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"Il concorso

Il concorso Adriana Revere*

 

Nell’intento di rendere sempre più interessante la locale attività del Talmud Torà e consolidare lo spirito degli allievi, che ormai si stavano riducendo di numero, nel 1952 pensai di stimolare la loro attenzione invitandoli ad una gara di composizione italiana su argomento ebraico ed estesi l’invito anche agli altri giovinetti ebrei spezzini.

Confesso che, malgrado la cosa mi costasse anche un notevole sacrificio economico, a causa delle precarie condizioni economiche della mia famiglia e mie – mio padre disoccupato, io poco più che manovale, una famiglia di cinque persone, nessun segno di solidarietà né gentile, né tantomeno quella ebraica così decantata dalla leggenda – stornai dal bilancio familiare mille lire. Le suddivisi in due premi da lire cinquecento ciascuno da assegnare uno ad allievo di scuola elementare ed uno ad allievo di scuola media inferiore.

Indissi la gara e la dedicai alla memoria della bambina ebrea, nostra concittadina deportata con i genitori: ADRIANA REVERE. In tal modo volevo che si ricordasse il martirologio ebraico; volevo che questo ricordo avesse a simbolo quello che più di tutti era caro al cuore degli ebrei spezzini.

Mai avrei immaginato il grande sviluppo dell’iniziativa ed il successo. Quasi sono sgomento oggi, ottobre 1976, che siamo alla vigilia della XXIV edizione.

Dunque lo sprone che ricevetti in famiglia – particolarmente da mia madre, mio padre e mia moglie - anch’essa preoccupata come me per la sorte futura della Sezione, fu commovente ed aumentò negli anni seguenti. Si può dire che il successo fu in gran parte il risultato dell’incitamento dei miei cari.

L’argomento che prescelsi per il primo concorso verteva semplicemente su una Ricorrenza ebraica. A far parte della commissione chiamai la maestra Pina Passalacqua Misul – mia moglie –, l’avv. Ugo Ayò, il Delegato di Sezione Giuseppe Cremisi.

Risultarono vincitori per la scuola elementare Augusto Caffaz e per la scuola media Clelia Caffaz.

Ma i premi vennero restituiti per permettere di ripetere il concorso l’anno successivo perché la cosa era piaciuta ai correligionari.

Nel 1953 aggiunsi di mio ancora qualche soldo al monte premi perché volle partecipare anche la scuola ebraica elementare di Genova e singoli allievi ebrei genovesi della scuola media. Ancora una volta si profilava un successo. Riuscii a raccattare alcuni contributi locali ed il montepremi si trovò dotato di lire quattordicimila.

Con la cifra di cui sopra fu possibile coprire il monte premi ed acquistare una targa in argento del valore di lire seimila.

Se la seconda edizione del concorso ebbe successo, lasciò, tuttavia, alcuni strascichi: la targa sarebbe piaciuta a Genova, ma venne assegnata al Talmud Torà di La Spezia, che a parità nel numero dei partecipanti aveva riportato una miglior valutazione complessiva; inviato l’importo dei premi spettanti ai concorrenti genovesi alla maestra Fajraisen, non risultò che questi fossero stati consegnati tempestivamente agli aventi diritto per cui, la Comunità di Genova mi trasmise una protesta a cui potei rispondere, tranquillamente, fornendo la ricevuta della raccomandata e dell’assegno che dimostravano con quanta sollecitudine avevo compiuto il mio dovere. Naturalmente Genova si guardò bene dallo scusarsi.

Ancora, la zia di Adriana, Sig.na Silvia Revere di Torino – che poi sarebbe divenuta la preziosissima animatrice dei concorsi successivi – protestò per non essere stata informata dell’iniziativa. Però io non sospettavo dell’esistenza della Signorina.

Comunque la commissione esaminatrice, che come la prima volta si era riunita nella mia abitazione, per questa seconda edizione, era composta dalla maestra Pina Passalacqua Misul, dalla maestra Fajraisen di Genova, dall’Avv. prof. Ugo Ayò.

