Il circolo virtuoso
1/11/2003 - Finanziaria, piu' fondi alla ricerca dai proventi del Lotto


Questa è la prima notizia storicamente accertata relativa al discusso emendamento che, nel 2003, sconvolse il mondo della ricerca italiano. Come noto, fu in seguito approvato in forma modificata: le risorse per la ricerca sarebbero state raccolte da tutte le forme di gioco d'azzardo, con la porno-tax e con nuove accise sui superalcolici.

Il Governo iniziò un'imponente campagna di comunicazione per sostenere il circolo virtuoso vizio-ricerca. Tra le innumerevoli iniziative ricordiamo le magliette "Io sostengo la ricerca" distribuite in migliaia di riunioni degli alcolisti anonimi, la biancheria intima hard "I (cuoricino) ricerca" e il fortunato (e ambiguo) spot in cui un fumatore, rivolgendosi al pubblico, diceva "Soldi in fumo ? Non tutti. Una boccata è per la ricerca. Ricorda: nulla si crea e nulla si distrugge. A parte te".
Su tutte le schedine del Totocalcio, inoltre, fu impressa la scritta "Provare e riprovare" accanto all'effigie di un Galileo ammiccante, il cui fumetto recitava "Eppur si vince".

Anche i privati si mossero: non era ad esempio infrequente trovare nelle hot lines scritte del genere "Non essere timido! Chiama ora e sostieni la ricerca!" e un intero nuovo filone di film hard venne ambientato in dipartimenti universitari e istituti CNR (di culto, per gli amanti del genere, titoli come "Fallo per la scienza", "Piaceri di caste dottorande" e lo scanzonato "Ricercatori e ricercavacche").

Lo stesso mondo della ricerca sembrò dirsi "A la guerre comme à la guerre" e adottò misure adeguate, ad esempio autorizzando la vendita di liquori e materiale pornografico nei propri edifici o parametrando il livello di finanziamento dei dipartimenti alla quantità di biglietti della lotteria venduti da docenti e ricercatori, che spesso, indossando pittoreschi costumi, tentavano alle porte d'ingresso delle Facoltà studenti e passanti con ogni sorta di lotteria.

L'attività di ricerca subì sensibili mutamenti di indirizzo. Declinò l'interesse per aree giudicate infruttuose come nanotecnologie, telecomunicazioni e bioingegneria, mentre grande impulso ebbero statistica e teoria dei giochi.
Impossibile dare conto qui di tutti gli studi realizzati in quegli anni, dall'imponente lavoro sulle serie storiche del Lotto condotto all'Università di Roma "La Sapienza" (in seguito "La Smorfia") all'ideazione del metodo Saint Vincent, alla copiosa produzione di saggistica ("Vinci al Totocalcio con un Nobel", "Razionalità, probabilità e puro culo nello scopone scientifico", "Il ricercatore come giocatore: da Dostoevskij a Fermi", "Problemi di erezione in un campione di maschi adulti e calo dei finanziamenti alla ricerca - un'analisi comparata").

Ma chi va con lo zoppo.. Non passò molto e ampi settori del mondo della ricerca si resero conto che avrebbero potuto incassare assai di più entrando essi stessi nel business del vizio, di cui fino a quel momento erano stati incolpevoli sfruttatori.
In pochi anni si formarono potenti gangs rivali, che, dopo il fallimento di un vertice segreto ad Erice, iniziarono a combattersi a vicenda senza esclusione di colpi: saggi diffamatori, esperimenti pilotati, dimostrazioni zoppicanti verificate a suon di mitra e sabotaggi ad attrezzature di laboratorio erano all'ordine del giorno.

Non si contano vendette e omicidi esemplari: cadaveri infilati in acceleratori di particelle, dissezioni eseguite sui rivali in aula di anatomia, perfino l'agghiacciante realizzazione di docenti transgenici, degna della fantasia di Todd Browning.
Nulla fu lasciato intentato dai "baroni" della mafia tra i cui coloriti nomi spiccano "FatCat" Rubbia, Tony "Little God" Zichichi e Mama "CoregaTabs" Montalcini. Nessuno osava contrastarli e i risultati della ricerca iniziarono a risentirne.
Dilagarono saggi di dubbia scientificità come "La creazione dell'Universo: put the blame on me" o "Della superiorità dell'embrione sull'essere umano fatto e finito".

Nessuna persona onesta si azzardava a frequentare i malfamati covi della ricerca. Anni prima, un cronista infiltratosi in una mensa dell'ENEA all'ora di pranzo descriveva crudamente questo rifugio di anziani ricercatori come un "ospizio, in cui, parafrasando le parole di Prospero ne 'La Tempesta', un pensiero su tre è rivolto alla tomba, e gli altri due alla pensione".
Ora, quelle stesse mense erano ricettacolo dei più loschi e innominabili traffici.

Il declino economico dell'Italia, ormai condannata a competere nei settori a bassa tecnologia con i paesi più arretrati, accelerò la crisi di questo impero del male, che già aveva subito un duro colpo con la scoperta di immensi depositi di DVD porno e casse di liquore nel bunker sotto il Gran Sasso.


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