2.2.12) IL FILO'
Le invernate, quando io ero giovane,
erano molto più fredde di quelle attuali, o forse sembravano
tali per la scarsa possibilità di proteggerci riscaldando
case d'abitazione e in genere i luoghi di ritrovo o di convivenza.
Per passare delle piacevoli serate in compagnia esistevano allora
dei locali che, nonostante fossero i meno indicati sia dal punto
di vista igienico e sia per le scadenti comodità offerte,
venivano sistematicamente usati per organizzarvi delle piacevolissime
serate. Erano le stalle dei contadini: un ambiente che, ai nostri
giorni, farebbe sicuramente inorridire. Mentre la temperatura
esterna toccava i venti-venticinque gradi sotto zero, dentro le
stalle persisteva una temperatura di trenta, trentacinque gradi
sopra lo zero e dovuta alle mucche e al loro modo di respirare
che produceva un'atmosfera molto calda, carica di umidità
e di un odore tutt'altro che piacevole che impregnava i nostri
abiti ma che, trascorso un breve periodo di assuefazione, non
era da noi più percepito. Gli escrementi delle bestie erano
sistematicamente scaricati nel fosso che attraversava tutta la
stalla e vi restavano a lungo spandendo nell'ambiente un odore
tutt'altro che piacevole. I sedili, costituiti dagli scomodi sgabelli
a tre gambe normalmente usati dai contadini per la mungitura,
erano la sola componente dell'arredamento disponibile. Il locale
era sorvegliato da almeno una delle mamme delle ragazze presenti
la quale in un angolo della stalla confezionava a mano delle calze
o dei maglioni con i ferri da lana, ma che in realtà presiedeva
la serata allo scopo di poter, in qualunque momento, fungere da
testimone della correttezza della stessa. Questo non è
un aspetto secondario di quei tempi nei quali era fondamentale,
non tanto la salvaguardia vera della moralità, quanto invece
quella dell'immagine, diffusa in paese a piene mani, delle ragazze
da marito. La prova dell'incongruenza di tale modo di fare è
data dal fatto che anche allora, nonostante tante precauzioni,
non mancavano affatto le ragazze-madri nonostante questo avvenimento
fosse in quei tempi considerato cosa scandalosa!. Negli anni che
hanno fatto seguito al periodo qui narrato le cose sono migliorate
e questo falso perbenismo è pressoché scomparso.
Oggi il comportamento della gente, se da un lato è più
spregiudicato e troppo accondiscendente con la gioventù
soprattutto nei riguardi delle questioni sessuali, dall'altro
si dimostra più veritiero e privo di falsa moralità.
C'é un'altro aspetto che vale la pena di rilevare. Oggi
i divertimenti invernali dei giovani sono totalmente diversi da
quelli appena descritti. Al filò nelle stalle è
subentrata la settimana bianca che molti giovani passano nei mille
centri per sport invernali oggi a disposizione. Mi risulterebbe
che spesso ci si reca in tali centri non tanto per praticare lo
sport quanto piuttosto per incontrarsi la sera negli appositi
locali spesso lussuosi e nei quali si può disporre di piscine
riscaldate, moderne discoteche ed anche di centri benessere con
saune ed altri particolari trattamenti della persona. Ora paragonare
tutto questo con le nostre stalle puzzolenti dà veramente
la misura dei cambiamenti intervenuti nel frattempo. Io credo
però che ad un miglioramento così rilevante non
corrisponda altrettanto progresso nei riguardi del divertimento
che i moderni giovani ne possono ritrarre, credo invece che le
nostre missioni fuori paese fatte con trasferimenti in bicicletta
ad una temperatura rigidissima e la successiva permanenza al fetido
caldo delle stalle fossero, paradossalmente, più belle.
Ma forse questo non è altro che mitizzazione dei ricordi
giovanili fatta da chi, come chi scrive, è molto avanti
con gli anni!

