e Angel erano tornati proprio in quel momento nel negozio. Avevano trovato
una maglietta bianca per Angel, ma niente scarpe. Eppure il vampiro, anche a
piedi nudi e vestito sommariamente sembrava essere, un po’ infastidito
forse, ma perfettamente a suo agio. "Vorrei saperlo anch'io Giles. Normalmente
preferisco svegliarmi nel mio letto, nella stessa città in cui mi sono
addormentato!"
Tara, sentendosi responsabile per aver avuto l'idea, si incaricò di dare
ai due le spiegazioni dovute. Angel, ascoltandola parlare, prese dal tavolo
l'antico libro di incantesimi, curioso di capire quale equivoco avesse condotto
a quella situazione assurda.
Con la comprensione però sopraggiunse anche la tristezza e il dolore.
Erano ormai passati quasi due anni da quando aveva lasciato Buffy. Due anni
in cui lei aveva vissuto la sua vita, senza che ci fosse lui a condizionarla.
Due anni di pic-nic sotto il sole, incontri con gli amici senza conflitti e
problemi, due anni di vita "normale", la vita che lui aveva voluto
per lei. C'era stato Riley che le aveva dato la felicità di svegliarsi
al mattino con accanto il proprio compagno, senza ansie e paure. Riley con cui
aveva potuto vivere liberamente ogni sua passione e istinto.
Era per tutto questo che lui l'aveva lasciata. Perché potesse esistere
nella luce, senza che la tenebra la sfiorasse mai.
Eppure, pur avendo vissuto la vita normale, che lui le aveva donato, quello
che lei desiderava non era cambiato. Forse....
“Ciao a tutti. Allora si festeggia?” Buffy era entrata nel negozio
con il sorriso sulle labbra, impaziente di passare, una volta tanto, una serata
a divertirsi con gli amici. La sua espressione però cambiò immediatamente
quando vide Angel. Non prestò attenzione al suo abbigliamento o al libro
che lui teneva ancora fra le mani. Vide solo i suoi occhi che le parlarono di
dolore, solitudine e amore. Fu tentata di correre fra le sue braccia. Qualcosa
dentro di lei le diceva che questa volta non l’avrebbe respinta, ma era
passato tanto tempo e una strana timidezza frenò il suo impulso. Si limitò
fissarlo, timorosa di sperare ancora una volta, ma anche divorata dal bisogno
di lui. Infine ritrovò la voce. “Perchè sei qui?”
mormorò titubante. “E’ il tuo regalo di compleanno!”
Spiegò subito Dawn, prima che qualcuno potesse interferire. “Infatti,”
rincarò Anya “ma non siamo riusciti a impacchettarlo.” Angel
le sorrise e mosse un passo verso di lei. Per Buffy fu sufficiente per liberarla
da ogni dubbio. In un istante si ritrovò stretta a lui, certa che questa
volta sarebbe stato per sempre.