Coltan, cellulari e altro
Il coltan è una specie di sabbia nera leggermente radioattiva formata dai minerali di
colombite e tantalite dalla cui contrazione deriva il nome "coltan". Dal coltan viene estratto il tantalio, un metallo raro, molto duro e resistente alla corrosione, usato per la costruzione di turbine aeronautiche e per la fabbricazione di condensatori elettrici di piccole dimensioni. E' usato per aumentare la potenza degli apparecchi riducendo il consumo di energia.In Congo si combatte ormai da 4 anni. E qualcuno rimpiange oggi, nel 2001, persino lo spietato Congo belga di Leopoldo I.
Ora Uganda, Ruanda, Zimbabwe ed Angola sono presenti con proprie truppe e il loro ritiro è uno dei punti controversi dell'applicazione degli accordi di pace di Lusaka del 1999.
Nel 1994 il genocidio e la guerra civile ruandese provocano un enorme flusso di profughi: oltre un milione, verso il Congo (allora ancora Zaire). Il Congo importa disperati disposti a tutto per vendicare pulizie etniche subite da hutu e tutsi. Nel 1996, in settembre scoppia la guerra nella regione del Kivu (a est del Paese). A guidare i ribelli è Laurent Desiré Kabila, con il sostegno dei governi di Ruanda (ormai saldamente in mano ai tutsi) e Uganda.
Nel '97 Kabila avanza verso la capitale mentre le forze armate regolari si dissolvono. Il 17 maggio Kabila si proclama capo dello Stato subito dopo la partenza da Kinshasa del maresciallo Mobutu Sese Seko al potere da 32 anni, da quando lo Zaire era diventato indipendente dal Belgio. Il paese torna a chiamarsi Congo (repubblica democratica) e Kabila assume pieni poteri, reprimendo brutalmente ogni opposizione interna.
Nel '98, in agosto, scoppia una nuova ribellione nel Kivu, questa volta contro il regime di Kabila, da parte di ex militari zairesi e miliziani banyamulenge (congolesi tutsi di origine ruandese). La rivolta si trasforma rapidamente in una guerra regionale con l'intervento di Ruanda, Burundi e Uganda a fianco dei ribelli e di Angola, Namibia e Zimbabwe a sostegno di Kabila.
Il 18 aprile 1999 Kabila e il presidente ugandese Yoveri Museveni firmano in Libia un accordo che prevede un cessate il fuoco e il ritiro delle forze straniere, ma il conflitto continua. Il 10 luglio un nuovo accordo viene firmato da Kabila e i suoi alleati, oltre che da Uganda e Ruanda, ma anche questo accordo viene disatteso. Secondo fonti Onu continuano i massacri e le violenze. L'ONU, finalmente, interviene nel febbraio 2000, inviando 5.537 soldati: il 17 giugno l'Onu approva una risoluzione in cui ordina il ritiro di tutte le forze straniere. Ma non fissa una data limite e tutto, o quasi, resta come prima.
Il 6 dicembre 2000 le parti in conflitto, fatta eccezione per uno dei tre movimenti ribelli, firmano un accordo di disimpegno delle loro forze per permettere il dispiegamento della forza dell'Onu. Promesse vuote, perché nessuna delle Potenze confinanti vuole lasciare il Congo per prima, nessuna delle fazioni vuole disarmarsi. A gennaio Kabila è assassinato e il parlamento proclama presidente suo figlio,
(tratto dal sito RAI)