PRODUZIONE
DI UN VIDEO PER LA CLASSE E DALLA CLASSE
di Amelia Cepollaro
La
videocamera in classe può essere utilizzata principalmente per due scopi:
1.
Per ‘studiare’ i propri
discenti. Infatti, riprendendoli, l'insegnante ha la possibilità di osservare
gli studenti durante la produzione orale, la loro comunicazione non verbale, il
livello di partecipazione, ecc. Può essere uno studio da fare con la classe in
un momento successivo per analizzare le eventuali imperfezioni dei discenti,
scoprirne le lacune e lavorarci su insieme. Anche la comunicazione non verbale
è importante. Osservando il video si può aiutare lo sviluppo della competenza
extralinguistica. La presenza di una telecamera potrebbe turbare gli studenti,
provocando una sorta di filtro affettivo. Tale problema può essere ovviato con
l’abituare la classe ad una telecamera fissa, che diventerebbe un oggetto
consueto ed innocuo. La ripresa video quindi privilegia il processo di
formazione dei discenti: l'obiettivo principale è allora di utilizzare questo
mezzo per la restituzione immediata in immagine di ciò che si fa in classe. Non
solo, ci si può soffermare sull'immagine facendo pause, si può andare avanti o
indietro, trovando ciò che si vuole analizzare. Il rispetto di alcune semplici
regole sarà utile per evitare la reazione negativa da parte della classe:
a)
Il video girato in classe deve
restare di ''proprietà'' del gruppo filmato.
b)
Gli obiettivi pedagogici devono
essere chiari a tutti come devono essere chiare le attività che la classe si
accinge a fare.
c)
Ogni situazione filmata deve
essere oggetto di un processo interattivo di cui lo schema potrebbe essere il
seguente:
v
Definizione della situazione (intervista,
dibattito, ecc.).
v
Definizione degli obiettivi
pedagogici.
v
Definizione della durata (consigliabile
dai 5 ai 10 minuti massimo).
v
Analisi successiva degli
elementi linguistici ed extralinguistici con
la classe.
v
Fare il punto su ciò che si è
visto dando eventuali attività di rinforzo e di recupero.
v
Fare un continuo feedback.
Inoltre,
tramite lo studio dei filmati girati ogni studente, rivedendosi, conoscerà
meglio se stesso e gli altri membri della sua classe, in quanto il video mette
in risalto cose che in altri momenti sfuggono all'attenzione.
2.
Si può usare la telecamera
nell'ambito di un progetto di classe. Ed è di questo uso che ci occuperemo in
quest'articolo. In un progetto di classe in generale e nella realizzazione di un
video in particolare, vi sono almeno 6 fasi da seguire.
Prima fase: sensibilizzare gli studenti.
Questa fase stimola la motivazione, il desiderio di creare e gestire per avere
un prodotto finito tangibile. In questa fase sarebbe utile far vedere lavori di
altre scuole o classi per sollecitare il desiderio di realizzare un progetto.
Seconda fase: definizione del
progetto. Si raccolgono e si valutano le idee di ogni membro del progetto. Si
elencano anche i materiali di cui si ha bisogno (telecamera, treppiede, cassette
video, batterie).
Terza fase: dopo aver scelto l'argomento e
fatta la lista del materiale necessario, si passa alla programmazione della
scenografia. A questo punto sarebbe bene avere uno schema Story board che aiuti a immaginare e a mettere su carta le diverse
fasi e i diversi video-grammi (frames).
Un
esempio di story board potrebbe essere
il seguente:
Argomento:
Classe:
SCENA N.
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Scena riassunto |
Attori |
Audio |
Video
Durata min, |
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Quarta fase: si passa quindi alla
realizzazione delle scene, girandole e montandole.
Quinta fase: si visiona il materiale
girato e si valuta il lavoro fatto. Nel caso, si apportano correzioni,
altrimenti si avrà il video finale.
Sesta fase: il video di classe può essere
usato per fini didattici anche dagli altri insegnanti e può essere oggetto di
studio e approfondimento.
