Osborne Brothers
The Essential Osborne Brothers Collection
CMH
Se si pubblica un CD con la pretesa che sia una raccolta essenziale degli Osborne Brothers, probabilmente si dovrebbe dare qualche informazione su chi sono gli artisti, in che periodo hanno operato, in che date sono state effettuate le incisioni, chi sono i musicisti che li hanno accompagnati...
Di tutto ciò non vi è traccia in questo scarno prodotto della CMH. A parte le solite otto righe agiografiche, al povero ascoltatore non viene fornita nessuna informazione... E ciò è particolarmente grave per un gruppo che ha mezzo secolo di attività, con tutti i cambiamenti che in un periodo così lungo possono intervenire. Infatti, quando Robert e Sonny Osborne iniziarono il loro sodalizio nel 1953, essi avevano alle spalle gia alcuni anni di lavoro, rispettivamente con The Lonesome Pine Fiddlers, Jimmy Martin, gli Stanley Brothers e con Bill Monroe.
Dopo l'inizio della collaborazione con il Grand Ole Opry nel '64, la loro musica abbandonò sempre più il Bluegrass tradizionale, con l'aggiunta tra l'altro di steel guitar, piano e percussioni. Il risultato fu una musica più "presentabile" ai Dj e alle Radio che mai avrebbero trasmesso le loro esecuzioni precedenti. Nel '76, infine, gli Osborne ritornarono a un Bluegrass acustico e più tradizionale, rivitalizzando una produzione artistica che si era appiattita sulle richieste più commerciali di Nashville.
I venti pezzi qui presentati a che periodo risalgono? La CMH non ce lo dice, ma gli sdolcinati arrangiamenti, la strumentazione e i tentativi ruffiani di piacere un pò a tutti fanno pensare che essi provengano, almeno prevalentemente, dal periodo '64-'76. A me questo Bluegrass proprio non piace... Non che nel CD tutto sia da buttare, anzi qualche emozione qua e là esso riesce a darmela, ma solo quando emergono tratti più tradizionali, che però quasi subito vengono soffocati dall'arrangiamento pretenzioso, dall'effettino che vuol stupire, dal vocalizzo pop e così via... Con una metafora culinaria, direi che il tacchino sarebbe anche commestibile, ma è stato soffocato da così tanta salsa artificiale che se ne è quasi completamente perso il gusto... :-) Infatti, non appena l'orecchio coglie passaggi abituali, che riconosce con piacere, ecco che subito interviene qualche elemento più "moderno", quasi come se il motivo fosse stato mixato con qualche battuta tratta dall'ultimo successo pop...
Insomma, questo è un CD che ascolto quando desidero avere un sottofondo musicale complessivamente piacevole, da lasciar scorrere senza impegno. Però, prima ancora che la musica finisca, mi vien voglia di un ruvido Bill Monroe d'annata...
Per concludere, segnalo una buona esecuzione di You are my Flower della Carter Family, i cui passaggi alla chitarra testimoniano che si può modernizzare un pezzo classico, pur senza affogarlo nella melassa.