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MASSIMO ROSSI

 

Ciao a tutti, sono Giovanna,  ho voluto creare questa pagina per fare un regalo ad un poeta che mi piace veramente molto...

 

 

Verrà ancora l’alba, Padre mio

e parlerai illuminando il pioppo :

così lo stagno e il suo meditabondo

castagno, torneranno a nuova vita.

Come Lazzaro affogato nel buio

sconosciuto, inumano,  già dovrò

aspettare la morte di una notte

per cogliere la Tua luce divina. 

 

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E' lieve appartato modesto l'obbligo

di te. un rumore lontano di battaglia

s'incaglia tra i nostri  obsoleti  stupori.

 

                                                            siamo giunti alla resa.

 

nascono nuovi amori nella battigia

i bacini lì apprendono a muoversi:

non esiste  più del sospiro il pudore.

 

tra noi non c'è che il rigore del pianto

e domani. domani

lo scheletro d'assenza.    

 

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Fu cenere ancor prima di ardere

l'intesa meditata perenne.

avevi   intenzioni velate

tronchi perché  piane emozioni

fini  fiammiferi sdruccioli.

con la testa china

in attesa di cenere

insisti ad incendiare il domani

ignifugo quanto l'oggi.

 

e dal quartiere dormitorio

dove la notte distendi il mio

corpo abbandonato

risorge la noia dell'insonnia

ed il sospetto che al  nulla

si opponga sconfitta  la parola.

 

piantarsi in terre che amplessi non videro

provoca ustioni  appena visibili.

potresti pensandoci chiamarle

così: solitudini stratificate.

formano direttrici oblique

allo stesso modo di sguardi indifferenti.

 

 

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Desidero esserti dentro

pure nei  pensieri

scoprire se uno mi appartiene.

 

se fossi  certo

che il mio viso non  ti è tregua

alla noia del giorno

come lo è il tuo per me

che il vedermi  al mattino

non è un intenso possente respiro

comunque  ti amerei.

 

nel silenzio infranto dai tasti del p.c.

scriverei di te come sto facendo ora

racconterei di  quest' amore monco

alle mille orecchie invisibili

che  tutto con  attenzione ascoltano.

 

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                                                                                        28 luglio 1996

E’ un giorno dal colore asprigno

questo. dal suono grigio alluminio

dal gusto sordo.

la pioggia riciclata da un lontano

temporale non mi chiede il permesso

d’essere ospite al mio compleanno:

poco male. non ho preparato la torta.

 

alcune traduzioni:

 

Time flows through river sluices

we were there abstracted and

your and my face were winter portraits

facing west while my tachycardiac heart

and the back of your  hands tingled

in vocative consonances.

 

in boundless rooms in mossy halls in crumbling holes

does not lie feeling but its  contemplation.

 

lyric intuition pure crocean* intuition.

 

rebel inspiration originating

beautiful but lonely words

lonely words of sun.

 

* Benedetto Croce (1866-1952), Italian philosopher.

 

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Let the dusk

swallow the milk-white clouds

move to the mirror so that you are reflected

in the orange disc of the day falling asleep.

 

from here I will see you like afrodite

like a divine vision taking my breath away.

 

I will breathe in deeply in order not to die

I will pray the exhausted sun

to get away from his sleep

thus I will be adoring you    in a never-ending sunset.

 

Una sua traduzione di Teppista del poeta russo Sergej A. Esenin:

 

      ХУЛИГАН                                                                                       TEPPISTA

 

 

Дождик мокрыми метлами чистит                   La pioggerella con umide scope
Ивняковый помет по лугам.                       Lo sterco dei salici sui prati pulisce.
Плюйся, ветер, охапками листьев,—               Sputa, vento, mucchi di foglie,-
Я такой же, как ты, хулиган.                    Anch’io come te, sono un teppista.
 



Я люблю, когда синие чащи,                     Adoro le fitte boscaglie blu quando,
Как с тяжелой походкой волы,                   Come l’incedere lento dei buoi,
Животами, листвой хрипящими,                   Con il ventre  crepitante di foglie,
По коленкам марают стволы.                     Imbrattano le ginocchia dei tronchi.
 



Вот оно, мое стадо рыжое!                      Eccolo, il mio fulvo gregge!
Кто ж воспеть его лучше мог?                   Chi poteva cantarlo meglio?
Вижу, вижу, как сумерки лижут                  Vedo, vedo i crepuscoli leccare
Следы человечьих ног.                          Impronte di piedi umani.
 



Русь моя, деревянная Русь!                     Mia Rus’, mia legnosa Rus’!
Я один твой певец и глашатай.                  Sono il tuo unico cantore e araldo.
Звериных стихов моих грусть                    Dei miei versi ferini, la tristezza
Я кормил резедой и мятой.                      Ho nutrita di reseda e menta.
 



Взбрезжи, полночь, луны кувшин                 Fai luce,mezzanotte, alla brocca della luna
Зачерпнуть молока берез!                       Perché si attinga latte alle betulle!
Словно хочет кого придушить                    Sembra che il cimitero voglia strozzare qualcuno
Руками крестов погост!                         con le braccia delle croci!
 



Бродит черпая жуть по холмам,                  Un nero terrore vaga per i colli,        
Злобу вора струит в наш сад,                   La malvagità del ladro striscia nel nostro giardino, 
Только сам я разбойник и хам                   Ma anch’io sono un furfante e bandito
И по крови степной конокрад.                   E ho il  sangue del ladro di cavalli della steppa.
 



Кто видал, как в ночи кипит                    Chi ha mai visto  nella notte come gorgoglia
Кипяченых черемух рать?                        La schiera dei ciliegi selvatici in bollore?
Мне бы в ночь в голубой степи                  Mi piacerebbe appostarmi con una mazza
Где-нибудь с кистенем стоять.                  In qualche parte dell’azzurra steppa.
 



Ах, увял головы моей куст,                    Ah, è appassito il cespuglio della mia testa,
Засосал меня песенный плен.                   Mi ha seccato la prigione dei canti
Осужден я на каторге чувств                   Condannato all’ergastolo dei sentimenti
Вертеть жернова поэм.                         A rotolare le macine dei poemi
 



Но не бойся, безумный ветр,                  Ma non temere, folle vento,
Плюй спокойно листвой по лугам.              Sputa tranquillo le foglie sui prati
Не сорвет меня кличка «поэт».                Non mi cancellerai lo stimma di «poeta».
Я и в песнях, как ты, хулиган.               Nei canti io rimango, come te, un teppista.

1919

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