PADOVA PER NOI:
Padova, città dagli innumerevoli contrasti, spettrale per la continua foschia e vitale per gli studenti e i militari, era lì che racchiudeva tutti i nostri sogni e le nostre angosce giovanili. Lì con la sua disposizione di strade, con i suoi reticoli di viuzze, con la sua relazione austera tra le parti, ti sfuggiva, sfuggiva alla nostra voglia di comprenderla totalmente e la sua forma definitiva non si lasciava catturare dalle nostre scatole craniche. Padova inizialmente era anche una città difficile, apparentemente inospitale e ricca. Ma con il tempo ci accorgemmo che dietro l'apparente chiusura e diffidenza dei veneti nei confronti di chi veniva da fuori si celava l'onestà e la lealtà, così come ci accorgemmo che la ricchezza era dovuta al sacrificio e alla dedizione al lavoro. E’ molto più sicuro e naturalmente più superficiale il turista che per pochi giorni visita Padova. I soliti itinerari. Il giudizio su Padova sarà affrettato, ma chiaro e lineare. Per lui Padova non sarà altro che cinque o sei cartoline illustrate al massimo. Questa sarà la sua conoscenza. Ma noi respiravamo le sue mura tutti i giorni, ascoltavamo le sue grondaie che guidavano l’acqua, le gocce di pioggia serpeggiare sui vetri dei negozi e penetrare negli infissi, sapevamo il profumo dei peschi in fiore, il sole di Primavera nei parchi pubblici. Sapevamo i ritrovi abituali tra giovani, le osterie in cui si mangiava con pochi soldi, il traffico della circonvallazione, le conversazioni, gli incontri, i commiati alla stazione.