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FABIO GOSTOLI "I COLORI DEL
SOGNO" di Gabriele Mazzanti
L'atteggiamento, é di una semplicità estrema: come
di chi, appena in vita, schiude gli occhi al mondo attorno a lui
per afferrarlo con tipica curiosità puerile e lo tinge dei colori
dei sogni, quelli che la sua anima ancora libera, gli infonde. E'
vero che, chi "nasce" alla pittura, "nasce" una seconda volta al
mondo, poichè lo scopre con occhi folgorati di luce nuova. Scoprire
che i luoghi della propria infanzia e vedere gli stessi, un tempo
forse detestati, -perché "prigione" di un animo giovanile insofferente
al peso delle restrizioni -, diventare sorprendentemente piacevoli
e degni di essere poetati di ricordi e di viva immaginazione, é
una rivelazione staordinaria, forse, la più importante nella vita
dell'uomo. E' quanto é accaduto a Fabio Gostoli: autodidatta, vadese,
poco più che trentenne. Ha voluto schiudere finalmente gli usci
a quell'energia violenta e irrefrenabile che é la forza dell'arte.
Da autodidatta, pertanto. Essere autodidatta significa avere il
coraggio di ricercare ciò che non si sa per conoscenza impartita.
Significa mettersi in gioco, "giocare d'azzardo" e rischiare di
vincere, come è accaduto a lui, da principiante, ma già detentore
di un'innata forza cromatica che ha voluto "piegare" alle sue esigenze
di espressività. Così ha impressionato le campagne vadesi, arricchendole
d'ingenuità poetica tipica di chi si esprime liberamente senza condizionamenti
" cultural - iconografici". C'è poco da dire. gli acquerelli di
Fabio rivelano quanta intima segreta sensibilità può celare l'essere
umano e come questa, può estrinsecarsi solo se rilevata da certi
mezzi, primo fra questi, la pittura. Rappresentare i borghi arroccati
della sua terra marchigiana, lo spaventapasseri, il pagliaio, i
campi arati, il profilo minaccioso degli alberi contro il cielo,
la montagna, il tramonto, le case coloniche dei nostri nonni, -oggi
somiglianti più a regge che a dimessi focolari dei tempi trascorsi
o a sofferti "teatri" di stenti -, significa adottare il mondo conoscibile
e quello conosciuto, a funzione di abbecedario della pittura. E'
dunque la rivelazione della natura e la visione del paesaggio antropizzato,
primo stimolo alla conoscenza. E pittorica, s'intende! Fabio Gostoli
si è cimentato nella tecnica dell'acquerello, antica disciplina
basata sulla diluizione delle polveri in acqua, generatore di effetti
di leggerezza e trasparenza, ma la densa materia dei suoi corpo
si impasti cromati ci, l'uso che ne fa, rivelano fin d'ora, l'inequivocabile
vacazione di pittore. " Le tue opere sono le copie di mille riassunti"
Giovanni Gostoli
FABIO GOSTOLI - LUCIANO LEPRI - Giornalista -
Critico d'Arte
Oramai da quando circa la metà degli anni '60, in un suo celebre
scritto, Giulio Carlo Argan ipotizzò la "morte dell' arte" è diventato
luogo comune affermare che la pittura è morta. Sicuramente per
lunghi anni la pittura è stata "in coma", oggi però sta fortunatamente
tornando "di moda" grazie anche a pittori come Fabio Gostoli che
con una cura a base di sensibilità propositiva, interpretazione
di valori, capacità di stimolare la fantasia e di schiudere nuovi
sentieri all'emozionalità dell'animo umano, ma, anche e soprattutto,
in virtù di una grande capacità tecnica, è riuscito a trovare
la giusta "medicina" per ridare vita alla nobile pittura nelle
sue varie e diversificate forme rappresentative: acquerello, olio,
pastello. Guardare il lavori dell'ottimo pittore marchigiano vuol
dire riconciliarsi con l'arte, vuol significare vivere emozioni
sincere e profonde, vuoI dire credere che attraverso lo sguardo
di un bambino, la silente bellezza di un paesaggio o il dinamico
rivelarsi di smaglianti corpi di donna è possibile leggere, come
in un libro aperto, tutta la sua verità interiore che altro poi
non è che l'esternarsi, il farsi presenza poetica della nostra
verità più intima e nascosta. Ecco allora gli incantati scorci
di antichi borghi, colti e raccontati in ovattate e silenti prospettive
notturne quando, forse, anche i vicoli, le chiese, i signorili
palazzi si interrogano e riflettono su quel buio cupo che li circonda.
Ci sono, poi, splendide figure femminili ora delicate, ora sprezzanti,
ora provocanti e seducenti, ora pensierose e sognanti, tutte comunque
immerse in atmosfere oniriche e fantasiose e tutte portate da
un dinamismo quasi boldiniano che riescono - ecco l'artista Gostoli
- ad attraversare le barriere del tempo e dello spazio con un
linguaggio proprio, diretto, immediato e vivo.
FABIO GOSTOLI 20 ottobre 2003
Nasce a Sant'Angelo in Vado nel 1963. La sua tecnica è l'acquerello,
antica disciplina basata sulla diluizione delle polveri in acqua.
La sua è una continua ricerca di nuove tecniche pittoriche come
il pastello tradizionale, il pastello ad olio, la tempera fino
ad arrivare all 'olio. Le sue opere si trovano in collezioni private
e pubbliche, ha partecipata a mostre collettive e personali. Ha
avuto il piacere e l'onore di incontrare critici d'importanza
nazionale che hanno modifìcato notevolmente il suo saper dipingere
e vivere l'arte intensamente. Ha partecipato e partecipa a concorsi
nazionali e internazionali con buoni consensi. All' ACCADEMIA
INTERNAZIONALE D'ARTE MODERNA a Roma gli è stato conferito una
segnalazione speciale per la particolare applicazione della acquerello,
e l'inserimento del nominativo nell'albo accademico, e' stato
selezionato alla V edizione del Premio di Pittura Remo Gardeschi
2003, selezionato a partecipare al 2° Gran Premio Internazionale
dell 'Arte Roma - Barcellona - Bruxelles - Firenze 2003 tramite
la galleria il Collezionista, selezionato a partecipare con altri
65 artisti giunti da tutta Europa al 2° Premio Internazionale
d'Arte" Pavia -Giovane Arte Europea" 2003 Per un Museo d'Arte
Contemporanea, invitato a partecipare alla Biennale Internazionale
dell' Arte Contemporanea Città di Firenze che si svolgerà dal
6 al 14 dicembre 2003 presso la storica Fortezza da Basso, dal
gennaio 2004 sarà in permanenza con i sui lavori alla Galleria
La Spina Art Gallery di Pisa. Credo che da oggi possa dire con
certezza dice l'artista Gostoli che sono fiero dell'evoluzione
artistica che ho raggiunto con anni di tanto lavoro e dedizione
al bellissimo mondo della pittura, tutto quello che le parole
non esprimono.
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