CNNL Gomma Plastica 2007–2010 NO alla piattaforma Filcem-Femca-Uilcem
PRESENTIAMO IL CONTO
Con l’infausto Accordo del 23 luglio ’93 è iniziata la politica di concertazione salariale Cgil-Cisl- Uil-Confindustria-governi. Il risultato oggi è che gli indici Cee europei classificano nella “fascia di povertà” le famiglie operaie, condannate a non farcela ad arrivare alla quarta settimana e dati uffciali confermano che i nostri salari hanno perso 3.000 euro. Ed ora Filcem-,Femca-Uilcem cosa ci propongono ? La loro richiesta è di 105 euro lordi = dai 50 ai 60 euro netti a regime per un operaio di livello H o G; ancora poi, come al solito, da mediare al ribasso e ridurre a uno spezzatino di rate. Ma anche noi ci facciamo i nostri conti: solo per restituirci il maltolto ci devono un aumento di 250 euro mensili.
NO ALLA PRECARIZZAZIONE
I sindacati chimici hanno scoperto l’aqua calda “stabilizzazione occupazionale per contrastare il fenomeno della precarietà”…ma continuano a parlare di percentuali e non di eliminazione, del lavori precari. Non una parola contro la condanna a vita dei contratti a termine nel Protocollo Prodi; non una parola contro l’ Accordo di ’“apprendistato”, cioè quella finta della “formazione” che permette di sfruttare i giovani assunti per 4 anni in sottosalario e senza la certezza di assunzione. Il Cobas richiede l’abolizione dei contratti vergogna: no a un modello di lavoro che riduce le persone a merci degradate, che in qualsiasi momento vengono comprate, vendute e dismesse.
TEMPI DI LAVORO - tempi di vita
Al padronato non basta che ci siamo bloccati alle 40 ore, invece di avanzare verso quella riduzione d’orario che ha segnato la grande storia del movimento operaio; ora parlano addirittura di aumento dell’orario… “opportuni interventi di incremento del tempo lavorativo e diminuzione dei costi della mancata prestazione lavorativa". Che vuol dire? Chiaro: l’eliminazione dei primi tre giorni di mutua pagati !! E’ talmente grossa che neanche Filcem-,Femca-Uilcem la digeriscono; peccato che si affrettino subito ad aggiungere “Vogliamo continuare a negoziare sulle flessibilità, senza tabù”.
Il 14 marzo SCIOPERIAMO… ma solo per difendere il CCNL
IL NUOVO PATTO SULLA CONTRATTAZIONE MIRA A SMANTELLARE IL CONTRATTO NAZIONALECOLLETTIVO DI LAVORO (vedi analisi sul retro) CNNL CHIMICI 2007insegna...
Si sa che il Ccnl chimico è l’apripista dei Contratti del settore: vi è stato inserito l’art. 18 che sfonda la porta per la deroga allo stesso CCNL. Così recita il Protocollo Federchimica: le imprese, che denuncino difficoltà di mercato o invochino la necessità di fare investimenti per un aumento di produttività, potranno chiedere deroghe al Ccnl…dai salari agli orari, ferie e scatti di anzianità, anche peggiorando i diritti normati nei CCNL. Insomma: Filcem-,Femca-Uilcem da una parte presentano la piattaforma di rinnovo del Ccnl e dall’altra ne hanno già firmato la stessa destrutturazione concedendo le deroghe aziendali.
DEMOCRAZIA SINDACALE: volano gli stracci
Dal “rinnovato atto d’azione” di Filcem-Femca-Uilcem arriva la blindatura: 1) nessun emendamento alla piattaforma, se non con il 20% di firme dei lavoratori…che la vengono a conoscere solo nel corso dell’assemblea quando già si vota!. 2) Le Os.Ss. si attribuiscono il controllo e il veto -con provvedimenti punitivi- nei confronti delle Rsu che dissentano dalla linea imposta dal vertice…ma le Rsu non erano nate per rispondere ai lavoratori elettori ?!
LA RIFORMA DELLA STRUTTURA CONTRATTUALE (?!)
Cgil Cisl e Uil, hanno presentato le “linee di riforma della contrattazione” , ovvero del NUOVO PATTO SOCIALE che accoglie in toto il diktat di Confindustria per il ridimensionamento del CCNL, ridotto a mero “centro regolatore dei sistemi contrattuali a livello settoriale”, e viceversa potenziando la contrattazione aziendale per assoggettare il salario a variabili di mercato e di sfruttamento quali “produttività, qualità redditività, efficienza”. In sintesi, si vuole smantellare il CCNL con i suoi elementi universalistici e di solidarietà, non prevedendo più aumenti salariali uguali per tutti/e ma scaricando “il rischio di impresa” sui/lle lavoratori/trici, trasformati così in cottimisti/e alla mercè di “assetti societari, situazioni debitorie e finanziarie”. E non c’è limite al peggio: nella “ riforma” è prevista la triennalità dei rinnovi contrattuali: parlano tanto di’emergenza salariale ma poi dilazionano le scadenze degli aumenti !! Non una parola sulla reintroduzione di un meccanismo di adeguamento delle retribuzioni al costo della vita (scala mobile) quale unico strumento per salvaguardare il potere di acquisto dei salari falcidiato negli ultimi 16 anni del 30% grazie allo scellerato accordo del luglio ’93, che ha ingabbiato gli aumenti sotto il tetto dell’”inflazione programmata” nel Dpef.! Non un cenno ai processi di privatizzazione, aziendalizzazione, esternalizzazione, limitandosi a parlare di rafforzamento delle normative su appalti e cessioni di rami di azienda… ma quali normative, visto che aumentano infortuni, morti sul lavoro, sfruttamento e precarietà? E mentre smantellano il CCNL, Cgil-Cisl-Uil stanno avviando una campagna per la riduzione del carico fiscale sul lavoro dipendente, strumento -secondo loro- per “rilanciare” le retribuzioni. Ma cosa c’entra la riduzione dell’ imposizione fiscale con il potere di acquisto dei salari? Elargire una manciata di euro ai/lle lavoratori/trici attraverso una riduzione della tassazione significa solo far ricadere l’accrescimento delle retribuzioni sulla fiscalità generale… per poi provvedere tagliando i servizi sociali!. Ovvero i sindacati concertativi ci stanno dicendo che gli aumenti dovremo farceli da soli, prendendoli dalle nostre tasse, perchè non intendono più chiederli ai padroni pubblici e privati. Il risultato è che resta irrisolto il problema di fondo: adeguare il salario al costo reale della vita.
Questa è l’amarissima conclusione:
Lo smantellamento del CCNL costituisce un ulteriore attacco alle retribuzioni dei lavoratori/trici. La riduzione delle tasse è la classica foglia di fico per nascondere le complicità di Cgil-Cisl-Uil con l’attuale politica liberista che falcidia i salari.
Avviamo la vertenza e la mobilitazione per:
- il SALARIO e la SCALA MOBILE;
- la DIFESA DEL CONTRATTO NAZIONALE e per i DIRITTI SINDACALI;
- la SICUREZZA SUL LAVORO e DEL LAVORO CONTRO LA PRECARIETA’.
COBAS Lavoro Privato - CONFEDERAZIONE COBAS
ROMA, viale Manzoni 55 - Tel 0670452452 /Fax 0677206060 – email cobas@cobas.it
-sito www.cobas.it