Staffelli western
Quando un uomo con una rete incontra un uomo col tapiro l'uomo col tapiro ha il naso storto


Obbligati a buttare metaforicamente e senza distinguo dalla torre una sola delle due frasi "La violenza fisica è sempre una sconfitta della ragione" e "Fanculo Staffelli", noi lupetti affermeremmo senz'altro con una mano sul cuore: "La seconda che hai detto, lo giuro".
Ma l'altra mano, dove sarebbe? Forse dietro la schiena, con due dita incrociate.
Perché tutti hanno ormai capito che Striscia, per fare ancora audience, non deve ammettere possibilità di scampo: l'invasione della tua privacy è pianificata nei tempi e nella location, viene scelto un set di domande singolarmente adatte a farti incazzare in quanto personaggio pubblico, le si ripete come dischi rotti scansando accuratamente ogni contraddittorio e infine si conta sulla tua collaborazione come privato o (meglio ancora) come derivazione non del tutto ammansita di primate.
La collaborazione è amichevolmente sollecitata con l'irritante reiterazione/escalation delle domande.
L'effettone è garantito da un'abile confusione delle due figure: chi si è incazzato, il potente personaggio pubblico o il patetico ometto fatto della stessa materia di qualsiasi pirla ?

Quale umano normale può garantire di resistere a lungo senza perdere uno dei due attributi (ehi, intendevo: umanità o normalità)? Non saprei, ma - sarà un caso - ho notato che ci stanno bene attenti a non tapirare mai un santo.

In sintesi, è nato un genere e Del Noce e Fazio dovrebbero comparire nei credits. Possiamo forse già tratteggiarne un'evoluzione: dagli esordi eroici e generosi (lo spirito della frontiera) al progressivo inasprimento dei temi, con enfasi sull'azione adrenalinica.
Forse avremo in futuro uno Striscia più riflessivo, intimistico o crepuscolare ("Non si uccidono così anche i tapiri", "Untapired (Gli stapirati)", "Naso rotto, non avrai il mio scalpo") in cui magari Staffelli, invece di consegnare l'oggetto, si allontanerà sbriciolandolo lentamente e lasciando un amareggiato Ricci, ormai ombra di se stesso in un mondo che ha perso ogni valore, sullo sfondo, a richiamarlo inutilmente indietro. Colonna sonora: slide guitars, Ry Cooder.

Un genere giovane ma già smaccatamente citazionista: intenso Fazio, topico villain che a mezza bocca suggerisce alla scorta "Dategli due botte..". E Del Noce che tenta di affogare il fallico microfono nel secchiello del ghiaccio - non sfugge a nessuno - un capovolto e ironico omaggio a "Raging Bull", quando De Niro calma certi comprensibili ma - agonisticamente parlando - controproducenti bollori versandosi il ghiaccio nelle mutande.
Ma su quale alchimia conta Striscia per imporsi come genere ? Niente di nuovo, apparentemente: la collaborazione degli spettatori. Vediamo meglio.

In primo luogo la collaborazione radicata nelle viscere e frattaglie varie (e qui notiamo una certa affinità ad es. coi sentimenti suscitati dal western, vedi tifo per indiani vs. giubbe blu) e che - mi figuro - splitta gli spettatori in due cori, magari con qualche travaso dall'uno all'altro durante la trasmissione:
Pro Staffelli: "'A cazzaro, e mo' che je risponni?" / Pro Tapirato: "E ddaje 'na tranvata sur naso.."
Travaso Staffelli -> Tapirato ("E mo' hai rotto", in sintesi "Giamaica") / Travaso Tapirato -> Staffelli ("Sai che te dico? 'sto tapirato è simpatico come 'na mano ar culo", o anche "T'atteggi, t'atteggi ma sul tapiro mio ecc...").
L'alchimia è sottilmente bipartisan: anche in chi detesta il tapirato può scattare una diciamo così "sospensione dell'antipatia", un po' quella che agisce quando ci si trova a tifare per una squadra odiata purché faccia a pezzi quella che si detesta ancora di più.

Per tutti gli spettatori opera - come noto - la cosiddetta "sospensione dell'incredulità" (SDI nel seguito), un atteggiamento mentale situato su un continuum di consapevolezza che va dall'ironico scafato al couch potato. [ SDI in molti sensi: a mente fredda alcuni ad es. si chiedono increduli come possono aver perso tempo su una stronzata del genere, ma occhio alle lancette dell'orologio: parte dell'esistenza è proprio fuggita così. E propongo un istante di raccoglimento per quei giornalisti che - leggo sul BDS - per lavoro sono obbligati a vedere Striscia (mi auguro siano previste indennità) ].

La SDI è una strana bestia e agisce in modo imprevedibile. Ricorderò sempre un tizio che, a metà di un film di James Bond esplose indignato in un "Questa è davvero incredibile!".
Qualche trovata (quale non seppi mai, né in che cosa si annidasse questa singolarità. La immagino fluttuare là, tra il lancio dall'aereo in gommone e il taglio della testa di statua colla famosa bombetta: La Trovata Davvero Incredibile), qualche trovata, dicevo, o forse un accumulo di trovate aveva infranto la "soglia SDI" di quel tizio.
Quello che si chiama un trigger: tutto il primo tempo senza problemi, capite, e improvvisamente click! addio SDI...e sei sulla strada.

Ma la caratteristica più intrigante di Striscia (come di una quota crescente di ciò che ormai impropriamente chiamiamo entertainment) è il prolungamento nel tempo della SDI, una "effetto realtà" che ormai sfugge al controllo personale per trasformarsi in una condizione a tutti gli effetti 'umana'.
Troppo umana ? Eh, sì, si sta a allargare un po' troppo. La SDI non solo è operante nei fatti, ma è anche in qualche modo esplicitamente richiesta, quasi un obbligo sociale [ con facile gioco di parole potremmo parlare, per chi riesce a sottrarsene, di sospensione "a bonolis" ].
E' esattamente quella di cui siamo preda quando parliamo di Striscia come se davvero credessimo che quei filmati lì che ci fa vedere siano 'reali' e questo nonostante ci venga ostentatamente esibito - quasi un 'memento' in effetti, un po' come il famoso "questa non è una pipa" di Magritte - un simbolo così evidente della finzione spettacolare come un tapiro dorato.
Idealmente imparentato con il falcone maltese, Jabba the Hutt, Paperino, il MacGuffin di Hitchcock.

Puro entertainment, gente. E quindi non mi schiero né pro né contro Staffelli, semplicemente perché non è successo nulla, o meglio: è successo il nulla. Nessuno si è fatto veramente male, nessuno le ha date veramente. Il referto è del medico di Cartoonia, Porky Pig, e Staffelli ripartirà in quarta, così come il coyote, ridotto allo spessore del piano euclideo o carbonizzato da uno dei fatali prodotti ACME è alive and kicking e più macchinoso che mai nella scena successiva.

That's all, folks! Riscuotiamoci, dai, si accendono le luci, la gente comincia ad uscire e un Michael Jackson giovane e ancora non troppo candeggiato - remember "Thriller"? - ci sussurra sorridendo "It's only a movie!".

Il seguito è noto: i veri zombies aspettano fuori dalla sala.


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