2.2.11) GITE RICREATIVE E PELLEGRINAGGI
Altre attività di divertimento
comunitario della gioventù erano quelle organizzate in
parrocchia e cioè i giochi da farsi nel cortile della casa
del cappellano e qualche gita per lo più avente lo scopo
di visitare i santuari dei dintorni cioè ubicati entro
un raggio di un centinaio di chilometri. Il mezzo di trasporto
in queste gite era un camion privo di telone di copertura sul
quale si ammassavano i gitanti, seduti su rudimentali panche di
legno e spesso in piedi, fidando nella clemenza del tempo per
non arrivare a casa fradici d'acqua. La stabilità del carico
umano era dovuta principalmente all'elevato numero dei presenti
stipati entro le alte sponde del cassone e quindi al riparo da
qualsiasi sbandamento.
Alle volte, durante il viaggio di ritorno, il conducente compiva
delle deviazioni e, per sfruttare meglio il suo mezzo di trasporto,
passava da un cliente a caricare del materiale da portare a Quero.
In tale occasione i passeggeri dovevano restringersi ulteriormente
per far posto ad un comò o ad un armadio, nuovo ed imprevisto
occupante di un veicolo già sovraccarico di una merce come
i gitanti di per sé incompatibile con il veicolo stesso
sia per le disposizione di legge relative ai trasporti su strada
sia per i pericoli e la scomodità di viaggio dei passeggeri.
Paradossalmente, essendo la costipazione dei passeggeri una garanzia
per la loro stabilità, la diminuzione dello spazio disponibile
che si veniva ad avere, serviva per aumentare la sicurezza delle
persone durante tutto il viaggio anche se a prezzo di un aumentato
loro disagio. Nonostante tutto le gite riuscivano sempre piacevoli
e molto partecipate.



