RIGUARDO ALLA STORIA:

Spesso è necessario almeno un secolo, perchè certi fatti storici vengano valutati con serenità di giudizio ed imparzialità. Per valutare con obiettività e con equanimità i fatti spesso bisogna esserne distanti. Naturalmente non voglio in questa sede fare una distinzione tra cronaca e storia, tra storia e storiografia, oppure rifarmi al distinguo degli antichi tra cronache ed annali. Dico semplicemente che ad esempio oggi gli storici non sarebbero sufficientemente equipaggiati di obiettività nel valutare il conflitto tra Israele e Palestina. Inoltre il susseguirsi degli eventi è incalzante, inarrestabile. Il mondo moderno è caratterizzato da un dinamismo impressionante. Di punto in bianco ecco presentarsi- quando nessuno se lo aspetta- una svolta epocale, per cui al momento è difficile fare disamine o trovare modelli esplicativi adeguati. Si pensi alle torri gemelle. Fino ad allora quanti occidentali sapevano le distinzioni tra sunniti, sciiti e scismatici ? Ci eravamo a mala pena "abituati" alle istigazioni al suicidio per uccidere gli infedeli da parte di Khomeini e degli Ayatollah, ma non pensavamo certo che Bin Laden colpisse al cuore l'America. Tutto ad un tratto ecco presentarsi una contrapposizione inaspettata tra la solita America gendarme del mondo e gli uomini-kamikaze della Jihad. Per il momento questa è attualità, è cronaca. Quanto tempo ci vorrà per metabolizzare questi fatti e farli divenire storia ? Non è un caso quindi che ultimamente la ricerca storica sia in crisi. C'è addirittura chi propone la "microstoria", ovvero restringere il campo d'indagine a dei fatti e delle situazioni particolari e più facilmente documentabili.
E' chiaro che la storia non può essere mai totalmente obiettiva, ma lo storico può avvicinarsi asintoticamente all'obiettività. In questa sede non voglio nemmeno parlare dei libri sulla resistenza di Pansa. La storia non la scrivono sempre i vincitori, come ad esempio Churcill. Erodoto e Tucidide sono stati dei grandi storici, eppure erano esuli e sconfitti. E' altrettanto vero che alcuni storici vincitori rimuovono le testimonianze dei vinti e nascondono gli orrori generati dalla loro parte. Ma la verità viene sempre fuori. Nonostante i negazionisti, che sono i peggiori storici. Niente di nuovo sotto il sole: sono sempre esistiti. Attualmente esistono i negazionisti dell'Olocausto, così come i negazionisti delle foibe. Tempo addietro in Turchia esistevano anche i negazionisti del genocidio armeno da parte dell'impero ottomano, che oggi è stato riconosciuto sia dall'Onu che dal Parlamento europeo. In tutto questo bailamme mi sembra assurda la domanda che si pone Spengler ne "Il tramonto dell'Occidente", ovvero se la storia ha una sua logica. Non credo affatto che la storia abbia una sua logica, semmai infinite contraddizioni, orrori ed atrocità. Si pensi che addirittura i nazisti hanno confezionato i paralumi con la pelle degli ebrei ed i rivoluzionari francesi hanno conciato l'epidermide dei reazionari.








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