3. Algoritmi.

Secondo il punto di vista della Association for Computing Machinery (ACM), l'informatica può essere definita come quella disciplina che si occupa dello studio sistematico degli algoritmi che descrivono e trasformano l'informazione.

Ma che cos'è un algoritmo?

Il termine algoritmo deriva dal nome del matematico arabo Al Khwarizmi, a cui si devono due libri: il primo di aritmetica, il secondo, dal titolo Kitab aljabr wal mugabala (metodo per numerare ed ordinare le parti di un tutto), noto anche perché vi compare, per la prima volta, la parola algebra.

Il matematico Markov dà la seguente definizione di algoritmo: l'insieme delle regole precise che definiscono un procedimento di calcolo destinato ad ottenere un determinato risultato, partendo da dati iniziali.

Da tale definizione discende che un algoritmo:

a) deve essere finalizzato all'ottenimento di un risultato;

b) deve essere applicabile ad un vasto campo di dati;

c) deve avere regole precise:

d) deve essere costituito da un insieme finito di istruzioni terminabili in un tempo finito;

e) ogni sua operazione deve essere discreta e non continua;

f) deve essere un procedimento deterministico e non probabilistico

g) deve necessitare della presenza di un operatore (persona o macchina) e di un supporto di memoria (per regole, dati e risultati parziali).

Un'altra definizione di algoritmo è fornita da Knuth nel libro The Art of Computer Programming:

è un insieme di regole ed istruzioni aventi le seguenti caratteristiche:

- deve essere finito e terminare in un numero finito di operazioni;

- deve essere definito e preciso, cioè non deve contenere ambiguità

- il campo di dati in ingresso deve essere precisato;

- deve possedere almeno un risultato;

- deve essere effettuabile: tutte le operazioni devono poter essere effettuate esattamente ed in un tempo finito.

La soluzione di un certo problema può essere formalizzata con un algoritmo, oppure può non esistere in forma algoritmica.

Se per uno stesso problema esistono più algoritmi risolutivi, è necessario scegliere quello che risulta essere il più semplice e veloce.


4. Riferimenti.

[1] AA. VV., Enciclopedia generale di Informatica, Gruppo Editoriale Jackson, Milano, 1989;

[2] Ceri / Mandrioli / Sbattella, Istituzioni di informatica, ed. McGraw-Hill.


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