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Johnny Cash 
Autobiography    
Harper 1997, pp.440 
 
 
 
 
 
 
Per anni, Johnny Cash ha per me rappresentato colui che musicalmente "rovinò" Maybelle Carter, sposandone la figlia June e corrompendo una tradizione musicale pura con il Country più sputtanato di Nashville... :-) 
Fortunatamente, gli anni hanno smussato questo mio integralismo giovanile e sono stato così in grado di apprezzare l'energia di Johnny Cash, così come ad esempio traspare nelle registazioni dal vivo effettuate nei penitenziari di Fulson e San Quentin.  
Questa Autobiografia è particolarmente interessante, perché permette di ripercorrere la vita di un artista che non è stato certo lineare sul piano sia artistico sia personale. A me sono -ovviamente..!.- piaciute in particolare le pagine che ripercorrono il rapporto con Maybelle Carter, perché mi hanno fatto apprezzare ancor di più il carattere e in particolare la calma non giudicante della "Grande Vecchia" della scena musicale di Nashville. 
Il libro si lascia leggere molto piacevolmente e offre, anche a chi non è un grande fan di Johnny Cash, uno spaccato della scena musicale americana particolarmente interessante. Tra l'altro, Johnny Cash è molto "signore" e non si lascia andare a malignità e pettegolezzi -come spesso invece accade in queste circostanze- e ciò contribuisce a mantenere sempre a un certo livello la narrazione di fatti e situazioni che coinvolgono anche altre persone. 
 
 
 
 
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