MAMMA Non ti avevo mai scritto una poesia ma solo perché dentro tutti i versi c’era la tua presenza con la mia e nessuna distanza ci ha mai persi. Oggi invece che son così diversi gli spazi delle nostre nuove vite - tu certamente dentro cieli tersi – posso pensarti in frasi definite; e ripescare immagini sopite per comporre frammenti di un ritratto con quelle sfumature percepite solo vivendo insieme tanto tratto, come noi due, mamma, abbiamo fatto tra sconfitte e parentesi di gloria, (e proprio sopra quel tuo estremo atto calò il sipario di una mia vittoria). Ma forse fu un’immagine illusoria quella che m’invitasti ad afferrare: il voler rimanere nella storia qualunque fosse il prezzo da pagare. Così non ti ho potuto accompagnare nel tuo viaggio verso il cimitero, da sola ti ho lasciato trasmigrare come se fosse morto uno straniero. Più ci ripenso e più non sembra vero non esserti vicino in quella sera, ma anche se col fisico non c’ero ti sostenevo con la mia preghiera. E sospesa nell’aria di già c’era la prima rima di questa poesia a portare la voce mia leggera, insieme a un bacio, a te che andavi via. (Dalmazio Masini)