La realizzazione del video aiuta lo studente a prendere coscienza del
proprio aspetto cognitivo ed affettivo, dando infatti la possibilità di vedersi
e rivedersi più volte e di realizzare un’analisi approfondita. É infatti
possibile soffermarsi su alcuni frames
per analizzarli e approfondirli. Il video diventa così un mezzo di
comunicazione attivo.
Da un punto di vista pedagogico vediamo che, per esempio, nella prima fase,
nella ricerca cioè dell'argomento, si approfondisce la produzione orale con
conseguente sviluppo del lessico, degli atti comunicativi relativi
all'argomentazione, ed altri aspetti ancora.
La redazione della scenografia dà vita alla competenza scritta,
approfondendola e migliorandola.
Le ripetizioni delle scene prima di girare e durante mette in pratica la
creatività della simulazione e dei role
play.
L'elaborazione dell'audio in voce fuori campo sulle immagini, per esempio,
permette sia lo sviluppo della competenza scritta, sia quello della fonetica
dando la possibilità allo studente di correggersi.
Conoscere sin dall'inizio le fasi diverse da seguire rassicura il gruppo e
permette a ciascun membro di procedere
e andare avanti col proprio ritmo.
La fase della ricerca dell'argomento determina lo stile della produzione e
le modalità di scelta di ogni membro del gruppo. Come abbiamo già detto,
questa attività favorisce un lavoro lessicale e di produzione orale. A seconda
del livello degli studenti, il lavoro, che potrà cominciare dalla lettura di
riviste, di giornali, dalla visione di foto o da griglie di analisi, aiuterà lo
sviluppo di tali competenze.
Nel
progetto di classe si possono dividere gli studenti in 3 gruppi:
1)
gruppo che si occupa della parte
tecnica
2)
gruppo che si occupa della
gestione del materiale
3)
gruppo che si occupa di
rielaborare, di redigere la scenografia, eccetera.
Naturalmente,
i tre gruppi lavoreranno insieme ed esisterà
sempre comunicazione fra loro.
Il lavoro di realizzazione di un video non ha certo come scopo quello di
trasformare gli studenti di lingua in tecnici cinematografici, ma piuttosto di
far riconoscere delle norme di scrittura standardizzate e far conoscere ed
utilizzare la retorica televisiva che sarà poi un elemento aggiuntivo
per la comprensione di un documento audiovisivo nella lingua straniera.
Per prima cosa dunque si da agli studenti quel minimo di direttive tecniche
che gli servono per realizzare il filmato. Infatti, è importante sapere come
muoversi con la telecamera, l'angolo di ripresa, la profondità di campo, il
piano americano, panoramico.
Si
potrebbe cominciare dando alla classe le seguenti vignette:
| Un'immagine non è mai una copia della realtà, è un'altra cosa. L'inquadratura, la luce, l'angolo di ripresa creano un'altra realtà |
![]() |
![]() |
|||||
![]() |
![]() |
||||
Dopo
aver fornito anche un glossario tecnico minimo, si passa alle sopra esposte fasi
di un progetto di classe.
Per capire
un'immagine bisogna saperla leggere, bisogna cioè avere delle conoscenze.
