Era mezzanotte. Non riuscivo ancora a prendere sonno. Ho aperto la finestra e mi sono acceso una sigaretta. Fumavo; le volute e gli anelli di fumo a mezz’aria nella stanza; ero perso nei miei pensieri, quando ho iniziato a sentire dei rumori provenire dall’esterno. Ritenevo che fossero dei passi di un estraneo, che camminava in giardino. Erano i passi di un ladro ? I passi di un balordo ? I passi di un evaso ? I passi di un pazzo ? I passi di un assassino ? Che cosa dovevo fare ? Forse era solo una mia fantasia. Ma è così difficile distinguere tra immaginazione e realtà. Forse era solo una mia paranoia. Un po’ di timore l’avevo. Mi misi a guardare fuori dalla finestra ma non vedevo nessuno: davanti solo il pesco e oltre la siepe di alloro, lateralmente le solite piante. Una volta spenta la sigaretta nel posacenere mi coricai sul letto e cominciai ad assopirmi. Mi addormentai. La mattina dopo svegliai e mi accorsi di aver lasciato la finestra aperta. Avevo un leggero raschio alla gola, che fortunatamente scomparve dopo essermi sorbito il primo caffè della giornata. Durante il giorno pensai a tutt’altre cose. Non rimossi le mie paure: era semplicemente che avevo altro da fare. La sera dopo ripeto lo stesso atto: mi accesi una sigaretta e aprì la finestra per non avere l’aria della camera totalmente viziata dal fumo. E sentii i soliti rumori. Avevo sempre un po’ di timore. Ma nonostante questo decisi di andare a vedere. Ero in pigiama, incurante del fatto che potevo prendere freddo. La curiosità era più forte di qualsiasi calcolo. Avevo paura di scorgere un’ombra, una presenza furtiva. Forse- mi dicevo- la mia imprudenza mi porterà ad avere una colluttazione, in cui avrò la peggio. Forse il ladro- mi dicevo- avrà una pistola oppure sarà munito di un'arma impropria. Ma una volta giunto a dieci metri dalla finestra della mia camera vedo solo la magnolia, che perde le foglie scosse dal vento; non potevo scorgere la magnolia dalla porzione di campo visivo della finestra della mia camera; le foglie strappate dal vento cadono sul giaciglio di altre foglie ai piedi della magnolia e quell’impatto leggero è simile al passo di un estraneo nel cuore della notte. Ciò sta a significare che oggi viviamo tutti in uno stato perenne di iperviglianza e di iperattivazione ed immaginiamo sempre nemici e potenziali efferatezze. Persino le musiche della natura ci creano inquietudine e fanno scattare falsi allarmi nella nostra psiche. Questo è totalmente comprensibile: in una società priva di sicurezza per i cittadini essere paranoici non è più patologico, ma fisiologico. Anche quando ci sono solo le foglie caduche, che salutano definitivamente i rami quasi spogli della magnolia.