MA L'IO NON SI FONDA SUL NULLA:

Oggi le fedi, le istituzioni, gli orientamenti politici, le tradizioni sono fondate sul nulla. Improbabile una trasvalutazione dei valori. Tutti siamo immersi nelle sabbie mobili del nulla e non abbiamo niente a cui aggrapparci, che ci tiri fuori. La poesia è stata sconfitta da tempo. Si è eclissata. Il nulla gradualmente si è esteso a macchia d’olio. Ciò che resta è la nostalgia delle vite non vissute; un’accidia continua, che ti porta a riversarti nella frenesia e nella subitaneità di questo mondo. Cristo non risorge più nel cuore di nessuno. L’odissea di molti si ferma all’isola di Circe. Nessun cavaliere errante vede più nella prostituta Alonza una Dulcinea, in una bacinella un elmo per la battaglia e nei mulini a vento dei giganti insormontabili da sfidare. L’immaginazione viene considerata il viatico della follia. Uno che compie un viaggio nell’inferno, nel purgatorio e nel paradiso oggi verrebbe internato. Omero non ci guida più dal passato e le leggi di Darwin regolano il mercato. Ciò che resta è la ricerca ossessiva di svaghi, di evasioni immediate, di vie di fuga che poi alla fin fine conducono al punto di partenza. Tutti ricercano la compagnia, la folla. Tutti vogliono perdersi in comitive immense fatte più di amici degli amici che di amici veri e nei finesettimana nei centri commerciali o negli outlet. Ma il chiacchiericcio è nulla. Le migliaia di frasi dette sono nulla. Formalità, convenzioni, codici di comportamento sono nulla. Il vero crimine di oggi è il pensiero. Niente lascia traccia. Tutto si perde. I cimiteri sono fatti da cadaveri di persone un tempo ritenute indispensabili. Tutto oggi è sostituibile, interscambiabile: persone, esistenze, relazioni. Tutto è nulla. Tutto è inesistente se non si riparte dal singolo individuo. Se qualche atomo di verità umana esiste ancora si trova nel singolo individuo. Tutti vogliono far parte della massa, essere massa, far parte di un tutto indifferenziato in cui i problemi e le angosce sembrano di colpo assottigliarsi fino a svanire definitivamente. L’uomo solo è colui che non ha paura di parlare a se stesso e nemmeno il timore di ascoltarsi. Ogni uomo solo non è altro che la somma delle illusioni e delle delusioni della sua generazione. Ogni uomo solo non è altro che solitudine, che diviene con la maturità privazione. Ogni uomo solo sente gravare su di sé la dissociazione tra la propria individualità e la propria vita. Che cosa è l’esistenza di un singolo individuo se non un’anarchia di attimi ? Che cosa è la memoria di un uomo se non uno stillicidio incalzante di ricordi sbiaditi ? Per quanto scomponibile in sottounità di sottounità e in infinitesime particelle di particelle però l’io non si fonda sul nulla. Dobbiamo tenerlo presente. Forse solo allora “il noi” non sarà più una massa indifferenziata e amorfa.








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