UNA CONSIDERAZIONE OVVIA RIGUARDO ALL'EMBRIONE:
A mio avviso la questione non è sapere quando inizia la vita. E’ pacifico dire che la vita di un essere umano inizia quando uno spermatozoo feconda un ovulo. Secondo alcuni esperti bisogna però fare un passo avanti e determinare se l’embrione è o meno una persona. Se l’embrione è persona, allora può godere dei diritti. Il filosofo prof. Severino a riguardo rimanda alla distinzione aristotelica tra atto e potenza. A mio avviso l’embrione non è solo vita, ma anche persona perché in esso risiede tutto il patrimonio genetico dell’individuo futuro, indipendentemente dallo stadio di sviluppo fetale e dall’autocoscienza o meno di questo. Non me ne importa assolutamente niente che i ricercatori scientifici per ricavare delle cellule embrionali debbano distruggere una blastocisti piuttosto che un feto umano. Per quel che mi riguarda anche quella piccola massa indifferenziata di circa 150 cellula che chiamano blastocisti è già una persona.
Che alcuni poi dicano che i geni sono solo e soltanto istruzioni a mio avviso è fuorviante, perché anche se la personalità di un individuo scaturisce dall’interazione tra eredità ed ambiente, le caratteristiche genetiche sono fondamentali per stabilire l’unicità e l’irripetibilità del soggetto.
Non mi importa niente sapere che soltanto nel secondo mese di gravidanza avviene la formazione degli organi e che prima è una sorta di essere indifferenziato. Più che il termine aristotelico di potenza – che può ingenerare disquisizioni filosofiche tanto elevate quanto arzigogolate- utilizzerei una parola più moderna: potenzialità. L’embrione è soprattutto potenzialità- seppure inespresse.
A costo di sembrare ovvio voglio dirlo chiaramente: bisogna scegliere. Scegliere tra le potenzialità di una vita umana futura e le potenzialità di una ricerca medica, che può curare individui già autocoscienti. La scelta secondo me è tra futuro e presente, tra l’immensa creatività della natura ed una scienza, che per quanto esatta, non potrà mai essere così creativa come la natura, anche se sono perfettamente consapevole che questa mia posizione può essere considerata da alcuni disumana, perché sembra non tenere conto delle sofferenze indicibili di persone, che potrebbero essere curate(ma non esistono anche le cellule staminali adulte ?) dall’utilizzo delle cellule staminali embrionali.
