Presentazione
Quando ero ventenne, all'inizio degli anni '70, la Chitarra, il Fingerpicking e il Flatpicking erano i miei grandi amori...
Allora era tutto diverso: non c'era Internet, non c'erano Video didattici, si viaggiava poco e quel poco era spesso fatto in autostop o, quando andava bene, in treno. Non si poteva certo, con un clic, acquistare ognibendidio dall'America.
Anche perché c'era ben poco sul mercato: al massimo, alcuni libri di Stefan Grossman o di Happy Traum... E la grande rivoluzione, a livello di sussidi didattici, avvenne con l'introduzione a fianco delle intavolature di qualche foto, a volte di difficile interpretazione, per indicare la posizione delle dita della mano sinistra...
Per il resto, ci si arrangiava come si poteva... La mia fonte primaria di informazioni era Roger Belloni (spero che il nome dica ancora qualcosa ai "vecchi" :-)) che ebbe il grande merito di introdurre molti milanesi al "Folk", come allora si usava definire genericamente la Musica Popolare Americana. Da lui ho imparato i primi Hammer On e la sua tecnica mi sembrava di un virtuosismo estremo.
Con una ragazza, fondai addirittura un duo -i Country Gamblers: chitarra e chitarra/autoharp- nome che la dice lunga su come fossimo un pò tutti sedotti da un immaginario che era bello sognare. Suonammo a volte in luoghi di Milano dal nome oramai datato: posti tipo Teatro Officina etc.
L'apice della nostra carriera :-) lo raggiungemmo organizzando -nel '73, se non ricordo male- un Folk Festival di 5 giorni al Teatro Uomo di Milano, di cui mi restano una foto e alcuni ritagli, assai ingialliti, di giornale. Il successo fu al di sopra di ogni nostra più rosea previsione e riuscimmo persino a guadagnare: mi pare, duecentomila lirette dell'epoca...
Ma quello fu il canto del cigno: vennero, infatti, lavoro, impegni, famiglia etc. etc. etc. La chitarra diventò così un oggetto da guardare con un pizzico di nostalgia. A volte, addirittura un pò ingombrante...
A 40 anni, però, ci riprovai. Era grande l'entusiasmo, ma venne ben presto tarpato, purtroppo, dall'idea malsana di "prendere lezioni". Nulla di male in ciò, solo che finii da un insegnante di "classica", che mi torturò per un anno e mezzo, obbligandomi a posizioni per me contronatura e a innumerevoli solfeggi (parlati, essendo io stonato al di là di ogni possibile immaginazione...)
Risultato: non volli più sentir nominare la chitarra e la sua sola vista per anni mi ispirò brividi di ribrezzo... :-)
Ora, giunto al giro di boa dei 50 anni, torno sui miei passi e mi dò anima e corpo al Flatpicking. Gli ausili didattici sono ottimi e abbondanti, quindi mi rimbocco le maniche e riprovo il gusto di avere i calli alle dita...
Il sito mi/ci accompegnerà durante queste nuove emozioni, vissute con la maturità della mezza età, ma con un entusiasmo che è ancora quello dei 20 anni. Perché, internamente, da allora forse poco è cambiato...
Adalberto :-)