|
Angolo
di ripresa |
Altezza
dell'obiettivo della camera in rapporto al soggetto filmato |
|
Piano |
Un'unità
di una sequenza narrativa. Primo piano, primissimo piano, piano americano,
panoramica, ecc. |
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Controluce |
Quando
la camera è situata davanti al sole e il soggetto è quindi ombrato |
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Relazione
immagine-testo |
Complementare:
le informazioni date, non identiche, dal canale visivo e verbale arrivano
nello stesso tempo |
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Ridondanza:
si ha la stessa informazione, contemporaneamente dai due canali |
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Opposte:
contraddizione tra l'informazione del canale visivo con quella del canale
audio. |
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Storyboard |
Rappresentazione
visiva e tecnica del filmato |
Creazione di un documento audiovisivo in pratica:
Dopo la fase di discussione e dopo aver trovato
l'argomento
Genere
televisivo: Reportage
Durata:
30 minuti
Argomento: La
comunità italiana nel nostro Paese
Classe: italiano Liv.medio
SCENA N. 1
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Scena riassunto |
Attori |
Audio |
Video
Durata min, |
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1 |
Telefoniamo
al sig. Rossi |
Tutta
la classe e Giorgio parla. |
Buongiorno,
sono Giorgio X e faccio parte di un progetto ….. |
Piano
americano 2' Su
Giorgio e poi panoramica |
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|
Rappresentante
della comunità e gli chiediamo un appuntamento per intervista |
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2 |
Giorgio
riferisce alla classe della telefonata. |
Giorgio
e la classe |
Dunque,
abbiamo l'appuntamento alle 17.00 . Non possiamo andarci tutti. Clara e
Roberto vengono con me. |
Primo
piano su 1 Giorgio
e poi brevi
primi piani Sulla
classe |
|
|
Giorgio,
Roberto e Clara salutano la classe e vanno. La classe dopo un po' va via
anche lei. |
tutti |
musica |
Piano
sui tre e poi 30'' Sulla
classe. |
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4 |
Si
chiude la porta. L'aula è vuota. |
nessuno |
musica |
Panoramica
aula 30'' Primo
piano porta |
In tal modo, gli studenti così avranno la possibilità di confrontarsi con
un madrelingua e di mettersi in situazione di immersione linguistica.
Svilupperanno una comprensione ed una produzione orali e, ancor prima, avranno
sviluppato una produzione scritta (per la stesura dell'intervista).
Quasi
sempre nei progetti di classe gli studenti vanno divisi in gruppi. Ogni gruppo
ha un lavoro da svolgere che poi comunicherà agli altri gruppi. Per facilitare
la comunicazione sarebbe bene scegliere un leader
con la responsabilità del lavoro ed il compito di mettere in contatto i gruppi
(vedi cooperative learning).
Il compito più importante dell’insegnante è quello di tener sempre ben presente il lavoro da fare e le sue diverse fasi. E qui torna utilissimo l'uso dello storyboard al quale si potrebbe aggiungere una colonna immagine in cui si disegna la scena!
Insomma, con il video si possono sviluppare e approfondire le quattro abilità di una lingua straniera, ma anche quella competenza extralinguistica fondamentale che troppo spesso viene trascurata. Si parla, per esempio, della cinesica, cioè della gestualità, dello sguardo, della postura del corpo; della prossemica, di come avviene un'interazione faccia a faccia fra popoli, la distanza fra i due interlocutori, ed altro ancora.
Tutto
questo può essere oggetto di studio in classe durante la realizzazione del
progetto e nella successiva analisi di approfondimento degli argomenti e dello
studio degli intervistati.
Per
ovviare all'eventuale stress degli studenti durante le riprese, si può
consigliare loro di far ricorso a tecniche di respirazione utili in qualunque
situazione di ansia, rassicurandoli sulla libertà di scelta circa la sequenza
del filmato alla quale partecipare. L'unica regola, naturalmente, è che tutti i
membri del gruppo, prima o poi, dovranno interpretare un ruolo. L'obbligo di
essere filmati deve essere interiorizzato dallo studente, che si dirà ''ora
tocca a me'' quando sarà pronto.
I
problemi pratici che in genere si incontrano in questo tipo di utilizzazione del
video sono legati:
| al tempo: introduzione del progetto nel
programma del corso; |
|
| all'organizzazione del progetto: cambiamenti
nelle ore di lavoro, problemi amministrativi, ecc. |
|
| al costo del materiale. |
È
molto importante che, oltre all'insegnante e alla classe, nel progetto sia
coinvolta anche la scuola che deve appoggiare ed aiutare la sua realizzazione,
dando lo spazio ed il tempo necessari all'elaborazione del video.
Non sempre purtroppo questo risulta facile!