L'unica fonte di calore in grado di apportare
reali e benefici effetti durante le fredde serate invernali era
data dalla folla di spettatori presenti che, in numero eccessivo
rispetto alla capienza della sala, riusciva perfettamente allo
scopo. L'impianto fisso era, infatti, costituito da un'unica apparecchiatura
posta in prossimità dello schermo e che non si poteva nemmeno
chiamare stufa a legna Si trattava, infatti, del classico fusto
o barile un tempo adibito al trasporto del
petrolio agricolo cioè
di un contenitore circolare in sottile lamiera del diametro di
circa 70 cm alto un metro e venti e che veniva totalmente riempito
di segatura di legno lasciando un foro centrale di circa 20 cm
dove appiccare il fuoco. Nella segatura erano immersi dei pezzi
di legno stagionato che, una volta raggiunti dalle fiamme, si
facevano notare per l'improvviso ed accentuato aumento del calore
emesso dalla "stufa" e pienamente percepibile anche
dalla sala, visivamente, come vedremo. L'accensione era facilitata
da un'abbondante aspersione di alcol con un'operazione estremamente
pericolosa vista la possibilità d'incendio che poteva benissimo
derivarne. Il camino era costituito da un normale tubo da fumo
in lamierino che saliva in verticale per circa tre metri per poi
uscire all'esterno attraverso il muro perimetrale dopo aver compiuto
una deviazione di 90 gradi. La notevole lunghezza del camino trovava
la sua giustificazione nella necessità di aumentare al
massimo la superficie radiante della originalissima stufa. Il
fuoco durava sì e no un'ora durante la quale non poteva
che contribuire in minima parte a produrre il calore necessario.
Inutile far rilevare la pericolosità rappresentata da un
bidone arroventato posto a contatto con il pubblico e entro un
locale con molte strutture e l'arredo in legno e paglia quale
erano le sedie presenti in sala. Era invece molto caratteristica
la rotonda immagine rossa del coperchio reso incandescente dalle
fiamme che riluceva in fondo alla sala, appena sotto lo schermo
nella penombra della proiezione, incandescenza più pronunciata
ogniqualvolta, oltre alla segatura, andava in fiamme qualcuno
dei rari pezzi di legno presenti all'interno del bidone.
Interessante anche il modo escogitato da alcune anziane ed assidue
frequentatrici del cinema che assistevano alle proiezioni anche
nei giorni nei quali, per la scarsa affluenza del pubblico, veniva
a mancare il riscaldamento naturale di cui si è detto.
Ebbene tali spettatrici si portavano da casa la "bottiglia"
dell'acqua calda costituita, alcune volte, dal classico recipiente
ovale in lamiera zincata ma spesso anche da una vera e propria
bottiglia in vetro che appoggiata sulle ginocchia e ricoperta
da una coperta da letto, riusciva, assieme all'entusiasmo per
lo spettacolo, a mitigare il freddo intenso del cinema.
continua