Dunque, in seguito agli strascichi di cui sopra decisi di non proseguire nell’iniziativa, ma, pressato da familiari e correligionari, non solo ritornai sul mio proposito, ma su consiglio dell’Avv. Ayò presi contatti con l’Associazione degli Insegnanti Ebrei d’Italia – Histadderuth HaMorìm – presieduta dal prof. Marcello Morpurgo e l’Associazione fece propria l’iniziativa. Per alcuni anni ancora la sede fu lasciata a La Spezia ma dopo una diecina di anni fu trasferita a Milano.

A presiedere il nuovo comitato fu chiamato il Prof. Rav David Shaumann, Rabbino Capo di Genova, membri rappresentanti dell’Histadderuth HaMorìm, dell’Unione ed io per La Spezia; il tutto con il benestare dei parenti paterni e materni della piccola martire.

Il concorso, da allora, non ha conosciuto soste, salvo che in una sola occasione, nel 1973, per la necessità di trasformarlo in istituzione permanente.

Da allora l’iniziativa è passata di successo in successo sia sotto il profilo della partecipazione che quello economico. E stabilitane la sede a Torino, appassionato è stato il contributo morale e finanziario della Sig.na Silvia Revere che ottenne tangibili sostegni da Banche, privati ma non da Enti ebraici nazionali diversamente dal passato.

Oggi i fondi disponibili consentono di guardare con fiducia alla continuità dell’iniziativa e la somma depositata presso il Banco S. Paolo di Torino assomma a circa quattordici milioni.

Ora voglio ricordare gli anni nei quali il concorso “Adriana Revere” ha avuto un particolare successo.

1959 – Si volle commemorare il centenario dell’Unità d’Italia ed il cospicuo contributo ebraico alla stessa. La scelta ebbe anche eco in Parlamento ove l’On. Viola, presidente del Nastro Azzurro, invitò tutte le scuole italiane a seguire l’esempio dato da quelle ebraiche e lo stesso Onorevole mi inviò una lettera di congratulazioni che, purtroppo, temo di aver smarrito. Numerosi furono anche i premi di rappresentanza, ricordo quelli dell’Ambasciatore di Israele, del prefetto di La Spezia, del Sindaco di La Spezia, della Camera di Commercio locale.

I965 – Estendemmo il bando anche alle scuole medie superiori, sia pur in via occasionale e ricordammo il ventennale della Resistenza. Anche in questa occasione pervennero numerosi premi tra cui medaglie d’oro del Comune di La Spezia e del Prefetto, d’argento della Camera di Commercio, altre dell’Ambasciata di Israele ed esponemmo i premi in una vetrina della Ditta Spagnoli, Corso Cavour, La Spezia.

1972 – volemmo ricordare il venticinquesimo anniversario della ricostituzione dello Stato di Israele.

Dopo il 1965, a causa dell’imponente lavoro a cui ero sottoposto per l’organizzazione, il concorso trasferì la sede principale a Milano, come ho già detto e dal 1973, a Torino.

Devo riconoscere che la qualità dei temi è sempre stata pregevole e forse sarebbe bene, un giorno, poterli raccogliere e pubblicare. Mi piacerebbe dedicarmi a questo compito non facile perché sono sparsi fra La Spezia, Milano e Torino.

Concludendo queste brevi note, formulo l’augurio che il concorso “Adriana Revere” sia servito e serva, come è nello spirito suo, a ricordare il martirologio ebraico e a dare un contributo, anche se modesto, alla diffusione ed alla conservazione della cultura ebraica tra i nostri ragazzi. Auspico, inoltre, che possa durare a lungo e gli argomenti che verranno prescelti di volta in volta siano di genuino interesse.

 



* copia integrale di quanto riportato nel “Giornale Diario della Sezione Israelitica di La Spezia” di Aharon Adolfo Croccolo in data 28-5-I975 – I volume

 

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