2.7.3) L'IMMIGRAZIONE
Tra i molti e vistosi cambiamenti verificatisi
nell'ultimo mezzo secolo e che mi preme, assieme agli altri già
messi in luce, qui citare, è il vero capovolgimento verificatosi
nel movimento dei lavoratori da e per l'estero. Come ho già
avuto modo di spiegare, un tempo erano i miei compaesani ad emigrare,
oggi sono invece i nostri paesi ad essere oggetto di una immigrazione
fin troppo numerosa. Ciò che meraviglia non è solo
la citata inversione di tendenza ma anche la profonda diversità
dei modi in cui essa avviene. Quando erano i veneti ad emigrare,
lo facevano con la destinazione ed il posto di lavoro già
fissati, sottostando a controlli severissimi e necessari per garantirne
la salute e la moralità, e quel che più importa
esportando in tutto il mondo la laboriosità, la serietà
e l'ingegnosità di bravi operai. Non mi sento di ammettere
che lo stesso accada con gli attuali immigrati. Senza voler passare
per razzista mi sento di riportare qui la mia impressione che,
assieme all'arrivo di bravi operai che stanno dando un importante
contributo nella esecuzione di lavori manuali che molti miei concittadini
oggi rifiutano, sia stato favorito l'arrivo in Italia di coloro
che altrove non avrebbero trovato accoglienza per i motivi più
svariati non esclusa la mancanza dei requisiti necessari per averla.
continua