E’ un mondo assurdo questo. Un mondo assurdo perché 6 milioni e 600000 bambini muoiono ogni anno di fame ed un miliardo e 400000 persone non hanno la possibilità di bere acqua potabile. L’inquinamento delle acque dovuto a scarichi, pesticidi e piogge acide non migliora certo la situazione e l’acqua potabile presto sarà un grave problema anche per i paesi ricchi. Nel frattempo le multinazionali continuano ad arricchirsi ed i loro affari sono maggiori del Pil di intere nazioni. I loro comandamenti sono delocalizzare e vendere loghi, immagini, simboli. I criminali continuano a riciclare il loro denaro sporco. I milionari in euro ed in dollari trovano facilmente paradisi fiscali in ogni angolo del pianeta. Per il petrolio e per cercare ingenuamente di sconfiggere il terrorismo internazionale si sono combattute guerre come quella dell’Afghanistan e dell’Iraq. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Bin Laden non è ancora stato catturato, mentre sono morti migliaia di bambini innocenti a causa delle bombe intelligenti. Il Potere. Potremmo affermare che è tutta colpa del Potere. Un potere che non ha –non dico pietà- ma un briciolo di umanità nei confronti del Sud del mondo e addirittura non ha ancora cancellato il debito dei paesi in via di sviluppo. Ma è sempre più difficile identificare oggi il Potere e chi controlla e comanda chi e che cosa. Il Potere attualmente non ha più un volto, ma è sempre più sfuggente, immateriale, irreprensibile. Un tempo il grande sociologo Weber aveva descritto tre tipi di potere: il potere tradizionale(patrimoniale o dinastico), il potere legale e quello carismatico. Oggi esistono molte più forme di potere.
Gli uomini più potenti della terra potrebbero cambiare il corso degli eventi, ma preferiscono mantenere lo status quo. Se i potenti non agiscono, allora tocca ai cittadini, che devono assumersi le loro responsabilità in prima persona. Ma manifestare in piazza non basta, anche se è un fatto ormai accertato che la pressione dovuta al malcontento dei cittadini può condizionare la classe politica e i potenti. Comunque se non fanno qualcosa i potenti, devono farla i cittadini. Tertium non datur. Terzo escluso.
Cosa si può fare di fronte a tutto ciò ? C’è chi propone la riconversione delle fabbriche d'armi, il consumo critico, il boicottaggio delle multinazionali scorrette, chi è a favore della creazione di banche etiche, chi è a favore del commercio equo e solidale, chi vuole combattere gli Ogm(organismi geneticamente modificati) e proteggere la biodiversità. Sono tutte iniziative encomiabili, ma per il momento il contropotere non riesce ancora a contrastare efficacemente il Potere, perché spesso- pur essendo propositivo e creativo- non possiede gli stessi supporti economici, mediatici, legali, organizzativi di quest’ultimo. I tentativi di contropotere talvolta iniziano grazie all’entusiasmo e all’idealismo giovanile, ma questi elementi, che possono essere fattori determinanti, da soli non sono sufficienti. Inoltre spesso -per dirla alla Pareto- alcuni membri della contro-elite finiscono per essere integrati ed assorbiti dall'elite per affievolire la loro rabbia e determinazione. Come se non bastasse le problematiche di questo mondo assurdo sono talmente tante e di una gravità inaudita che c’è il rischio di fare troppa confusione, di mettere troppa carne al fuoco e di risultare inconcludenti alla fin fine. Il problema è che i giovani dovrebbero essere guidati dagli intellettuali. Non a caso il movimento no global non è riuscito ancora a livello pratico a contrastare il Potere non solo perchè non è stato finanziato a dovere, ma anche perchè l'unico grande intellettuale presente era Toni Negri. Non voglio assolutamente fare un'apologia del movimento no global nè un'agiografia dei loro portavoce, perchè il suddetto movimento ha forti connotazioni ideologiche(quando a mio avviso non dovrebbero esserci), esiste il rischio che sfoci nella violenza e giunga alla deriva estremistica. Però ad onor del vero questo movimento ha avuto il merito di essre l'unica forma di contropotere, facendo coesistere sia le forme dell'associazionismo cattolico che di quello laico. Ma gli intellettuali, che dovrebbero essere la guida del popolo, hanno messo la testa sotto la sabbia. C’è chi è ritornato al privato e chi invece ha voluto essere un intellettuale organico di vecchio stampo, cercando di inserirsi nel teatrino della politica istituzionale. Ma anche optare per un gramscismo di sinistra o di destra a seconda dei casi significa assecondare il dirigismo dei vertici e mettere la testa sotto la sabbia, perché la politica istituzionale non ha alcuna presa né potere nei confronti delle problematiche planetarie. Gli intellettuali con maggiore onestà intellettuale che si sono prestati alla cosa pubblica si sono fatti strumentalizzare dalla politica, i più furbi sono diventati cortigiani o voltagabbana. Ma quanti sono gli intellettuali del nostro paese che si occupano approfonditamente dei gravi problemi del mondo ? Troppo pochi. I più latitano. I più nemmeno fanno un accenno nelle loro opere ai problemi planetari. E invece dovrebbero ricordare a tutti che l'etica non è una cosa astratta. Dovrebbero ricordare a tutti che etica, economia, politica e diritto non sono discipline a se stanti dello scibile umano, ma che l'etica deve intervenire anche nell'economia, nella politica, nel diritto. E tutti questi intellettuali hanno le loro responsabilità se il contropotere non riesce ancora a combattere tempestivamente il Potere.
