PARLARE DI SESSO:
Oggi tutti non fanno che parlare di sesso. Anche in televisione è sempre più frequente la presenza dei sessuologi nelle discussioni. Del disagio esistenziale- quello vero- se ne occupano sempre meno. Tutti assumono le veci di confessori, ma solo per quel che riguarda i cosiddetti peccati sessuali. Le contraddizioni, le antinomie e le aporie dell’esistenza passano in secondo piano. Le pratiche discorsive al momento sono di due tipi: totalmente impersonali o sessuali.
Anche la più onesta comunicazione fatica è oramai bandita. E’ caduta in disuso da quando la società ha prevalso sulla comunità. Comunicare per affermare il proprio senso di appartenenza ad un gruppo oggi non è più di moda. Figuriamoci quindi quando si parla di esprimere se stessi. E in realtà al momento sono pochi che conversando esprimono veramente se stessi. La maggioranza parla del proprio lavoro, del proprio rapporto di coppia, della propria sessualità, dei propri divertimenti. Sono sempre più rari gli accenni ai propri malesseri esistenziali. La nostra civiltà occidentale ha posto l’attenzione esclusivamente sull’immagine e quello che oggi manca di più è l’ascolto. Invece tutti avremmo tutti bisogno di un ascolto, che è predisposizione all’empatia e tramite un meccanismo di retroazione genera ulteriormente altra empatia.
La vera pornografia oggi non è il sesso, ma parlare dell’animo. Forse aveva ragione il filosofo francese Foucalt, che nel corso della sua vita aveva analizzato e studiato istituzioni come esercito, scuola, ospedale e fabbrica.
Forse aveva ragione Foucalt quando sosteneva che il potere moderno non controlla più i territori e gli uomini, ma anche i legami tra gli uomini e le loro coscienze. Anche queste ultime infatti sono risorse inesauribili da cui attingere, da manipolare e strumentalizzare. Il potere moderno per questo filosofo non era solo sovranità, disciplina, autorità. Non era solo imposizione e punizione, ma anche controllo psichico e mentale. Per la precisione per Foucalt non esisteva un solo potere, ma una rete di rapporti di potere. Non esistevano solchi profondi tra i vari tipi di potere, ma un’osmosi. Il linguaggio e le pratiche discorsive secondo il nostro non erano un territorio neutro, ma un ambito esclusivo del potere. Invece di istituire una vera paideia il potere(i poteri) sorveglia gli uomini. Tramite l’articolazione del linguaggio il potere può normalizzare e prescrivere, può sancire il limite tra follia e normalità dal punto di vista psichiatrico e il limite tra perversione e normalità in ambito sessuale. Parlare continuamente di sesso è allora un imperativo, perché così facendo il potere può normalizzare ognuno e sapere chi sono i devianti.
In questo modo il potere soffoca le individualità sul nascere e plasma le identità sessuali, sociali e psichiche che vuole
