La lettera pubblicata da Focus

Camper e bivacchi tra le basiliche

Quest'estate, grazie a Focus (n° 108) che aveva segnalato l'esistenza di una spada nella roccia e di resti architettonici di valore, mi sono recato con mia moglie a visitare l'eremo di San Galgano (dove è conservata appunto la spada nella roccia), la basilica lì accanto e la città dì Chiusdino, che diede i natali al santo.
Sapevo che la Toscana era ricca di splendide opere d'arte.
Non immaginavo invece la mancanza di rispetto verso queste meraviglie, e nei confronti di chi vuole apprezzarle.
Non è tollerabile che a ridosso di questi monumenti ci siano (come ci sono: vi allego la foto) camper, auto e bivacchi.

Ranieri Rossi

La foto pubblicata a margine della lettera


La replica inviata a Focus

Spett.le redazione di Focus,
vorrei rispondere a quanto scritto nella lettera firmata Ranieri Rossi e dal titolo

"Camper e bivacchi tra le basiliche"
pubblicata sul numero 112 alla pagina 7.

Premetto che sono un possessore di camper, presidente di una Associazione di camperisti, ma questa mia non vuol essere di parte, ma una disamina del problema in generale ed inviata a titolo personale.

Sono il primo ad affermare che siti archeologici, aree monumentali, centri storici e le infinite bellezze di cui è ricca l'Italia vadano tutelati e protetti.

Ma se a San Galgano ci fosse uno spazio, o un qualcosa che sia un parcheggio degno di quel nome, anche distante dai resti dell'abbazia, nulla osterebbe fermarsi in quello, ma allo stato dei fatti non esiste, nemmeno per le auto o gli autobus.
Quindi oltre alla zona dove sono fermi i camper, unico spazio paragonabile ad un parcheggio, la sosta dei veicoli in generale è "selvaggia" sul ciglio della stretta strada che giunge all'abbazia.
Pertanto non sarei così categorico sul fatto che chi si muove con simili mezzi non sia rispettoso dei luoghi.
Prima di fare simili affermazioni, si deve avere almeno la bontà di documentarsi.
Sicuramente il comportamento di qualcuno non è dei più cristallini dando una immagine negativa a tutto il settore, ma generalizzare mi sembra eccessivo.
D'altronde dappertutto ci possono essere le pecore nere.

Sono pienamente d'accordo che i camper, per usare un termine di moda, "hanno un notevole impatto ambientale", ma sono e devono essere considerati alla stregua di tutti gli altri autoveicoli, come chiaramente specificato nel vigente Codice della Strada.
Forse chi usa simili mezzi viene da molti criticato per partito preso o per ignoranza (non tutti sanno come funzionano ad esempio gli accessori di cui è fornito un mezzo del genere), poi forse qualche denigratore è animato da sentimenti d’invidia, guardando l'autonomia che si ha nel viaggiare in tal modo.

Certamente, visto il notevole traffico turistico, sarebbe opportuno che l'Amministrazione locale o, perché no, qualche privato lungimirante, predisponessero sistemi ricettivi, anche a pagamento, di tutti i veicoli posizionati non così a ridosso del luogo.
Sarebbe uno "sviluppo sostenibile" del territorio e del turismo.

Ultimamente il fenomeno dei camper è in rapida espansione e diventerà un problema così nessuno, per la sua fetta di competenze, si deve sottrarre alle proprie precise responsabilità.

Le pubbliche istituzioni:
come attrezzano nel predisporre parcheggi adatti ai pullman turistici, dovrebbero attrezzare parcheggi adatti alle autocaravan e quando dico adatti, intendo fruibili con collegamenti alle zone centrali delle città o della specifica meta e non "ghetti" per scacciare o scoraggiare la sosta.

I costruttori e le loro associazioni di categoria:
oltre alla promozione del prodotto, dovrebbero maggiormente pubblicizzare i lati positivi del turismo itinerante, stimolando le pubbliche istituzioni verso quelle soluzioni (di cui sopra) utili per fruire nel migliore dei modi del loro prodotto venduto.

La stampa:
oggi è in prima linea ad accogliere solo delle lamentele, ma latitante nel sostegno di iniziative dirette ad affrontare il problema camper. Potrebbe farsi promotrice di interviste ad esponenti di governo (ministri o sottosegretari) per conoscere gli intendimenti governativi per questo settore, per far sì che questo tipo di turismo trovi miglior accoglimento.
Magari Focus in prima fila, d'altro canto anch'essa vive di introiti derivanti dalla pubblicità al mondo camper, infatti sempre sul medesimo n°112 a pag. 43 l'intera pagina pubblicizza un noto costruttore di autocaravan.

Le associazioni ed i club:
ben distribuite sul territorio dovrebbero sensibilizzare le istituzioni per la realizzazione di quegli spazi di cui si è parlato più sopra, promuovendo campagne di informazione per spiegare il fenomeno del turismo itinerante, cercando di sfatare quei luoghi comuni che spesso sono legati al mezzo camper, affinché si possa essere giudicati più serenamente e in modo meno pregiudiziale.

Gli utenti di autocaravan:
debbono comportarsi nel rispetto delle regole, dell’ambiente, dei monumenti, ecc… in altre parole agendo da cittadini normali ed educati, riprendendo chiunque violi le più elementari norme del vivere civile. Questo invito tuttavia vale per tutte le categorie di turisti.

Spero che questa lettera sia pubblicata proprio per dar voce alla parità di diritti di chi sta dall'altra parte della barricata.

Con le mie cordialità
Mosè Banfi

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