LA BELLEZZA E IL NASO DI CLEOPATRA:


L’importanza attribuita all’immagine corporea cambia in base alla cultura e all’epoca. La società odierna attribuisce grande valore al corpo. I modelli e i canoni imposti dai mass media sono così pervasivi che condizionano la vita di molti. Un tempo questa ansia di perfezione era appannaggio esclusivo del sesso femminile, che ricercava soprattutto la meta della magrezza. Oggi anche gli uomini hanno iniziato ad andare dal chirurgo estetico e curano il proprio corpo esattamente come le donne. Oggi anche gli uomini iniziano ad avere complessi e sentimenti di inadeguatezza nei confronti del proprio corpo, prendendo come termini di paragone gli attori o i personaggi del mondo dello spettacolo. Il corpo in altre epoche era considerato soltanto uno strumento per svolgere il lavoro fisico, oggi invece è un mezzo per soddisfare il proprio narcisismo. Il corteggiamento e la seduzione un tempo erano un alternarsi di corporeità e di assenze di corporeità, come ad esempio il classico vedo/non vedo. Ma oggi sono definitivamente scomparsi questi rituali. Il corpo oggi ha una triplice funzione: strumento di facilitazione di relazioni sociali e professionali, veicolo di espressività narcisistica, mezzo per adescare le prede dell’altro sesso. Sono in molti soprattutto in giovane età a ritenere che il pensiero e il dialogo non contino assolutamente più nulla, perché su tutto prevale il corpo e l’immagine. Che dire di altre epoche in cui il corpo era considerato uno strumento del demonio e bisognava mortificarlo, reprimerlo, punirlo col cilicio ? Da un estremo siamo passati all’altro: un tempo il corpo allontanava da Dio, oggi il corpo è la nuova divinità della società occidentale. In ogni tipo di società chi è bello è facilitato sia perché considerato più attraente sia perché inconsciamente esiste una correlazione illusoria per cui chi è bello è anche buono e sano. Un’estetica gradevole viene sempre associata alla bontà e alla salute. Questo da sempre. All’incirca sappiamo come si manifesta la bellezza. Ad esempio la bellezza di un volto è data dall’armonia dei lineamenti. Sappiamo all’incirca che se i nasi variano tra i 4 e gli 8 centimetri la persona considerata bella avrà un naso di 6 centimetri. E questo vale anche per le altre parti del volto. Bellezza è sinonimo di armonia e l’armonia di solito è sinonimo di medietà. Sembra paradossale ma una bellezza al di sopra della media scaturisce da delle forme nella media. La bellezza non tollera difetti o eccessi. Il problema di società post-industriali e di civiltà dell’immagine come la nostra è che i mass media stanno attuando una standardizzazione estetica del genere umano. Impongono modelli, che poi i chirurghi estetici ricalcano ossessivamente. Le persone sono così tutte omologate esteticamente. Nel mondo dello spettacolo, in cui l’aspetto fisico ed estetico assume un’importanza smisurata, molte attrici si assomigliano in modo impressionante, perché si sono rifatte allo stesso modo. Stesse labbra, stessi seni, stessi nasi. La bellezza viene di conseguenza svalutata, sminuita, banalizzata. Non ha più il carattere di eccezionalità e di esemplarità di un tempo. Se tutti continueranno a rifarsi la bellezza perderà ogni valore. Infatti la bellezza può esistere solo se esistono dei gradi di piacevolezza e dei termini di paragone. Venendo a mancare i termini di paragone la bellezza finisce. Questo in modo diverso sta accadendo sia per la bellezza fisica che per la bellezza dei paesaggi e delle opere d’arte. Si perde quindi il carattere di enigmaticità della bellezza e del gusto. Sappiamo grazie a Kant che il gusto e il piacere estetico sono insiti in ogni essere umano(in questo senso la bellezza per il filosofo tedesco è universale), che non sono oggettivabili e trascendono il logos. Tuttavia nutro molti dubbi quando Kant sostiene che il piacere estetico è disinteressato. Sappiamo che la bellezza non può essere dominata da nessuna categoria, perché il suo orizzonte è pre-conoscitivo. Ogni volta che ci imbattiamo nella bellezza proviamo una sensazione piacevole, di cui però non siamo pienamente coscienti. Ogni fenomenologia dell’esperienza estetica non ci ha mai spiegato in modo definitivo il modo in cui percepiamo la bellezza. Quale è la struttura profonda che ci permette di cogliere la bellezza ? Come spiegare e definire l’intuizione eidetica, la capacità di sintesi, che ci fa cogliere in un volto o in un corpo la bellezza ? Ogni individuo non è un ricettore passivo di stimoli, ma è produttivo, creativo. La bellezza dipende anche dal gusto e dalla personalità di chi la contempla. Ogni volta che osserva degli stimoli la coscienza intuisce il molteplice in modo unitario. Cosa è che ci dà questa gestalt ? La stessa reazione emotiva suscitata dalla bellezza varia da individuo ad individuo. Molto probabilmente sappiamo più cose della bellezza oggi di qualche secolo fa. Ma forse il mistero della bellezza non sarà mai totalmente svelato, perchè ciò significherebbe capire tutti i segreti della relazione tra soggetto e mondo e tutte le regole canoniche di come il mondo esterno entra nell'uomo e viene accolto dall'uomo. Inoltre vorrei fare un'ultima considerazione molto semplice: certi individui che ambiscono a ritoccarsi per divenire copie di persone ritenute belle dovrebbero ricordarsi che la storia del genere umano è dipesa anche dal naso di Cleopatra








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