CONCORSO “IL DOLCE STILE ETERNO” 2008 Poesia segnalata RONDO’ PER UN RONDONE di CARLO DI GIFICO (Genova) Dopo un’acquata sulle acacie e i fiori il sole si affacciò, si arrese il vento e l’aria fresca si affollò di odori, sposandosi col nostro sentimento. Stillar di pioggia i rami davan lento. Tornava il mormorio di primavera. Dei cari suoni si riudì l’accento che accompagnò il fiorire della sera. D’idillio fu per noi quell’atmosfera, sull’erba stesi a contemplare il cielo, quando un rondone come freccia nera attraversò dei rami il fitto telo. Cacciò, deviò e in un lampo tornò in cielo. Con l’ali lunghe, a ferro di cavallo, leggero, affusolato è come stelo, coda forcuta, non commette fallo. Inerti ha i piedi e in volo è un vero sballo. Si accoppia in aria, uccel fedele e gaio. Fa il nido, lo difende come un gallo dal suo nemico, il falco lodolaio. Abita tetti, crepe, lucernaio in zone ricche d’insetti e colori. Sulla terrazza ne vorremmo un paio, ospiti cari in mezzo ai nostri fiori.