I fumetti di Ciacci
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Perché un fumetto ambientato a scuola?
È molto semplice: a meno che un giovane non faccia parte di una carovana di girovaghi, alla scuola - tra lezioni, compiti, amicizie, innamoramenti, gite, preoccupazioni, paure, interrogazioni, soddisfazioni - dedica di solito molto tempo. Inoltre è un'esperienza comune alla maggior parte delle persone. C'è chi nella vita fa il vigile urbano, chi il disc jockey, ma tutti sono stati studenti e hanno ricordi di quei tempi quasi sempre molto belli, pieni di compagni di classe straordinari e spiritosissimi.
In passato poi c'erano, a seconda degli indirizzi, alcune scuole miste e altre no. Anni fa, ad esempio, vicino all'istituto Tecnico (soli maschi) c'era l'istituto d'Arte (maschi e femmine). Quelli dell'istituto Tecnico avevano degli sguardi dai quali si capiva che avrebbero dato chissà cosa pur di essere in una classe mista. Come biasimarli? Quando all'istituto d'Arte era assente il professore, gli studenti si mettevano a fare il gioco della bottiglia con baci e schiaffi per penitenza a seconda delle circostanze; al Tecnico pure, con la differenza che essendo tutti maschi volavano solo schiaffoni.
Eppure vent'anni dopo eccoli lì gli studenti del Tecnico, pronti a giurare che "il periodo più bello è quello della scuola". E forse non hanno tutti i torti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le vignette di Bruno D'Alfonso
 
     
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