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le erbe aromaticheUna foglia d'alloro, un pizzico di timo, un chiodo di garofano, una manciata di finocchina selvatica... non sono ingredienti irrilevanti nelle ricette gastronomiche. Non alzate le spalle ignorandoli solo perché in casa in quel momento non ne avete. Gli aromi oltre ad aggiungere sapore ai cibi, e quindi a farvi risparmiare sui grassi e sul sale, svolgono un'importante funzione preventiva. Spezie
e aromi sono l'anello di congiunzione fra erboristeria e dietetica. Con una
distinzione approssimativa, di comodo, possiamo definire aromatiche tutte le
erbe usate nella tradizione culinaria occidentale, in genere parti aeree della
pianta che non contengono principi irritanti revulsivi: rosmarino, prezzemolo,
cerfoglio, estragon, maggiorana, finocchio, basilico, salvia, ginepro, timo,
erba cipollina, zafferano ecc. (senape gialla e peperoncino contengono principi
revulsivi che li accomunano, per l'uso, alle spezie). Per
spezie intendo quelle d’esportazione: radici, corteccie, semi e frutti,quali
:pepe, garofano, cannella zenzero, curcuma, cardamomo ecc. Tutte
queste piante sono accomunate da un’alta concentrazione di olio essenziale, il
principio attivo più volatile della pianta, quello che, liberandosi dalle
cellule vegetali con l'aiuto di un calore più o meno forte, ne costituisce il
profumo. Tutti gli olii essenziali hanno il potere di distruggere germi e
batteri senza ledere i tessuti viventi. Indizi della conoscenza di questa
importante proprietà, dimostrata oggi a livello di laboratorio, li troviamo in
tutte le epoche e in tutte le civiltà. L'usanza di profumare il corpo con
essenze vegetali, così importante per gli egiziani e i popoli del medio ed
estremo oriente, gli unguenti balsamici usati durante le grandi epidemie per
allontanare il contagio, i suffumigi nelle camere dei vaiolosi, l'abitudine di
conservare la biancheria nella lavanda; si trattava di precauzioni igieniche
empiriche e spesso inadeguate ma che devono avere un fondamento di verità data
la loro diffusione costante nel tempo e nello spazio. Valnet riporta che in una
clinica in cui sono stati vaporizzati nelle camere olii essenziali ,è calata
considerevolmente la percentuale di influenze raffreddori e varie malattie da
contagio. Importantissima è anche la funzione degli olii essenziali
sull'apparato respiratorio. Gli
olii essenziali, contenuti nelle spezie e nelle erbe aromatiche esercitano
doppiamente la loro azione disinfettante: sui germi eventualmente contenuti
negli alimenti fra cui i responsabili del deterioramento dei cibi; e sui batteri
già presenti nel nostro organismo. La
funzione di disinfettare e conservare più a lungo i cibi (particolarmente de11e
spezie, in cui gli olii essenziali si combinano con i principi piccanti) ha
determinato l'enorme importanza delle spezie nell'economia commerciale del medio
evo (è noto che, la cucina del passato era molto più aromatica della nostra,
non avendo a disposizione gli attuali metodi di conservazione) analogamente gli
aromi sono molto usati nei paesi caldi dove i batteri prolificano più
facilmente ed è frequente il rischio di infezioni di vario genere,
particolarmente infezioni intestinali. Molto
meno facile è dimostrare e quantificare l'effetto disinfettante interno. Perché
la sua azione è preventiva graduale, quasi insensibile. Tuttavia possiamo
osservare cha tutti i cosiddetti aromi da cucina, usati con altri dosaggi in
preparazioni erboristiche e farmaceutiche, svolgono diverse funzioni curative. E' noto l'uso, nella medicina famigliare, di chiodi di garofano e cannella nel prevenire raffreddori e influenze (in certe regioni si usa lo zenzero nel latte bollente). Il finocchio evita le fermentazioni, contribuisce a sgonfiare il ventre e ad eliminare i gas intestinali, il prezzemolo oltre ad essere una preziosa sorgente di vitamina C, viene usato per facilitare le mestruazioni (a quest'uso, molto diffuso, si devono attribuire complicazioni, anche gravi, causate da tentativi d'aborto) il ginepro entra in preparati per disinfettare le vie urinarie. Un discorso a parte meriterebbe il peperoncino di Cayenna, il cui uso curativo in diverse malattie è stato molto pubblicizzato, a volte anche con qualche esagerazione. Da
questi indizi è logico supporre che l'uso costante e variato di spezie e aromi
nella cucina quotidiana aiuti a prevenire una quantità di disturbi e malattie
infettive oltre a svolgere le proprietà curative preventive specifichedi ogni
pianta. Una seconda e, non meno importante funzione che è comune a tutte le erbe da cucina è quella, che viene esplicata sugli organi dell'apparato digerente. Stimolano la salivazione e i succhi gastrici aiutando la digestione. Naturalmente,
per lo stesso motivo, le persone che soffrono di eccessiva secrezione gastrica
devono fare un uso moderato di ingredienti aromatici, ma senza eliminarli del
tutto. In linea generale si può dire che le erbe aromatiche svolgono questa
funzione in maniera meno violenta e più tollerabile mentre le spezie vanno
introdotte con più cautela nell'uso quotidiano. Da
non sottovalutare anche l'importanza di una buona salivazione sugli organi
vocali, soprattutto in chi deve parlare a lungo o cantare. Lezione tenuta a Pontecchio Marconi (Bologna) 16
aprile 1984 |
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